L’uomo sposato
di
Lucaz88
genere
gay
Mi chiamo Fabrizio e ho imparato presto che alcune persone entrano nella tua vita come una parentesi aperta: sai che prima o poi dovrà chiudersi, ma nel frattempo occupa tutto lo spazio.
Su Grindr non cercavo nulla di speciale. Scorri, leggi, ignori. Poi appare lui. Nessuna, classico profilo vuoto. Profilo essenziale.
Descrizione:
“Sposato. Qui per discrezione.”
Di solito passo oltre. Ma quella sera no. Volevo divertirmi.
Parliamo poco, come se entrambi sapessimo già dove stava andando la conversazione. Frasi brevi, pause lunghe. La tensione cresce proprio lì, nei vuoti. Quando gli scrivo “Se vuoi, puoi venire da me”, resto a fissare lo schermo come se avessi appena fatto una mossa azzardata a scacchi.
Arriva mezz’ora dopo.
Apro la porta e mi colpisce subito la sua esitazione. Alto possente, in tuta con pantaloni grigi, io invece classico vestiario casalingo. Ci osserviamo Non è timidezza: è il peso di una vita lasciata per un’ora sul pianerottolo. Ci sorridiamo appena. Nessun bacio subito. Prima ci studiamo. I suoi occhi fanno il giro della casa come per assicurarsi che sia reale.
Gli offro da bere. Le nostre mani si sfiorano sul bicchiere. È lì che succede davvero la prima scintilla: nel contatto involontario che nessuno dei due ritira.
Parliamo. Del lavoro. Di sciocchezze. Della pioggia che ha iniziato a cadere senza che ce ne accorgessimo. Mi parla della sua voglia di evadere ma io avevo solo in mente una cosa: il suo cazzo. Ogni parola è solo un pretesto per avvicinarci di qualche centimetro in più. Quando finalmente mi guarda e mi dici: scopiamo?! senza distogliere gli occhi, capisco che la linea è stata superata.
Il bacio arriva veloce, mi voleva. Io lo volevo. Le lingue continuano ad incrociarsi.
C’è fame, sì, senza controllo. Le mani esplorano i confini dell’altro, li testano, li eccitano. Ogni gesto sembra dire: “Voglio domarti, voglio esser tuo.”
Quando lo accompagno in camera, il mondo fuori non esiste più. Non c’è moglie, non c’è ruolo, non c’è domani. Solo due uomini che, per una notte, scelgono di essere esattamente ciò che desiderano.
Siamo in piedi, ci spogliamo, continuiamo a baciarci ed ansimare come animali. Ci togliamo gli slip, i cazzi durissimi, marmo puro.
Mi prendi in braccio, mi sbatte la schiena su muro, sono eccitatissimo, nessuno mi ha mai posseduto così.
Continuano a baciarci, mi sposta sul letto, tempo zero la sua lingua mi lecca l’ano per umidirlo al meglio, infila il primo dito, nota che non sono ancora pronto, continua a leccarmi per dilatarmi al meglio, arrivano due dita, poi 3. Sono pronto.
Mi trovo con i miei piedi sulle sue spalle, continua a penetrarmi sempre più forte e veloce. Sto godendo, sta godendo. Mi bacia, ci baciamo. Mentre mi penetra mi masturba, esplodo.
Lui continua, esce, toglie il preservativo e lo faccio venire sul mio viso pronto con bocca aperta e lingua di fiore.
Esplode, un bagno di latte caldo ed energia. Ci baciamo. Ci sorridiamo e wow.
Breve ed intensa ma wow.
Lui inizia a rivestirsi, io chiedo il secondo round, ma era di fretta.
Mi rivesto, gli offró un caffè veloce, siamo ancora ansimanti e stanchi.
Ci sorridiamo fieri di quel che abbiamo fatto, poi esce e se ne va.
Spero che La parentesi si riapra ancora prima o poi.
Il segno è indelebile.
Su Grindr non cercavo nulla di speciale. Scorri, leggi, ignori. Poi appare lui. Nessuna, classico profilo vuoto. Profilo essenziale.
Descrizione:
“Sposato. Qui per discrezione.”
Di solito passo oltre. Ma quella sera no. Volevo divertirmi.
Parliamo poco, come se entrambi sapessimo già dove stava andando la conversazione. Frasi brevi, pause lunghe. La tensione cresce proprio lì, nei vuoti. Quando gli scrivo “Se vuoi, puoi venire da me”, resto a fissare lo schermo come se avessi appena fatto una mossa azzardata a scacchi.
Arriva mezz’ora dopo.
Apro la porta e mi colpisce subito la sua esitazione. Alto possente, in tuta con pantaloni grigi, io invece classico vestiario casalingo. Ci osserviamo Non è timidezza: è il peso di una vita lasciata per un’ora sul pianerottolo. Ci sorridiamo appena. Nessun bacio subito. Prima ci studiamo. I suoi occhi fanno il giro della casa come per assicurarsi che sia reale.
Gli offro da bere. Le nostre mani si sfiorano sul bicchiere. È lì che succede davvero la prima scintilla: nel contatto involontario che nessuno dei due ritira.
Parliamo. Del lavoro. Di sciocchezze. Della pioggia che ha iniziato a cadere senza che ce ne accorgessimo. Mi parla della sua voglia di evadere ma io avevo solo in mente una cosa: il suo cazzo. Ogni parola è solo un pretesto per avvicinarci di qualche centimetro in più. Quando finalmente mi guarda e mi dici: scopiamo?! senza distogliere gli occhi, capisco che la linea è stata superata.
Il bacio arriva veloce, mi voleva. Io lo volevo. Le lingue continuano ad incrociarsi.
C’è fame, sì, senza controllo. Le mani esplorano i confini dell’altro, li testano, li eccitano. Ogni gesto sembra dire: “Voglio domarti, voglio esser tuo.”
Quando lo accompagno in camera, il mondo fuori non esiste più. Non c’è moglie, non c’è ruolo, non c’è domani. Solo due uomini che, per una notte, scelgono di essere esattamente ciò che desiderano.
Siamo in piedi, ci spogliamo, continuiamo a baciarci ed ansimare come animali. Ci togliamo gli slip, i cazzi durissimi, marmo puro.
Mi prendi in braccio, mi sbatte la schiena su muro, sono eccitatissimo, nessuno mi ha mai posseduto così.
Continuano a baciarci, mi sposta sul letto, tempo zero la sua lingua mi lecca l’ano per umidirlo al meglio, infila il primo dito, nota che non sono ancora pronto, continua a leccarmi per dilatarmi al meglio, arrivano due dita, poi 3. Sono pronto.
Mi trovo con i miei piedi sulle sue spalle, continua a penetrarmi sempre più forte e veloce. Sto godendo, sta godendo. Mi bacia, ci baciamo. Mentre mi penetra mi masturba, esplodo.
Lui continua, esce, toglie il preservativo e lo faccio venire sul mio viso pronto con bocca aperta e lingua di fiore.
Esplode, un bagno di latte caldo ed energia. Ci baciamo. Ci sorridiamo e wow.
Breve ed intensa ma wow.
Lui inizia a rivestirsi, io chiedo il secondo round, ma era di fretta.
Mi rivesto, gli offró un caffè veloce, siamo ancora ansimanti e stanchi.
Ci sorridiamo fieri di quel che abbiamo fatto, poi esce e se ne va.
Spero che La parentesi si riapra ancora prima o poi.
Il segno è indelebile.
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