Il Viaggio di Elena Parte 4 – Il Trio Selvaggio: La Perdizione Totale e l’Estasi Proibita
di
LeCurveDiElena
genere
tradimenti
Il terzo giorno consecutivo, il messaggio arrivò al mattino presto, un colpo al cuore che mi fece tremare le mani mentre lo leggevo: “Se vuoi stasera porta con lui un amico. Voglio vederti piena, usata, desiderata da più mani, voglio che tu squirti per noi fino a non reggerti più”. Il cuore mi saltò in gola – pensai a Marco che tornava quella sera dalla trasferta, al senso di colpa che mi divorava già come un mostro interiore, ma l’eccitazione fu più forte, un’onda di desiderio carnale che mi bagnò all’istante, facendomi stringere le cosce per contenere il calore traditore. Risposi audace, con dita tremanti: “Portane due allora. Voglio essere riempita in ogni buco, voglio perdermi completamente”. Sapevo che era folle, autodistruttivo, che sarei arrivata a casa da lui con l’odore e il sapore di altri uomini impressi sulla pelle, il seme che colava da ogni orifizio, ma il desiderio mi consumava: “Voglio essere riempita, usata, desiderata oltre ogni limite, voglio sentirmi una puttana divina al centro del loro mondo, anche se mi sento una traditrice indegna, anche se questo mi porterà alla rovina”.
Sono arrivati in tre all’hotel quella sera, un trio di maschi possenti che mi fecero sentire minuscola, vulnerabile e irresistibilmente eccitata fin dal primo sguardo: Jeffrey, il mio “padrone” con il suo sorriso simpatico ma possessivo, gli occhi scuri che mi divoravano già; Arjun, il bengalese amico di Jeffrey, magro ma atletico con occhi scuri intensi che mi guardavano con una fame predatoria, il corpo snello ma muscoloso che prometteva resistenza infinita; e Robinson, un nero gigante con un cazzo mostruoso che sporgeva già dai pantaloni, torreggiante e imponente come una statua vivente, la pelle scura lucida che mi fece sentire piccola e fragile, le mani enormi che potevano avvolgermi completamente. Mi spogliarono insieme con urgenza brutale, mani ovunque sul mio corpo – Jeffrey che baciava il collo con morsi possessivi che lasciavano segni rossi, succhiando la pelle fino a farla dolere; Arjun che succhiava i capezzoli con avidità, la lingua che girava intorno alle areole sensibili, mordicchiando forte per farmi gemere; Robinson che accarezzava e schiaffeggiava il sedere con mani enormi, spalancando le natiche per esporre tutto, sussurrando con voce profonda “Questo culo grosso è fatto per essere sfondato, per tremare sotto di noi”. Pensavo: “Sono davvero qui, nuda con tre uomini che mi desiderano follemente? Con questo corpo che odio, questo pancino morbido e queste cosce piene, mi venerano come una dea del sesso, e io mi sento potente e perduta allo stesso tempo”.
Iniziarono crudi, senza guanto, un assalto sensoriale che mi travolse fin dal primo momento. Jeffrey mi prese per primo nella figa, spingendo profondo e rude con il suo cazzo enorme, le sue mani sui fianchi larghi che mi tenevano ferma mentre affondava con ritmo possessivo, ogni spinta che mi faceva ondeggiare le natiche e gemere forte, sussurrando “Mia dea, sei fatta per questo, per essere riempita da noi”. Venni quasi subito, squirttando intorno a lui in un fiotto caldo che bagnò le sue palle, il corpo che si contraeva in spasmi violenti. Arjun mi scopò la bocca con urgenza, il suo cazzo lungo e venoso che mi riempiva la gola completamente – lo succhiai con avidità disperata, la lingua che girava intorno alla cappella, spingendolo in fondo fino a farmi lacrimare gli occhi e tossire, ingoiando la sua sborra amara e abbondante quando venne con un gemito basso, il sapore salato e denso che mi rimase in bocca, facendomi sentire usata ma potente, una regina depravata che li controllava con il suo corpo. Robinson mi girò a pecorina con forza brutale, dilatandomi il culo con il suo cazzo mostruoso – un dolore lancinante all’inizio, un bruciore che mi fece urlare “Non ce la faccio, mi stai spaccando in due!”, ma presto si trasformò in estasi pura, un piacere proibito e travolgente, ogni spinta lenta e poi violenta che mi faceva tremare le natiche, squirttare dalla figa intatta mentre venivo ripetutamente, un orgasmo dopo l’altro che mi lasciava ansimante, il letto bagnato dai miei fluidi.
Poi il clou: mi riempirono in tutti i buchi contemporaneamente, un’esperienza di possesso totale che mi mandò in un’estasi infinita e distruttiva. Jeffrey nella figa, spingendo con ritmo possessivo e rude, il suo cazzo che sfregava contro le pareti bagnate mentre mi sussurrava insulti eccitanti “Puttana culona, prendi tutto”; Arjun in gola, venendo di nuovo con gemiti bassi e profondi, la sborra che colava dalla mia bocca mentre lo ingoiavo avidamente; Robinson nel culo, sfondandomi con violenza primordiale, il suo corpo gigantesco che mi schiacciava contro il materasso, ogni affondo che mi dilatava al limite, facendomi urlare in un misto di dolore e piacere estremo. Orgasmi multipli mi travolsero – uno dopo l’altro, ondate di piacere che mi facevano tremare, urlare, squirttare ovunque in fiotti caldi e abbondanti, il corpo che si contraeva in estasi infinita, schiaffi sul culo che bruciavano la pelle, insulti eccitanti come “puttana culona, dea del cazzo” che mi facevano bagnare di più, mani che stringevano i fianchi e il seno, bocche che succhiavano e mordevano ogni curva. Ero al centro del loro desiderio animale, un vortice di carne e sudore, e pensavo: “È questo che volevo, essere divorata completamente, posseduta oltre ogni limite, anche se domani mi odierò per questa perdizione, anche se il senso di colpa mi schiaccerà”. Mi vennero dentro tutti, fiotti caldi e abbondanti che colavano da figa, culo e bocca, mescolandosi ai miei squirting, lasciandomi esausta, distrutta, odorante di tre uomini, il corpo dolorante ma appagato in modo perverso. Tornai a casa colante, con il seme che colava tra le cosce e dall’ano, la bocca gonfia, pronta a affrontare Marco ma con l’anima in frantumi.
Sono arrivati in tre all’hotel quella sera, un trio di maschi possenti che mi fecero sentire minuscola, vulnerabile e irresistibilmente eccitata fin dal primo sguardo: Jeffrey, il mio “padrone” con il suo sorriso simpatico ma possessivo, gli occhi scuri che mi divoravano già; Arjun, il bengalese amico di Jeffrey, magro ma atletico con occhi scuri intensi che mi guardavano con una fame predatoria, il corpo snello ma muscoloso che prometteva resistenza infinita; e Robinson, un nero gigante con un cazzo mostruoso che sporgeva già dai pantaloni, torreggiante e imponente come una statua vivente, la pelle scura lucida che mi fece sentire piccola e fragile, le mani enormi che potevano avvolgermi completamente. Mi spogliarono insieme con urgenza brutale, mani ovunque sul mio corpo – Jeffrey che baciava il collo con morsi possessivi che lasciavano segni rossi, succhiando la pelle fino a farla dolere; Arjun che succhiava i capezzoli con avidità, la lingua che girava intorno alle areole sensibili, mordicchiando forte per farmi gemere; Robinson che accarezzava e schiaffeggiava il sedere con mani enormi, spalancando le natiche per esporre tutto, sussurrando con voce profonda “Questo culo grosso è fatto per essere sfondato, per tremare sotto di noi”. Pensavo: “Sono davvero qui, nuda con tre uomini che mi desiderano follemente? Con questo corpo che odio, questo pancino morbido e queste cosce piene, mi venerano come una dea del sesso, e io mi sento potente e perduta allo stesso tempo”.
Iniziarono crudi, senza guanto, un assalto sensoriale che mi travolse fin dal primo momento. Jeffrey mi prese per primo nella figa, spingendo profondo e rude con il suo cazzo enorme, le sue mani sui fianchi larghi che mi tenevano ferma mentre affondava con ritmo possessivo, ogni spinta che mi faceva ondeggiare le natiche e gemere forte, sussurrando “Mia dea, sei fatta per questo, per essere riempita da noi”. Venni quasi subito, squirttando intorno a lui in un fiotto caldo che bagnò le sue palle, il corpo che si contraeva in spasmi violenti. Arjun mi scopò la bocca con urgenza, il suo cazzo lungo e venoso che mi riempiva la gola completamente – lo succhiai con avidità disperata, la lingua che girava intorno alla cappella, spingendolo in fondo fino a farmi lacrimare gli occhi e tossire, ingoiando la sua sborra amara e abbondante quando venne con un gemito basso, il sapore salato e denso che mi rimase in bocca, facendomi sentire usata ma potente, una regina depravata che li controllava con il suo corpo. Robinson mi girò a pecorina con forza brutale, dilatandomi il culo con il suo cazzo mostruoso – un dolore lancinante all’inizio, un bruciore che mi fece urlare “Non ce la faccio, mi stai spaccando in due!”, ma presto si trasformò in estasi pura, un piacere proibito e travolgente, ogni spinta lenta e poi violenta che mi faceva tremare le natiche, squirttare dalla figa intatta mentre venivo ripetutamente, un orgasmo dopo l’altro che mi lasciava ansimante, il letto bagnato dai miei fluidi.
Poi il clou: mi riempirono in tutti i buchi contemporaneamente, un’esperienza di possesso totale che mi mandò in un’estasi infinita e distruttiva. Jeffrey nella figa, spingendo con ritmo possessivo e rude, il suo cazzo che sfregava contro le pareti bagnate mentre mi sussurrava insulti eccitanti “Puttana culona, prendi tutto”; Arjun in gola, venendo di nuovo con gemiti bassi e profondi, la sborra che colava dalla mia bocca mentre lo ingoiavo avidamente; Robinson nel culo, sfondandomi con violenza primordiale, il suo corpo gigantesco che mi schiacciava contro il materasso, ogni affondo che mi dilatava al limite, facendomi urlare in un misto di dolore e piacere estremo. Orgasmi multipli mi travolsero – uno dopo l’altro, ondate di piacere che mi facevano tremare, urlare, squirttare ovunque in fiotti caldi e abbondanti, il corpo che si contraeva in estasi infinita, schiaffi sul culo che bruciavano la pelle, insulti eccitanti come “puttana culona, dea del cazzo” che mi facevano bagnare di più, mani che stringevano i fianchi e il seno, bocche che succhiavano e mordevano ogni curva. Ero al centro del loro desiderio animale, un vortice di carne e sudore, e pensavo: “È questo che volevo, essere divorata completamente, posseduta oltre ogni limite, anche se domani mi odierò per questa perdizione, anche se il senso di colpa mi schiaccerà”. Mi vennero dentro tutti, fiotti caldi e abbondanti che colavano da figa, culo e bocca, mescolandosi ai miei squirting, lasciandomi esausta, distrutta, odorante di tre uomini, il corpo dolorante ma appagato in modo perverso. Tornai a casa colante, con il seme che colava tra le cosce e dall’ano, la bocca gonfia, pronta a affrontare Marco ma con l’anima in frantumi.
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