Otto personaggi senza l'autore.

Scritto da , il 2020-08-30, genere etero

E' una serie di monologhi che ho scritto alcuni anni fa, per una piece , messa in scena da una mia amica, attrice e regista teatrale.







Il Barbone

Finalmente sono arrivato a due euro e cinquanta. Oggi ci son volute quasi tre ore. Prima che iniziasse questa crisi, bastava che quattro pensionate mi lasciassero l'euro del carrello della spesa ed era fatta. Spesso mi riusciva di comprare addirittura una bottiglia di Sambuca o di Montenegro. Ora mi devo accontentare di questa sottomarca del Tavernello. Per fortuna hanno fatto il cartone da cinque litri, che mi basta fino a questa sera. Poi con quello che riuscirò a tirare su sotto ai portici in centro, forse con gli altri andremo a festeggiare, con qualche bottiglione di quelli con il tappo corona. Quest'anno non dovrebbe fare troppo freddo. Almeno cosi dice il vecchio Giosuè. Io ho già preparato il mio ricovero di cartoni e coperte dove c'è quella grata da cui soffia l'aria calda della metropolitana. Per fortuna nessuno si è mai accorto di quel posto. Quello stupido dell'educatore di strada, a cui sono stato affidato vorrebbe andassi a svernare al dormitorio vicino alla stazione.
Col cazzo che ci vado. Non ti lasciano bere, e poi vogliono che ti lavi. Almeno una volta alla settimana devi fare la doccia. Io non mi lavo mai. Mi piace puzzare e fare schifo alla gente. Quando salgo sul tram o sul metrò godo nel vedere la gente che mi guarda schifata. Ogni tanto qualcuno non ce la fa, si deve alzare e cambia posto. Penso sempre che quando scendono, siano costretti ad andare al bagno a vomitare. Certo bisogna stare attenti. Ci sono delle teste di cazzo vestiti di nero, con i capelli rasati che vorrebbero bruciarci vivi. Al povero Pasquale lo scorso anno è successo..........
“Uh grazie signora troppo gentile!!”
Cazzo due Euro!!
Forse si deve essere sbagliata. Però meglio cosi.
Oggi ci scappa una bottiglia di Sambuca.


La manager.

Anche quest'anno la mia performance sarà di gran lunga la migliore. I numeri che faccio io gli altri se li sognano. La presidenza del consiglio di amministrazione posso dire che è una cosa già fatta. Poi dovranno baciarmi il culo tutte le volte che aprirò bocca. Cavolo! Con gli anni sono sempre migliorata. In tutto. L'esperienza e la scaltrezza ti vengono con il tempo. I potenziali nemici me li sono cotti uno ad uno e ora sembrano dei fantasmi quando si siedono vicino a me. E dove il tempo avrebbe potuto infierire, la chirurgia plastica mi ha non solo preservata, ma addirittura migliorata.
Ho due tette dure come il marmo, e dopo l'ultimo lifting, sembro ringiovanita di quindici anni. Le tre sedute settimanali di palestra con il mio trainer personale mi hanno scolpito degli addominali da far invidia ad un culturista, e le mie cosce sono come quelle di un calciatore. Non ho un filo di cellulite, tanto che il mio attuale toy boy , che ha 25 anni meno di me, dice che sono più soda e tonica delle sue coetanee. Appena avrò ottenuto il divorzio da quel puttaniere fallito di mio marito, andrò in Svizzera da quel chirurgo plastico famoso, quello che ricostruisce gli imeni. Il mio sogno è quello di risposarmi vergine, con il vestito bianco, e le damigelle. Non come ho fatto la prima volta, quando la verginità, per essere non da meno delle mie amiche femministe, la portavamo come un peso insopportabile, l'ho persa con uno sfigato di cui non ricordo il nome, nel cesso di una discoteca. E mi sono sposata in comune con i testimoni trovati per la strada 20 minuti prima. Questi sono errori che non rifarò di sicuro. Ieri pomeriggio dalla visagista mi sono fatta depilare e mi ha massaggiata e lisciata come non mai. Stasera la cena sarà molto intima, con le candele e tutto il resto. I cibi saranno afrodisiaci e poi dopo in albergo la chiave che mi aprirà le porte della presidenza del consiglio di amministrazione sarà nelle mie tasche. Che stupidi che sono gli uomini. Davanti a un pezzo di fica diventano completamente dei pupazzi nelle nostre mani.
“Che mi dici Giulio”? “Siamo già arrivati”?
Abbiamo fatto presto...lo so sei molto bravo.
Comunque mi devi aspettare in auto e poi forse mi dovrai portare in centro all'albergo Continentale.
Si poi dovrai aspettarmi li. Anche fino a domattina se è il caso. Penso che però me la sbrigherò in un paio di ore.
Speriamo.


La Escort

Nuovissima novità appena arrivata in città. La regina dei preliminari. Tutto al naturale e senza fretta. Vieni a trovarmi e sarà indimenticabile.
Ah dimenticavo di mettere italianissima signora distinta e dolce.
E' importante. Ci sono un sacco di maiali che vogliono le italiane. Ormai brasiliane rumene russe e quant'altro sono inflazionate. Per non parlare dei trans. Penso che li attiri più che altro la curiosità di vedere come sia una connazionale, che ha resistito nel fare questo mestiere. Noi siamo come le suore in un certo senso. Di italiane non se ne trovano quasi più.
Pure quelle ormai sono quasi tutte extracomunitarie. Due mondi agli antipodi che hanno avuto lo stesso destino. Magari forse agli antipodi non sono. Chissà. Ecco vai. L'annuncio l'ho postato.
Si dice cosi. Postato. Che poi la posta non c'entra nulla. Con internet il lavoro è più facile ora. Ci metto delle foto di qualche anno fa. In perizoma e autoreggenti con le tette di fuori. La faccia la copro. Quella mi scoccia se la vedono tutti. Se qualcuno mi riconoscesse inizierebbe a dire che faccio la puttana. Quelli che vengono a scopare stanno zitti. Ma gli altri di sicuro farebbero correre la voce. Non che mi importi più di tanto, almeno non per me, ma è per i miei figli. Sentirsi dare del figlio di puttana a ragion veduta dai compagni di scuola non deve essere una bella cosa.
Ecco. E' già stato pubblicato. Questo' è il terzo sito dove l'ho inserito. Tra un po' inizieranno a telefonare. Speriamo bene. In questa città è la prima volta che vengo. Sono abituata alle grandi metropoli, Roma Milano Torino, ma li ormai la concorrenza è spietata e le brasiliane fanno prezzi da fame. Cavolo già suona il cellulare. E' il primo che chiama.
Si amore sono italiana. Faccio tutto con calma si. Vuoi anche il culo? Se mi fai un bel regalino se ne può parlare. Ok amore. Quando sei qui sotto richiama che ti apro il portone.



Il Camionista

Ancora quattrocento chilometri. Sempre che sull'Appennino non abbia nevicato, perchè se cosi fosse mi tocca passare da Genova, fare la litoranea e L'Aurelia da Livorno in poi e mi ci vuole tutto il giorno. E mi sono rotto il cazzo. Fanculo al giorno in cui mi sono comprato “'Sto cazzo di camion”.
Gli altri mi prendevano per il culo. Ancora lavori “sotto padrone”, mi dicevano.
Noi in tre anni ci paghiamo il leasing e poi nel giro di qualche anno avremo abbastanza soldi per comprarne due o tre di camion. Metteremo un paio di sfigati come te a lavorare e noi a casa a fare la bella vita. NOI. E cosi mi son fatto fregare. Il leasing per fortuna l'ho pagato. Ma con queste tariffe e i pochi trasporti che si riescono a rimediare a mala pena si sbarca il lunario. Però forse a pensarci bene se passo da Genova, poi da Livorno l'Aurelia non si paga. Risparmio cento euro e compro quel videogioco che piace un sacco a Mattia. Mi faccio perdonare per il fatto che mi vede si e no tre volte al mese. Povero Mattia. Ma la colpa è anche di quella troia di sua madre.
Si faceva scopare dal senegalese vicino di casa. Ora ha trovato uno sfigato che lavora in banca. Uno che le donne le aveva sempre viste con il binocolo. Ma le fa fare la signora. Avrà un paio di corna che toccano il ponte dell'autostrada. Povero coglione. Se continua cosi vendo sto camion a qualche rumeno e me ne vado in Australia. Mi hanno detto che li' i camionisti guadagnano cinquemila euro al mese. E che le strade son tutte dritte non c'è traffico e non piove mai. L'unica cosa è che ti attaccano anche quattro o cinque rimorchi dietro al culo. Va beh dopo un po' uno si abitua. Tanto se non ci sono curve non dovrebbe essere un grosso problema. “Chi è che rompe al cellulare”? - Uè Pasquà!!- Dove sei?- Ah ho capito tra mezz'ora ci arrivo pure io!- Che c'hai?-
Una partita di televisori al plasma alluvionati?- Vah beh dopo vediamo se qualcuno te lo riesco a piazzare- Ci vediamo-Si si statt buuonn- Ciaà Cià-


Il Pusher


Con tutte le volte che gli avevo detto di fare attenzione. 'Sto sciroccato con il cervello bruciato dalla bamba. Al cellulare non mi devi chiamare. Al cellulare non mi devi chiamare. Mille volte glielo avrò detto. E lui che fa? Mi chiama al cellulare. Per fortuna era spento, ho trovato la chiamata, e l'ho richiamato con questa scheda clonata. Ormai li beccano tutti con il cellulare. Se continua cosi faccio come quel tipo di quel film. Il codice del samurai mi sembra si intitolasse. Che poi quello era negro e non c'ho capito che c'entrasse il samurai. Insomma quello mandava i messaggi con i piccioni viaggiatori. Voglio vedere come fanno ad intercettarli i piccioni viaggiatori. Ne vuole cento grammi per stasera che fa una festa dove sono tutti vestiti da antichi romani. Che coglioni. Più son ricchi e più son deficienti. Poi con sta cazzo di bamba quel poco cervello che hanno se lo bruciano in men che non si dica. Ma a me in fin dei conti che importa? Viaggio su 'sto suv della Mercedes che ora a comprarlo nuovo sfiora i centomila euro. Mia moglie gira con la Mini quella famigliare 4 x 4 e passa le giornate tra palestre e centri di benessere. I miei due figli uno sta alla Bocconi e l'altro è andato a studiare a Parigi. Mantengo una modella che quest'anno grazie ai miei appoggi ha fatto la passerella di Armani e Jean Paul Gotier. Eh pure li in quel giro ho certi clienti.....Ora vediamo che questo non mi faccia troppe menate. E fatti un tirino pure tu. E assaggia questa Colombiana che mi ha portato un mio amico dal Brasile. E fatti una pera di questa morfina che mi procura uno che lavora alla clinica universitaria. E che palle!! Che non mi faccio questa merda come glielo devo dire? Manco le canne mi faccio io. Per quello non mi hanno mai beccato. Sono sempre lucido. E poi con tutta quella merda non ti si arrizza più l'uccello. E io voglio trombare fino a settanta anni.
Bon siamo arrivati.
Speriamo che abbia tutti i soldi che devo andare a comprare i regali di Natale.



La Casalinga

Ci risiamo. Ha di nuovo la febbre a trentanove. Questo mese è la seconda volta. Ma la colpa è di quel testone di suo padre. Non lo portare a giocare al pallone che fa freddo. Ma lui niente. Spera che diventi come Maradona. -Cosi risolviamo tutti i nostri problemi- dice. Figuriamoci. Ma io già lo vedo. Diventerà un buono a nulla come lui. Son vent'anni che lecca al culo al suo capo sperando in una promozione, e mentre gli altri hanno fatto tutti carriera, lui sta ancora a vidimare e a timbrare i bollettini. E io son costretta ad arrabattarmi con i conti sempre in rosso e due figli da lavare, sfamare, vestire e mandare a scuola. Meno male che la femmina sembra più sveglia. Quella un fesso come suo padre non se lo sposa di sicuro. Già me la vedo che si trova qualche figlio di papà che la mantiene alla grande per tutta la vita. Ce l'ha scritto in faccia. Speriamo che succeda, cosi faccio schiattare d'invidia quella serpe di mia cognata. Che ha una figlia sola e per giunta resterà zitella. Secondo me è pure lesbica. Non si è mai vista con un fidanzato, e porta sempre a casa certe amiche sue ancora più strambe di lei. Che ora si è fatta? Porca miseria son già le undici. Devo preparare il pranzo. Oggi farò qualcosa di veloce. Che poi non voglio avere troppi piatti da lavare. C'è la puntata del programma con la De Filippi. Quella dove ci sono quei bei giovanottoni con quelle svampite che gli sbavano dietro. Tornassi indietro con qualche anno in meno andrei pure io a quella trasmissione. Ce n'è uno di quelli tutto muscoloso e tatuato che mi fa andare il sangue in ebollizione. Assomiglia un po' al figlio del droghiere sotto casa. Non fosse per le malelingue sempre pronte a spettegolare glielo farei capire a modo mio che mi piacerebbe farmi sbattere un bel po' dal figlio del droghiere.



La precaria


Cazzo! Siamo al ventuno del mese e mi mancano ancora dieci contratti per raggiungere il tetto minimo mensile. Anche questa mattina nessuno mi ha ascoltato nemmeno per dieci secondi. Ormai sono tutti esasperati da queste continue telefonate dove cercano di venderti di tutto. E' il secondo mese consecutivo che non mi riesce di raggiungere il minimo quantitativo ammesso. Il prossimo mi mandano a casa. Potrebbe anche essere una fortuna. Tanto questo lavoro è una vera merda. Tutto il giorno al telefono per cercare di abbindolare qualche pensionato facendogli credere che risparmierà un po' di soldi sulla bolletta dell'energia elettrica cambiando gestore. Raccontandogli un sacco di panzane. Forse il primo mese risparmierà. Ma poi farà presto ad accorgersi della fregatura.
D'altronde che cosa mi metto a fare? Potrei sempre tornare a stare dai miei. Ma quelli chi li regge poi. Già mi hanno massacrata quando mi sono separata da Gianluigi. Ora mancherebbe solo che gli dica che devo tornare da loro perchè non sono più in grado di mantenermi. A trentacinque anni sarebbe una resa troppo dolorosa. Piuttosto mi metto a fare delle marchette. Fisicamente son messa ancora bene. Oppure potrei trovare qualche vecchiaccio che mi mantenga. Ogni tanto gli faccio tastare le tette o il culo. Sarebbe sempre meglio dei sermoni di mio padre e delle cattiverie di mia madre. Aspetta un po' questo risponde! Si le interessa? Allora faremo passare un nostro incaricato che la contatterà per farle firmare il contratto. Grazie a lei è stato molto gentile.
Uff meno nove. Dai che forse ce la faccio. E allungo questa agonia per altri tre mesi. Vita di merda.



Il pendolare


Messi vince il pallone d'oro. Anche quest'anno il giocatore argentino sbaraglia la concorrenza e vince l'ambito premio. Vedi cosa mi tocca leggere su sto treno del cavolo. O meglio cosa leggono questi disgraziati che come me sono costretti a passare tre ore al giorno qua dentro. Che poi sono quindici ore alla settimana. Sessanta ore al mese. Settecento ore l'anno. Sono venti anni che faccio questa vita. Quattordicimila ore passate su di un treno per pendolari. Sono quasi seicento giorni. Due anni passati cosi. A volte seduto, altre volte in piedi. A sbirciare i giornali, a cercare di attaccare bottone con qualcuna, a pensare ai quei coglioni dei miei colleghi, a cercar di mettere su uno stratagemma per svoltare da questa routine senza senso. Per fortuna sono stato attento e non mi sono sposato. Almeno a casa nessuno mi rompe le palle. C'è mia madre che ogni tanto mi stressa, dice che devo trovare moglie, ma poi quando le rammento di quanto siano puttane le donne oggigiorno un po' si ravvede e sembra soffrirne meno. Oggi dopo il lavoro mi sa che andrò a trombare qualche mignotta. Dal computer dell'ufficio vedo di trovare qualche annuncio che mi intrighi e, nell'oretta in cui devo aspettare il treno che mi riporta a casa andrò a rilassarmi un pochino. Ne ho proprio bisogno. Alla fine, è il sistema più economico ed indolore per stare con una donna. Li' per li' ti sembra di spendere un po', ma se pensi a tutti soldi che risparmi in regali,cene fuori, viaggetti e week end dove ti tocca sborsare tutto a te, alla fine, il risparmio è sicuro. E poi non ci sono coinvolgimenti sentimentali. Che sono sicuramente la rottura più grossa. Una mignotta di te sicuramente non si innamora. Si stanno alzando tutti,mi sa che siamo arrivati. Speriamo che oggi non piova, che ho dimenticato a casa l'ombrello.



Primo incontro: La escort e il pendolare.


Che giornata. Di merda. Ha piovuto tutto il tempo, e non sono uscito nemmeno un minuto. Con questa cazzo di crisi poi,al lavoro è un pellegrinaggio continuo di disgraziati che vengono a piangere, tutti con le stesse storie. Come se io avessi la bacchetta magica e potessi risolvere i problemi di tutti. Ma ora al direttore glielo dico. Lui quando andava tutto bene faceva il fenomeno ed elargiva soldi a destra e a manca. E ora tocca a me telefonare e rompere i coglioni a tutti per farli rientrare. Se continua cosi' mi metto in malattia per sei mesi con la scusa della depressione da stress per troppo lavoro.


Mamma mia non ne posso piu'. Per fortuna ho trovato un posto a sedere sul treno. Sperando che non faccia ritardo, che avevo promesso di tornare presto e di preparare la cena questa sera. Insomma. Per essere il primo giorno è stato un disastro. Solo in tre alla fine son venuti. Chiamate a decine però. Speriamo bene per i prossimi giorni. Tutti e tre il culo hanno voluto 'sti porci. E l'ultimo aveva un arnese enorme. Ancora un po' e mi rovina. Ora per qualche giorno di culo non se ne parla. Accidenti alla crisi. Sti maiali lo sanno che ormai per guadagnare qualche soldo siamo costrette a scendere a qualunque compromesso.


Ma questa tipa seduta qui di fronte mi sembra di conoscerla. Deve essere delle mie parti. Cavolo non riesco proprio a ricordarmi chi possa essere. Non è cosi male. E' un po' troppo vestita da signora timorata, senza nemmeno un filo di trucco. Ma c'è qualcosa che stona nel suo atteggiamento. Deve essere una bella porca. E quando si è seduta mi sembra di aver visto che ha un bel culo. Nonostante lo nasconda con sta gonnellona larga che sembra una suora. Ora le chiedo dove scende, che voglio capire chi cavolo è.


Porca miseria ci mancava anche questa. Questo coglione qui davanti andava al liceo con il mio ex marito. Speriamo che non si ricordi e non mi riconosca. Che poi mi tocca raccontargli qualche cavolata rischiando di fare qualche gaffe irrimediabile. Oppure gli dico che si sbaglia e che mi confonde con un altra. Accidenti lo sapevo. Dovevo trovare un appartamento in un altro quartiere a Torino e restare per un altro mese. Tanto oramai anche in provincia l'andazzo è il solito,con il rischio per di più di incontrare prima o poi qualcuno che conosci.


Mah dice che scende a Voghera. Devo scendere prima e non posso nemmeno controllare. Comunque ora che l'ho sentita parlare mi è venuto in mente chi potrebbe essere. E' l'ex moglie di quel mio compagno del liceo... come si chiamava... non me lo ricordo. Quella che fa la troia. Per lo più nelle grandi città mi avevano detto. Cioè me lo disse Marcuzzi che uno che la conosceva da ragazzi c'era stato per caso a Milano e che lei non lo aveva riconosciuto. Per caso....Quello è un grande puttaniere e lo racconta a tutti. Per quello si è venuto a sapere.


Per fortuna questa mattina ho lasciato l'auto a Voghera. Se avessi detto che scendevo a Stradella questo magari capiva chi sono e iniziava a tempestarmi di domande. Però da un po' mi sta guardando con un aria strana. E ha uno stupido sorrisetto sulla faccia. Come volesse dirmi che sa chi sono e cosa faccio, ma si diverte di più cosi a starsene zitto. Va a finire che davvero qualcuno che conoscevo e di cui non mi ricordo più è venuto a scoparmi. Di sicuro a Milano. Ecco si ora mi ricordo. Quel tipo che da ragazzo veniva sempre in discoteca. Non mi disse nulla e pensai di essermi sbagliata, invece era proprio lui.


Ci siamo. Tra cinque minuti sono arrivato. Però la signora nonostante il lavoro che fa e i due figli che ha avuto si è mantenuta bene. Si vede che parte dei guadagni li ha reinvestiti in chirurgie varie. Di sicuro è molto meglio di tante mogli di miei coetanei che conosco. Ecco perchè poi i mariti vanno con le troie. Se nei prossimi giorni la rivedo me ne sbatto e mi faccio riconoscere. Sempre che non mi abbia già riconosciuto. Le dico che so cosa fa e le chiedo di vederla. Magari ci scappa una gran scopata e mi fa pure lo sconto. Che di 'sti tempi non guasta.

Ecco scende. Meno male. Non mi saluta e cosi' posso continuare a far finta di non averlo riconosciuto. Questo lavora in qualche banca e fa il pendolare di sicuro. Se non voglio ritrovarmelo tra le scatole mi toccherà cambiare orario. O prendere la macchina. In fondo non sono poi cosi tanti chilometri. Ma guarda un po' che complicazioni. Mi sono belle e rotta di questi campagnoli. Appena sono rientrata dei soldi dell'affitto e delle inserzioni su internet,prenoto quindici giorni un bilocale in quel residence ai Pairoli. Mi toccherà inventarmi un nuovo viaggio di lavoro. Ma non farei prima a dire quello che faccio a tutti e farla finita con queste manfrine assurde?


Secondo incontro: La precaria e il camionista


Non ne posso più di questa tavola calda schifosa. I cuochi sono tutti marocchini e chissà cosa mettono nel mangiare. E poi secondo me non si lavano le mani. Che schifo. D'altronde altro non mi posso permettere. Il tempo della pausa è troppo breve per poter tornare a casa,e poi con la scusa del self service,mi ingozzo come una gallina e spesso non ho nemmeno voglia di cenare. Mi verrà la gastrite. O peggio qualche tumore all'intestino. Chissà se è peggio patire la fame,avere la gastrite o morire di tumore?


Quel coglione di Pasquale ancora non si è fatto vedere. Prima ha detto che era già qui, e poi mi ha mandato un sms dicendo che faceva un po' più tardi . Tanto ormai ho deciso di fare l'Aurelia e posso anche aspettare. Non fosse che qui si mangia da schifo mi farei una bella carbonara e poi il fegato con le cipolle. Ma i cuochi son tutti marocchini e chissà cosa cazzo hanno cucinato. Ora prendo un vassoio raccatto qualche schifezza e poi vado a sedermi vicino a quella biondina laggiù.
Finisce che raddrizzo la giornata e ci scappa pure una trombata.


Questo ora cosa vuole? Son tre minuti che si è seduto e mi ha già chiesto come mi chiamo che lavoro faccio e se mi può offrire una birra. Deve essere uno dei soliti camionisti spiantati che a volte si fermano qui. Non l'avevo mai visto prima. O forse non ci avevo mai fatto caso. Però non è un brutto uomo. Più o meno deve avere la mia età. Ora resto un po' sulle mie e vedo dove vuole andare a parare. Come al solito vorrà vedere se riesce a rimediare una scopata per poi darmi il ben servito.

E' davvero carina. Ha detto che si chiama Antonella e che lavora in un call center qui vicino. La birra non la vuole perchè dice che tra un po' tornerà a lavorare. Non c'è nemmeno il tempo di fare quattro chiacchiere figuriamoci per qualcos'altro. Però gli occhi li ha maliziosetti. Starà pensando che me la scoperei volentieri e di sicuro si divertità un po' a provocarmi per poi lasciarmi con il becco asciutto. Son tutte cosi non c'è nulla da fare. Ma io me ne frego e le chiedo se vuole venire cinque minuti nella cabina del camion per vedere quant'è comoda la cuccetta.

Che razza di sbruffone senza ritegno. Mi ha chiesto se voglio andare nella cabina del camion per provare la comodità della sua cuccetta. O come cavolo si chiama. Quasi quasi ci vado. Mi ci voglio divertire. Glielo prendo in bocca per tre secondi e poi lo lascio li come un coglione. Ma chi crede di essere questo qui? Come si permette di pensare che io sia una che la dà al primo venuto cosi dopo dieci minuti. Questa voglio che se la ricordi per tutta la vita. Sto stronzo.

Porca vacca! Ha detto che ci viene a vedere la cabina, e che anzi la cuccetta la vuole proprio provare. Non è che dopo vuole dei soldi.....Una roba cosi non succede tutti i giorni. Qualcosa sotto ci deve per forza essere. Sarebbe troppo bello per essere vero. Ecco lo sapevo. E' arrivato Pasquale. Addio trombata. Ora questo mi si attacca ai maroni e per un ora non c'è verso di schiodarmelo di dosso. E lei tra venti minuti deve tornare al lavoro. Ma vaffanculo vah.


E questo tamarrazzo ora chi è? Mamma mia è pesante come un macigno. Va beh ora sgommo e lascio questi due sfigati alle loro minchiate. Una partita di televisori alluvionati....va a finire che sono due ladri e mi ritrovo nei guai. Peccato perchè un pompino a questo lo facevo volentieri. Quasi quasi gli lascio il numero di cellulare. Ma no meglio di no. Ho già abbastanza guai per conto mio. Senza dovermi imbarcare anche quelli di qualche altro sfigato.


Ecco lo sapevo. Se ne va, e per colpa di questo rompicoglioni non le ho nemmeno chiesto il numero di cellulare. Ora mi toccherà fermarmi in questo schifo di posto tutte le volte che posso, nella speranza di incontrarla di nuovo. Sempre che nel frattempo non cambi lavoro. In quei cazzo di call center son tutti precari e li buttano fuori da un giorno all'altro come nulla fosse. E ora c'è pure la stronzata di dieci televisori al plasma da portare a questo tizio amico di Pasquale. Ma perchè sono cosi coglione?





Terzo incontro: La manager e il pusher

E' andata davvero alla grande. Quando a metà cena ha tirato fuori i documenti con il contratto da firmare, e mi ha praticamente messo a capo della baracca , senza volere null'altro in cambio, non volevo credere ai miei occhi. E prima ancora che la cena finisse si è eclissato con la scusa di un impegno al golf club. Forse ha temuto di non essere all'altezza. Meglio cosi. Mi ha lasciato una carta importante da giocare in futuro casomai le cose si mettessero male. Però ormai l'Hotel lo avevo prenotato, e ho deciso di festeggiare. Invece che con quel vecchio rincitrullito, con il mio toy boy.



Vai all'albergo Continentale e aspettami alla reception tra le dieci e trenta e le undici. Non fosse che è uno dei miei migliori clienti lo mandavo affanculo. Ha un giro di ricche signorotte dell'alta borghesia che si fanno trombare, e durante gli amplessi vogliono tutte tirare coca. Naturalmente la pagano loro. Mai meno di quindici o venti grammi. Quella che avanza poi se la portano a casa. Mi sa che quella di stasera deve essere la tipa che è arrivata poco fa. Tutta ingioiellata e vestita Pierre Cardin. Si è fatta portare dello champagne e del caviale e ora sta aspettando con aria distaccata.
Chissà perchè non sale in camera . Deve essere un esibizionista a cui piace ostentare il proprio potere.


Quello seduto sullo sgabello all'american bar deve essere il tizio che ci fornisce la coca. Il mio toy boy si è sempre rifiutato di dirmi chi fosse, ma stasera ho barato sugli orari, sono arrivata prima,e sono riuscita a individuarlo. Un tipo interessante. Pare che in tanti anni non l'abbiano mai beccato. O è parecchio furbo, o ha qualcuno che lo copre da qualche parte. Magari qualche cliente altolocato,forse un politico. Mi farebbe comodo sapere con certezza di qualcuno su in alto che abbia un simile scheletro nell'armadio. Potrebbe tornare utile per ottenere qualche favore.


La signora mi sta guardando. Si starà chiedendo se sono io quello che le procura la bamba. Ecco perchè non è salita. Voleva vedere chi fosse il fornitore. Ora me ne vado e li lascio all'asciutto. Più mi raccomando discrezione e più questi coglioni fanno di tutto per fare casino. Però questa è davvero una gran signora. Quasi quasi vado li' e mi presento. Come cliente mi sembra che possa andare bene. Se è sveglia e mi ha già inquadrato,la situazione la capisce al volo, la bamba la do direttamente a lei, mi paga e mi eclisso senza dover aspettare quel coglione.


Però il tipo ha un bel coraggio. E' venuto come niente fosse al mio tavolo, si è presentato e senza lasciare adito a dubbi mi ha fatto capire come sta la faccenda. Ora telefono al toy boy e gli dico di non venire più. Questo ora me lo porto in camera e lo scortico vivo. E la coca se è un vero signore me la regala. Potrei pure fargli pagare la camera dell'hotel. Le signore non dovrebbero mai pagare ristoranti e hotel. A meno che non siano sfizi come quello di mantenere un toy boy. In fondo anche a questo è servita l'emancipazione.


Questa deve essere matta. Praticamente mi ha fatto capire che se le regalo la bamba e pago la stanza mi fa salire da lei. Per chi mi ha preso? Per un benefattore? E dice pure che non è per una questione di soldi ma solo per galanteria maschile nei confronti di una signora. Mi sa che la bamba le ha bruciato il cervello. Ora quell'idiota mi sente. Gli ha pure telefonato dicendogli di non venire più che lei ha altro da fare. Lo cancello dalla lista dei clienti affidabili. Cosi poi la bamba la vanno a comprare ai giardinetti questi rincoglioniti.



Se ne è andato senza nemmeno salutare. Ho sciupato la serata. Se richiamo il toy boy rischio di farlo incavolare e per chissà quanto tempo non mi risponde al telefono. Di tornare a casa non ne ho voglia. Ora salgo in camera e mi faccio un bel bagno caldo. Cosi inizio a pensare a come muovermi dalla prossima settimana quando diventerò presidente del consiglio di amministrazione.
E dormo qui. Porca miseria c'è Giulio fuori in macchina che aspetta. Già Giulio.......
Giulio senti potresti venire su in camera mia. Si la suite 424. Si ti devo parlare di una cosa. Si sono sola......
Dai che forse la serata non è del tutto rovinata........


Ora me ne vado a dormire. Peccato perchè la tipa mi attizzava pure. Ma certe cose non si possono sentire. La gente cosa ha nel cervello? La mia è una professione seria. Non capiscono che in queste cose ci vuole un etica professionale? La prossima volta che lo vedo gliene canto quattro a quell'idiota. Glielo dico che la sua amica voleva farsi scopare per un po' di coca. Ma tanto a lui che cosa gliene potrà mai fregare? Di certo non è innamorato. Il suo è un lavoro. Appunto. Come il mio. Né più né meno.





Quarto incontro: La casalinga e il barbone


Mamma mia quanto puzza quello li. Certo fanno pena queste persone. Come faranno a ridursi in questo stato. Nemmeno un po' di amor proprio. Chissà da quanto tempo non si lava. Mi piacerebbe sapere il motivo per cui si è ridotto cosi. Non è neppure un brutto uomo. Forse qualche delusione d'amore. Si sarà sposato con una che non lo amava e lo tradiva. O forse qualche socio in affari disonesto lo ha rovinato.


Che avrà quella da guardare? “Che ti faccio pena brutta troia?” Ma pensa un po'. Vivono come dei polli di allevamento e poi quando mi vedono fanno queste facce tra lo schifato e l' impietosito. Questa a casa non deve avere nemmeno un cazzo di specchio. Con quei capelli tinti e quell'aria da casalinga svampita. Si si vai a fare la tua spesuccia al supermercato. Compra il mangime per i tuoi figli e quel cornuto di tuo marito.


Poveraccio un po' mi fa pena. Ma che fa? Perchè ora mi sta guardando? Non è che per caso si è accorto che lo stavo osservando..... Speriamo che non venga qui e inizi a chiedermi qualcosa. Non ho preso il borsellino con gli spiccioli e non ho nemmeno nulla da dargli. Posso mica rifilargli dieci euro. Ma che scherziamo. Noi siamo gente che lavora, i soldi li guadagniamo con il sudore della fronte. Comandassi io questi li manderei ai lavori forzati. Altro che stare qui a dar fastidio a chi fatica ad arrivare alla fine del mese.


Lo vedi la stronza? Si è accorta che la stavo guardando e ora fa finta di non avermi visto. Ha paura che vada li a chiederle qualcosa. Fanno tutte cosi. Preferisco quelli che mi dicono subito pussa via barbone schifoso a queste finte impietosite. Quello che mi fa godere è che sicuramente farà cosi anche con il marito. Davanti se lo liscia e lo tratta con i guanti, poi appena quello gira le spalle lo cornifica con il primo che le fa qualche moina.




Ma che fa Gianpiero? Tutte le volte per parcheggiare la macchina ci mette mezz'ora. Un addormentato del genere solo io lo potevo sposare. Se quello viene qui a chiedermi qualcosa la colpa è sua. Che mi lascia sempre qui ad aspettare. E poi oggi fa pure freddo, e io mi son messa tutta scollacciata con le tette mezze di fuori. Dopo con la scusa che non ho comprato i biscotti vado dal droghiere. Se c'è suo figlio voglio vedere se me le guarda. Ma cosa fa quello? Sta venendo qui....
Porca miseria lo sapevo. E quel cretino non arriva. Mamma mia ora come faccio!!!


Guarda guarda c'ha le tette mezze di fuori. Non me ne ero mica accorto. Vorrà far arrizzare il cazzo a qualcuno. Ora vado a dare un occhiata da vicino. Crede che vado li per chiederle qualcosa e si prende pure paura. Delle donne non mi frega quasi più nulla ormai. Però un occhiatina si dà sempre volentieri. E poi quando sono stupide c'è ancora più divertimento. Ora che mi sto avvicinando e la vedo meglio non sembra nemmeno male. Non fosse che puzzo tanto le potrei chiedere se le posso offrire un caffè. Due euro per due caffè ancora li ho in tasca.
Anche se a pensarci bene è meglio la sambuca.


Giampiero meno male che sei arrivato. Ma perchè tutte le volte ci metti tanto? Che fai telefoni all'amante? Si si io son scema e tu non ce l'hai l'amante .Comunque per colpa tua , c'è mancato davvero poco, che un barbone non venisse ad importunarmi. Che ne so cosa voleva. Forse dei soldi. Cosa vuoi che voglia da me un barbone? Che domande cretine che fai. E cerca di concentrarti quando facciamo la spesa. Che poi se ci scordiamo qualcosa mi tocca andarlo a comprare dal droghiere. E lo sai che li' la roba costa il doppio che al supermercato.


Eccolo che è arrivato il cornutone. Guarda che faccia da scemo che ha. Se hanno figli questi li mandano di sicuro alle differenziali. Chissà se ci sono ancora le differenziali. Invece io a scuola andavo bene. Ero il primo della classe. Mi piaceva studiare. E' il bere che mi rovinato. Mi ricordo che già da piccolo andavo e bere di nascosto dalla botte il vino di mio zio. Bei tempi quelli. Mio padre quando se ne accorgeva mi riempiva di mazzate. Mia madre no. Mi difendeva sempre lei. E' l'unica persona che mi manca mia madre.

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