Serata Country

Scritto da , il 2021-04-14, genere comici

Serata Country

Preambolo.

“Sai, è da quando ti ho visto che ho voglia di succhiarti il cazzo”
Senza mezzi termini, diretta come un colpo di alabarda. Io che quasi mi strozzo con la birra che sto ingollando. Lei che mi guarda seria, con quel suo completo simil dark, il chiodo, i guanti di pelle senza dita, gli stivali neri in cuoio simil rancheros e i suoi capelli tinto verdi a caschetto. Anche lei sta bevendo birra dal collo di una bottiglie. Beve e succhia, mimando quello che vorrebbe fare, con la lingua che scivola nell’apertura della bottiglia.
Siamo la country bar, un sabato sera piuttosto affollato, corpi danzanti uno pigiato all’altro, odore di fumo, birra, sudore e sesso. Lei è Barbara, 21 anni e fa là barista al Country, non quella sera però. Le piace vestirsi come una pin up degli anni 80, legge gli hentai, coltiva marijuana e adora la pizza alle zucchine.

Serata al country
Lo conosciuta così, con lei che è arrivata al mio tavolo con la comanda, sporgendosi verso di me in maniera spudorata, mostrando che, in fondo alla scollatura, c’erano tette vere. Ho calcolato che avesse almeno una quarta.
Io, trentacinque anni buttati nel cesso, aria mesta e sconsolata, che ripenso all’ennesimo fiasco sessuale e all’infilata di sfighe che ho vissuto in un arco di dieci anni. Miriam mi aveva appena lasciato con la giustificazione di = Nulla di personale ma, mi sono stancata di usare il solito uccello = e se n’era andata così, lasciandomi come un pirla, nel mezzo del corridoio numero cinque dell’MD. Davanti al bancone dell’ortofrutta. Quella sera stessa si è messa con un camionista di Bergamo con il fisico di un orso marsicano, il cui nome è Anatra di gomma.
E non avevo potuto fare a meno di andare al Country, ordinare una birra e annegare i miei dispiaceri con le orecchie che sventolavano sotto la musica assordante di Thunderstruck.
Poi è apparsa lei, Barbara, con quel look fuori dal tempo, un frammento alla deriva degli anni 80, coi vestiti attillati e la vista sulle sue tette da urlo “Quando ti sarai tolto quella faccia da suicidio, che ne diresti di farti un giro?”
“A che ora stacchi?”
“Tra mezz’ora”
“Ok” urlo
Forse, la serata non sarebbe andata a fare in culo.

Barbara
Sono uscito e lei era già fuori, coi gomiti appoggiati al cassone di un pick up rosso. Stile cowboy, camicetta annodata sotto le tette, ombelico scoperto, pantaloni jeans attillati, stivaletti da cowboy,guanti senza dita, cappello da cowboy. I capelli verdi non li ha stinti “Avanti cowboy” masticava chewingum “Cavalchiamo nell’aria della notte?”
Con il pick up in riva al mare a guardare le luci delle navi che passano all’orizzonte. Un po’ di romanticheria, con le stelle che si riflettono sull’acqua scura e la luna che.. Lei mi appoggia una mano sul pacco e si torce verso di me. La lingua mi entra fino in gola cogliendomi di sorpresa, le braccia rattrappite come quelle di un T Rex. Fortuna che si è tolta la gomma da masticare.. In bocca mi è rimasto il sapore di una big buble.
“Come, non mi strizzi le tette? Non mi tocchi il culo?”
“Mi hai preso in contropiede”
“Non è che ti aspettavi qualcosa di romantico tipo ‘ E siamo qui a rimirare le stelle che si tuffano nel mare’’?
“Eh, un po’ di preliminari”
“Diavolo, mica dobbiamo scopare per forza alla prima uscita. Ti ho cacciato la lingua fino al buco del culo. Non ti basta come preliminare?”
Accidenti. Sgrezza e volgare come uno spalatore di carbone “Sono appena stato mollato dalla mia ex”
“Fanculo la tua ex” sbotta “Se parli di Miriam, allora, meglio che la lasci perdere. Quella si è frullata tutto il paese” mi guarda e annuisce “Sì, anche quando eravate, ‘fidanzati’” lo dice mimando il gesto degli indici verso l’alto, che fan le virgolette “Sveglia cocco! Nella sua voliera non entravi solo tu”
Cazzo. Mi pietrifico manco fosse passata Medusa e mi avesse fatto l’occhiolino “Cos?”
“Sveglia” ride, estrae la gomma e la getta fuori dal finestrino “Hai una faccia”
“Beh, mi hai appena detto che la mia ex era una gran zoccola”
“Ma questo lo sapevi già, dal momento che se n’è andata con quel camionista” si sporge verso di me e slaccia la sua camicetta fino a mostrare che sotto non aveva niente. Tette grandi e morbide e lei che mi afferra la mano e l’appoggia su una di esse “Su, uomo, datti da fare”
E, come risvegliandomi da un torpore fatto di tedio e ruggine, incomincio a muovere la mano, strizzandole la tetta e avvicinandomi alla sua bocca. Abbiamo limonato così, senza fare sesso ma toccandoci vicendevolmente “Ok” aveva detto alla fine “Sabato sera sono libera. Una birra al Country e poi, vediamo di fare qualcosa di serio”

Yaaa!
E siamo a sabato sera. Solita folla agitata, musica a palla. Un altro pezzo degli AC/DC, non propriamente country. Non sarebbe male se, una volta ogni tanto, proponessero un willie Nelson, giusto per stare in tema.
E’ lì che se ne viene fuori con quella frase : “Sai, è da quando ti ho visto che ho voglia di succhiarti il cazzo”
“Potevamo farlo l’altro ieri”
“Scemo” ingolla la sua birra “Ho casa libera stasera. Mia sorella è a caccia di uccelli e non rientrerà che tardi”
“Ok”
Non diciamo più altro. Non siamo una coppia da mano nella mano, passeggiate per le vie del centro, film del sabato sera. Lei mi ha preso al lazo come un manzo pronto per essere servito. A me non importa. L’astinenza mi porta a pensare che, se hai l’occasione, approfitta della situazione e cavalca l’onda
“Regola numero uno” dice entrando in casa e cominciando a spogliarsi “Non sei tu a scoparmi ma io a te”
“Ok”
Lei comincia a spogliarsi e io faccio altrettanto. Siamo in camera da letto e lei si libera dei vestiti in un lampo. Cazzo se è gnocca. Una struttura del corpo notevole, robusta e muscolosa, tette grandi e morbide, un culo da farci all’more ogni volta che lo si vede e una fica con un paio di peli selvaggi che avvolgono le sue labbra.
Io nudo davanti a lei, che sto per prendere l’iniziativa e lei che mi dice “Alt. Sul letto, uomo”
Obbedisco docilmente, mi sdraio e mi appoggio alla tastiera del letto con due cuscini. Lei si mette cavalcioni a me, sembra provare la posizione. Si è massa il cappello da cowboy in testa. Bizzarro ma, che importa? La sua fica mi solletica i testicoli.
A vedere tutto quel movimento di carne erotica che mi balla addosso, le mani sui fianchi di lei “Te lo concedo” dice lei. E prende a dimenarsi come se stesse cavalcando un Mustang nelle praterie “Mi sembra buono” dice afferrandomi l’uccello come se fosse il pomello di una sella. Me lo smanetta un po’ continuando a muovere i fianchi “Allora, uomo, si va?” lo afferra più saldamente e lo guida dentro le sue labbra “Yaaaaa!” e prende il cappello da cowboy e lo fa roteare in aria, come se fossi davvero un cavallo e lei Calamity Jane lanciata al galoppo
Diavolo, il cazzo mi brucia, di tanta fuga sento la pelle che si arriccia come la manicotta di un idrante da pompiere. Ci da dentro un quarto d’ora e io mi stupisco di aver resistito così tanto. Con Miriam, cinque minuti e l’avevo già riempita “Vengo!” ansimo
“Resisti, uomo” si toglie dal cazzo, mi infila le dita nel culo “UUUH!” faccio, stile coyote verso il deserto “Ora, fermo” e me lo ingoia di brutto, dandoci dentro di lingua. Esplodo nella sua bocca e sento il cervello che mi si frulla come un toro da rodeo. Tutto, nemmeno una goccia finisce sul letto. Mi sembra quasi di sentire succhiare a vuoto, come quando ti bevi l’estathe e senti il fondo vuoto.
Alfine lei si alza, pulendosi l’angolo della bocca con un dito, l’espressione soddisfatta di un gatto che ha appena mangiato il topo. Si lascia cadere al mio fianco, il cappello poggiato a coprire il mio uccello “Bel lavoro, uomo” e mi si accoccola addosso, inaspettata tenerezza da parte sua “Bella cavalcata”
“Esperienza gratificante” commento accarezzandole i capelli “L’uccello mi brucia”
Solleva il cappello e sbircia sotto “Non è in fiamme” sorride “Quanto ti ci vuole per ricaricare?”
“Ho tempi lunghi. Almeno mezzora”
“Allora vuol dire che rimarrò qui abbracciato a te”
“Calamity Jane dalla furia selvaggia”
“E tu saresti Billy Hickock?”
“Beh, si, a parte il finale che lo ha coinvolto”
“Beh, Calamity Jane pare fosse un cesso colossale. Mi reputi così brutta?”
“MA no, sei fantastica. Non mi viene in mente pistolera donna nel vecchio west da fare il corrispettivo. A parte quelle dei film, tipo Sharon Stone in pronti a morire”
“Che figata di film”
“O Drew Barrymore in Bad Girls” aggiungo
“Penelope Cruz in Bandidas?”
“Il selvaggio West” sorride lei accarezzandomi il petto “Dio, se mi sento bene”
“Anche io” sento un solletico sotto il cappello. Lo alzo e vedo che lui si sta risvegliando “Yaah!” faccio
Lei ride “Ora tocca a te”
Mi giro su un fianco, le allargo delicatamente le gambe, la guardo a lungo negli occhi, mi puntello con il braccio sinistro mentre, con il destro, contro che Lui sia ben sveglio. Poi affondo in lei, senza potenza ma in modo lento e delicato. E la cavalco così, leggermente, facendo l’amore, gli occhi intrecciati e colmi di desiderio. Riesco a farla venire e appagò ogni momento di quello svuotamento dentro di lei
“Yaah!” fa lei “Sei stato molto dolce, stallone”
“Più pony” sorrido
“Mi piaci molto. Credo che cavalcheremo verso il tramonto per un po’”
“Mi piace” la bacio e lì ci addormentiamo. Felici.

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