La passera bagnata di Sofia

di
genere
prime esperienze

Era una calda giornata di fine estate sulla spiaggia affollata di Rimini. Sofia, 24 anni, era la classica ragazza pudica: capelli castani raccolti in una coda, un costume intero nero che copriva tutto il necessario, e un telo da mare sempre pronto per avvolgersi. Non era il tipo da esibizioni, anzi, arrossiva solo a pensare di cambiarsi in pubblico. Con lei c'era la cugina minore, Giulia, 18 anni appena compiuti: una ragazzina sveglia, con un bikini colorato che lasciava poco all'immaginazione, occhi curiosi e una lingua tagliente che non si tratteneva mai.

Avevano passato ore sotto il sole, bevendo acqua e succhi di frutta. A un certo punto, Sofia sentì quella pressione familiare nella vescica, sempre più insistente. Guardò verso i bagni pubblici: erano lontani, almeno dieci minuti a piedi sotto il sole cocente, con code interminabili.

"Giulia, devo... devo fare pipì," mormorò Sofia, arrossendo già. "I bagni sono troppo lontani, non ce la faccio ad arrivare."

Giulia rise piano, con quel ghigno malizioso che la rendeva irresistibile. "E allora? La spiaggia è piena di arbusti laggiù, dietro quelle dune. Nessuno ti vedrà. Vai, ti accompagno io per sicurezza, cugina. Non vorrai fartela addosso come una bambina, no?"

Sofia esitò, mordendosi il labbro. Era umiliante, ma non aveva scelta. "Va bene... ma tu stai di guardia, e non guardare assolutamente! Promettimelo."

"Promesso," disse Giulia con un sorriso innocente, ma i suoi occhi brillavano di curiosità.

Si allontanarono dalla folla, raggiungendo un gruppetto di arbusti folti e cespugli che offrivano un minimo di riparo. Il mare rumoreggiava in lontananza, coprendo i suoni. Sofia si guardò intorno nervosa, il cuore che batteva forte. "Girati, Giulia. Seriamente."

Giulia annuì, voltandosi con le braccia incrociate, ma in realtà si posizionò in modo da poter sbirciare tra i rami. Sofia, tremando leggermente per l'imbarazzo, si abbassò il costume intero. Non voleva rischiare di sporcarlo: lo sfilò completamente dalle gambe, restando nuda dalla vita in giù, con la figa rasata esposta all'aria aperta. Si accovacciò, le cosce aperte, le mani sulle ginocchia per bilanciarsi.

Il sollievo arrivò immediato: un getto forte e caldo schizzò fuori, colpendo la sabbia con un sibilo leggero. Sofia chiuse gli occhi, sospirando piano, cercando di ignorare la vergogna.

Ma Giulia non stava guardando altrove. Attraverso le foglie, osservava tutto: la figa della cugina maggiore, rosa e gonfia per il caldo, da cui usciva quel fiume dorato. Non poté trattenersi.

"Oh mio Dio, Sofia... stai pisciando come una fontana," sussurrò Giulia, con voce bassa ma udibile, carica di malizia. "Guarda quanto ne hai trattenuto! Sembri una vacca che si svuota. E ti sei tolta tutto il costume? Che troietta pudica che sei... nuda in spiaggia a far pipì come una bambina sporca."

Sofia spalancò gli occhi, mortificata, ma non poteva fermarsi ora. Il getto continuava, forte e incessante, formando una pozza nella sabbia. "Giulia! Avevi promesso di non guardare! Smettila..."

Ma Giulia rise piano, avvicinandosi un po' di più senza farsi vedere del tutto. "Non riesco a non guardare, cugina. È troppo divertente. La tua passera è tutta bagnata ora, eh? Guarda come spruzzi ovunque... sei proprio una pisciona. E pensare che sei tu quella 'grande e responsabile'. Io alla tua età non mi sarei mai messa nuda così in pubblico."

Sofia arrossì fino alle orecchie, le lacrime di umiliazione che le pungevano gli occhi, ma stranamente, quel commento la fece eccitare in modo confuso: il getto si intensificò per un momento, schizzando più lontano. "Ti prego, smettila... è imbarazzante..."

"Imbarazzante? È patetico," continuò Giulia, con tono umiliante e giocoso. "Piscia più forte, dai, svuotati tutta. Sembri una cagnetta che marca il territorio. E se qualcuno passa e ti vede così, accovacciata con la figa all'aria? La mia cugina maggiore, la pudica Sofia, che fa la pipì selvaggia."

Finalmente, il flusso si affievolì, gocciolando gli ultimi residui. Sofia si alzò tremante, asciugandosi alla meglio con una salvietta che aveva nello zaino, e si rinfilò il costume il più velocemente possibile. Giulia si voltò fingendo innocenza, ma con un sorriso soddisfatto.

"Tutto ok, cugina? Sei stata bravissima," disse Giulia, abbracciandola da dietro. "Il tuo segreto è al sicuro con me... per ora."

Sofia non rispose, troppo umiliata, ma mentre tornavano verso il telo, sentì un brivido strano percorrerle la schiena. Quella giornata in spiaggia non sarebbe stata dimenticata facilmente.
scritto il
2025-12-21
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