Battiti Rubati – La Sorpresa di Sofia
di
karen90x
genere
trio
Mi chiamo Karen, ventitré anni, studentessa infermiera al secondo anno di tirocinio in cardiologia. Il fuoco di Medellín non mi lascia mai davvero in pace. Stasera ho finito alle 22:15 ma il messaggio di Sofia mi ha fatto accelerare il battito: “Vieni da me. Ora. Niente mutandine. Lascia la porta aperta. Ho una sorpresa per te. – La tua dottoressa”
Ho guidato con la gonna corta arrotolata in vita, l’aria fresca che mi accarezzava la figa già bagnata, la felpa larga senza reggiseno: i capezzoli duri sfregavano a ogni semaforo, mandandomi piccole scariche che mi facevano stringere il volante più forte.
Arrivo, parcheggio storto, salgo le scale scalza, cuore che martella basso. La porta è socchiusa. Entro piano.
Il profumo di Sofia mi avvolge: muschio caldo, vaniglia, sesso già denso nell’aria. Lei è in piedi al centro del soggiorno, illuminata dalla lampada rossa bassa. Camicia di seta nera aperta, seni piccoli e sodi che si intravedeono, capezzoli scuri tesi, perizoma trasparente zuppo, un rivolo lucido lungo la coscia.
Mi sorride lento, malizioso, mi afferra il polso e mi tira dentro. Chiude la porta, mi spinge contro il muro, corpo snello premuto contro il mio.
«Sei in ritardo, studentessa,» sussurra, labbra che sfiorano il mio orecchio, fiato caldo che mi fa rabbrividire. «Una dottoressa come me non aspetta… ma per te faccio un’eccezione. Dimmi, ti sei toccata in macchina pensando a me? O speravi che ti punissi per avermi fatto bagnare così tanto?»
Le sue mani sotto la felpa, accarezzano il ventre nudo con dita fresche, salgono piano, sfiorano la parte inferiore dei seni. Pizzica un capezzolo leggero, poi torce piano, tirandolo fino a farmi inarcare con un gemito soffocato.
«Confessa,» mormora, mordicchiandomi il lobo, lingua che traccia cerchi lenti, «quanto sei colata solo per venire qui? Quanto ti ha fatto pulsare sapere che stasera non sarò sola a divorarti… che c’è qualcuno che muore dalla voglia di vedere quanto sei troia per noi due?»
«Da quando ho letto il messaggio,» ansimo, voce spezzata, cosce che tremano. «Sono fradicia… gocciolo lungo le gambe… non riesco a fermarmi.»
Ride bassa, sensuale, vibrazione che mi arriva dritta al clitoride. Solleva la gonna, dito che sfiora le labbra gonfie senza entrare. Raccoglie umidità, lo porta alle mie labbra.
«Assaggia quanto sei golosa per me,» sussurra, occhi verdi fissi nei miei. «O forse… per la sorpresa che ti aspetta? Immaginalo: due paia di mani su di te, due lingue che ti assaggiano… non resisterai, vero?»
Succhio il dito, sapore dolce-salato, mentre lei mi bacia lenta, possessiva, lingua che invade, mordendomi il labbro inferiore.
«Spogliati per noi,» dice piano, voce vellutata e provocante. «Lentamente. Voglio vedere ogni centimetro del tuo corpo giovane tremare… mentre la sorpresa ti guarda e si fa duro solo per te.»
Sfilo la felpa con movimenti lenti: seno pesante che trabocca libero, capezzoli rossi e gonfi che puntano verso di lei. Lei mi guarda con fame, poi alza gli occhi verso l’ombra del divano.
«Vieni fuori,» dice con un sorriso complice, voce bassa e carica. «La mia studentessa è pronta… e sta già colando per te.»
Dall’ombra emerge Matteo.
Il suo ex-primario – quello che ha supervisionato Sofia durante la specializzazione, con la sua autorità da cardiologo maturo che fa tremare i reparti. Per me è sempre stato “il primario” che passa in corsia, dà ordini, supervisiona indirettamente anche noi tirocinanti. Ma stasera è qui, seduto con le gambe aperte, pantaloni slacciati, il cazzo già fuori: enorme, spesso come il mio polso, venoso, cappella grossa e lucida, testicoli pesanti che pendono. Il suo corpo è avanti con gli anni: pancia pronunciata ma solida, peli scuri che scendono fino al ventre, spalle larghissime, mani grandi e callose con vene in rilievo. Contrasta con noi due – io giovane, curve morbide, pelle olivastra liscia; Sofia snella, atletica, pelle chiara perfetta.
Il respiro mi si blocca. Sento il calore salirmi alle guance, il clitoride pulsare più forte, un misto di shock e desiderio che mi fa bagnare ancora di più. I loro sguardi su di me – quello di Sofia affamato e complice, quello di Matteo dominante e predatore – mi fanno sentire piccola, esposta, desiderata come mai prima.
Matteo si alza piano, torreggiante. Voce bassa, rauca:
«Studentessa… dottoressa. Avvicinatevi. Ho aspettato tutta la sera per questo.»
Sofia mi spinge verso di lui, dita che sfiorano la mia schiena nuda. Matteo mi guarda negli occhi, poi scende con lo sguardo: seno, fianchi, figa bagnata. Allunga una mano enorme, calda, ruvida. Mi afferra il mento, mi solleva il viso. L’altra mano scende sul mio seno sinistro, lo copre tutto, stringe piano ma con forza, torce il capezzolo fino a farmi gemere alto.
«Guarda come risponde,» mormora a Sofia, occhi fissi nei miei, un sorriso lento e predatore. «Il seno giovane e pesante della tua studentessa… trema già per un vecchio come me. Dimmi, Sofia, l’hai preparata bene per me?»
Sofia ride piano contro il mio orecchio: «L’ho fatta bagnare solo con un messaggio… ma ora che ci sei tu, primario, guarda come gocciola. Vuoi assaggiare quanto è dolce la tua studentessa preferita? O preferisci farla implorare prima?»
Matteo sorride obliquo, pollice che sfiora il mio labbro inferiore. «E tu, dottoressa… hai portato la tua troietta per me? Brava. Sai che mi piace quando condividi… e quando mi fai vedere quanto siete bagnate entrambe per questo vecchio cazzo. Dimmi, Karen, ti piace essere guardata così? Ti piace sapere che sto diventando ancora più duro solo guardandoti colare per noi?»
Le sue dita scendono, palmo che copre tutta la mia figa, medio e anulare che entrano senza preavviso, curvi, colpendo quel punto profondo. Il suono bagnato è osceno. Muove piano, dentro e fuori, pollice che sfiora il clitoride gonfio.
«Fradicia,» ringhia rauco, voce bassa e calda. «Senti come coli sulle mie dita? Questo corpo giovane che trema per un vecchio primario… e per la sua dottoressa. Dimmi, Karen, ti piace essere guardata così? Ti piace sapere che sto diventando ancora più duro solo guardandoti colare?»
Sofia si inginocchia davanti a me, labbra che sfiorano il mio monte di Venere, lingua che lecca piano il clitoride mentre le dita di Matteo pompano. Gemo forte, ginocchia che cedono. Matteo mi sostiene con l’altra mano sul fianco, tenendomi ferma.
«Guardala,» dice Matteo a Sofia, occhi che brillano. «La tua studentessa che si scioglie tra noi due. È bellissima quando trema… e quando implora con gli occhi. Dimmi, Sofia, quanto ti eccita vederla così… bagnata per noi?»
Sofia alza gli occhi verdi, sorride maliziosa: «Tanto… mi fa bagnare ancora di più. Ora tocca a te, primario. Falla impazzire… e fai impazzire anche me. Voglio vederti entrare in lei mentre io le lecco il clitoride.»
Matteo estrae le dita lucide, le porta alla bocca di Sofia. Lei le succhia avida, poi si alza e mi bacia, facendomi assaggiare me stessa. Matteo mi spinge sul divano, mi fa piegare in avanti, culo in aria, seni schiacciati sui cuscini. Sofia si sdraia sotto di me, figa aperta: «Leccami, studentessa. Fammi venire mentre lui ti entra… e dimmi quanto ti piace sentirlo.»
Lecco Sofia con fame: lingua profonda, succhio il clitoride, assaporo ogni goccia. Matteo dietro: mani enormi che mi aprono le natiche, cappella grossa che sfrega tra le pieghe fradice. Spinge lento, inesorabile. Mi allarga da morire, le pareti che si tendono al limite intorno alla sua circonferenza mostruosa. Urlo soffocato nella figa di Sofia.
La sua pancia pesante preme contro il mio culo rotondo, peli ruvidi che sfregano sulla mia pelle liscia, sudore che cola dalla sua pelle matura sulla mia schiena giovane. Ogni spinta profonda, possessiva: suono bagnato della pancia che sbatte ritmico contro il mio culo, palle pesanti che colpiscono il mio clitoride.
«Stringi, infermiera,» ringhia, voce autoritaria ma calda. «Senti come ti riempio? Questo cazzo grosso e vecchio che domina la tua figa giovane e stretta. Dimmi quanto ti piace… dimmi che lo vuoi più forte.»
Le sue mani enormi afferrano i fianchi, dita che affondano nella carne morbida, mi tengono ferma mentre martella più forte. Sofia geme sotto: «Leccami più forte… senti il suo corpo massiccio che ti schiaccia mentre io vengo sulla tua bocca? Dimmi, Karen, ti piace essere usata da noi due?»
Primo orgasmo violento: squirting caldo che spruzza sulle cosce di Matteo, sulle palle pesanti, sul divano. Contraggo spasmodica intorno al suo cazzo enorme. Sofia viene sulla mia lingua, squirta dolce e abbondante, tremando.
Matteo non rallenta. Mi tira su per i capelli, mi fa girare e mi sdraia sulla schiena sul divano. «A gambe aperte, studentessa. Voglio vederti mentre ti scopo.» Si posiziona tra le mie cosce, entra di nuovo con un colpo secco, profondo. Le sue mani enormi mi bloccano i polsi sopra la testa mentre pompa forte, pancia che sbatte contro il mio ventre, sudore che cola sul mio seno.
Sofia si inginocchia accanto a me, mi bacia i capezzoli, li succhia forte mentre Matteo mi martella. «Guarda come la prendi,» le dice lui dominante. «Ora tocca a te, dottoressa.»
Mi tira su, mi fa mettere a cavalcioni su Sofia (che è sdraiata sotto di me): fighe premute, clitoridi che sfregano bagnati. Entra di nuovo da dietro, pancia enorme che mi avvolge la schiena, mani enormi che strizzano i miei seni pesanti mentre martella dentro di me.
Siamo un sandwich perfetto: Sofia snella sotto, figa che pulsa contro la mia; Matteo massiccio sopra, pancia calda che mi schiaccia, sudore che cola tra i nostri corpi.
«Vieni di nuovo,» ordina Matteo, torcendomi i capezzoli. «Vieni tutte e due sul cazzo del vostro primario.»
Secondo orgasmo simultaneo: squirting caldo che schizza tra i nostri corpi giovani, bagnando la pancia di Matteo e la figa di Sofia; lei trema, morde il mio collo, viene con gemito strozzato. Io spasimo, contraggo forte intorno al suo cazzo enorme.
Matteo mi fa alzare, mi mette in ginocchio accanto a Sofia. «Succhiate. Entrambe.»
Obbediamo: io prendo la cappella grossa in bocca, Sofia lecca le palle pesanti. Le sue mani enormi ci tengono la testa, spingendo alternativamente. «Brave troie… due lingue giovani per un vecchio cazzo.»
Poi mi fa sdraiare di lato, entra da dietro mentre Sofia si mette davanti: lecca il mio clitoride e il suo cazzo mentre lui mi scopa. Terzo orgasmo mi travolge, squirting che bagna il viso di Sofia.
Matteo perde il controllo. Mi tira su, mi fa piegare di nuovo sul divano, entra violentemente da dietro mentre Sofia si sdraia sotto di me a 69. Spinge forte, pancia che sbatte, mani enormi che mi tengono i fianchi. «Vengo dentro di te, studentessa… e tu, dottoressa, lecca tutto.»
Ringhia basso, spinge fino in fondo e viene: fiotti caldi, densi, abbondanti che mi inondano la figa fino a traboccare, colando sulla lingua di Sofia. Sento ogni pulsazione, ogni schizzo bollente.
Si ritira piano, cazzo ancora mezzo duro che lascia un vuoto doloroso. Sperma cola lento tra i nostri corpi tremanti.
Restiamo incastrati, sudati, ansimanti. Matteo ci bacia il collo, mano enorme su ciascun seno – il mio pesante, quello di Sofia piccolo – strizzandoli piano.
Io, cosce appiccicose, cuore in arresto triplo, sorrido con labbra gonfie. Il fuoco non si spegne. Divora. E stasera la sorpresa ha bruciato in tre… lento, intenso, bagnato, proibito.
Fine.
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