Scoprirsi Schiava 2
di
IlMaster65
genere
dominazione
2^ Capitolo
Effettivamente c’erano tutte le foto, ma dovevo punirla per i collant, così avrei iniziato a metterla alla prova, quindi le scrivo un sms
‘Non hai capito che devi ubbidirmi, a me non importa un cazzo che tu hai freddo, quindi stasera ti connetti con Skype e verrai punita, se non vuoi farti vedere procurati una mascherina.
Da oggi non usare più parole come sedere, devi dire culo, figa, cazzo, il tuo linguaggio deve essere consono a ciò che diventerai, una troia, la mia!’
‘Scusa padrone, ma avevo freddo ’
‘adesso la temperatura è più alta, vai in bagno e togli i collant e fai una foto’
Dopo qualche minuto mi arriva la mail con la foto di lei alla scrivania senza collant, era stata brava ma comunque l’avrei punita, in modo non eccessivo ma dovevo punirla per i collant, doveva essere chiaro che non accettavo la disubbidienza.
Nell’attesa della serata volevo mettere a frutto le cose che avevo saputo nelle mail di conoscenza, sapevo del collega sposato che la corteggiava, volevo capire fino a che punto avrei potuto spingere la situazione, sempre ricordando i limiti del nostro rapporto, non dovevo farla diventare la troia dell’ufficio, ma volevo iniziare a farle capire come avrei gestito la sua vita, soprattutto quella sessuale, quindi le scrivo:
‘Vai nella sala fotocopie e fai qualche copia e, dimmi se succede ciò che mi hai raccontato, se il tuo collega viene subito li ’
‘lo faccio, ma non è un mio collega ha un ruolo superiore al mio, se viene cosa devo fare?’
‘Niente, per adesso come le altre volte, ma mi racconti tutto ciò che ti dice e fallo in modo dettagliato!’
Dopo circa 10 minuti mi scrive il resoconto:
‘mi sono alzata e sono andata verso la stanza dei fotocopiatori, non mi sono girata a guardare verso lui, ma so che dal suo ufficio vede quando esco dal mio.
Dopo poco lo vedo arrivare, quindi quando passa vicino a me, essendo stretto mi giro verso di lui, per evitare che lui come ha già fatto in passato mi appoggi la mano sul fianco per passare, mi ha squadrata da testa a piedi e mi ha detto:
‘Sei carina oggi, tutto bene?’
‘Si grazie ma io sono sempre carina, ho risposto.’
Poi ho preso le copie e sono uscita, e lui poco dopo è tornato nel suo ufficio.’
‘Ok Daniela, ci sentiamo stasera su Skype alle 21 ti chiamo.’
‘Va bene padrone’
In attesa delle 21, dovevo decidere la punizione, sapevo che Daniela preferiva la sottomissione mentale o morale, essere umiliata più che provare dolore, il dolore fisico, quello eccessivo la spaventava, quindi avevamo concordato che io nelle mie punizioni avrei tenuto conto di questo, anche se poi nel tempo avrei provato a farle superare questi limiti.
Fine 2^ Capitolo
ilmaster1965@gmail.com
Effettivamente c’erano tutte le foto, ma dovevo punirla per i collant, così avrei iniziato a metterla alla prova, quindi le scrivo un sms
‘Non hai capito che devi ubbidirmi, a me non importa un cazzo che tu hai freddo, quindi stasera ti connetti con Skype e verrai punita, se non vuoi farti vedere procurati una mascherina.
Da oggi non usare più parole come sedere, devi dire culo, figa, cazzo, il tuo linguaggio deve essere consono a ciò che diventerai, una troia, la mia!’
‘Scusa padrone, ma avevo freddo ’
‘adesso la temperatura è più alta, vai in bagno e togli i collant e fai una foto’
Dopo qualche minuto mi arriva la mail con la foto di lei alla scrivania senza collant, era stata brava ma comunque l’avrei punita, in modo non eccessivo ma dovevo punirla per i collant, doveva essere chiaro che non accettavo la disubbidienza.
Nell’attesa della serata volevo mettere a frutto le cose che avevo saputo nelle mail di conoscenza, sapevo del collega sposato che la corteggiava, volevo capire fino a che punto avrei potuto spingere la situazione, sempre ricordando i limiti del nostro rapporto, non dovevo farla diventare la troia dell’ufficio, ma volevo iniziare a farle capire come avrei gestito la sua vita, soprattutto quella sessuale, quindi le scrivo:
‘Vai nella sala fotocopie e fai qualche copia e, dimmi se succede ciò che mi hai raccontato, se il tuo collega viene subito li ’
‘lo faccio, ma non è un mio collega ha un ruolo superiore al mio, se viene cosa devo fare?’
‘Niente, per adesso come le altre volte, ma mi racconti tutto ciò che ti dice e fallo in modo dettagliato!’
Dopo circa 10 minuti mi scrive il resoconto:
‘mi sono alzata e sono andata verso la stanza dei fotocopiatori, non mi sono girata a guardare verso lui, ma so che dal suo ufficio vede quando esco dal mio.
Dopo poco lo vedo arrivare, quindi quando passa vicino a me, essendo stretto mi giro verso di lui, per evitare che lui come ha già fatto in passato mi appoggi la mano sul fianco per passare, mi ha squadrata da testa a piedi e mi ha detto:
‘Sei carina oggi, tutto bene?’
‘Si grazie ma io sono sempre carina, ho risposto.’
Poi ho preso le copie e sono uscita, e lui poco dopo è tornato nel suo ufficio.’
‘Ok Daniela, ci sentiamo stasera su Skype alle 21 ti chiamo.’
‘Va bene padrone’
In attesa delle 21, dovevo decidere la punizione, sapevo che Daniela preferiva la sottomissione mentale o morale, essere umiliata più che provare dolore, il dolore fisico, quello eccessivo la spaventava, quindi avevamo concordato che io nelle mie punizioni avrei tenuto conto di questo, anche se poi nel tempo avrei provato a farle superare questi limiti.
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