L'amica veneziana

Scritto da , il 2021-01-05, genere prime esperienze

Le donne sono esseri strani. delle volte sembrano padrone del mondo, altre volte sembrano sprovvedute e smarrite.

Alberta, la mia amica del cuore da oltre vent'anni, per esempio mi chiede sempre consigli sugli uomini, pur avendo parecchia esperienza con molte relazioni sulle spalle. Periodicamente vado a trovarla a Venezia, dove abita col marito Alvise, nel sestiere Cannaregio e parliamo molto intensamente, ovviamente di uomini e donne.

E’ una amica da vent’anni, mai scopato insieme per una serie di sfortunate coincidenze, se non per una bellissima pomiciata consumata appena conosciuti da ragazzi, in un campeggio.

Alvise è al lavoro, io e Alberta parliamo amabilmente in cucina, lei prepara il pranzo. C’è una confidenza eccezionale, tra vecchi amici, e da maschio e femmina ci chiediamo consigli sui rispettivi generi, anche di natura sessuale.

Lei ha una domanda tormentata: Alvise da un po' di tempo le sta chiedendo dei rapporti anali con sempre più insistenza…sono entrambi giovani rispetto a me, e con meno esperienza. Alberta mi chiede poi, un pò ingenua, perché noi uomini siamo fissati con il culo!

Inizio una lunga disquisizione sulle preferenze sessuali dei maschi, sui rapporti anali, la differenze tra generi, le racconto le mie esperienze…guardo Alberta mentre parlo, è una ragazza di 35 anni molto carina, la classica intellettuale di sinistra, piccola di statura e di forme ma con un seno prorompente rispetto al fisico, capelli lunghi e mossi castano scuro, un culo in carne ma ben fatto…mi ha sempre eccitato, mi sono masturbato spessissimo pensando a lei, ad un eventuale rapporto sessuale. E anche lei ha sempre avuto un debole per me, anche se non abbiamo mai concretizzato questa “simpatia”.

Stavolta però mi eccito seriamente, sento il pacco gonfiarsi, la guardo impegnata a cucinare sul ripiano di marmo della sua cucina, a tagliare le verdure e parlare di come si sente quando Alvise prova a penetrarla nell’ano, cosa prova a sentirlo entrare dentro, a pecorina sul letto…a come lui grugnisce di piacere ma per via della sua inesperienza alla fine le viene sempre prima di essere tutto dentro, e quindi la loro delusione reciproca, i vari tentativi ma sempre falliti per la troppa eccitazione del marito, che è un pò uno sfigato. Mi chiede perché noi uomini godiamo così tanto a incularci le femmine, cosa proviamo veramente, cosa bisogna fare da parte di una donna per ovviare a certi problemi…una serie di domande una più eccitante dell’altra. Rispondevo e continuavo a guardare la mia amica, il suo fisico minuto, i suoi capelli, le manine che si muovevano veloci, e le immaginavo impugnare il mio cazzo e masturbarlo, renderlo durissimo primo di entrarle proprio nel suo meraviglioso culo…la vedevo prona prepararsi a ricevermi dentro il suo corpo, entrarle dentro come avevo sempre sognato da anni…godere di me…finalmente, l’uno dell’altro!

Parlavo con lei ma ero con la testa dentro di lei…Alberta cucinava e si girava per parlarmi, ma vedevo che buttava l’occhio sul pacco gonfio, aveva gli occhi eccitati…forse anche lei pensava alla stessa cosa…faceva domande sempre più dettagliate e voleva sapere da me come mi sarei comportato. E’ come se mi stesse invitando a incularla…adesso, lei!

Mi avvicinai lentamente, col bicchiere di vino in mano, lei mi dava le spalle…le spostai i capelli e iniziai a baciarla sul collo, come facevo spesso scherzando per provocarla, lei non si ritraeva…anzi…sentivo la sua pelle d’oca…il mio bacino iniziò a spingere contro il suo culo, addosso alla cucina…lei parlava e cercava di divincolarsi per distrarsi “Andrea…ma che vuoi fare…cazzo, dai smettila…non roviniamo l’amicizia…dai, cazzo, tra poco rientra Alvise…” ma io sono tropo eccitato, a costo di violentarla stavolta me la voglio inculare! Poso il bicchiere... Alberta per un pò continua a tagliare le verdure in modo confuso e disordinato, è eccitata, lo sento…le infilo una mano sotto la gonna lunga, da gitana, da donna di sinistra, le raggiungo le mutandine, entro, arrivo alla figa, un po' pelosetta, calda…è umida…lo sapevo! Mentre le bacio il collo, le orecchie, la mia mano è sopra il clitoride, lo massaggio, Alberta inizia a tremare…geme confusa…il mio dito le entra dentro la figa completamente bagnata…lo sapevo! La masturbo leggermente, poi sempre più forte, lei stringe le gambe, non vorrebbe…le riapre, mi accoglie dentro…entro di più, la masturbo più forte…geme, dice qualcosa…protesta confusamente ma non è convinta...l’altra mia mano va sulle tette, sono gonfie, sode, i capezzoli li sento dal maglione durissimi, passo da sotto e raggiungo la carne calda, alzo il reggiseno, è bellissimo sentirle i seni turgidi e caldi. Lei geme “ti prego Andrea…noooo, dai, che facciamo? Ti prego…sono sconvolta…ti prego, no…smettiamola” ma il suo corpo dice altro. Il mio dito dalla figa passa sotto, al buchino del culo…il suo ano è caldo, strettissimo, la punta del dito bagnata lo stimola intorno…lo solletico, provo a entrare lentamente, per non spaventarla, un po' cede…un centimetro…Alberta sussulta “oddiooo, no, che fai Andrea?…oddio, per carità…che fai? Fermati ti prego…” si dimena ma non oppone nessuna reale resistenza…le donne!

Il dito entra di più, il buco del culo è bollente, stretto, ma pronto…la sua mano, a sorpresa, arriva dietro e mi tocca il pacco nei pantaloni, nervosamente, mi palpa…mi apro la patta, mi calo i jeans lasciando che lei infili le sue manine nelle mie mutande, impugnando il cazzo ormai di marmo e dritto! Alberta ha la mano piccola, ma calda, forte, affusolata e stringe il mio pisello di uomo maturo con determinazione e voglia tutta femminile, ed inizia a masturbarmi freneticamente, alla rinfusa…eccitata del cazzo che ha in mano…io solletico il suo culetto e lei mi sega. Che meraviglia!! Mi stacco a fatica da quella situazione…Le alzo il gonnellone, mi abbasso alle sue chiappe, le abbasso e tolgo le mutandine bianche, quasi virginali, le apro le natiche scoprendo la rosellina scura, comincio a leccarla infilando la punta della mia lingua dentro l’ano…bagnandolo tutto, farcendolo di saliva. Alberta geme, si aggrappa al piano di lavoro, emette dei sibili, ogni tanto si gira e mi guarda in basso “oddioooo Andrea…ma che fai…oddio che bello però…oddio….oddio…basta, smettilaaaa…” ma non ci crede nemmeno lei in quello che dice!! Continuo a leccarle il buco del culo, a entrarci dentro col dito…lo lubrifico bene, me è ancora molto stretto…pazienza, le farò molto male!

Mi alzo, la stringo bene per le spalle, una mano sul seno leggermente scoperto, il capezzolo è durissimo, lei trema come una foglia dal terrore di quello che sta per subire, praticamente la sto stuprando! La mia cappella è puntata proprio in mezzo alle chiappe, sento il suo buco del culo caldo e umido…le sussurro all’orecchio “Alberta, stai calma, cercherò di non farti troppo male…tu rilassati, respira a fondo quando sentirai il cazzo entrare, respira...rilassa i muscoli dell’ano…lasciati andare tesoro mio…vedrai che poi godrai da impazzire!!” metto la cappella sull’orlo dell’ano e inizio a spingere, lentamente, molto lentamente…sento la rosellina cedere piano piano, la capeplla farsi largo possente, prepotente. Alberta strilla, un grido acuto, poi un gemito lungo…si divincola, il dolore è troppo, faccio fatica a trattenerla per le spalle abbassate, le suggerisco di allargare le gambe, abbassarsi un po' sulle ginocchia per favorire la penetrazione…nonostante il dolore acuto, mi ascolta, il cazzo scivola meglio dentro, sono quasi a metà…Alberta da dei pugni violenti sul piano di marmo…soffre…ma sta godendo….sento il mio pisello entrare sempre più dentro, lo sfintere ha ceduto, le sto sfondando il culo!!

Erano anni e anni che desideravo questo momento…ed eccoci qui, a casa sua a Venezia, col marito fuori casa, il figlio a scuola, ed io che me la inculo sulla cucina!!

Il cazzo entra tutto dentro, lei respira a fatica, ma geme come uno scoiattolo “oddio Andrea…oddioooo, che male…oddio che male can (parla in dialetto veneziano…)…mi hai sfondato…cazzo che bello però…Andrea…Andrea…” io le spingo dentro il cazzo sempre lentamente, poi inizio a girarlo dentro, le tocco tutte le pareti dell’ano per farlo allargare meglio…è bollente…stretto…Alberta si aggrappa al piano lavoro…il suo seno vibra, è caldo…io la tengo abbracciata a lungo, poi mentre inizio a chiavarla meglio la lascio e la prendo solo per i fianchi, Alberta si distende un po' in avanti, la inculo meglio così…tiro indietro il pisello e riaffondo dentro, e poi ancora, e ancora…e ancora…avanti e indietro, senza mai uscire del tutto…la sto scopando a pecora…la mia amica del cuore…Alberta geme forte, è eccitatissima, ora muove anche il culo per prenderlo meglio…ogni tanto si gira e mi guarda allibita…gli occhi spalancati dal dolore e dal godimento insieme…le spingo il cazzo dentro, tutto, sino in fondo agli intestini, aumento il ritmo…le strizzo i seni, i capezzoli…è bello scoparla, la mia amichetta!

Mente la inculo, una mano la passo davanti e raggiungo la sua pelosa micetta (le donne di sinistra si depilano poco…), la masturbo sul clitoride, le entro dentro con due dita nella fica bollente…Alberta subito geme disperata…ancora…mi viene in mano, ha un orgasmo immediato.

Aumento il ritmo del cazzo, sento che lei che ancora gode, le do dei colpi lenti ma ben assestati, il suo corpo morbido e caldo mi rimbalza contro, il culo è un vulcano, gli umori della figa ci bagnano…sto per esplodere…l’avviso in un orecchio “Alberta…Alberta, sto per venire…ti sborro dentro il culo, vuoi??” lei si gira e mi bacia in bocca, appassionata, con completo trasporto, aumento i colpi, non mi controllo più…mentre la bacio uno spasmo mi travolge…sento la sborrata dilagare nel suo ano…è stupendo…godoooo...la inculo con maggiore passione…mi scarico del tutto dentro di lei, il suo corpo, le sborro l’anima dentro!

Lei mi guarda allucinata, quasi sviene, sento le sue gambe tremare…la bacio a lungo, poi sfilo il cazzo ancora durissimo e glielo metto nella figa…è un sogno!!!!!

E’ caldissima, stretta ma accogliente, pulsante di amore e passione…proprio come l’avevo immaginata in tutti questi anni di seghe dedicate a lei! Alberta, la mia migliore amica…sono dentro di lei.

La scopo per un po', il tempo di godermela ancora, lei mi guarda e mi sorride, maliziosa come sempre, un po' troia…Mi sfilo, rimango abbracciato a lei a lungo, in un sincero contatto d’amore, di affetto, lei mi stringe a se con forza…ma poi guarda l’orologio appeso al muro e si scuote “cazzo, sta tornando Alvise, è già arrivato il vaporetto….dai svelto rivestiamoci, cazzo…” io vado nel piccolo bagno degli ospiti e Alberta in quello principale. Ci laviamo e rivestiamo al volo, appena in tempo che entra Alvise in casa, sorridente e incosciente, come tutti i mariti.

E la giornata prosegue così, in allegria, a tavola, tra vecchi amici…qualcuna col culo rotto e altri cornuti!

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