Il gioco di mia moglie 3 - Umiliato di fronte all'amica

Scritto da , il 2021-03-14, genere dominazione

Silvia - Cucciolo? Vai tu alla porta? Dev’essere arrivata Carla!
Marco - Si, vado io.
Corsi alla porta, Carla era stupenda come suo solito, sembrava un’eroina tutta curve della Marvel. Aveva una mini rossa a vita alta con cintura nera in pelle, un top sportivo attillato, la cerniera un po' abbassata ad esaltare la sua quarta piena. Rimasi ad ammirarla un attimo di troppo perché mi chiese divertita - Ciao Marco, allora mi fai entrare?
M - Ciao Carla, scusami, ma non sei arrivata in macchina? Silvia arriva fra un secondo.
C - Ho preferito prendere un taxi, sai non mi piace guidare nel traffico.
In attesa di Silvia le raccontai della mia settimana a Dublino per lavoro. Non aveva smesso di piovere un attimo, il tempo passato fra una riunione di lavoro e l’altra per poi finire al pub coi nostri colleghi Irlandesi, tanta Guinness e fish and chips.
Quando arrivo’ Silvia iniziarono a chiaccherare fra di loro senza prestarmi attenzione. Nonostante si vedano quasi tutti i giorni han sempre mille cose di cui discutere. Io rimasi seduto in poltrona ad ammirare tranquillo Carla, la sua scollatura e le gambe accavallate, la sua gonna che risaliva ad ogni movimento. Ad un tratto Silvia mi richiamo’ - Marco, cosa guardi? Ti sei perso via a sognare? Invece di star li’ con la bocca aperta perché’ non ci prepari un cocktail? Per te fatti una limonata invece, senza zucchero, OK?
Risposi scherzosamente - Agli ordini, vado..
Andai in cucina a prepare 2 spritz, mentre sentivo Carla chiedere - Ma Carlo niente alcolici?
S - Gli sta venendo troppa pancetta. È sempre via per lavoro e quando è fuori mangia e beve da schifo, qua a casa invece lo tengo a dieta..
Appoggiai gli aperitivi sul tavolino. Ne’ Silvia ne’ Carla mi ringraziarono, troppo prese a discutere del loro prossimo viaggio assieme. Passai il pomeriggio a fare da cameriere, portando stuzzichini e preparando giri di spritz, e sbirciando le tette di Carla ad ogni occasione buona. Quando si misero a parlare di scarpe ad un certo punto Silvia disse a Carla - A proposito di stivali, lo sai che sono anche la grande passione di Marco? Non e’ vero cucciolo? Aggiunse rivolgendosi a me.
Si stava andando su un territorio scivoloso. Mi era rimasta impressa la frase di Silvia giorni prima quando disse che lei non aveva segreti con la sua migliore amica. Ma di sicuro non parlava con Carla dei nostri giochi intimi? O Carla in realtà sapeva qualcosa? Rimasi sul vago: - Beh, certo, trovo che gli stivali stiano molto bene a donne di classe e con bellissime gambe come voi..
S - Lecchino, ma cos’hai capito, intendevo la tua grande passione nel pulirmeli e farli splendere!
M - …
S - Sai Carla, Marco ha una tecnica speciale per farli belli lucidi, vero Marco? Anzi, invece di star li’ a sbavare dietro alle gambe di Carla, perche’ non vai a prendere gli stivali che ho messo ieri? Con la pioggia si son sporcati tutti, han bisogno di una bella pulita. Cosi’ Carla puo’ vederti all’opera no? Dai corri a prenderli!
La richiesta mi lascio’ sorpreso e un po' preoccupato, non sapevo bene come risponderle. Ma per evitare discussioni davanti a Carla mi alzai e andai a prendere gli stivaletti.
S - Andiamo in terrazza che se ti metti a pulirli qui finisce che fai danni.
Silvia e Carla si avviarono sculettando in terrazza, io le seguii, lo sguardo incollato al loro magnifico culo. Carla e’ una strafiga, ma il culo di mia moglie mi fa impazzire.
- Forza Marco, datti da fare! Dai che Carla e’ curiosa della tua tecnica, disse Silvia con una risata, e ricomincio’ a chiaccherare tranquilla, mentre io cominciai a strofinare con la spazzola.
C - Mmh, ci da dentro il tuo bravo maritino, guarda poveretto come suda!
S - Marco, togliti la camicia che sei gia’ un lago!
Feci come voleva Silvia, in effetti al sole ora cominciava a fare un bel caldo. Rimasi a torso nudo a strofinare, mentre Silvia e Carla si rilassavano sulle sdraio.
S - Son pulite bene? Fammi controllare… Mhh, OK, passabili direi. Ma facciamo vedere a Carla com’e’ il servizio completo.
M - .. cosa intendi?
S - Dai, non c’e’ ragione d’imbarazzarsi cosi’ davanti alla mia migliore amica, dopo gli stivali si passa ai piedini no? Vieni qua vicino che ho proprio bisogno di un bel massaggio. Dai, non farmi fare brutte figure!
Cosi’ mi ritrovai a torso nudo, in ginocchio a massaggiare i piedi a mia moglie mentre Carla osservava divertita.
S - Bravo maritino, visto che non era difficile, che ne pensi Carla?
C - Mi sembra che l’hai addestrato bene, Marco e’ proprio un bravo maritino.
Proseguii col massaggio qualche minuto, poi Silvia ripiegò le gambe indietro e mi disse - Marco, hai notato che siamo in due qua? Ora è il turno di Carla, datti da fare con i suoi stivaletti!
M - Ma come..
Carla prese in mano la situazione - Ma e’ un’ottima idea, grazie Marco! Vieni qua, aiutarmi a sfilarli.
Mi ritrovai in ginocchio ai piedi di Carla ad aiutarla con gli stivali. Carla piego’ una gamba, facendo alzare la gonna, mettendo cosi’ in mostra le mutandine. Io mi bloccai e rimasi a fissarle un istante.
S - Marco ma cosa fai? Guardi sotto la gonna della mia migliore amica?!? Ma sei proprio un porco, chiedi scusa e abbassa subito lo sguardo!
M - Scusami Carla, feci arrossendo, senza guardare Carla negli occhi.
Il tono di Silvia da scherzoso si era di colpo fatto serio.
S - Non dirmi che dobbiamo fare con Carla come con le altre donne che incontriamo quando usciamo assieme?
M - No..
- Perche’, come fate? Chiese Carla incuriosita.
S - Dai maiale, spiegalo tu per bene a Carla.
M - …
S - Coraggio, te l’ho gia’ detto che con Carla non ho segreti, dille per bene come ti devi comportare!
M - Ecco, cioè, quando incrociamo una donna.. insomma, devo tenere lo sguardo basso e posso parlare solo quando mi si rivolge la parola.
S - Bravo, esattamente! E perche’?
M - … Perche’ altrimenti mi metto a guardarle le gambe e la scollatura e rischio che mi venga un’erezione ed imbarazzi Silvia.
S - Cosa ne dici Carla, non ti sembrano delle buone regole?
C - Certo, meglio evitare certi incidenti con mariti troppo eccitati.
S - Allora Marco? Ti devo ordinare di fare lo stesso anche con Carla?
M - No, no, vi prometto che non succederà più!
S - Mmhh, ma ci si può fidare? Carla tu che ne pensi? Faccio decidere a te, come preferisci?
C - Beh, innanzitutto voglio le sue scuse.
Mi affrettai subito a porgerle le scuse per chiudere il prima possibile l'incidente - Scusami Carla, ti chiedo perdono, non succederà più!
C - Cosa non succederà più?
M - Non ti sbircerò più sotto la gonna per guardarti le mutandine.
C - mmh, vedremo per quanto riuscirai a mantenere la promessa. Pensi che io e Silvia non ci siamo accorte che è tutto il pomeriggio che mi guardi le gambe e dentro la scollatura?
E mentre diceva così si abbassò ancora un po' la cerniera del suo top, ma io questa volta riuscii a non posare lo sguardo sui suoi seni in mostra.
C - E per ricordarti che mi devi portare rispetto voglio che cominci a chiamarmi Signora Carla, e che cominci a darmi del lei, chiaro?
M - .. ma, Carla, è dai tempi del liceo che ci conosciamo, ed ora dovrei darti del lei?
C - esattamente, altrimenti con te torno a fare la stronza come a scuola, che ne dici? Ai tempi eri troppo sfigato per rivolgermi la parola, ora che sono una donna adulta ed indipendente devi stare al tuo posto e portarmi rispetto, mi devi dare del lei e chiamarmi Signora, chiaro?
Ero imbarazzato, Carla mi guardava dall'alto in basso, io in ginocchio ai suoi piedi, era una posizione umiliante, ma per togliermi in fretta dall'imbarazzo decisi di accontentarla, e le risposi - Si, è chiaro Signora Carla.
C - Bravo, vedi che non era difficile? Ed ora chiedimi di nuovo perdono nel modo corretto.
M - Le chiedo scusa Signora Carla.
C - Di che?
M - Per averle sbirciato le sue mutandine, mi scusi Signora.
Silvia intervenne con una risata - Ahahah, incredibile, guarda come l'hai sottomesso in un attimo, ci sai davvero fare! Povero maritino, ti sei preso una bella sgridata, ma imparerai mai a comportarti bene? Dai, adesso mettiti al lavoro con gli stivaletti di Carla, li vogliamo belli splendenti!
Mi rimisi al lavoro, il cuore batteva all’impazzata, Carla e’ la migliore amica di Silvia e immaginavo che qualche confidenza sui nostri giochi l’avesse effettivamente fatta, ma così era davvero ad un altro livello. Non era più un gioco fra noi due, ora anche Carla cominciava a darmi ordini, fino a dove si sarebbero spinte? Ero allo stesso tempo preoccupato ed eccitato, per non dire dell’imbarazzo. Al liceo Carla era la figa della scuola e io ero talmente timido che quando mi rivolgeva la parola arrossivo subito. Ed ora mi ritrovavo a doverle dare del lei, inginocchiato ai suoi piedi a pulirle le scarpe sotto lo sguardo di mia moglie.
Quando finii gliele porsi, lei controllo’ e mi disse - Sei davvero bravo, quasi brillano. Ma io voglio il servizio completo! Ahahah
Io rimasi senza parole, ma subito Carla aggiunse - Ma dai, non c’e’ bisogno di diventare tutti rossi, scherzavo! Se Guido sa che ti faccio massaggiare i miei piedini chissa’ che scenata, geloso com’e’! Pero’ almeno un bacino lo pretendo.
Carla alzo’ la gamba portandomi il piede in faccia. Io mi girai verso Silvia. Era seria e mi osservava, le gambe accavallate, magnifiche. Mi disse - Dai cagnolino, bacia i piedi della tua nuova padroncina, veloce!
Rimasi senza parole. Nei giochi fra di noi si fantasticava spesso situazioni in cui Silvia mi faceva sottomettere ad altre donne ma ora per la prima volta la fantasia si trasformava in realtà. Silvia mi stava ordinando di sottomettermi alla sua migliore amica, Carla, che dai tempi del liceo avevo sempre considerato una stronza antipatica. Silvia le stava rivelando la mia natura più intima, il mio eccitarmi nella parte di maschio sottomesso.
Ero imbarazzato e confuso, coi piedi di Carla in faccia, inginocchiato, guardavo le due magnifiche donne dal basso verso l'alto. Non era forse quello su cui avevo spesso fantasticato? E la prova di quanto mi eccitasse la situazione era il cazzo diventato durissimo. Provai comunque un ultimo tentativo - Ma Silvia, io voglio essere solo tuo.
S - E lo sei, mio. Ma quello che voglio è che ora da bravo cagnolino dai un bacio ai piedi della tua nuova padroncina Carla, forza!
Avrei potuto dire di no e smettere in quel momento, ma oramai Carla sapeva tutto e mi aveva visto in ginocchio, sottomesso ed umiliato. Ritrovarmi li, così, in esposizione, mi aveva fatto eccitare tantissimo, sentivo crescere l'erezione. Carla alzò il piede e io glielo baciai.
Alzai lo sguardo, il movimento di Carla aveva fatto di nuovo sollevare la gonna leggera e scoprire le mutandine. Io ancora una volta in modo istintivo la fissai in mezzo alle gambe per qualche istante. Tutte e due se ne accorsero e si misero a ridere.
S - Marco ma allora non sei proprio capace di controllarti! Cosa hai appena promesso a Carla? E subito ti fai beccare a sbirciarle le mutandine? Carla, scusami, a quanto pare le tue mutandine sono irresistibili per questo pervertito, è come Gigi la trottola!
Si misero a ridere, io imbarazzato ai loro piedi.
C - Marco, mi sa che sei proprio incorreggibile! Facciamo così, se riesci a resistere fino alla fine del pomeriggio senza più spiarmi sotto la gonna ti lascio le mie mutandine in premio quando vado via. Che ne dici? Ce la puoi fare?
Io guardai Silvia, che si mise a ridere.
S - Carla, gli farai prendere un infarto, non riesce più neanche a parlare adesso, lo faresti l'uomo più felice del mondo così. Dai Marco, ringrazia!
M - La ringrazio, Signora Carla.
C - Ahah, di niente maritino feticista! Dai forza, un bacio all’altro piede adesso!
Stetti attento a tenere lo sguardo sul suo piede, e glielo baciai. Carla poi mi mise la pianta del piede in faccia, e io lo baciai anche li’.
S - Hai fatto un buon lavoro, e se sarai bravo ti sei anche guadagnato un paio di mutandine di Carla, contento caro?
M - … Si’, grazie.
C - Guardalo tutto rosso poverino! Ed anche tutto sudato. Cos'è, il caldo o l'eccitazione? O e’ davvero un po’ fuori forma? Non mi dicevi che Marco va anche in piscina adesso?
S - Mah, si e’ iscritto ma e’ sempre in giro e non ci va quasi mai.
C - Anche Guido fa piscina ma per lui e’ una sfida come tutto, l’ha presa seriamente.
Sai che si e’ anche depilato da quando ha cominciato? Dice che tutti i professionisti si depilano per guadagnare sul loro tempo. Perche’ non fai depilare anche Marco, non ti sembra un po’ troppo peloso?
S - Si, davvero, e’ un orso! Sai cosa, e’ proprio un’ottima idea! Marco, visto che tu ti sei occupato cosi’ bene dei nostri stivali e dei nostri piedini e’ il nostro turno di prenderci un po' cura di te da brave padroncine. Ti facciamo una bella ceretta per farti diventare bello liscio!
M - Cosa?? Non voglio alcuna ceretta io!
C - Ma Silvia, orso com’e’ lo scortichi vivo se gli fai la ceretta, e poi ci metteremmo troppo! Mandalo a prendere il suo rasoio e la schiuma, per una prima passata andra’ bene così.
S - Hai sentito Carla. Corri a prendere il necessario, e anche un asciugamano, presto!
M - Ma Silvia, stai scherzando? Non voglio depilarmi!
S - Marco, sei stato bravo fino ad ora, non farmi incazzare! Chi e’ che comanda in questa casa?
M - …
S - E allora corri a prendere ‘sto cazzo di rasoio!
Si stava spingendo troppo in la’, non potevo negare di essermi eccitato con Carla ma cosi’ mi metteva solo in imbarazzo. Ma non volevo fare una scenata davanti a Carla, cosi’ mi dissi che della mia depilazione in fondo non se ne sarebbe accorto nessuno, e andai a recuperare rasoio e schiuma.
S - Visto? non era cosi’ difficile! Dove cominciamo Carla?
C - Cominciamo dalla schiena che lì i peli sono proprio antiestetici, e poi gia’ che ci siamo facciamo il petto.
Mi facero sdraiare, iniziarono la depilazione partendo dalla schiena e poi passando al petto, i peli non erano molti e fecero abbastanza in fretta. Era una sensazione particolare, depilato mi sentivo ancora più nudo, ma non era spiacevole.
S - Ora le gambe? O si è fatto troppo tardi? Devi gia’ andare?
C - ho ancora qualche minuto, dai, ti do una mano con le gambe e poi vado.
S - Sentito Marco? Levati i pantaloni veloce, come facciamo a depilarti le gambe altrimenti?
Mi sfilai anche i pantaloni. Ero rimasto solo in boxer davanti a Silvia e Carla, ma loro non ci fecero molto caso nonostante l'evidente erezione, prese com'erano con il lavoro di depilazione.
S - Dai veloce, sdraiati, pancia in giu’!
Mi sdraiai, mi coprirono con un piccolo asciugamano e poi mi sfilarono anche i boxer. Nello sfilarli l'asciugamano cadde a terra, e rimasi completamene nudo, anche il culo esposto.
S - Beh effettivamente per fare un bel lavoro dobbiamo depilare anche il culo, rimani fermo cosi’.
Si misero di nuovo al lavoro, impiegarono un po’ di piu’ con le gambe, fecero anche l’interno coscia e poi il culo.
Carla si mise a ridere - Ma guarda che culetto bianco il nostro orsetto!
S - Si’, e’ un po' ridicolo ma è proprio meglio senza peli, e ora passiamo al davanti.
M - Ma non posso girarmi!
S - Certo che puoi, altrimenti rimani depilato a meta’, non essere assurdo!
M - Ma ti dico che non posso adesso!
S - Dai, fai il timido perche’ sei tutto nudo? Copriti con l’asciugamano!
Mi passo’ l’asciugamano e mi afferro’ per le spalle, facendomi girare.
C - Ooh, cos’abbiamo qui? Silvia, hai un marito esibizionista?
S - Marco, porco, ma ce l’hai in tiro? Ma possibile che mi fai fare queste figure davanti alla mia migliore amica? Quanto ce l’hai duro?
E cosi’ dicendo mi sfilo’ l’asciugamano, mettendo in piena mostra l’erezione. Mi stava esibendo davanti alla sua migliore amica.
S - Ma ha ragione Carla, sei proprio un depravato!
Mi coprii veloce con le mani ma subito Silvia mi riprese - Leva le mani da lì!
M - Ma Silvia..
S - Ma niente, abbassa le mani, è un ordine!
Il cuore batteva all'impazzata, ero imbarazzato a rimanere completamente nudo, col cazzo in tiro davanti a Silvia e Carla vestite ed eleganti. Ma ormai Carla me l'aveva visto, e cosa sarebbe successo si mi rifiutavo di obbedire all’ordine di mia moglie? Così per evitare di farla incazzare ubbidii, levai le mani lasciando il cazzo in erezione esposto alla loro vista.
S - Carla, scusa, ho davvero un marito porco. D'altronde è tutto il pomeriggio che ti sbava dietro sbirciandoti le tette, guarda un po’ quanto ce l’ha in tiro!
C - Mmh, sembrerebbe bello duro.
S - Se vuoi sentirlo tocca pure, Marco si lascerà fare, vero Marco?
M - …
S - Non vorrei però che eccitato com'è perda subito il controllo, ha un pisellino così sensibile da quando non se lo può più toccare.
C - cioè?
S - Coraggio Marco, spiega bene la regola a Carla..
M - Io mi posso toccare solo se da il permesso la mia padrona.
S - Esattamente, e perché?
M - Perché sono un segaiolo e mi faccio troppe seghe.
C - Chissa’ perche’ la cosa non mi sorprende. Mi sembra un’ottima regola Silvia, ma Marco la rispetta?
S - Ma certo! Sai, trovo che piu’ lo faccio aspettare e piu’ Marco diventa premuroso ed ubbidiente, gli posso far fare di tutto. L’unico inconveniente come puoi vedere e’ che si eccita per un niente.
C - Me ne sono accorta, gliel’abbiamo fatto diventare proprio duro poveretto. Pero’ non ce l’ha un po’ corto Marco? Al confronto del cazzo dei bagnini che abbiamo conosciuto il mese scorso a Maiorca c'ha proprio un pisellino.
Ripresi l’asciugamano e faci per coprirmi - Ma quali bagnini? Cos’e’ questa storia?
S - Non fare scenate adesso, cosa ti aspetti, due fighe come noi, a prendere il sole in topless per un weekend, pensi che non abbiamo trovato un po’ di compagnia? Erano cosi’ gentili i nostri bagnini, e con un fisico da paura, perche’ farsi scappare l’occasione di divertirsi un po’?
M - … ma non dirai sul serio!
S - Ne parliamo dopo, ora fermo e zitto che abbiamo un lavoro da finire.
Silvia ricomincio’ con la depilazione delle gambe mentre Carla divertita dava consigli. Arrivata all'inguine mi levò di nuovo l'asciugamano, quando feci per protestare mi zittì subito. Ero sempre più imbarazzato, il cazzo sempre in erezione, la cappella rossa.
S - Carla, come facciamo qui, col cazzo in tiro faccio fatica. Che ne dici, finiamo un altro giorno?
C - Si dai meglio così che devo correre a casa, ho i suoceri a cena e devo ancora finire di preparare. Ma hai proprio ragione, è sempre così eccitato il pisellino, ce l'ha ancora in tiro!
S - Ma, guarda, scusami ancora per il marito maiale ed esibizionista, non riesce proprio a controllarsi. Poi con te e’ una cosa assurda, me l'ha confessato che ti sbava dietro dai tempi del liceo, non voglio pensare a quante seghe si sarà tirato fantasticando sulle tue tette.
M - Ma..
S - Marco, su', copriti con l'asciugamano e accompagna la tua nuova padroncina alla porta che deve andare. Ma non scodinzolare e soprattutto non sbavare troppo mentre la segui, non farmi più fare brutte figure.
Corsi dietro a Carla, lei arrivata alla porta si fermò e disse - dimenticavo…
Carla si piegò e si sfilo' le mutandine, non potevo crederci, rimasi a bocca aperta.
C - Ecco il premio, te le sei meritate. Prendi, qua.
Presi le mutandine, non sapevo che altro dire se non un - Grazie, Carla.
C - Mi sono divertita oggi, e ho anche gli stivali belli lucidi, te le lascio volentieri le mie mutandine visto che ti piacciono tanto. Conservale bene, ma non passare tutto il tempo ad annusarle come un cagnolino, non fare ingelosire tua moglie mi raccomando!
Mi girai, Silvia ci aveva seguito e sorrideva divertita appoggiata alla parete del corridoio.
C - Silvia, grazie dell'invito e della bella giornata, tuo marito è uno spasso, dovrai prestarmelo qualche volta, ho ancora diversi stivali a casa da lucidare per bene.
S - Grazie a te della visita Carla, non manchero’. Appena finisce di lucidare tutte le mie scarpe te lo passo, sarà felice di poter stare un po di tempo' con la sua nuova padroncina, vero Marco?
M - … Certo, mi fa sempre piacere rivedere Carla.
C - Ahah, che bugiardo, baci cara!
S - Smack!
Carla chiuse la porta dietro a se, Silvia mi guardo' negli occhi - Allora, ce l'hai ancora in tiro? Mettiti le mutandine di Carla in bocca. Bravo, così! Se vuoi scopare adesso devi stare in silenzio. Dai che mi e’ venuta voglia, andiamo!
Silvia si volse e cominciò a salire le scale sculettando, dal basso ammiravo il suo magnifico culo. La raggiunsi di corsa.

Fine terzo episodio.

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