Omaggio a Federica di Come tutto ebbe inizio (spin off capitolo 21, la versione di Federica)
di
Virginio1976
genere
esibizionismo
Oggi è il grande giorno: mi esibirò in pubblico e verrò sodomizzata davanti ad un gruppo di sconosciuti da un nano, Antonio.
Detto così fa quasi ridere, ma alla fine ho dovuto ricredermi.
Intendiamoci, il mio buchino posteriore è abbastanza allenato.
Prima Andrea con i suoi 22 cm e poi Rocco, come l’attore porno 😉, che ha un grosso calibro mi hanno inculata a lungo e per benino, provocandomi orgasmi meravigliosi.
Il mio culo è croce e delizia.
Ho anche provato la doppia penetrazione con Andrea e Stefano e con Pascal e Isaac.
La volta con Pascal e Isaac c’era mio marito che assisteva.
Oggi non c’è e non deve sapere.
L’idea di fare questa porcata a sua insaputa mi eccita terribilmente.
Sono così eccitata che, dopo Sara mi ha irrigato l’ano per eliminare qualsiasi corpo estraneo e mi ha messo un dilatatore anale, mi sono fatta scopare a pelle, senza preservativo, da Nicola, un inserviente del locale.
Prima gli ho fatto girare due o tre volte la rotellina del dilatatore, per aprirmi di più l’orifizio anale.
Su mia richiesta, mi dà della troia, puttana e simili amenità.
Questo linguaggio da angiporto (sono una professoressa ed ho un linguaggio forbito) mi eccita.
Prima che Nicola venga, esce dalla figa, lo spompino e mi sborra in bocca.
Nel frattempo sono venuta furiosamente.
Dopo è stato il turno di Piero, il marito di Sara, che allarga ancora il dilatatore e poi mi scopa prima la figa e poi il culo.
Dopo tre o quattro minuti vengo di nuovo.
Poi io e Sara ci baciamo furiosamente e poi Pietro scopa Sara.
Alla fine lecco addirittura la sborra del marito dalla figa di Sara.
Due orgasmi e lo spettacolo deve ancora iniziare…
È arrivato il momento della mia vera deflorazione anale.
Quello che ho fatto sino ad oggi è nulla, ma lo scoprirò dopo.
Sara mi ha detto che Antonio ha un cazzo normale.
Parte la musica ed esco da dietro una tenda e comincio a ballare.
Il pubblico in sala applaude e inizio a togliere la camicetta.
Sfilo la gonna facendola scivolare con studiata lentezza.
Continuo a ballare.
Invito Antonio, il nano, a salire sul palco.
In sala c'è un boato da parte del pubblico, che comincia a gran voce a chiamarmi.
Invito Antonio a slacciarmi il reggiseno.
Sorreggo le coppe con le mani, mi volto di schiena al pubblico e mi piego a 90 gradi, mostrando a tutti le natiche con il filo del perizoma in mezzo.
Poi allargo le braccia mettendo le tette in testa ad Antonio che comincia a palpeggiarle.
Il pubblico é estasiato.
Mi giro e mostro le tette nude a tutti.
Invito Antonio a togliermi il perizoma.
E lui me lo strappa via!
Ballo sul palco, mentre Antonio inizia a palparmi.
Scendo le scalette e vado in mezzo al pubblico.
Tutti iniziano a toccarmi.
Sego il cazzo ad uno e glielo bacio pure.
Torno sul palco, chiedendo una sedia.
Mi giro e mi metto seduta.
Allargo le gambe, mostrando ai presenti la mia fica bagnatissima e i fluidi che scendono sulle cosce.
Poi il letto esce fuori ruotando.
Antonio mi fa sedere sul letto e mi aprire completamente le gambe, mostrando al pubblico la mia vagina.
Sale sul letto, facendomi mettere a pecorina e mostra al pubblico mostra i due buchi oscenamente esposti.
Poi mi fa stendere sul letto a pancia in su e inizia a leccarmi la fica.
Non ha una lingua, ma una specie di serpente, mi succhia il clitoride, entra nelle pareti della vagina, mi fa impazzire.
Dopo un paio di minuti, si ferma e fa vedere a tutti quanto sono eccitata.
I fluidi vaginali sono colati sull’anno e sulle cosce.
Nooooo, stavo per venire.
Poi spoglio Antonio, mancano solo le mutande.
Le tiro giù e compare il suo cazzo.
Ma che dico cazzo, è una spingarda, un siluro.
La cappella è enorme, poi si stringe, ma alla base si allarga di nuovo.
È un tronco di cono, con una sfera sulla parte superiore.
Potrei insegnare geometria dopo questa analisi della forma del cazzo di Antonio.
Proprio un’analisi del cazzo, diciamolo.
Solo Stefano, tra quelli che ho visto, ce l’ha più grosso.
E, infatti, il culo non gliel’ho dato.
Mi chiedo come farò a prendere nel culo una spingarda simile?
Ho promesso che lo avrei fatto, ma, accidenti, questo tizio non ha un cazzo normale.
E che scala di valori ha Sara, che mi ha detto che era normale?
Oramai sono in ballo e devo ballare.
Inizio a segarlo con due mani e lo bacio.
Antonio mi tiene per i capelli e mi ficca il cazzo in bocca, sino alla radice.
Me lo sento in gola e lo prendo tutto, respingendo i conati di vomito.
Poi mi mette sdraiata sul letto e mi apre le gambe.
Entra nella fica con il cazzo e grido di piacere: “Siiiiiii, sfondamela!”
Non è un problema, la mia fica è un porto di mare, oramai.
Ma Antonio mi riporta alla dura realtà: “Vedrai quando ti sfonderò il culo, troia!”
E poi mi scopa con un ritmo selvaggio.
Che bello, quanto ce l’ha grosso, che godimento.
Vengo due volte, praticamente di fila.
Peccato che fra un po' me lo metterà nel culo.
Ho un brivido di paura.
Poi Antonio lo tira fuori e me lo porge da sbocchinare di nuovo.
Sono in estasi per i due orgasmi avuti e succhio come un’indemoniata.
Poi Antonio mi fa mettere a pecorina e mi sussurra all’orecchio: “Sei pronta, adesso ti sfondo il culo?”
Ed io: “no per favore non sono pronta!” e scuoto il capo.
Antonio mi dice a brutto muso: “Hai promesso e adesso ti inculo, vacca.”
La troia che è dentro di me prende il sopravvento e mi chino in basso, aspettando la mia punizione.
Antonio inizia a strisciare il cazzo nel solco delle natiche.
Tremo di paura, come farò a prenderlo nel culo davvero.
Arriva Piero a spruzzare del lubrificante sul mio buchino e sul cazzo di Antonio.
Ma che buchino, tra poco sarà una caverna.
Antonio poggia la sua enorme cappella sul mio ano e spinge.
Dio mio, che dolore terribile, grido e cerco di spingerlo fuori, ma lui mi tiene ferma, è inesorabile.
Il pubblico in sala è in silenzio.
Io mi sento squartare, mentre sta infilando l’enorme cappella nel mio povero buchino.
Piango di dolore e stringo il lenzuolo tra i denti.
Va avanti e indietro con la cappella all’imboccatura del culo, mentre mi masturbo, cercando sollievo.
Antonio entra con tutto il cazzo nel mio culo.
Grido di nuovo: mi ha sfondata.
Adesso sono davvero una rotta in culo.
È dentro, ce l’ho fatta, ma il dolore è terribile.
E anche la sensazione di umiliazione, inculata come una cagna, davanti a sconosciuti estranei.
Ma solo questo pensiero mi fa sussultare di piacere.
Quanto tempo è passato?
A me sembra un’eternità.
Poi la sensazione cambia.
Il lubrificante sta facendo il suo lavoro e pure i fluidi che prima erano colati dalla figa nel mio buchino.
E poi mi piace quella sensazione sconvolgente delle viscere che vengono tirate all'infuori dal cazzo quanto torna indietro.
Non mi verrà un prolasso anale?
In qualche modo mi abituo e inizia a piacermi.
E mi rilasso, anche se Antonio mi tira delle botte terribili.
E inizio a godere.
E con voce tremante gli dico:
“Si maschione mio, bel cazzone, inculami, siiiiiiiiiiiiii. Si dai ancora, siiiiii, inculami! Inculami! Fottimi!”
Antonio: “ti piace eh, rotta in culo che non sei altro.”
A sentire questa frase mi monta un orgasmo incredibile.
Tremo furiosamente e Antonio si ferma, ma poi riparte.
Mi fa cambiare posizione e mi incula girata di fronte agli spettatori.
Ma non viene ancora.
Sono stanca e mi fa male il buco del culo.
Antonio mi fa mettere in ginocchio sul palco, con la pancia sul letto.
E riprende a fottermi in culo.
Si ferma e allargando le natiche, mostrando al pubblico il mio culo sfondato.
Ma non viene ancora.
Provo a togliergli il preservativo e a cavalcarlo, ma niente.
Non ce la faccio più e mi blocco con la spingarda di Antonio nel culo.
Antonio mi fa alzare e mi mette di nuovo a pecora sul letto.
Sto ferma e aspetto.
Entra di nuovo nel culo.
Non ce la faccio più.
Mi incula con violenza inaudita, la mia degradazione è totale, mente il pubblico grida:
“sfondala quella puttana.”
Poi dà una serie di colpi con la rincorsa e alla fine viene, allagandomi l’intestino di sborra.
Rimane dentro per un minuto.
Lo sperma caldo mi dà un po’ di sollievo.
La sofferenza è finita, ma il mio ano vuoto mi dà una sensazione desolante.
Sono ancora a 90 gradi, quando Antonio si avvicina e mi dice all'orecchio: “adesso puliscimelo, troia!”
Mi sbatte il cazzo in faccia e glielo lecco e lo succhio.
Il cazzo gli si rizza di nuovo, noooooooooooo.
Antonio mi dice qualcosa all'orecchio: “rimettiti a pecora, che ti inculo di nuovo.”
Ed io: “Non per favore, no.”
Antonio: “hai promesso che ti inculavo quanto volevo e adesso obbedisci, vacca.”
Il mio debito sarebbe pagato, ma la mia eccitazione e troiaggine sono senza limiti.
Riapro le gambe e mi rimetto in posizione per la monta, ma quando Antonio sta per incularmi di nuovo, arriva Angelo e dice che lo spettacolo è finito.
Provo una sensazione mista di sollievo e delusione.
E adesso, come mi ripresenterò a mio marito ed ai miei figli: “bambini, la mamma ha preso un cazzo enorme nel culo, ma adesso sono tornata.”
E mio marito, quando vedrà come Antonio mi ha ridotto il buco del culo?
Devo trovare una scusa per non farmi scopare da lui.
È finita: ho varcato il mio Rubicone della troiaggine.
Alea jacta est, sono una puttana che si inculare da un nano con un cazzo enorme davanti a 40/50 persone e ho goduto ogni momento.
Pure il dolore mi è piaciuto, è un modo per espiare la mia colpa.
Ma che colpa, a me piace il cazzo, anzi i cazzi.
Con il senno del poi, un altro cazzo non ci stava male.
Magari Stefano, che ha un cazzo enorme, nella figa, e Antonio nel culo.
Che accoppiata goduriosa che sarebbe.
Appena mi passa il dolore al culo, devo provare una bella doppia sul palco...
Detto così fa quasi ridere, ma alla fine ho dovuto ricredermi.
Intendiamoci, il mio buchino posteriore è abbastanza allenato.
Prima Andrea con i suoi 22 cm e poi Rocco, come l’attore porno 😉, che ha un grosso calibro mi hanno inculata a lungo e per benino, provocandomi orgasmi meravigliosi.
Il mio culo è croce e delizia.
Ho anche provato la doppia penetrazione con Andrea e Stefano e con Pascal e Isaac.
La volta con Pascal e Isaac c’era mio marito che assisteva.
Oggi non c’è e non deve sapere.
L’idea di fare questa porcata a sua insaputa mi eccita terribilmente.
Sono così eccitata che, dopo Sara mi ha irrigato l’ano per eliminare qualsiasi corpo estraneo e mi ha messo un dilatatore anale, mi sono fatta scopare a pelle, senza preservativo, da Nicola, un inserviente del locale.
Prima gli ho fatto girare due o tre volte la rotellina del dilatatore, per aprirmi di più l’orifizio anale.
Su mia richiesta, mi dà della troia, puttana e simili amenità.
Questo linguaggio da angiporto (sono una professoressa ed ho un linguaggio forbito) mi eccita.
Prima che Nicola venga, esce dalla figa, lo spompino e mi sborra in bocca.
Nel frattempo sono venuta furiosamente.
Dopo è stato il turno di Piero, il marito di Sara, che allarga ancora il dilatatore e poi mi scopa prima la figa e poi il culo.
Dopo tre o quattro minuti vengo di nuovo.
Poi io e Sara ci baciamo furiosamente e poi Pietro scopa Sara.
Alla fine lecco addirittura la sborra del marito dalla figa di Sara.
Due orgasmi e lo spettacolo deve ancora iniziare…
È arrivato il momento della mia vera deflorazione anale.
Quello che ho fatto sino ad oggi è nulla, ma lo scoprirò dopo.
Sara mi ha detto che Antonio ha un cazzo normale.
Parte la musica ed esco da dietro una tenda e comincio a ballare.
Il pubblico in sala applaude e inizio a togliere la camicetta.
Sfilo la gonna facendola scivolare con studiata lentezza.
Continuo a ballare.
Invito Antonio, il nano, a salire sul palco.
In sala c'è un boato da parte del pubblico, che comincia a gran voce a chiamarmi.
Invito Antonio a slacciarmi il reggiseno.
Sorreggo le coppe con le mani, mi volto di schiena al pubblico e mi piego a 90 gradi, mostrando a tutti le natiche con il filo del perizoma in mezzo.
Poi allargo le braccia mettendo le tette in testa ad Antonio che comincia a palpeggiarle.
Il pubblico é estasiato.
Mi giro e mostro le tette nude a tutti.
Invito Antonio a togliermi il perizoma.
E lui me lo strappa via!
Ballo sul palco, mentre Antonio inizia a palparmi.
Scendo le scalette e vado in mezzo al pubblico.
Tutti iniziano a toccarmi.
Sego il cazzo ad uno e glielo bacio pure.
Torno sul palco, chiedendo una sedia.
Mi giro e mi metto seduta.
Allargo le gambe, mostrando ai presenti la mia fica bagnatissima e i fluidi che scendono sulle cosce.
Poi il letto esce fuori ruotando.
Antonio mi fa sedere sul letto e mi aprire completamente le gambe, mostrando al pubblico la mia vagina.
Sale sul letto, facendomi mettere a pecorina e mostra al pubblico mostra i due buchi oscenamente esposti.
Poi mi fa stendere sul letto a pancia in su e inizia a leccarmi la fica.
Non ha una lingua, ma una specie di serpente, mi succhia il clitoride, entra nelle pareti della vagina, mi fa impazzire.
Dopo un paio di minuti, si ferma e fa vedere a tutti quanto sono eccitata.
I fluidi vaginali sono colati sull’anno e sulle cosce.
Nooooo, stavo per venire.
Poi spoglio Antonio, mancano solo le mutande.
Le tiro giù e compare il suo cazzo.
Ma che dico cazzo, è una spingarda, un siluro.
La cappella è enorme, poi si stringe, ma alla base si allarga di nuovo.
È un tronco di cono, con una sfera sulla parte superiore.
Potrei insegnare geometria dopo questa analisi della forma del cazzo di Antonio.
Proprio un’analisi del cazzo, diciamolo.
Solo Stefano, tra quelli che ho visto, ce l’ha più grosso.
E, infatti, il culo non gliel’ho dato.
Mi chiedo come farò a prendere nel culo una spingarda simile?
Ho promesso che lo avrei fatto, ma, accidenti, questo tizio non ha un cazzo normale.
E che scala di valori ha Sara, che mi ha detto che era normale?
Oramai sono in ballo e devo ballare.
Inizio a segarlo con due mani e lo bacio.
Antonio mi tiene per i capelli e mi ficca il cazzo in bocca, sino alla radice.
Me lo sento in gola e lo prendo tutto, respingendo i conati di vomito.
Poi mi mette sdraiata sul letto e mi apre le gambe.
Entra nella fica con il cazzo e grido di piacere: “Siiiiiii, sfondamela!”
Non è un problema, la mia fica è un porto di mare, oramai.
Ma Antonio mi riporta alla dura realtà: “Vedrai quando ti sfonderò il culo, troia!”
E poi mi scopa con un ritmo selvaggio.
Che bello, quanto ce l’ha grosso, che godimento.
Vengo due volte, praticamente di fila.
Peccato che fra un po' me lo metterà nel culo.
Ho un brivido di paura.
Poi Antonio lo tira fuori e me lo porge da sbocchinare di nuovo.
Sono in estasi per i due orgasmi avuti e succhio come un’indemoniata.
Poi Antonio mi fa mettere a pecorina e mi sussurra all’orecchio: “Sei pronta, adesso ti sfondo il culo?”
Ed io: “no per favore non sono pronta!” e scuoto il capo.
Antonio mi dice a brutto muso: “Hai promesso e adesso ti inculo, vacca.”
La troia che è dentro di me prende il sopravvento e mi chino in basso, aspettando la mia punizione.
Antonio inizia a strisciare il cazzo nel solco delle natiche.
Tremo di paura, come farò a prenderlo nel culo davvero.
Arriva Piero a spruzzare del lubrificante sul mio buchino e sul cazzo di Antonio.
Ma che buchino, tra poco sarà una caverna.
Antonio poggia la sua enorme cappella sul mio ano e spinge.
Dio mio, che dolore terribile, grido e cerco di spingerlo fuori, ma lui mi tiene ferma, è inesorabile.
Il pubblico in sala è in silenzio.
Io mi sento squartare, mentre sta infilando l’enorme cappella nel mio povero buchino.
Piango di dolore e stringo il lenzuolo tra i denti.
Va avanti e indietro con la cappella all’imboccatura del culo, mentre mi masturbo, cercando sollievo.
Antonio entra con tutto il cazzo nel mio culo.
Grido di nuovo: mi ha sfondata.
Adesso sono davvero una rotta in culo.
È dentro, ce l’ho fatta, ma il dolore è terribile.
E anche la sensazione di umiliazione, inculata come una cagna, davanti a sconosciuti estranei.
Ma solo questo pensiero mi fa sussultare di piacere.
Quanto tempo è passato?
A me sembra un’eternità.
Poi la sensazione cambia.
Il lubrificante sta facendo il suo lavoro e pure i fluidi che prima erano colati dalla figa nel mio buchino.
E poi mi piace quella sensazione sconvolgente delle viscere che vengono tirate all'infuori dal cazzo quanto torna indietro.
Non mi verrà un prolasso anale?
In qualche modo mi abituo e inizia a piacermi.
E mi rilasso, anche se Antonio mi tira delle botte terribili.
E inizio a godere.
E con voce tremante gli dico:
“Si maschione mio, bel cazzone, inculami, siiiiiiiiiiiiii. Si dai ancora, siiiiii, inculami! Inculami! Fottimi!”
Antonio: “ti piace eh, rotta in culo che non sei altro.”
A sentire questa frase mi monta un orgasmo incredibile.
Tremo furiosamente e Antonio si ferma, ma poi riparte.
Mi fa cambiare posizione e mi incula girata di fronte agli spettatori.
Ma non viene ancora.
Sono stanca e mi fa male il buco del culo.
Antonio mi fa mettere in ginocchio sul palco, con la pancia sul letto.
E riprende a fottermi in culo.
Si ferma e allargando le natiche, mostrando al pubblico il mio culo sfondato.
Ma non viene ancora.
Provo a togliergli il preservativo e a cavalcarlo, ma niente.
Non ce la faccio più e mi blocco con la spingarda di Antonio nel culo.
Antonio mi fa alzare e mi mette di nuovo a pecora sul letto.
Sto ferma e aspetto.
Entra di nuovo nel culo.
Non ce la faccio più.
Mi incula con violenza inaudita, la mia degradazione è totale, mente il pubblico grida:
“sfondala quella puttana.”
Poi dà una serie di colpi con la rincorsa e alla fine viene, allagandomi l’intestino di sborra.
Rimane dentro per un minuto.
Lo sperma caldo mi dà un po’ di sollievo.
La sofferenza è finita, ma il mio ano vuoto mi dà una sensazione desolante.
Sono ancora a 90 gradi, quando Antonio si avvicina e mi dice all'orecchio: “adesso puliscimelo, troia!”
Mi sbatte il cazzo in faccia e glielo lecco e lo succhio.
Il cazzo gli si rizza di nuovo, noooooooooooo.
Antonio mi dice qualcosa all'orecchio: “rimettiti a pecora, che ti inculo di nuovo.”
Ed io: “Non per favore, no.”
Antonio: “hai promesso che ti inculavo quanto volevo e adesso obbedisci, vacca.”
Il mio debito sarebbe pagato, ma la mia eccitazione e troiaggine sono senza limiti.
Riapro le gambe e mi rimetto in posizione per la monta, ma quando Antonio sta per incularmi di nuovo, arriva Angelo e dice che lo spettacolo è finito.
Provo una sensazione mista di sollievo e delusione.
E adesso, come mi ripresenterò a mio marito ed ai miei figli: “bambini, la mamma ha preso un cazzo enorme nel culo, ma adesso sono tornata.”
E mio marito, quando vedrà come Antonio mi ha ridotto il buco del culo?
Devo trovare una scusa per non farmi scopare da lui.
È finita: ho varcato il mio Rubicone della troiaggine.
Alea jacta est, sono una puttana che si inculare da un nano con un cazzo enorme davanti a 40/50 persone e ho goduto ogni momento.
Pure il dolore mi è piaciuto, è un modo per espiare la mia colpa.
Ma che colpa, a me piace il cazzo, anzi i cazzi.
Con il senno del poi, un altro cazzo non ci stava male.
Magari Stefano, che ha un cazzo enorme, nella figa, e Antonio nel culo.
Che accoppiata goduriosa che sarebbe.
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