Apologia di Federica 2 - Sono una Dea
di
Virginio1976
genere
esibizionismo
Troppo comodo darmi della puttana e troia.
Io ero tranquilla e invece mio marito ha messo in moto la mia macchina del sesso.
Certo, io gli avevo mentito su alcune cose, tipo che non mi ero mai fatta sodomizzare, mentre invece all'università mi ero costruita una discreta fama al riguardo.
E gli avevo nascosto che stavo per diventare una stella del porno.
Ma, conosciuto mio marito, avevo messo il lucchetto al mio ano: solo sesso vaginale e pure casto.
E poi è partita la giostra.
Sesso anale, doppie penetrazioni, orge, spettacoli di bukkake o di sesso spinto.
Ma faccio la troia pure per conto mio e magari di nascosto da mio marito, non solo per compiacerlo.
Anche questa è una forma di femminismo.
Godo per piacere mio.
Mi viene in mente quel vecchio motto: "non lo fo per piacer mio, ma per dare un figlio a Dio!"
E invece io voglio godere, il sesso mi piace da impazzire.
Provo orgasmi da svenire dal piacere.
Il mio buco del culo è la meravigliosa sentina dello sborra di tori dotati, che mi sfondano e vengono dentro.
Per questo odio il preservativo: voglio sentire il calore dello sperma che mi allaga le viscere.
Ed ancora, la mia fica è una vertiginosa discesa negli inferi del sesso.
E, infine, la mia bocca e la mia lingua sono il paradiso dei fortunati a cui succhio il membro virile.
Quanto mi piace la parola membro, dà un'idea di forza virile, di penetrazione profonda, di cazzi nodosi e durissimi che mi scopano e inculano con violenza, come martelli pneumatici.
Eppure, mentre più maschi mi montano e mi possiedono, magari contemporaneamente nei miei tre orifizi, in quel momento sono una vera Dea, superiore ai poveri mortali ai quali concedo il privilegio di possedermi.
Sono una Dea, ricordatevelo, poveri mortali.
Io ero tranquilla e invece mio marito ha messo in moto la mia macchina del sesso.
Certo, io gli avevo mentito su alcune cose, tipo che non mi ero mai fatta sodomizzare, mentre invece all'università mi ero costruita una discreta fama al riguardo.
E gli avevo nascosto che stavo per diventare una stella del porno.
Ma, conosciuto mio marito, avevo messo il lucchetto al mio ano: solo sesso vaginale e pure casto.
E poi è partita la giostra.
Sesso anale, doppie penetrazioni, orge, spettacoli di bukkake o di sesso spinto.
Ma faccio la troia pure per conto mio e magari di nascosto da mio marito, non solo per compiacerlo.
Anche questa è una forma di femminismo.
Godo per piacere mio.
Mi viene in mente quel vecchio motto: "non lo fo per piacer mio, ma per dare un figlio a Dio!"
E invece io voglio godere, il sesso mi piace da impazzire.
Provo orgasmi da svenire dal piacere.
Il mio buco del culo è la meravigliosa sentina dello sborra di tori dotati, che mi sfondano e vengono dentro.
Per questo odio il preservativo: voglio sentire il calore dello sperma che mi allaga le viscere.
Ed ancora, la mia fica è una vertiginosa discesa negli inferi del sesso.
E, infine, la mia bocca e la mia lingua sono il paradiso dei fortunati a cui succhio il membro virile.
Quanto mi piace la parola membro, dà un'idea di forza virile, di penetrazione profonda, di cazzi nodosi e durissimi che mi scopano e inculano con violenza, come martelli pneumatici.
Eppure, mentre più maschi mi montano e mi possiedono, magari contemporaneamente nei miei tre orifizi, in quel momento sono una vera Dea, superiore ai poveri mortali ai quali concedo il privilegio di possedermi.
Sono una Dea, ricordatevelo, poveri mortali.
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