Una gradita sorpresa inaspettata.
di
pennabianca.
genere
trans
Sono Gabriele, ho 32 anni, sono moro dagli occhi azzurri, ho un bel fisico muscoloso; insomma sono considerato un bel ragazzo, attraente e simpatico. Inoltre, cosa da non poco, penso di avere un bel paletto tra le gambe: lungo poco meno di venti centimetri, di notevole spessore con una bella cappellona rossa e palle grosse sempre piene di crema, molto gradita dalle donne che l’hanno assaggiata. Ho un discreto successo con le ragazze, con cui scopo spesso e per questo motivo ancora non mi son legato con nessuna. Una delle mie ultime avventure, però, ha, in qualche modo, lasciato il segno. Era un venerdì sera e mi trovavo in un locale dove si balla latino-americano. La serata non stava andando alla grande; avevo provato della avance con due/tre ragazze, ma senza successo. Mentre ero al banco mescita del bar, a bere un drink, noto una bella ragazza, che mi punta gli occhi addosso. All’inizio, penso sia un fatto casuale, ma poi noto che la tipa insiste. Faccio un giro per il locale e poco dopo la rivedo. Lei non mi sta guardando, quindi posso osservarla con calma. È senz'altro una bella ragazza, di altezza media, magra, con un bel seno, almeno una 3° misura, messo ben in evidenza da un top molto scollato nero. Le gambe, poi, sono davvero belle, magre, ben affusolate, vellutate come una pesca. Indossa dei pantaloncini molto attillati, che mettono in evidenza un culo che sembra da favola, tondo e tosto. Il viso presenta degli zigomi un po’ marcati, ma carini, ha un trucco non pesante e per niente volgare, i capelli sono biondi e mossi, lunghi fino alle spalle. Si gira di colpo e mi sorprende a guardarla. Per un lungo istante, ci siamo scrutati; lei mi sciorina un sorriso malizioso, così mi son avvicinato, salutandola. Lei, molto gentile, ricambia e cominciamo a chiacchierare.
«Ciao, sono Gabriele.»
«Piacere, Pamela.»
Un attimo di silenzio per un minimo di imbarazzo, poi ci siamo messi a parlare, all’inizio, di cose molto banali, ma, fin da subito, ho notato che è una ragazza semplice e, da vicino, mi sembra ancor più bella. La serata va avanti bene, fino a quando mi dice che deve tornare a casa, perché il giorno dopo deve svegliarsi presto. Mi offro di accompagnarla e lei accetta. Al momento di salutarla sotto casa, mi avvicino e la bacio: lei ci sta ed è un bacio appassionato quanto sensuale. Cerco di andare oltre, ma mi dice che deve andare; mi lascia il suo numero e ci salutiamo. Per un attimo son rimasto un po’ deluso, ma poi, riflettendo, mi son detto che era ovvio che mi avesse mandato in bianco; non sembrava una troia che te la molla all’istante. Il giorno dopo, la chiamo e l’invito ad uscire a cena con me; lei accetta volentieri.
Si presenta con una minigonna elasticizzata, che evidenzia il suo splendido culetto, una camicetta che, abbottonata, sembra troppo stretta per contenere il suo magnifico seno, che preme con forza contro il tessuto. Calza degli stivaletti col tacco alto, che rendono il suo incedere ancor più sensuale e le gambe sono fasciate da calze a rete, forse autoreggenti, molto sexy. Quando sale in auto, le sue splendide cosce vengono esposte in bella vista; sento il mio membro che si gonfia rapidamente, nei pantaloni. La porto a cena in un bel ristorante e ci godiamo una bella serata. È simpatica, allegra, divertente, ed anche piuttosto autoironica. Mi piace, mi sento bene con lei; vedo che anche lei gradisce molto la mia compagnia. Parliamo di tante cose e scopriamo di aver tante cose in comune, tipo certi hobby, ad entrambi piace sia il mare che la montagna. Insomma una bella serata e, quando la riaccompagno e mi fermo davanti casa sua, arriva il momento di salutarci: la bacio appassionatamente ed a lei questo piace. Le chiedo se mi permette di salire su da lei e lei accetta. È fatta, penso tra me e me. Mi fa entrare in casa e trovo che sia veramente molto carina, assolutamente pulita ed ordinata. Nel suo appartamento, continuiamo a baciarci. Intanto le tocco il seno, le tolgo la camicetta e mi trovo in mano il seno che trovo bellissimo. Le succhio i capezzoli: che spettacolo! Geme, mentre io resto sorpreso dal fatto che, di sicuro, quel seno è stato rifatto, ma è davvero molto eccitante. Cerco poi di andare oltre, ma lei mi fa capire che non può, perché si trova in “quei giorni particolari”. Che peccato, penso tra me. Continuiamo a baciarci ed eccitarci. Ho il cazzo che scoppia e lei se ne accorge; comincia a massaggiarmelo, me lo tira fuori, dimostrando che anche lei ha voglia: prende a succhiarmelo, lo fa alla grande. Mi regala uno dei più bei pompini che abbia mai ricevuto in vita mia. Lo percorre tutto con la lingua, dalla punta fino sotto le palle, che prende in bocca e succhia una per una. Poi, molto lentamente, se lo infila tutto in gola, spingendo il suo viso contro il mio corpo. Resto sorpreso dalla sua gola profonda.
«Accidenti: sei fantastica! Nessuna, prima di te, se lo è mai infilato tutto in gola! Sei meravigliosa!»
Solleva lo sguardo, sorride, poi inizia a muovere la testa avanti/indietro e me lo succhia, muovendo la lingua in modo da attorcigliarla lungo l'asta ogni volta che se lo infila in gola; finché, impossibilitato a resistere, le dico che sto per sborrare.
«Sto sborrando! Mi stai succhiando l'anima! Cazzo, vengo!»
Le sparo in bocca una dose industriale di sbroda, che le gonfia le guance, e lei, dopo averla assaporata, la ingoia tutta, fino all'ultima goccia: la mia è stata una sborrata incredibile! Mi sento addirittura le gambe molli, per quanto ho schizzato nella sua bocca. Me lo pulisce e lecca fino all'ultima goccia, lasciandomelo ben lucido. Si solleva, mi fissa un attimo e poi avvicina la sua bocca alla mia; quando vede che resto immobile, ma sorrido, mi bacia in bocca e mi fa sentire il sapore della mia stessa sbroda, prendendo a limonare per un po' con me. Cazzo, mi fa impazzire una femmina così! Sembra una santerellina, ma, in realtà, è una grandissima fellatrice e, sicuramente, sarà anche una magnifica troia a letto. A malincuore la saluto e me ne vado. Quella notte, a letto, ho percepito ancora su di me la piacevole sensazione della sua bocca, fino a farmelo ritornare duro al punto da dover ricorrere ad una sega. Ci rivediamo due giorni dopo. Questa volta la porto nel mio appartamento. Cominciamo ad accarezzarci a vicenda. Lei tiene a precisare che è ancora mestruata. Un po’ deluso, penso che mi dovrò accontentare di un'altra pompa. In effetti, me lo succhia in maniera divina. In ogni caso, però, mi è chiaro quanto le piaccia succhiarlo, perché si eccita molto nel farlo; le metto di nuovo il seno a nudo e le accarezzo le cosce, ma, quando provo a salire verso il culo, lei ogni volta mi ferma.
«Dai, ti prego, sta fermo che mi sento a disagio quando ho il ciclo!»
Sono un po' dispiaciuto, ma comprendo Il suo disagio e, quindi, non insisto più di tanto. Lei, ad un tratto, mi sorprende avanzandomi una richiesta che mi manda ai matti.
«Ti prego: inculami! Ho troppa voglia di sentire il tuo bel cazzo dentro di me! Ho un assorbente interno e, se me lo metti nel culo, posso godere anch'io!»
La porto in camera da letto; mi fa spogliare nudo e metter disteso sul letto supino, con il membro ben dritto. Nella leggera penombra della stanza, ammiro il suo magnifico culetto, che lei appoggia sul mio membro, voltata di spalle. Sposta solo il filo del perizoma e, con una mano, si tiene l'assorbente, mentre, con l'altra, dopo aver bagnato il buchetto con un po' di saliva e averlo poggiato sulla punta del mio membro, inizia a spingere verso il basso, in modo che il mio membro le entri dentro, lentamente. Prova il movimento due o tre volte, poi, di colpo, si lascia cadere e se lo infila tutto nel culo, senza alcuna esitazione.
Resto stupefatto dalla facilità con cui se lo è infilato tutto dentro. Mi godo quel bel culo morbido, caldo ed accogliente; lei si muove ondeggiando su e giù, facendosi penetrare dal mio cazzo, contraendo bene i muscoli anali, che me lo massaggiano in una maniera deliziosa ogni volta se lo spinge tutto dentro. Per me quella è stata una delle più belle inculate che mi sia mai goduto in vita mia. La cosa che mi travolge in modo particolare, è che sono totalmente passivo, mentre lei si muove e si fa penetrare il culo, muovendo il proprio corpo e cambiando spesso ritmo alla chiavata. Gode anche lei, toccandosi davanti e sento che geme e mugola come una troia patentata.
«…ummm … uhm…Sì, che bello! Sei magnifico! È un cazzone meraviglioso questo tuo che mi sfonda il culo! Dai, vieni, che mi piace sentirmelo riempire!»
Impossibile pensar di resistere. Mi masturba il cazzo, contraendo i muscoli anali e me lo massaggia così bene che, dopo poco, esplodo dentro di lei.
«Sì che vengo! Cazzo, quanto mi fai godere! Sto sborrando!»
Mi dimostra ancora una volta, quanto, sotto le sue mentite spoglie, sia troia, perché, appena si solleva, si volta e mi prende il cazzo in bocca, succhiandolo fino a raccogliere l'ultima goccia. Subito dopo, sparisce in bagno e, quando torna, mi sorride e mi bacia; io rispondo al suo bacio con frenesia! Mi fa impazzire! Mi rendo conto che questa femmina mi sta entrando nella testa, oltreché nel sangue. A malincuore, la saluto e passo la notte a pensare a lei; avverto forte il desiderio di rivederla. La sera dopo, siamo di nuovo insieme ed io vorrei scopare; glielo dico esplicitamente, ma lei mi dice che è all'ultimo giorno, poi, da domani, sarà disponibile. La inculo ancora una volta ed anche in questa occasione gode molto e bene: è talmente eccitata che mi dice di spaccarle per bene il culo.
«Inculami … rompimi il culo… dai, più forte, più forte! Me lo devi rompere tutto con il tuo magnifico cazzo, così grosso e duro! Dai, spaccamelo bene e poi fammi bere, perché desidero la tua sbroda direttamente in bocca. Voglio che mi sborri in bocca, perché mi fa impazzire il sapore della tua crema!»
Anche in questo caso, è una sborrata colossale che le riverso in gola e lei non ne perde neanche una goccia. Sono talmente eccitato dalla sua lussuria, che il cazzo mi rimane duro e lei, dopo aver bevuto tutto, continua a succhiarlo fino a farmi sborrare di nuovo, in pratica mi prosciuga le palle. Ormai sono pazzo di lei; vorrei vederla, ma dice che è impegnata con il lavoro; mi sento sempre più attratto da lei e dal suo corpo; ho tanta voglia di scoparla e di farla godere ancora.
«Pamela ti voglio! Voglio il tuo corpo e la tua figa. Te la voglio spaccare tutta e far godere tanto, anzi anche di più!»
Sento che dall'altro lato, resta un attimo in silenzio, poi mi chiede...
«Pensavo che il mio culetto ti affascinasse più della figa; a me piace da morire prenderlo dietro e penso che te ne sarai accorto.»
Sorrido e le dico che il suo culo è qualcosa di spettacolare; al solo pensiero di potervi infilare il mio membro, ne resto sconvolto. Alla fine, accetta di uscire con me un sabato sera. La porto a cena in un posto veramente molto carino e lei si è preparata da schianto. Indossa un tubino nero elasticizzato, che modella le sue forme in una maniera fantastica. Seno e culo sono evidenziati in maniera tale da sembrare quasi irreali. Durante la cena, non facciamo altro che parlare del desiderio che ho di scoparla e le faccio anche sentire il cazzo duro; lei, appena usciti nel parcheggio, me lo prende in bocca e mi fa una pompa superlativa, ingoiando tutto il mio sperma, fino all'ultima goccia. Prova ad allungare le mani, ma lei mi blocca.
«Andiamo a casa; voglio star comoda con te; voglio regalarti qualcosa di speciale: è una cosa che, se ti piace, potremo davvero divertirci, altrimenti pazienza!»
Cerco di capire il significato di quelle sue parole, ma lei mi dice che una sorpresa e comunque ne parleremo tranquillamente a casa sua. Appena giunti a casa, provo a saltarle letteralmente addosso, ma lei mi blocca, mi dice di sdraiarmi sul letto, di mettermi completamente nudo, perché vuole farmi vedere quanto sa esser sexy e porca. Se ne va in bagno e quando sta per uscire, mi dice di chiudere gli occhi. Lo faccio e, quando sento che sale sul letto, mi dice di aprirli: vedo che indossa un completo intimo nero, con tanto di reggicalze, calze molto sottili e dei tacchi altissimi. È sdraiata con le gambe leggermente piegate, mi attira a sé.
«Adesso ti mostro una cosa!»
Apre le cosce, sposta il perizoma e, davanti ai miei occhi, mi si presenta un cazzone enorme, depilato, scappellato, moscio, ma largo e lungo. Resto a bocca aperta e lei mi guarda e cerca di capire l'effetto che ha avuto questa sua rivelazione.
«Ok, ho capito… ti faccio schifo; forse ti senti preso in giro e, quindi…? Se vuoi andartene, puoi farlo benissimo, lo capisco!»
Le sue parole mi scuotono, la guardo e sorrido.
«Assolutamente no! Son solo rimasto sorpreso, perché, onestamente, non me lo aspettavo! Credimi, non mi fa ribrezzo, perché da ragazzo ho avuto qualche esperienza bisex, e… insomma, voglio dire: non è il primo cazzo che vedo davanti al viso, è solo che non me lo aspettavo!»
L'ho abbracciata, baciata in bocca ed abbiamo cominciato ad accarezzarci; poi ci siamo uniti in uno splendido 69 e, anche se non sono bravo quanto lei a succhiarlo, le ho regalato una bella pompa, fino a riempirmi bene la bocca. Da quel momento, siamo diventati una coppia fissa; qualche volta mi fa vestire da donna e mi sfonda il culo, con il suo magnifico membro, mentre, in altre occasioni, ospitiamo in casa qualche coppia che desideri giocare con un bel maschio dotato ed una trans. È stata la più bella scoperta della mia vita e, l'unica cosa che ho aggiunto, era che avrebbe potuto dirmelo subito, perché ci saremmo divertiti ancor di più.
«Ciao, sono Gabriele.»
«Piacere, Pamela.»
Un attimo di silenzio per un minimo di imbarazzo, poi ci siamo messi a parlare, all’inizio, di cose molto banali, ma, fin da subito, ho notato che è una ragazza semplice e, da vicino, mi sembra ancor più bella. La serata va avanti bene, fino a quando mi dice che deve tornare a casa, perché il giorno dopo deve svegliarsi presto. Mi offro di accompagnarla e lei accetta. Al momento di salutarla sotto casa, mi avvicino e la bacio: lei ci sta ed è un bacio appassionato quanto sensuale. Cerco di andare oltre, ma mi dice che deve andare; mi lascia il suo numero e ci salutiamo. Per un attimo son rimasto un po’ deluso, ma poi, riflettendo, mi son detto che era ovvio che mi avesse mandato in bianco; non sembrava una troia che te la molla all’istante. Il giorno dopo, la chiamo e l’invito ad uscire a cena con me; lei accetta volentieri.
Si presenta con una minigonna elasticizzata, che evidenzia il suo splendido culetto, una camicetta che, abbottonata, sembra troppo stretta per contenere il suo magnifico seno, che preme con forza contro il tessuto. Calza degli stivaletti col tacco alto, che rendono il suo incedere ancor più sensuale e le gambe sono fasciate da calze a rete, forse autoreggenti, molto sexy. Quando sale in auto, le sue splendide cosce vengono esposte in bella vista; sento il mio membro che si gonfia rapidamente, nei pantaloni. La porto a cena in un bel ristorante e ci godiamo una bella serata. È simpatica, allegra, divertente, ed anche piuttosto autoironica. Mi piace, mi sento bene con lei; vedo che anche lei gradisce molto la mia compagnia. Parliamo di tante cose e scopriamo di aver tante cose in comune, tipo certi hobby, ad entrambi piace sia il mare che la montagna. Insomma una bella serata e, quando la riaccompagno e mi fermo davanti casa sua, arriva il momento di salutarci: la bacio appassionatamente ed a lei questo piace. Le chiedo se mi permette di salire su da lei e lei accetta. È fatta, penso tra me e me. Mi fa entrare in casa e trovo che sia veramente molto carina, assolutamente pulita ed ordinata. Nel suo appartamento, continuiamo a baciarci. Intanto le tocco il seno, le tolgo la camicetta e mi trovo in mano il seno che trovo bellissimo. Le succhio i capezzoli: che spettacolo! Geme, mentre io resto sorpreso dal fatto che, di sicuro, quel seno è stato rifatto, ma è davvero molto eccitante. Cerco poi di andare oltre, ma lei mi fa capire che non può, perché si trova in “quei giorni particolari”. Che peccato, penso tra me. Continuiamo a baciarci ed eccitarci. Ho il cazzo che scoppia e lei se ne accorge; comincia a massaggiarmelo, me lo tira fuori, dimostrando che anche lei ha voglia: prende a succhiarmelo, lo fa alla grande. Mi regala uno dei più bei pompini che abbia mai ricevuto in vita mia. Lo percorre tutto con la lingua, dalla punta fino sotto le palle, che prende in bocca e succhia una per una. Poi, molto lentamente, se lo infila tutto in gola, spingendo il suo viso contro il mio corpo. Resto sorpreso dalla sua gola profonda.
«Accidenti: sei fantastica! Nessuna, prima di te, se lo è mai infilato tutto in gola! Sei meravigliosa!»
Solleva lo sguardo, sorride, poi inizia a muovere la testa avanti/indietro e me lo succhia, muovendo la lingua in modo da attorcigliarla lungo l'asta ogni volta che se lo infila in gola; finché, impossibilitato a resistere, le dico che sto per sborrare.
«Sto sborrando! Mi stai succhiando l'anima! Cazzo, vengo!»
Le sparo in bocca una dose industriale di sbroda, che le gonfia le guance, e lei, dopo averla assaporata, la ingoia tutta, fino all'ultima goccia: la mia è stata una sborrata incredibile! Mi sento addirittura le gambe molli, per quanto ho schizzato nella sua bocca. Me lo pulisce e lecca fino all'ultima goccia, lasciandomelo ben lucido. Si solleva, mi fissa un attimo e poi avvicina la sua bocca alla mia; quando vede che resto immobile, ma sorrido, mi bacia in bocca e mi fa sentire il sapore della mia stessa sbroda, prendendo a limonare per un po' con me. Cazzo, mi fa impazzire una femmina così! Sembra una santerellina, ma, in realtà, è una grandissima fellatrice e, sicuramente, sarà anche una magnifica troia a letto. A malincuore la saluto e me ne vado. Quella notte, a letto, ho percepito ancora su di me la piacevole sensazione della sua bocca, fino a farmelo ritornare duro al punto da dover ricorrere ad una sega. Ci rivediamo due giorni dopo. Questa volta la porto nel mio appartamento. Cominciamo ad accarezzarci a vicenda. Lei tiene a precisare che è ancora mestruata. Un po’ deluso, penso che mi dovrò accontentare di un'altra pompa. In effetti, me lo succhia in maniera divina. In ogni caso, però, mi è chiaro quanto le piaccia succhiarlo, perché si eccita molto nel farlo; le metto di nuovo il seno a nudo e le accarezzo le cosce, ma, quando provo a salire verso il culo, lei ogni volta mi ferma.
«Dai, ti prego, sta fermo che mi sento a disagio quando ho il ciclo!»
Sono un po' dispiaciuto, ma comprendo Il suo disagio e, quindi, non insisto più di tanto. Lei, ad un tratto, mi sorprende avanzandomi una richiesta che mi manda ai matti.
«Ti prego: inculami! Ho troppa voglia di sentire il tuo bel cazzo dentro di me! Ho un assorbente interno e, se me lo metti nel culo, posso godere anch'io!»
La porto in camera da letto; mi fa spogliare nudo e metter disteso sul letto supino, con il membro ben dritto. Nella leggera penombra della stanza, ammiro il suo magnifico culetto, che lei appoggia sul mio membro, voltata di spalle. Sposta solo il filo del perizoma e, con una mano, si tiene l'assorbente, mentre, con l'altra, dopo aver bagnato il buchetto con un po' di saliva e averlo poggiato sulla punta del mio membro, inizia a spingere verso il basso, in modo che il mio membro le entri dentro, lentamente. Prova il movimento due o tre volte, poi, di colpo, si lascia cadere e se lo infila tutto nel culo, senza alcuna esitazione.
Resto stupefatto dalla facilità con cui se lo è infilato tutto dentro. Mi godo quel bel culo morbido, caldo ed accogliente; lei si muove ondeggiando su e giù, facendosi penetrare dal mio cazzo, contraendo bene i muscoli anali, che me lo massaggiano in una maniera deliziosa ogni volta se lo spinge tutto dentro. Per me quella è stata una delle più belle inculate che mi sia mai goduto in vita mia. La cosa che mi travolge in modo particolare, è che sono totalmente passivo, mentre lei si muove e si fa penetrare il culo, muovendo il proprio corpo e cambiando spesso ritmo alla chiavata. Gode anche lei, toccandosi davanti e sento che geme e mugola come una troia patentata.
«…ummm … uhm…Sì, che bello! Sei magnifico! È un cazzone meraviglioso questo tuo che mi sfonda il culo! Dai, vieni, che mi piace sentirmelo riempire!»
Impossibile pensar di resistere. Mi masturba il cazzo, contraendo i muscoli anali e me lo massaggia così bene che, dopo poco, esplodo dentro di lei.
«Sì che vengo! Cazzo, quanto mi fai godere! Sto sborrando!»
Mi dimostra ancora una volta, quanto, sotto le sue mentite spoglie, sia troia, perché, appena si solleva, si volta e mi prende il cazzo in bocca, succhiandolo fino a raccogliere l'ultima goccia. Subito dopo, sparisce in bagno e, quando torna, mi sorride e mi bacia; io rispondo al suo bacio con frenesia! Mi fa impazzire! Mi rendo conto che questa femmina mi sta entrando nella testa, oltreché nel sangue. A malincuore, la saluto e passo la notte a pensare a lei; avverto forte il desiderio di rivederla. La sera dopo, siamo di nuovo insieme ed io vorrei scopare; glielo dico esplicitamente, ma lei mi dice che è all'ultimo giorno, poi, da domani, sarà disponibile. La inculo ancora una volta ed anche in questa occasione gode molto e bene: è talmente eccitata che mi dice di spaccarle per bene il culo.
«Inculami … rompimi il culo… dai, più forte, più forte! Me lo devi rompere tutto con il tuo magnifico cazzo, così grosso e duro! Dai, spaccamelo bene e poi fammi bere, perché desidero la tua sbroda direttamente in bocca. Voglio che mi sborri in bocca, perché mi fa impazzire il sapore della tua crema!»
Anche in questo caso, è una sborrata colossale che le riverso in gola e lei non ne perde neanche una goccia. Sono talmente eccitato dalla sua lussuria, che il cazzo mi rimane duro e lei, dopo aver bevuto tutto, continua a succhiarlo fino a farmi sborrare di nuovo, in pratica mi prosciuga le palle. Ormai sono pazzo di lei; vorrei vederla, ma dice che è impegnata con il lavoro; mi sento sempre più attratto da lei e dal suo corpo; ho tanta voglia di scoparla e di farla godere ancora.
«Pamela ti voglio! Voglio il tuo corpo e la tua figa. Te la voglio spaccare tutta e far godere tanto, anzi anche di più!»
Sento che dall'altro lato, resta un attimo in silenzio, poi mi chiede...
«Pensavo che il mio culetto ti affascinasse più della figa; a me piace da morire prenderlo dietro e penso che te ne sarai accorto.»
Sorrido e le dico che il suo culo è qualcosa di spettacolare; al solo pensiero di potervi infilare il mio membro, ne resto sconvolto. Alla fine, accetta di uscire con me un sabato sera. La porto a cena in un posto veramente molto carino e lei si è preparata da schianto. Indossa un tubino nero elasticizzato, che modella le sue forme in una maniera fantastica. Seno e culo sono evidenziati in maniera tale da sembrare quasi irreali. Durante la cena, non facciamo altro che parlare del desiderio che ho di scoparla e le faccio anche sentire il cazzo duro; lei, appena usciti nel parcheggio, me lo prende in bocca e mi fa una pompa superlativa, ingoiando tutto il mio sperma, fino all'ultima goccia. Prova ad allungare le mani, ma lei mi blocca.
«Andiamo a casa; voglio star comoda con te; voglio regalarti qualcosa di speciale: è una cosa che, se ti piace, potremo davvero divertirci, altrimenti pazienza!»
Cerco di capire il significato di quelle sue parole, ma lei mi dice che una sorpresa e comunque ne parleremo tranquillamente a casa sua. Appena giunti a casa, provo a saltarle letteralmente addosso, ma lei mi blocca, mi dice di sdraiarmi sul letto, di mettermi completamente nudo, perché vuole farmi vedere quanto sa esser sexy e porca. Se ne va in bagno e quando sta per uscire, mi dice di chiudere gli occhi. Lo faccio e, quando sento che sale sul letto, mi dice di aprirli: vedo che indossa un completo intimo nero, con tanto di reggicalze, calze molto sottili e dei tacchi altissimi. È sdraiata con le gambe leggermente piegate, mi attira a sé.
«Adesso ti mostro una cosa!»
Apre le cosce, sposta il perizoma e, davanti ai miei occhi, mi si presenta un cazzone enorme, depilato, scappellato, moscio, ma largo e lungo. Resto a bocca aperta e lei mi guarda e cerca di capire l'effetto che ha avuto questa sua rivelazione.
«Ok, ho capito… ti faccio schifo; forse ti senti preso in giro e, quindi…? Se vuoi andartene, puoi farlo benissimo, lo capisco!»
Le sue parole mi scuotono, la guardo e sorrido.
«Assolutamente no! Son solo rimasto sorpreso, perché, onestamente, non me lo aspettavo! Credimi, non mi fa ribrezzo, perché da ragazzo ho avuto qualche esperienza bisex, e… insomma, voglio dire: non è il primo cazzo che vedo davanti al viso, è solo che non me lo aspettavo!»
L'ho abbracciata, baciata in bocca ed abbiamo cominciato ad accarezzarci; poi ci siamo uniti in uno splendido 69 e, anche se non sono bravo quanto lei a succhiarlo, le ho regalato una bella pompa, fino a riempirmi bene la bocca. Da quel momento, siamo diventati una coppia fissa; qualche volta mi fa vestire da donna e mi sfonda il culo, con il suo magnifico membro, mentre, in altre occasioni, ospitiamo in casa qualche coppia che desideri giocare con un bel maschio dotato ed una trans. È stata la più bella scoperta della mia vita e, l'unica cosa che ho aggiunto, era che avrebbe potuto dirmelo subito, perché ci saremmo divertiti ancor di più.
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