Una serata del cazzo!

Scritto da , il 2021-11-25, genere masturbazione

Mi piego sulle ginocchia per raccogliere la sua borsa e senza che me ne accorga, le mie palle ciondolanti ed il mio cazzo spuntano fuori dai mie pantaloncini corti.
«ti.. ti é uscito fuori il... il pisello insomma e tutto il resto» mi dice una ragazza decisamente giovane ed attraente indicando con l'indice qualcosa verso di me, cercando di nascondere il viso e con una voce non proprio imbarazzata.
Mi servono almeno due secondi per realizzare, poi guardo tra le mie gambe, ed effettivamente avevo l'uccello e le palle di fuori, "Succede... quando non porti la biancheria intima per sentire un po' di libertà lí sotto" dico a me stesso.
«oh... scusami, é che... OK lasciamo perdere, ma... mi sbaglio o sei...» provo a concludere la frase mentre con una mano gli restituisco la borsa e con l'altra cerco di rimettere dentro i pantaloni il mio cazzo.
«si, sono io, la tua vicina di "balcone" e... non ti preoccupare non é successo niente» mi risponde lei interrompendomi mentre prende la borsa ed accennando un mezzo sorriso per rompere il ghiaccio «...e poi anch'io spesso non porto la biancheria intima, dovresti saperlo... ci si vede, ciao» conclude strizzandomi l'occhio ed infilando la chiave nel portone che si chiude dietro di sé poco dopo aver varcato la soglia dello stesso.
Non ho il tempo di aggiungere nulla e mi limito a salutarla con un cenno della mano, poi prima di andarmene e di voltargli le spalle, compie un gesto quasi inaspettato: la ragazza si ferma a metà strada del piccolo corridoio del suo palazzo, mi osserva per qualche secondo sincerandosi che io la stia guardando e poi con una mano si alza un po' la gonna per diversi secondi mostrandomi una fica stranamente pelosa per la sua giovane età. Non me la ricordavo così, o forse la distanza non mi ha fatto mettere bene a fuoco quella sera. Dura comunque tutto pochi decimi di secondo, poi la vedo salire le scale del condominio come se nulla fosse.
Non era proprio cosí che avevo immaginato il nostro primo incontro "vero", ma a volte un po' di fortuna serve, sembrava una serata del cazzo, ed invece... Ah, già... ma non vi ho detto dove, anzi, come l'ho conosciuta se così possiamo dire. Facciamo un salto indietro.

Spagna, Bilbao... qualche giorno prima.

Lancio l'accappatoio sul letto e completamente nudo con il cazzo al vento, mi avvicino all'enorme finestra che dà l'accesso al balcone. Potrei coprirmi certo, ma ogni tanto sentire il vento sul mio corpo senza veli mi piace, mi fa sentire libero. Ovviamente metto in conto che qualcuno possa guardarmi, spiarmi, ma non l'ho mai considerato un problema, anzi... magari quel "qualcuno" o "qualcuna" guardandomi potrebbe trarne piacere e la cosa mi eccita ancora di piú. L'estate in spiaggia era la norma trovare guardoni e segaioli che ti spiavano, spesso senza neanche nascondersi troppo, ma nei boschi o qui, adesso, su questo balcone che affaccia sulla città di Bilbao, non era cosí scontata la cosa, che qualcuno mi guardasse... e la possibilità dovevo metterla in conto.
Ma alla fine raccontiamola tutta, mi é sempre piaciuto pensare che il mio fisico, il mio uccello, fosse spiato da una donna, da una ragazza nelle occasioni in cui volutamente stavo a palle all'aria, immaginavo una fantomatica "Lei" che si toccava la fichetta sperando che tra le sue gambe ci fosse il mio cazzo anziché le proprie mani, ed invece... invece quella volta sul balcone che affacciava sul fiume di Nervión, trovai una calma piatta, nessun occhio indiscreto che mi spiasse... ma suppongo si dica "spiare" perché se qualcuna lo stava facendo, di certo non si sarebbe fatta notare da me. Cosí dopo aver osservato nudo dall'alto di quel balcone la città ed il suo sempre affascinante fiume Nervión, torno in camera massaggiandomi le palle durante il tragitto.
Ero in quell'albergo da una settimana per concludere un accordo commerciale con un'Azienda Spagnola nel settore dell'Edilizia, un contratto decisamente importante che richiedeva la mia presenza a Bilbao per quasi un mese. Non conoscevo ovviamente nessuno in quella Città, ma non era nemmeno la prima volta che visitavo la Spagna (ma se aveto letto con attenzione i miei precedenti racconti, questo già lo sapete) e sapevo che la popolazione era abbastanza aperta sessualmente, sia del mondo etero che di quello gay. A differenza dell'Italia lì la libertà sessuale sembrava davvero arrivata, non davi nell'occhio se ti scopavi una piú giovane di te o se facevi sesso con una Cinese o con una Russa, tutto era giustamente normale, mentre nel nostro Paese se una tipa nera si sposa uno bianco, o se una giovane con uno piú anziano, ecco subito che qualcuno li etichetta come persone che cercano di "sistemarsi".
Ma... non era di questo che volevo parlarvi, peró quando le cose si saranno messe a posto e torneremo a viaggiare come un tempo, pensate alla Spagna come meta, scegliete una città a caso, Bilbao, Barcellona, Madrid e non ve ne pentirete, ma torniamo a quella sera.
Continuo a toccarmi le palle, cammino "pesantemente" cercando di sballottarle qui e lì tra le gambe, mi piace sentirle penzolare, quindi apro il frigo bar, prendo una birra e torno sul balcone e all'improvviso vedo una ragazza, forse sulla ventina, ma potrebbero essere di piú gli anni, la distanza tra i due palazzi é notevole e mettere a fuoco non é semplice, quasi nuda... si, quasi nuda! "Allora non sono il solo a cui piace girare senza vestiti" penso mentre la vedo girare tra una stanza e l'altra. Smetto di massaggiarmi le palle e prima di afferrare il cazzo per segarmi, già lo sento gonfiarsi alla vista di una ragazza nuda in una serata che sembrava finire con una sborrata fantasticando davanti ad un monitor vedendo un porno e... questo era meglio di un porno! Ed io non voglio perdere nemmeno un secondo di quello spettacolo. Ho un'idea, corro nella mia stanza, prendo il mio smartphone nuovo di zecca ed il treppiedi dato in omaggio dal negoziante, corro di nuovo sul balcone, lo posiziono verso la tipa, aziono lo zoom e mi godo lo spettacolo Live, dal vivo!
La vedo entrare in bagno con indosso solo il reggiseno ed il perizoma. Lancia uno sguardo verso le finestre, come se potesse vedere un eventuale guardone e si toglie il reggiseno ed il perizoma con dei movimenti sensuali, tipo stiptease. Forse anche lei spera in un guardone. Quindi entra nella doccia e lascia scivolare quella che suppongo sia acqua calda, sulle sue curve, muovendosi nello stesso modo sensuale, lasciando che le sue mani si muovano sul suo corpo, sulle sue tette, massaggiandole e strizzandole. La vedo prendere del del sapone liquido sulla prorie mani e poi successivamente spalmarlo sul proprio corpo. Si sofferma un po' di piú sulle proprie tette strizzandole nuovamente e giocando con i capezzoli, per poi passare la sua mano insaponata tra le gambe e successivamente, girandosi, anche sul suo culo, passando la mano tra le chiappe e facendo scivolare lentamente un dito dentro il buco del suo culo. Qualcuno ringrazi il Dio "Smartphone" per creare ottiche e zoom così potenti, davanti al mio cellulare riesco a vedere ogni singolo dettaglio mentre il mio cazzo é duro come un sasso.
Poi la vedo mettersi a pecora, mentre continua a masturbarsi il culo. Il suo dito insaponato entra e esce tra le sue chiappe, mentre io mi sego il cazzo durissimo pronto a sborrare e godere immaginando di essere lí e riempire la sua fica di caldo sperma. Vedo ancora il suo dito entrare e uscire dal suo culo. L’acqua aveva portato via tutto il sapone e quindi si vedeva anche meglio il dito che entrava e usciva dalle sue chiappe abbronzate. Con l’altra mano poi, inizia a masturbarsi la fica, che sembra decisamente pelosa, mentre con la prima continua a scoparsi il culo. Poi si rimette in piedi, con la faccia rivolta verso la sua finestra e con gli occhi chiusi, continua a masturbarsi la figa a gambe aperte. La vedo chiudere gli occhi ed aprire la bocca, forse sta gemendo, appoggiata al muro della doccia, mentre le sue dita scivolavano tra le umide labbra della sua fica sicuramente calda e fradicia dei suoi umori che si mescolavano all'acqua.
Anche il mio cazzo é la limite, percepisco la sborra salire lungo l'asta mentre me lo sego, la cappella é gonfia all'inverosimile e sono talmente carico che da lí a poco i miei schizzi potrebbero raggiungerla. Di nuovo lei si strizza le tette, massaggiandole e stuzzicando i capezzoli che da qui mi sembrano induriti. Poi la vedo alzare lo sguardo verso la finestra, fissando il vuoto, o meglio verso di me, credo mi abbia notato, perché poi vedo che inizia anche a succhiarsi il dito fissando sempre un punto indefinito, imitando il pompino che avrei veramente voluto mi facesse. Aveva due dita tra le gambe e un dito che scivolava tra le sue labbra. Accenno un sorriso mentre penso che mi osserva, forse davvero mi vede, magari non bene come io vedo lei grazie dallo smartphone, ma nel dubbio, con il cazzo in mano pronto a schizzare, mi masturbo con la cappella rivolta nella direzione del suo sguardo.
Sento che sto per esplodere, ora guardo io nel vuoto mentre con la mano continuo ad andare avanti e indietro lungo l'asta del mio cazzo, perdo lo sguardo su di lei e mi concentro sul mio pisello... vedere la cappella gonfia, viola, pronta a sputare sperma nel buio della notte illuminata solo dalle luci delle stanze dei palazzi di fronte é una sensazione troppo eccitante. Continuo a segarmi... la mia mano non si ferma ed inesorabilmente fa su e giù per tutta la lunghezza del mio uccello... sento lo sperma salire dalle palle verso la cappella... ci sono... sto per venire e... finalmente sborro... una lunga schizzata esce dal buco della mia cappella... poi una seconda, una terza, ed una quarta spruzzata finiscono nell'aria... poi una quinta, una sesta... perdo il conto delle schizzate che escono fuori dal buco della cappella... ma godo come una puttana nel vedere il mio sperma volare fuori dal balcone e finire giú di sotto chissà dove!
Finalmente mi svuoto, mollo il mio cazzo che per un po' continua con gli spasmi, ma senza spruzzare... tutto quello che doveva uscire, era uscito!
Così mentre lentamente il mio cazzo perde l'erezione, torno a cercare con lo sguardo la ragazza che aveva contribuito alla mia sega, ma non la vedo piú nel bagno a masturbarsi per me, bensì sul balcone... sempre nuda, ed a braccia incrociate sulla ringhiera, perché... si erano invertite le parti: negli ultimi minuti era lei che osservava me che mi masturbavo!
Penso se sia il caso di fare un cenno, un saluto, ma lei mi precede e con un gesto della mano sembra dirmi "ciao, alla prossima" prima di tornare nel suo appartamento ed eclissarsi spegnendo tutte le luci.
Non mi resta quindi che tornarmene dentro anche a me, buttarmi sotto la doccia, lavarmi via lo sperma dal mio cazzo e... sperare di incontrare lei il giorno dopo... che poi é come iniziato questo racconto... ma per i dettagli dovrete aspettare la prossima storia.



Copyright © Chase90 - Novembre 2021

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