Dopo la festa
di
Kazuo97
genere
saffico
Laura si svegliò con un mal di testa fortissimo, e per qualche momento rimase con gli occhi chiusi. Sentiva lo stomaco sottosopra, e una superficie fredda e rigida sotto il corpo. Stava quasi pensando di riaddormentarsi nella speranza di scacciare il mal di testa, ma una vibrazione intensa la scosse, inattesa. Aprì gli occhi, e scoprì di trovarsi in una vasca da bagno, il vestito un po’ tirato su, ma ancora apparentemente intatta. La vibrazione, lo capì subito nonostante il dolore, proveniva dal telefono, che prese subito in mano cercando di far tornare il silenzio. La chiamata che l’aveva svegliata era del suo ragazzo, Filippo, che le aveva a quanto pare mandato una decina di messaggi per sapere dove fosse. Laura rispose, e gli disse che era ancora a casa di amici, che era rimasta a dormire lì per non dover guidare da ubriaca, ma che sarebbe tornata presto. Lui, comunque, stava andando a lavoro, perciò non si sarebbero incrociati prima di sera.
Finita la telefonata Laura si lasciò scivolare di nuovo nella vasca, gli occhi chiusi, cercando di ricordare che cosa era successo la sera prima. Aveva bevuto, questo lo ricordava, ma da un certo punto in avanti aveva un vuoto. Mentre rifletteva, compito non facile dato il mal di testa, sentì dei passi e stupidamente cercò di nascondersi nella vasca. Sentì la porta del bagno chiudersi a chiave, e capì di aver fatto una sciocchezza, perché ora era bloccata con uno sconosciuto nel bagno, quando il viso di una ragazza si affacciò al bordo del nascondiglio di Laura. Era una ragazza stupenda, con la pelle olivastra, gli occhi scuri e le ciglia lunghe. Portava le treccine, e la osservava con curiosità divertita. “Beh buongiorno!”
Laura non si ricordava chi fosse, ma le sembrò scortese non dire niente, perciò disse: “buongiorno…”
La ragazza sembrava divertirsi, e le tese una mano per aiutarla a uscire dalla vasca. Portava una vestaglia di seta leggera, di un colore rosso scuro che si sposava perfettamente con il colore della sua pelle. Laura si accorse che era molto più formosa di lei, e che non portava il reggiseno. “Scusa, io… devo essermi addormentata qui ieri sera, forse è meglio che vada via…”
“Oh sì, ti sei proprio addormentata qui, e credimi: è stata una fortuna per te.”
“In che senso?”
“Beh ieri sera a un certo punto ti sei messa a sculettare in mezzo a tre ragazzi, giù di sotto, e se non fossi crollata qui ti saresti svegliata molto meno vestita di così”
“Oddio… ma come ci sono arrivata qui?”
“Ti ci ho portata io, è ovvio!”
Laura la guardò interrogativa
“Ho capito che eri completamente ubriaca, e ti ho trascinata qui con una scusa per salvarti il culo. Letteralmente direi, perché uno di quei tre è il mio ex, e ti assicuro che se fossi rimasta lì… beh, come ti dicevo, ti saresti svegliata molto meno vestita”
“Ehm… Grazie allora… forse me lo hai detto ma… chi sei tu?”
“Sono Diletta, molto piacere”
Nel porgerle la mano la vestaglia di diletta si aprì un po’, e Laura intravide il suo corpo completamente nudo.
Evidentemente doveva essere arrossita, perché diletta sorrise, si richiuse la vestaglia, e disse: “stavo per farmi una doccia”
“Oh certo, scusa, esco subito, fammi solo prendere le scarpe”
Laura si girò a prendere le scarpe che erano rimaste vicino alla vasca, ma quando si rialzò per dirigersi verso la porta le caddero di mano. Diletta si era tolta la vestaglia e, completamente nuda, stava entrando nella doccia, sul lato opposto rispetto alla vasca, completamente indifferente alla presenza di Laura. Al rumore delle scarpe cadute si girò verso Laura, la guardò, e le fece cenno di seguirla poi, sculettando, entrò nello spazioso box doccia. Laura era sconvolta: certo, non era la prima volta che vedeva un’altra ragazza nuda, ma non le era mai capitato di essere invitata così esplicitamente. Si disse che era fidanzata, che non poteva tradire Filippo, ma allo stesso tempo pensò che se non era per diletta il tradimento sarebbe stato molto peggiore. Una parte di lei si sentiva in debito con quella ragazza così disinibita e attraente, e lentamente, quasi senza rendertene conto, si avvicinò alla doccia. Diletta si stava insaponando il seno, e la guardava come se la stesse aspettando. In effetti le si avvicinò, e iniziò a insaponarla al di sopra del vestito, così che quest’ultimo diventava sempre più trasparente. Laura non sapeva più cosa fare, era troppo tardi per tornare indietro ormai, eppure non riusciva a decidersi a spogliarsi. Diletta doveva averlo capito, perché le mise la spugna in mano, e la accompagnò sul suo corpo sinuoso per farsi insaponare. A quel punto Laura non poté far altro che togliere il vestito ormai fradicio e saponoso, rimanendo in intimo. Diletta la baciò, sfilandole il reggiseno con delicatezza, e portandola con sé dentro il box. Una rientranza nella parete, dove erano appoggiate diverse bottiglie di shampoo e bagnoschiuma, fu la prima tappa: diletta spinse con dolcezza Laura a sedersi su quella rientranza, per poterle togliere le mutande con più comodità. L’acqua calda investiva i loro corpi, ormai nudi e bagnati, mentre un altro tipo di calore e di umidità emanava da Laura. A gambe aperte, nuda, di fronte a diletta, si sentì prendere da un desiderio folle, che la spinse a prendere la testa di Laura per avvicinarla alla sua fica. Forse diletta era abituata a quel tipo di rapporto, perché la leccava come nessun uomo aveva mai fatto, alternando dolcezza e passione, portandola in breve all’orgasmo. Desiderosa di restituire il favore Laura si alzò, ancora scossa dal godimento, e spinse diletta contro il muro, mentre cadeva quasi in ginocchio per spingersi verso il pube di lei. Non l’aveva mai fatto, ma si lasciò guidare dall’istinto: diletta aveva un sapore dolce e aspro insieme, mai sentito prima, ma che la fece impazzire di eccitazione. La leccava e la succhiava come se non avesse mai fatto altro, e dai movimenti di lei capì che stava facendo qualcosa di buono. Poi, inaspettatamente, anche diletta venne, schizzando un po’ in faccia a Laura. Lo stupore lasciò presto il posto a un’eccitazione ancora più forte, e mentre diletta la aiutava a rialzarsi, Laura desiderò spingersi molto, molto più a fondo. Si baciarono a lungo, mentre le mani sembravano infinite, i capezzoli si sfioravano, e le lingue si intrecciavano. Uscirono dalla doccia, che miracolosamente avevano completato, ma non si asciugarono. Diletta stese un grande asciugamano a terra, si sdraiò spalancando le gambe, e iniziò a massaggiarmi la fica, mentre Laura si chinava per ricominciare a leccarla. Le gambe di diletta si intrecciarono dietro al collo di Laura, mentre lei succhiava e leccava quella fica senza alcun ritegno. Questa volta diletta ci mise di più, ma quando venne lo schizzo fu molto più intenso, e Laura si ritrovò di nuovo bagnata. La ragazza si mise ridere, e si portò le dita alla bocca per assaporare ancora l’orgasmo di diletta. Il telefono vibrò di nuovo, era ancora Filippo, e Laura per un momento tornò in sé: “oh cazzo…”
“Che c’è?”
“È il mio ragazzo…”
“Beh rispondi no?”
“Hmm sì, rispondo… pronto?”
“Hey, bella notizia, mi hanno lasciato andare a casa prima perché non avevano bisogno di me, tu sei già tornata?”
“Non ancora”
“Dai sbrigati, ho in mente una bella giornata per noi, non so se mi spiego…”
Laura ci pensò, e capì che forse non aveva senso tornare da Filippo, ora che aveva conosciuto diletta, forse lo avrebbe dovuto lasciare. Qualcosa di quel pensiero dovette riflettersi all’esterno, perché diletta le sfiorò il braccio, la baciò su una coscia, e le disse: “se vuoi sono qui, non solo per adesso”
“Ehi ma ci sei?”
“Sì. Scusa Filippo, quando torno ti spiego meglio, ma ora non posso, ho una cosa importante da fare”
E, ignorando le proteste di lui, attaccò, spense il telefono e guardò diletta. Sembrava che l’eccitazione fosse infinita, e la bacio con passione. Lei la spinse a terra, le allargò le gambe, e si mise a cavalcioni , incrociando le sue gambe con quelle di Laura. Iniziò a sfregare il bacino, in modo che le fiche si toccassero a intervalli regolari, e la cosa piacque molto a Laura, che ben presto si trovò a spingere verso diletta con desiderio. Dopo qualche minuto, tra i gemiti, anche Laura venne, e diletta, che sembrava aver perso ogni freno, apri uno dei cassetti sotto il lavandino, traendone un dildo violaceo e semitrasparente. Laura si mise a pecorina, la testa appoggiata sull’asciugamano, a terra, la mano tra la fica e l’ano. “Ieri ti ho salvata, ma adesso…”
Diletta sì passò il dildo sulla fica bagnata, poi lentamente lo infilò nel culo di Laura, scoprendo che quella, per lei, non era affatto un’esperienza nuova. “Ah, bene!” Disse diletta con un sorrisetto, mentre affondava il dildo sempre più in profondità, con sempre maggior vigore. Laura non riusciva a parlare, il godimento era troppo, e dopo poche altre pentrazioni sentì un orgasmo particolarmente intenso che saliva. Si lasciò andare al godimento, e si accorse con stupore che stava schizzando anche lei, come diletta prima. Esausta di abbandonò a terra, voltandosi per guardare la sua nuova fiamma, mentre lei si leccava le dita per assaporare lo squirt di Laura.
Dopo la festa, inaspettatamente, Laura aveva conosciuto una ragazza straordinaria, con cui iniziò una relazione intensa e bellissima, fatta di ore di sesso intenso, di orgasmi, e di nuove esperienze. Ma questa, in fondo, è un’altra storia.
Finita la telefonata Laura si lasciò scivolare di nuovo nella vasca, gli occhi chiusi, cercando di ricordare che cosa era successo la sera prima. Aveva bevuto, questo lo ricordava, ma da un certo punto in avanti aveva un vuoto. Mentre rifletteva, compito non facile dato il mal di testa, sentì dei passi e stupidamente cercò di nascondersi nella vasca. Sentì la porta del bagno chiudersi a chiave, e capì di aver fatto una sciocchezza, perché ora era bloccata con uno sconosciuto nel bagno, quando il viso di una ragazza si affacciò al bordo del nascondiglio di Laura. Era una ragazza stupenda, con la pelle olivastra, gli occhi scuri e le ciglia lunghe. Portava le treccine, e la osservava con curiosità divertita. “Beh buongiorno!”
Laura non si ricordava chi fosse, ma le sembrò scortese non dire niente, perciò disse: “buongiorno…”
La ragazza sembrava divertirsi, e le tese una mano per aiutarla a uscire dalla vasca. Portava una vestaglia di seta leggera, di un colore rosso scuro che si sposava perfettamente con il colore della sua pelle. Laura si accorse che era molto più formosa di lei, e che non portava il reggiseno. “Scusa, io… devo essermi addormentata qui ieri sera, forse è meglio che vada via…”
“Oh sì, ti sei proprio addormentata qui, e credimi: è stata una fortuna per te.”
“In che senso?”
“Beh ieri sera a un certo punto ti sei messa a sculettare in mezzo a tre ragazzi, giù di sotto, e se non fossi crollata qui ti saresti svegliata molto meno vestita di così”
“Oddio… ma come ci sono arrivata qui?”
“Ti ci ho portata io, è ovvio!”
Laura la guardò interrogativa
“Ho capito che eri completamente ubriaca, e ti ho trascinata qui con una scusa per salvarti il culo. Letteralmente direi, perché uno di quei tre è il mio ex, e ti assicuro che se fossi rimasta lì… beh, come ti dicevo, ti saresti svegliata molto meno vestita”
“Ehm… Grazie allora… forse me lo hai detto ma… chi sei tu?”
“Sono Diletta, molto piacere”
Nel porgerle la mano la vestaglia di diletta si aprì un po’, e Laura intravide il suo corpo completamente nudo.
Evidentemente doveva essere arrossita, perché diletta sorrise, si richiuse la vestaglia, e disse: “stavo per farmi una doccia”
“Oh certo, scusa, esco subito, fammi solo prendere le scarpe”
Laura si girò a prendere le scarpe che erano rimaste vicino alla vasca, ma quando si rialzò per dirigersi verso la porta le caddero di mano. Diletta si era tolta la vestaglia e, completamente nuda, stava entrando nella doccia, sul lato opposto rispetto alla vasca, completamente indifferente alla presenza di Laura. Al rumore delle scarpe cadute si girò verso Laura, la guardò, e le fece cenno di seguirla poi, sculettando, entrò nello spazioso box doccia. Laura era sconvolta: certo, non era la prima volta che vedeva un’altra ragazza nuda, ma non le era mai capitato di essere invitata così esplicitamente. Si disse che era fidanzata, che non poteva tradire Filippo, ma allo stesso tempo pensò che se non era per diletta il tradimento sarebbe stato molto peggiore. Una parte di lei si sentiva in debito con quella ragazza così disinibita e attraente, e lentamente, quasi senza rendertene conto, si avvicinò alla doccia. Diletta si stava insaponando il seno, e la guardava come se la stesse aspettando. In effetti le si avvicinò, e iniziò a insaponarla al di sopra del vestito, così che quest’ultimo diventava sempre più trasparente. Laura non sapeva più cosa fare, era troppo tardi per tornare indietro ormai, eppure non riusciva a decidersi a spogliarsi. Diletta doveva averlo capito, perché le mise la spugna in mano, e la accompagnò sul suo corpo sinuoso per farsi insaponare. A quel punto Laura non poté far altro che togliere il vestito ormai fradicio e saponoso, rimanendo in intimo. Diletta la baciò, sfilandole il reggiseno con delicatezza, e portandola con sé dentro il box. Una rientranza nella parete, dove erano appoggiate diverse bottiglie di shampoo e bagnoschiuma, fu la prima tappa: diletta spinse con dolcezza Laura a sedersi su quella rientranza, per poterle togliere le mutande con più comodità. L’acqua calda investiva i loro corpi, ormai nudi e bagnati, mentre un altro tipo di calore e di umidità emanava da Laura. A gambe aperte, nuda, di fronte a diletta, si sentì prendere da un desiderio folle, che la spinse a prendere la testa di Laura per avvicinarla alla sua fica. Forse diletta era abituata a quel tipo di rapporto, perché la leccava come nessun uomo aveva mai fatto, alternando dolcezza e passione, portandola in breve all’orgasmo. Desiderosa di restituire il favore Laura si alzò, ancora scossa dal godimento, e spinse diletta contro il muro, mentre cadeva quasi in ginocchio per spingersi verso il pube di lei. Non l’aveva mai fatto, ma si lasciò guidare dall’istinto: diletta aveva un sapore dolce e aspro insieme, mai sentito prima, ma che la fece impazzire di eccitazione. La leccava e la succhiava come se non avesse mai fatto altro, e dai movimenti di lei capì che stava facendo qualcosa di buono. Poi, inaspettatamente, anche diletta venne, schizzando un po’ in faccia a Laura. Lo stupore lasciò presto il posto a un’eccitazione ancora più forte, e mentre diletta la aiutava a rialzarsi, Laura desiderò spingersi molto, molto più a fondo. Si baciarono a lungo, mentre le mani sembravano infinite, i capezzoli si sfioravano, e le lingue si intrecciavano. Uscirono dalla doccia, che miracolosamente avevano completato, ma non si asciugarono. Diletta stese un grande asciugamano a terra, si sdraiò spalancando le gambe, e iniziò a massaggiarmi la fica, mentre Laura si chinava per ricominciare a leccarla. Le gambe di diletta si intrecciarono dietro al collo di Laura, mentre lei succhiava e leccava quella fica senza alcun ritegno. Questa volta diletta ci mise di più, ma quando venne lo schizzo fu molto più intenso, e Laura si ritrovò di nuovo bagnata. La ragazza si mise ridere, e si portò le dita alla bocca per assaporare ancora l’orgasmo di diletta. Il telefono vibrò di nuovo, era ancora Filippo, e Laura per un momento tornò in sé: “oh cazzo…”
“Che c’è?”
“È il mio ragazzo…”
“Beh rispondi no?”
“Hmm sì, rispondo… pronto?”
“Hey, bella notizia, mi hanno lasciato andare a casa prima perché non avevano bisogno di me, tu sei già tornata?”
“Non ancora”
“Dai sbrigati, ho in mente una bella giornata per noi, non so se mi spiego…”
Laura ci pensò, e capì che forse non aveva senso tornare da Filippo, ora che aveva conosciuto diletta, forse lo avrebbe dovuto lasciare. Qualcosa di quel pensiero dovette riflettersi all’esterno, perché diletta le sfiorò il braccio, la baciò su una coscia, e le disse: “se vuoi sono qui, non solo per adesso”
“Ehi ma ci sei?”
“Sì. Scusa Filippo, quando torno ti spiego meglio, ma ora non posso, ho una cosa importante da fare”
E, ignorando le proteste di lui, attaccò, spense il telefono e guardò diletta. Sembrava che l’eccitazione fosse infinita, e la bacio con passione. Lei la spinse a terra, le allargò le gambe, e si mise a cavalcioni , incrociando le sue gambe con quelle di Laura. Iniziò a sfregare il bacino, in modo che le fiche si toccassero a intervalli regolari, e la cosa piacque molto a Laura, che ben presto si trovò a spingere verso diletta con desiderio. Dopo qualche minuto, tra i gemiti, anche Laura venne, e diletta, che sembrava aver perso ogni freno, apri uno dei cassetti sotto il lavandino, traendone un dildo violaceo e semitrasparente. Laura si mise a pecorina, la testa appoggiata sull’asciugamano, a terra, la mano tra la fica e l’ano. “Ieri ti ho salvata, ma adesso…”
Diletta sì passò il dildo sulla fica bagnata, poi lentamente lo infilò nel culo di Laura, scoprendo che quella, per lei, non era affatto un’esperienza nuova. “Ah, bene!” Disse diletta con un sorrisetto, mentre affondava il dildo sempre più in profondità, con sempre maggior vigore. Laura non riusciva a parlare, il godimento era troppo, e dopo poche altre pentrazioni sentì un orgasmo particolarmente intenso che saliva. Si lasciò andare al godimento, e si accorse con stupore che stava schizzando anche lei, come diletta prima. Esausta di abbandonò a terra, voltandosi per guardare la sua nuova fiamma, mentre lei si leccava le dita per assaporare lo squirt di Laura.
Dopo la festa, inaspettatamente, Laura aveva conosciuto una ragazza straordinaria, con cui iniziò una relazione intensa e bellissima, fatta di ore di sesso intenso, di orgasmi, e di nuove esperienze. Ma questa, in fondo, è un’altra storia.
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