La versione di Federica (capitolo 23 di Come tutto ebbe inizio)

di
genere
sentimentali

Ho una tresca con Richard, il mio collega inglese.
Il problema è che Richard mi piace, credo di essermi innamorata di lui.
Mio marito mi ha sgamata, chiedendomi se ho una relazione con Richard e mi ha pure chiesto di smettere di fare sesso con altri uomini.
Figuriamoci, non ci penso proprio!
Mi piace il cazzo, mi piace farmi scopare da più maschi contemporaneamente, sono diventata una porca libidinosa.
E ho negato di stare scopando con Richard: in realtà sono due anni che questa storia va avanti.
E si, sono innamorata di lui.
Mauro mi ha pure beccata a Londra con Richard nella mia stanza di albergo.
E mi ha lasciato un biglietto in cui mi dice che va via per almeno un mese e che vuole separarsi.
Sono riuscita a fargli credere una balla e lui l’ha bevuta.
Che coglioni sono i maschi!
E mio marito non fa eccezione.
Dovrebbe tornare il 22 luglio.
Nel frattempo Richard mi raggiunge a casa e scopiamo come ricci, alla faccia del cornuto.
Mi fa poggiare al pozzo dell'acqua a 90 gradi e mi incula.
Prima che venga, mi metto seduta sul bordo del pozzo.
Mi tengo ai ferri del telaio, apro le gambe e Richard mi penetra nella figa.
Gli dico in inglese che lo amo e di sborrarmi dentro.
Dopo lecco la sua sborra che mi porge con le dita.
Mi inginocchio e gli lecco il cazzo pulendolo bene.
Richard mi chiede di divorziare e di andare con lui a Londra e questa cosa mi tenta.
Gli preparo un drink e mi volto e c’è Mauro.
Cazzo, è tornato in anticipo, senza avvertirmi:
"Mauro. O mio Dio, Mauro. Cosa ho fatto! Cosa ho fatto? Mauro io..."
Il bicchiere mi cade per terra.
E lui: "Mi fai schifo!"
Tira un pugno a Richard e lo stende.
Poi mi dice che mi concederà il divorzio.
Mentre Richard si riveste, lo guarda con aria di sfida.
Mauro gli tira un calcio in mezzo alle gambe ed un altro pugno.
Va via.
Mando via pure Richard.
La mia vita e la mia famiglia sono in macerie.
In preda a tardivi sensi di colpa, cerco disperatamente di sentire Mauro e di chiamarlo al telefono, ma non mi risponde.
Dopo due giorni vissuti in stato confusionale, mi sento malissimo e ho una perdita di sangue: è un aborto spontaneo.
Ero incinta e non di Mauro.
Che sarà di me quando lo verrà a sapere?
E i miei figli, i miei genitori?
Sono una peccatrice irredimibile, una troia senza vergogna.
Sono in ospedale, in preda ai dolori, mi sveglio e vedo Mauro vicino a me, che piange.
Vorrei abbracciarlo e dirgli che lo amo, ma lui mi gela.
Non mi vuole più.
Finite le vacanze, al suo rientro, ci si metterà d'accordo.
Rientro da dove? Perché? E Los Angeles?
Mi dice sprezzante che non verrà, così potrò farmi sbattere da Rocco.
E poi mi dice di stare zitta.
Merito tutto questo: sono una troia, una bugiarda traditrice.
Mi viene a prendere all’ospedale e cerco di parlargli, ma si mette a piangere.
Se servisse a qualcosa, mi strapperei via il cuore dal petto e lo getterei fuori dal finestrino.
A casa si rifiuta di dormire con me: ha ragione, sono una donnaccia.
Andiamo dai ragazzi e mi annuncia che ha chiesto all’azienda di farsi mandare all’estero per un certo periodo.
Cerco di dissuaderlo, di fargli capire che sono pentita, ma non mi dà retta.
Lo accompagno alla stazione e cerco di abbracciarlo, ma Mauro mi respinge.
In macchina al ritorno piango tutte le lacrime del mondo.
La mia vita è finita senza Mauro.
Passano tre mesi: lui si rifiuta di parlarmi al telefono.
Mollo tutto, non faccio sesso più con nessuno.
Devo espiare la mia colpa.
A Los Angeles quel porco di Rocco tenta qualcosa, ma io sono una statua di sale e lo respingo.
Poi scopro quando Mauro torna e vado a Fiumicino.
Quando mi vede si irrita e mi respinge di nuovo.
Ci rimango malissimo, anzi sono devastata.
In macchina dorme e non mi rivolge la parola.
A casa mi ribadisce che vuole il divorzio:
"Mauro per favore! Amore mio. "
"Smettila di chiamarmi amore. Non prendermi più per il culo. Hai Richard come amore."
Si volta e si butta sul letto.
Non mi vuole più.
Non è andato via di casa per i ragazzi, ma non mi vuole più.
Dormiamo insieme, provo ad abbracciarlo, ma lui mi respinge.
Poi non ci provo più, è finita.
Non vado più con nessun altro.
A Stefano racconto che soffro di depressione.
Non posso dirgli che sono una fedifraga traditrice e che ho imbrogliato Mauro.
Passano i mesi e Mauro rimane freddo con me.
Questo suo essere glaciale mi devasta.
Mi sentirei meglio se mi dicesse che sono una troia, una donnaccia e mi lasciasse.
Invece sono in questo limbo, in cui il nostro meraviglioso amore è inaridito.
Sono passati quasi otto mesi da quel giorno in cui mi ha beccata con Richard e andiamo ad un matrimonio di un suo collega.
Alla fine del pranzo iniziano i balli.
Mauro mi ha insegnato a ballare la salsa: quando ballavamo insieme volavamo ad un metro da terra, ma adesso è finito tutto.
L’ho distrutto io.
Mauro balla con tutte e non con me.
Questo è il colpo finale: è un’umiliazione tremenda.
La gelosia mi divora, ma non riesco nemmeno ad arrabbiarmi.
Sono solo rassegnata.
Ad un certo punto, mentre sto parlando con Marisa, arriva Mauro davanti a me e mi sorride.
Non capisco.
Poi allunga la mano e mi invita a ballare.
Partono le prime note di Si supieras, la canzone con cui mi ha insegnato a ballare.
Non riesco a muovermi, ma le lacrime partono da sole.
Mi copro il volto e Mauro mi dice:
"Allora?! Che vuoi fare? Balliamo o no?"
Allora è vero, vuole ballare con me!
Lo guardo stupita, con gli occhi annebbiati dalle lacrime.
Mi sento come Leopardi che piangeva guardando la luna.
Ma Mauro è il mio sole, che forse è tornato a splendere per me.
Mi prende la mia mano e mi porta verso il centro della sala.
Balliamo, anzi voliamo ad un metro da terra, come un tempo.
L’emozione è tale che potrebbe scoppiarmi il cuore.
Continuo a piangere.
Finisce il ballo con l'applauso di tutti i presenti.
Mauro mi asciuga le lacrime con il suo fazzoletto, mi bacia sulla bocca e riprendo a piangere.
Lo abbraccio forte e poi ci avviciniamo al nostro tavolo.
Lo tengo abbracciato e non lo lascio un secondo.
Gli chiedo se mi ha perdonata: si, perché mi ama troppo.
Mi ama … ma me lo merito tutto questo amore?
A casa abbiamo fatto l’amore, non scopato.
Ci siamo amati come un tempo e sono stata in Paradiso.
Amore mio immenso ed incommensurabile.
scritto il
2026-01-28
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