Gianna...una famiglia unita nella lussuria

di
genere
dominazione

Tornammo a casa; ero seduta in macchina, nei sedili posteriori; ero sfinita; quella notte i serbi non erano stati teneri, anche se, a pensarci oggi, quella notte fu tranquilla rispetto a ciò che mi avrebbe atteso nei mesi a seguire.
Papà era alla guida, lo zio seduto di fianco; ormai erano inseparabili. Due padroni terribili.
Mi accompagnarono a casa. Parcheggiarono, credo volontariamente, un po’ distante dal portone, per farmi camminare in quelle condizioni impresentabili, alla mercè dei passanti. Camminavo a passo svelto, con lo sguardo basso e, finalmente, arrivai. Salii velocemente le scale e quando entrai in casa, mi accasciai sul divano. Ero davvero stanca.
Mi permisero di farmi una doccia e di riposarmi.
Intanto papà e lo zio pianificarono il progetto.

Una settimana dopo, Serena scese nella nostra città, insieme con Omar. Papà organizzò una serata a casa, invitando lo zio, quella sera, solo, perché la zia era partita.
Ci trovavamo in casa dei miei.
Papà, lo zio, Omar ed io aspettavamo solo il suono del campanello, eravamo tesi, ma cercavamo di non darlo a vedere.
Omar aveva convinto la moglie, mia sorella, a mettersi una minigonna. Anche io indossavo un abito corto, ma ben cosciente che, da lì a poco, me lo avrebbero tolto.
Ero seduta sul divano, parlavo con la mamma, quando suonò il campanello.
Trasalii, poi ripresi il controllo e, come d’accordo, mi alzai subito, per andare ad aprire.
Goran, Pavel, Janko e Zeljko sorrisero, entrarono e mi spinsero indietro. Mi bloccarono le braccia dietro la schiena e mi trascinarono nel salone dove stavano gli altri della mia famiglia.
Inscenarono una rapina, ci ordinarono di sederci; Serena sbiancò, supplicandoli di non farci del male.
La mamma guardava in continuazione papà, per trovare rassicurazione.
Noi fingemmo bene.
Pavel aveva una pistola, noi sapevamo fosse giocattolo, ma sembrava una vera arma da fuoco.
Ci teneva sotto tiro, mentre gli altri tre, in giro per la casa, frugavano nei cassetti e negli armadi.
Finsero di riempire uno zaino, tornarono in salotto. Goran ci guardò. Si avvicinò a me, mi afferrò per i capelli, mi puntò contro la pistola e mi ordinò di spogliarmi.
Lo feci, fingendo paura, rimasi nuda. La mamma chiuse gli occhi, forse per rispetto. Papà aveva un sorrisetto. Serena era spaventatissima.
Goran mi fece inginocchiare, con la mano libera dalla pistola, sbottonò il pantalone, abbassò la zip e tirò fuori il suo cazzo. Lo strusciò sulle mie labbra, ficcandomelo in bocca.
Iniziai a succhiarlo ed a leccarlo. Finsi fastidio e opposizione, ma conoscevo sin troppo bene, ormai, quel cazzo. Stavo facendo un pompino davanti alla mia famiglia. Sul volto comparve un sorriso.
Serena smise di piagnucolare, terrorizzata dagli eventi che non tardarono a coinvolgerla. Finalmente, pensai.

Pavel, con la pistola in mano, le si avvicinò.
La fece alzare e le strusciò la pistola sotto la gonna.
“Spogliati”, le disse.
Serena era un automa. Sbottonò la camicia, mostrando un gran bel seno. Sfilò la minigonna. Rimase in intimo. Pavel le indicò slip e reggiseno con la punta della pistola e Serena si spogliò.
Anche lei fu costretta a mettersi in ginocchio ed a spompinare il cazzo di Pavel.
Ci fu un momento di pseudo tranquillità. Io e Serena eravamo in ginocchio a leccare il cazzo, rispettivamente di Goran e di Pavel, ed il resto della famiglia, sotto la minaccia delle pistole di Zelijko e di Janko, osservava in silenzio. Finché la mamma urlò più per la paura che per altro. Janko tirò fuori il proprio cazzo, le si avvicinò, le strappò la camicia ed il reggiseno, la prese per la testa e le ficcò il cazzo tutto in bocca. Mamma fu costretta a fare un soffocone e se la cavò mulinando con la lingua, avendo però difficoltà a respirare, finché con un suono gutturale, Janko esplose in una sborrata direttamente nella sua gola.
Goran e Pavel si guardarono ed insieme decisero di schizzare sborra sul viso mio e di mia sorella.
“Adesso, care ragazze, vi scopate la vostra famiglia”, disse Goran con un ghigno che fece paura anche a me.
Si rivolse ai maschi, gli unici ancora vestiti, ordinando loro di spogliarsi.

Papà, lo zio ed Omar si spogliarono, e quando si tolsero le mutande, mostrarono un cazzo eccitato. Sorrisi, guardando lo stupore di Serena. Goran le si avvicinò, la prese per i capelli e la trascinò davanti a papà nudo, ordinandole di prenderlo in bocca.
Serena iniziò a leccare il cazzo di papà, il quale, dopo pochi secondi, le mise le mani dietro la testa, facendola pompare.

Fecero sedere gli uomini e Serena fu costretta a cavalcare papà ed a farsi scopare da lui. Io dovetti andare su Omar e farmi scopare, mentre la mamma cavalcò lo zio, facendosi penetrare da lui.
Ci fotografarono. Era una scena irreale, ognuna di noi stava cavalcando il cazzo di uno stretto congiunto.
Pavel venne dietro di me e mi inculò, mentre Omar mi scopava; Janko inculò la mamma, scopata dallo zio, mentre Zelijko lo mise nel culo di Serena, scopata da papà.
Iniziammo, tutti, a gemere e noi donne a venire; ci stavamo lasciando andare, stava uscendo la parte selvaggia di ognuna di noi.

Goran si godeva la scena, ad un certo punto, si avvicinò a Zelijko, impegnato ad inculare mia sorella, gli disse qualcosa nell’orecchio e Zelijko sfilò il cazzo dal culo di Serena, la fece alzare e la fece inginocchiare tra le cosce di papà, ordinandole di prendergli il cazzo in bocca. Serena obbedì, ma c’era meno paura nelle sue reazioni e più curiosità. Si mise a pompare il cazzo di nostro padre. Papà era con gli occhi chiusi, inebriato di piacere e ciò mi provocò molta gelosia, tanto che gemetti, urlando, per far ingelosire, a mia volta, mio padre.
Goran si rivolse allo zio, ordinandogli di sfilare il cazzo dalla mia figa e prendere da dietro Serena.

Avevamo ottenuto quel che volevamo. La mamma stava scopando con Omar mentre Serena veniva presa da papà e dallo zio.
A quel punto, il piano era andare oltre.

Goran ci disse di fermarci, ci fece alzare tutti, eravamo completamente nudi; disse a Pavel di portare Serena, con papà e lo zio, in camera da letto e di tenere la porta aperta.

Serena cercó di rilassarsi, stava per scopare con il padre e lo zio, ma più ci pensava, più stentava a crederlo. Pavel la fece mettere stesa sul letto, le gambe oscenamente aperte. Dino inizió a leccarla mentre Menotti le infiló il cazzo in bocca. Nel salone, Omar stava inculando la suocera mentre Gianna era stata portata in bagno da Goran.

Dino e Menotti presero Serena in ogni maniera. I serbi portarono Omar e Tina nella camera da letto, per far loro osservare Serena scopata ed inculata dal padre e dallo zio.
Intanto Gianna era costretta a tenere la testa nel cesso mentre nella sua figa si alternavano i cazzi dei quattro slavi.

Dino sborró nella bocca della figlia Serena, mentre Menotti la stava inculando. Omar schizzó sperma sul viso della suocera.
Pavel e Goran presero Serena e Tina, portandole nel bagno, dove Gianna continuava a farsi penetrare, mentre affondava la testa nel cesso. Vedendo quella scena, le due donne si guardarono impietrite. Restarono in ginocchio, Dino, Menotti ed Omar dovevano pisciare e gli fu ordinato di farlo, Omar sulla testa di Gianna, mentre Menotti e Dino lo fecero sul viso di Tina e di Serena.

I serbi andarono via, lasciando a terra le armi, si trattava di pistole giocattolo. Scoppiammo a ridere, Serena si avvicinò a papà e lo bacio in bocca, Menotti mi prese per mano e mi portò a letto. Omar riprese a fare sesso con la mamma. Eravamo una famiglia unita.

Per conoscere la vita di Gianna:

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scritto il
2024-03-25
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