La Audi (omaggio a Federica)

di
genere
tradimenti

Leggo il capitolo 40 di Come tutto ebbe inizio:
Buondi sig Mauro. Beh, credo che con Lei, nel suo ufficio, di aver passato il test.
Quel giorno vi ho dato tutto, a Lei e al suo amico.
Mi avete chiavata per trenta minuti usufruendo di tutti i miei buchi e dalle vostre sborrate non mi è sembrato di vedervi insoddisfatti.
Mia lussuriosa Dea, sto immaginando cosa può essere accaduto.
* * *
Ho deciso di regalare al mio amore l'auto dei suoi sogni, un'Audi.
Andiamo a Milano in treno.
E come pagherò? Con il mio bancomat e la mia carta di credito …
Sono mezza nuda, con un miniabito e degli stivaletti.
Sembro una prostituta in trasferta e del resto questa è la mia missione.
Mi farò scopare per far avere al mio maritino un bello sconto.
E lui lo sa: la cosa mi eccita terribilmente.
Arrivati dal concessionario, il titolare, che si chiama Mauro, come mio marito, gli consegna le chiavi e lo manda con un impiegato a fare un giro, bello lungo possibilmente.
È un bell’uomo non tanto alto; questo è un peccato perché invece mio marito è un fusto, alto e muscoloso, e ha pure un bel cazzo.
Ma poi l’altro Mauro sfodera una discreta dotazione
Ma prima, chiama un suo amico, Giovanni, che era già lì e che ci aspettava.
Mi sa che dovrò usare pure la carta di credito.
Giovanni è più alto, biondo, ben messo fisicamente e con un bel cazzo.
C’è poco tempo, il signor Mauro sgombra la scrivania dalle carte e poi mi saltano praticamente addosso: “Ma, signori, un po’ di contegno!”, dico ridendo.
Mauro mi dice: “Signora, con un pezzo di fica come lei tra le mani è impossibile avere contegno.”
Sono compiaciuta, come sempre quando i poveri mortali mi adulano.
Il vestitino cade giù in un attimo e rimango in perizoma.
Me lo toglie Giovanni, inginocchiandosi e baciandomi la schiena e poi le natiche.
Rimango nuda con gli stivaletti (nota dell’autore: incomparabile visione!).
E Giovanni apprezza: “che culo meraviglioso che hai! Chissà quanti cazzi avrai preso!”
“Ma mi dà del tu, scusi?”, protesto flebilmente, ma non perché mi ha dato della troia rotta in culo.
Giovanni entra con la lingua nella mia rosellina, mentre il signor Mauro sfodera un cazzo niente male e me la ficca in gola senza tanti complimenti.
La loro eccitazione stona un poco in questo ambiente formale.
Ma del resto siamo qui per questo.
Poi Giovanni mi mette sulla scrivania, con il sedere che sporge e mi penetra il culo senza tanti preamboli e senza preservativo.
Inizia a pomparmi, tenendomi per i fianchi.
Già, i miei fianchi da puledra, che fanno impazzire i maschi, quando mi prendono da dietro.
Sono fatti apposta perché il mortale che si illude di possedermi possa guidarmi avanti e indietro.
E più mi scopa e sempre meno sono su questa terra.
E poi, quanto mi piace la sensazione di un membro virile che forza il mio sfintere, il calore che sento dentro e lo sfregamento della pelle nuda nelle mie viscere.
Tutto ciò mi eccita a dismisura e la mia fica inizia a sbrodolare, mentre Giovanni sbatte con violenza il bacino sulle mie natiche.
Non abbiamo tanto tempo, ma l’eccitazione della situazione fa si che in pochi minuti io venga furiosamente, trascinando Giovanni con il mio orgasmo anale.
Dà due o tre colpi forti e viene anche lui.
Il momento dell’orgasmo maschile nel mio ano mi dà una sensazione che non posso spiegare, ma è impagabile.
C’entra il mio desiderio di essere posseduta dal maschio, come una puledra (per l’appunto).
Lo sperma cola lentamente fuori sulle cosce: lo prendo con le dita e me le lecco, con aria soddisfatta.
Il signor Mauro abbandona il lei e commenta: “Che magnifica troia che sei!”
E Giovanni “Già, mai vista una femmina calda come te, sei una vera troia da monta”.
“Ma no, sono una donna così pudica”, dico ridendo.
Mentre Giovanni si riprende, pure Mauro vuole la sua parte, ma preferisce scoparmi nella vagina, con il preservativo.
Glielo metto con la bocca, cosa che lo delizia.
Mi stende sulla schiena sul bordo della scrivania con le gambe in alto, punta il cazzo ed entra.
Inizia con lente e profonde penetrazioni.
Ad un certo punto accelera e dopo una decina di colpi viene.
Sono troppo figa per lui …
Non ho fatto in tempo ad avere un altro orgasmo, è durato troppo poco, ma scommetto che ci sarà un secondo round.
Sfilo il preservativo (che poi tirerò fuori in presenza di mio marito, per fargli credere che ne ho fatta una sola e con un solo maschio) e gli pulisco il cazzo con cura.
Questo trattamento lo fa tornare duro in un men che non si dica.
E pure Giovanni è di nuovo pronto.
Mi fanno inginocchiare e mi ficcano i cazzi in bocca, insieme.
Mamma mia, quanto mi piace onorare in ginocchio il mio amante di turno (entrambi in questo caso).
Succhio, sbavo, mentre continuo a sbrodolare senza pudore.
Poi mi fanno alzare.
Giovanni si stende di schiena sulla scrivania, con le gambe puntate sul bordo.
Mi piazzo sopra di lui e mi infilo il suo membro virile nella vagina, rimanendo con il culo in vista.
Il sig. Mauro si arrampica alle mie spalle e mi penetra da dietro, nell’ano.
Eccomi farcita da due cazzi: iniziano un lento avanti e indietro, poi sempre più veloce.
E la troia che è in me si scatena: “si, fottetemi, inculatemi, fatemi sentire i vostri cazzoni.”
Faccio anche un po’ di teatro, questi due tipi sono discreti, ma ho provato ben altri maschi, più dotati e duraturi.
Certo, se ci fosse un terzo cazzo da succhiare sarebbe perfetto.
Ho un altro orgasmo, ma si sta facendo tardi.
Fra poco mio marito tornerà.
Escono dai miei orifizi, ancora durissimi, e mi porgono i loro cazzi da succhiare.
Praticamente me li ficcano in gola insieme.
Ci vorrebbe un vigile a regolare il traffico.
Devo farli venire, perché non mi mollano e fra poco mio marito arriverà.
Li ingoio uno per volta e con un vorticoso lavoro di lingua li faccio venire a turno, facendomi sborrare in bocca.
E butto giù ...
Mi apostrofano con frasi irripetibili, promettendomi di incularmi in coppia la prossima volta.
È finita.
Non so se l’ho fatto veramente soltanto per mio marito, ho il sospetto che mi piaccia essere usata e trattata come una prostituta.
Ci ricomponiamo rapidamente e mi rivesto alla meno peggio.
Mio marito torna felice con la sua auto nuova.
Ovviamente mi sgama e mi chiede cosa sia successo, ma io non gli dico che mi sono fatta inculare.
Bocca e fica, soltanto, e solo dal sig. Mauro.
Sono una Dea, ho diritto di mentire persino al mio amore...
scritto il
2026-01-21
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