I tormenti di nonna Marta (sedicesima ed ultima parte)

Scritto da , il 2020-05-30, genere incesti

Quando Cristina scoprì il mio segreto, ovvero la scatola contenente i prodotti ricavati dalla Spezia, pensai che dopotutto la cosa mi avrebbe aiutata a spiegargli più velocemente le doti delle polveri contenute in quello scrigno. Un alone bianco mi aveva indicato il suo alto livello di affidabilità, era a lei, e solo a lei che dovevo trasmettere le mie conoscenze, così come Rocco e Rosa, i vicini di Agnese, avevano fatto con me. Forse avrei potuto aspettare per analizzare tutta la mia famiglia, ma potrebbe non essere stato un caso che tutto sia succeduto così in fetta. Cristina fu molto incuriosita quando mi vide prendere un pizzico di quella polvere bluastra impalpabile tra indice e pollice, quindi posarla sul dorso della mano ed aspirarla. “Nonna cos’è quella roba? Una droga?” “No, non avere paura Cristina, non è una droga. Su, dammi la mano e fai come me.” La mia nipotina, intrigata da quella richiesta subito mi ubbidì. Non solo aspirò ma leccò anche i rimasugli rimasti sulla mano, e dopo circa 10 secondi esclamò: “Nonna, vedo una specie di alone rosa intorno alla tua testa, cosa mi sta succedendo?” “Niente di grave, ora te lo spiego ma tu dovrai credermi sulla parola, d’accordo?” “Va bene nonnina.” Ci sedemmo su bordo del letto e cominciai anche io a vedere un alone rosa intorno alla sua testa, era il segno che anche lei, in quel momento, mi desiderava. Ormai era evidente che eravamo attratte l’una dall’altra. Con calma e senza fretta le spiegai le virtù della Spezia. Cristina, molto interessata, rimase a bocca aperta nell’ascoltare tutte le proprietà delle radici, delle foglie, del polline e tutte le interazioni di questa pianta magica. Le sue prime parole furono: “Se è vero quello che mi hai appena detto vuol dire che tu sei attratta da me?” “Si, attratta ed innamorata, proprio come te.” “Quindi ora capisci perché sono venuta a casa tua.” “Perché? Non vai più d’accordo con tua madre?” “No, no, va bene. Ma ora non mi diverto più a scopare con la mamma e mio fratello. Ho bisogno di concentrarmi sulla persona che ho sempre amato dal profondo del mio cuore, ovvero tu!” “Anche io ti voglio molto bene e ci tengo molto a te. Da un certo punto di vista sei stata tu a farmi rifiorire sessualmente, e poi ho sempre avuto un occhio di riguardo per te. Quando tuo padre si arrabbiava e diceva cose cattive su di te, io prendevo sempre sistematicamente le tue difese. E quando eri bambina, mi piaceva più di ogni cosa abbracciarti e farti le coccole.” “Si..si.. lo ricordo bene. Ed è per questo che io ti ho sempre voluto bene, nonna.” “E non chiamarmi più nonna, ma Marta. Ok?” “Va bene, amore mio. Dimenticavo, mi sono permessa questa sera di organizzare una riunione di famiglia e intimi qui da te per ufficializzare il mio trasferimento, sicura che tu saresti stata d’accordo” “E come potrei dirti di no?” Cristina allora mi fece sdraiare sul letto e si sedette sopra di me a gambe aperte. Pose le sue labbra sulle mie e, il bacio che ci scambiammo, fu un esplosione di fuochi d’artificio nella mia testa. Facemmo l’amore in modo sublime e, dopo aver pranzato da sole come due fidanzatini, decidemmo di studiare tutte le preparazioni possibili di quella magica pianta, il piccolo libricino con tutte le ricette si rivelò molto prezioso. Alla fine Cristina esclamò: “Accidenti, ma è fantastica questa pianta!” “Si è proprio come dici tu. Penso che questa sera potremmo divertirci alla grande.” “Ma dimmi Marta, grazie alla Spezia percepisco che tu hai un gran desiderio di cazzo. Lo sai che ho appena comprato uno strap-on con un dildo di notevoli dimensioni? Quasi come quello di mio fratello. Lo tengo nel mio borsone, se vuoi lo vado a prendere.” “Effettivamente per questa sera avrei una gran voglia di essere riempita da un bel cazzone. E non sarei affatto contraria al fatto che stasera fossi proprio tu a scoparmi con il tuo bel giocattolone.” “Si, questa sera lo faremo, mia cara nonnina, ops scusa, Marta.” “Questa sera però ci saranno solo due ragazzi, non è molto per quattro donne o sbaglio?” “Effettivamente hai ragione, ho già chiesto a mio fratello di portare due suoi amici. Suppongo tu conosca Enzo e Clemente.” “Enzo il butterato e Clemente il chiacchierone, sono loro?” “Ma ti dico subito che io non scoperò con loro. Magari con la mamma e mio fratello. Neanche con Leonardo, lui non fa parte della famiglia.” “Cristina, io devo dirti una cosa che riguarda Leonardo.” Dopo avergli spiegato che Leonardo era figlio di quel porco di mio marito, frutto della violenza su Sabina, la mia nipotina rimase sbalordita. Dopo dei lunghissimi silenziosi secondi se ne uscì dicendo: “Allora è come se mio fratello scopasse con suo zio.” “Scusa, cosa stai dicendo? Non capisco.” “Scusami, pensavo che mamma te ne avesse parlato, evidentemente non sai che Leonardo e Davide scopano tra di loro. O meglio, è mio fratello che è totalmente sottomesso a lui.” “Sottomesso hai detto?” “Esattamente. Dall’altra sera, quando Leonardo e sua mamma sono venuti a cena da noi, la cosa è degenerata. Prima Davide ha spompinato Leonardo, poi gli ha offerto il culo. Dovevi sentirlo come mugolava di piacere quando Leonardo se lo stava inculando.” Ma io pensavo si fossero solo scambiato le mamme.” “All’inizio si, ma era solo un pretesto, in realtà il fine di mio fratello era realizzare questo suo desiderio. Era già un po’ di tempo che era innamorato di Leonardo. Perché pensi abbia tanto insistito affinché tu facessi sesso con Leonardo?” “Scusami ma non ti sto seguendo.” “Lui ha voluto offrirti in regalo a Leonardo, perché ha notato che il suo amico sbavava per te. Pensava che lo avresti iniziato al sesso ed in particolare alla sodomia, così che lui avrebbe potuto approfittarne in seguito.” “Come sai tutte queste cose? E chi te le ha dette?” “Semplice, tutte le volte che lo inculo con lo strap-on lo sento sempre mormorare sottovoce: < Oh si Leonardo, più forte, più forte.>. Secondo me non c’è molto da capire.” “Sto cadendo dalle nuvole, comunque non ha nessuna difficoltà con le donne.” “No, nessun problema con le donne, solo che da quella sera sarà pronto a tutto per soddisfare il ragazzo che ama, e lui ne approfitterà.” “Cosa intendi dire?” “Quello che ti ho detto. Che Davide è diventato la puttana del suo padroncino, e che Leonardo si è praticamente sistemato in casa e tiranneggia mio fratello. Costringe Davide a spompinare e a farsi scopare dai loro amici. Questa cosa a me da fastidio e mi disgusta. Anche per questo ho preferito andarmene.” “Accidenti, faccio fatica a pensare che quell’angioletto di Leonardo sia diventato così.” “Da quando ha scopato con te e poi con sua madre è andato fuori di testa. Capisci perché è fuori questione che io possa fare qualcosa con lui?” Ora ero io ad essere stupefatta. Come avrà fatto Davide, un ragazzo così sicuro di se, a diventare sottomesso fino a questo punto? Il fatto che lui scopi e faccia sesso con il suo amico non mi interessa, ma il fatto che arrivi ad eseguire qualsiasi suo ordine, mi disturba un po’. Riuscii a riprendermi quando Cristina disse: “Dai, decidiamo cosa fare questa sera.” “Vorrei che fosse un’esplosione di sesso.” “Un’orgia per esempio?” “Si ecco, un’orgia, dove tutti scopano con tutti, compresa te.” “Va bene, io lo farò se tu lo desideri, ma sappi che sarà la sola e unica volta, amore.” “Va bene mia cara, una sola volta. Intanto io preparerò una pozione con la Spezia, che possa essere sia afrodisiaca e che allenti i freni inibitori, in modo che tutti si possano lasciare andare.” “D’accordo, ma anche noi la prederemo, faremo come tutti gli altri. Come pensi di somministrarla agli invitati?” “Pensavo di metterla nella sangria di aperitivo e poi, se necessario, anche nelle altre bevande” “Bella idea, ma io penso che dovremmo anche scaldare la serata con una serie giochini particolari, qualcosa di erotico per stimolare i partecipanti.” “Geniale, sei tu al comando.” Cristina non mancava di immaginazione e subito mi propose una serie giochi da farsi sotto forma di penitenza. La sera arrivò presto. Virginia e Sabina furono le prime ad arrivare. Erano estremamente belle e sexy, come se già sapessero cosa sarebbe accaduto durante la serata. Appena entrate io le salutai baciandole entrambe languidamente, Cristina con un freddo bacio sulla guancia. Appena sedute, neanche il tempo di imbastire un minimo di conversazione ed arrivarono contemporaneamente i quattro ragazzi. Nonostante l’effetto della Spezia fosse finito, non potei non accorgermi del rapporto che ora legava Davide e Leonardo, saltavano all’occhio le posture dominanti di quest’ultimo. Enzo, che io chiamavo il butterato, aveva un viso ora molto meno segnato dall’acne rispetto all’ultima volta che lo avevo visto. Questo ragazzino timido arrossii subito nel vedermi, allora per farlo sciogliere un pochino lo abbracciai e lo strinsi forte contro di me nel salutarlo. Clemente invece, mi lanciò uno sguardo concupiscente, perfino lussurioso. Non esitò ad abbracciarmi e, il porcellino, mentre lo faceva, colse l’occasione per palparmi il culo. La serata sembrava iniziare bene. Quando i due ragazzi videro la mamma di Leonardo, sgranarono gli occhi come un cartone animato. Sabina subito lo notò, per calmare l’impeto dei due giovani, abbracciò mia figlia e la baciò. L’aperitivo fu apprezzato, ci distese e rilassò. A tutti piacque la mia sangria così speciale. Mi chiesero che ingredienti avessi usato per dargli un gusto così delicato. Ovviamente omisi di raccontargli dell’ingrediente segreto che tra poco gli avrebbe fatto perdere i loro freni inibitori. Prima di sederci al tavolo, Cristina, nelle sue vesti di maestra di cerimonia, chiese a ciascuno, me compresa, di appoggiare su un mobile il nostro telefonino, quindi si prese cura di applicare su ognuno il nome del proprietario. Siccome alcuni si chiedevano il perché di questa operazione, Cristina si affrettò a spiegare che faceva parte di un gioco. “Quando un telefono vibrerà, suonerà o riceverà una qualsiasi notifica, il proprietario dovrà fare una penitenza.” “Che genere di penitenza?” Chiese Davide. “La troverai nella busta sotto il piatto, gli altri ospiti possono, eventualmente suggerire delle modifiche senza però stravolgerne lo spirito.” “Mi incuriosisci molto, Cristina” Aggiunse Virginia. “Non preoccuparti mamma, sono sicura che, se saranno rispettate scrupolosamente le regole, piacerà a tutti questo gioco.” Le inibizioni tra i commensali erano ancora un po’ presenti nonostante il cocktail con la Spezia che avevo preparato. In particolare notai che Sabina ed Enzo erano i più imbarazzati. Comunque ero sicura che in breve tempo tutti si sarebbero lasciati andare ed avrebbero dato sfogo alle loro più recondite voglie. Per cominciare chiesi di disporsi a tavola alternandosi maschio e femmina. Dopo un rumoroso movimento di sedie la tavola partendo dalla mia sinistra, era così composta: Clemente, Virginia, Leonardo, Cristina, Enzo, Sabina Davide ed in fine io a chiudere il cerchio. Va ricordato che le buste con le penitenze, diverse sotto ogni piatto, erano state messe casualmente così che neanche Cristina ed io sapevamo cosa aspettarci. Unica cosa che sapevo è che, l’impegno delle penitenze sarebbe cresciuto con l’avanzare della serata. Appena accomodati, il primo telefonino ad emettere un suono fu quello di Clemente. Presa la busta lesse ad alta voce la penitenza. . Ero io! Ci alzammo in piedi ed il porcellino mi abbracciò. Infilò il naso nel mio décolleté. Dopo alcuni baci sui seni, fece scivolare la lingua tra il mio solco mammario. Ammetto che la cosà mi turbò un poco, soprattutto perché dovevo offrire i miei seni a questo focoso giovane davanti a tutti i commensali. Un nuovo bip, questa volta era Enzo che doveva dare cinque baci sulle labbra a… Cristina, che per gentilezza e rispettando la promessa che mi aveva fatto, si prestò al gioco. Una nuova notifica fece vibrare il telefono di Davide. Doveva massaggiare le spalle di Sabina, ma la tendenza di Davide a scendere un po’ troppo sui seni della bella bionda, fu oggetto delle proteste divertite dei commensali. L’atmosfera si stava riscaldando. La cena era gradevole, il vino altrettanto, ma soprattutto piaceva l’erotismo che creavano le penitenze. L’unico un po’ insoddisfatto era Leonardo che ancora non aveva potuto scoprire quale penitenza si nascondeva sotto il suo piatto. Anche a noi sarebbe piaciuto saperlo, come anche quello di Virginia, gli unici che ancora erano rimasti inoperosi. In attesa di eventuali nuovo segnali la serata continuò con Clemente che si mise a raccontare delle barzellette che fecero ridere tutta la compagnia finché arrivò un nuovo trillo, era il mio! Non risposi e senza dire niente aprii la mia busta. . Cristina si alzò e prese i dadi che già aveva preparato ed iniziò la battaglia trai ragazzi. A vincere il jackpot fu Clemente. Prontamente e con orgoglio, girò la sedia verso di me, mentre io mi inginocchiavo tra le sue gambe. Gli abbassai i pantaloni e gli presi in subito in bocca il pisello. Era di misura media e già mezzo eretto. Senza aspettare cominciai a leccarglielo, succhiarglielo, pomparglielo finché non lo sentii finalmente gonfio e turgido per il piacere che gli stavo procurando. Tutti si alzarono dai loro posti e si strinsero attorno a noi per godere meglio del servizio che stavo facendo al cazzo del giovane che, nonostante fosse un chiacchierone, stava zitto ed apprezzava il piacere che gli stava dando il mio pompino. Fortunatamente suonò il timer dei cinque minuti, infatti il povero ragazzo stava per esplodere nella mia bocca. Un coro di Wow di stupore uscì dalle bocche dei mie commensali, per quello che avevo fatto al mio vicino di posto. Una sorta di ansia e di impazienza sembrava aver preso gli ospiti, curiosi di sapere quale penitenza avrebbero trovato sotto i loro piatti. Alzai la mano e chiesi time-out al gioco per evitare di mangiare tutto freddo. I ragazzi mangiarono velocemente, non so se erano affamati o avevano voglia di ricominciare il gioco. Sabina ricevette un whatsapp, quindi era lei a dover scoprire il suo compito. Io solitamente mangio lentamente, ero l’ultima e tutti sembravano aspettarmi. Appena terminai, con un segno della mano invitai la mamma di Leonardo a leggere la sua penitenza. La voce di Sabina tremate annunciò: . Non ci impiegò molto tempo a strisciare verso Virginia che l’aspettava a gambe aperte. Curiosa come tutti gli altri, non potei fare a meno di sbirciare sotto il tavolo per ammirare la passione che la bella bionda ci metteva nel leccare la fica della mia figlia maggiore. Virginia si dimenava sulla sedia gemendo, Leonardo le afferrò un seno e cominciò a massaggiarglielo, stessa cosa fece Clemente con l’altro. Mia figlia apprezzò molto le attenzioni che gli davano i due giovanotti. Davide alla mia destra, prese la mia mano e la appoggiò sul suo cazzo già liberato dai pantaloni. Il contatto con la sua pelle calda e morbida mi eccitò. Mi girai verso di lui e le nostre bocche si unirono in un bacio languido. Che piacere poter ancora massaggiare il cazzone di mio nipote. Un nuovo trillo echeggiò. Era il telefono di Enzo. Prese la sua busta e lesse: . Il ragazzo ubbidì. Sali sulla sedia e liberò il suo pisello da boxer e pantaloni. Non era grosso ma molto lungo. Ancora mezzo flaccido cominciò a masturbarsi con due mani e subito il suo arnese divenne di una misura sproporzionata. Anche Sabina che da sotto il tavolo continuava a leccare la sua compagna, fece capolino per vedere la causa del silenzio che era sceso tra di noi. Eravamo tutti affascinati dalla lunghezza fuori dal comune di quell’arnese. Non credo alla reincarnazione, ma se questa storia fosse vera, nella sua vita precedente Enzo sarebbe stato sicuramente un equino, non era possibile che un uomo possa avere un sesso così lungo. Vedendoci così interessati a lui, cominciò a fare dei giochi. Muovendo il bacino iniziò a farlo roteare come un’elica. Questo ragazzo era spiritoso, cominciava a piacermi. Un Drin, disse stop all’esibizione del ragazzo che si sedette lasciando però penzolare il cazzo tra le gambe in modo che continuassimo ad adularlo. Il telefono era quello di Cristina. Apri la busta e lesse: . Cristina iniziò a girare intorno a noi fingendo di esitare e valutare la scelta dietro ogni persona, creando della suspence. La scelta, come avrei scommesso, cadde su Leonardo. Forse non aveva apprezzato il modo violento con cui aveva afferrato il seno a Virginia poco prima, o forse per le azioni perverse che aveva perpetrato nei confronti del fratello in questo ultimo periodo? O forse, molto più semplicemente, era stato il biondino che si era proposto per questo gioco. Cristina subito gli ordinò: “Mettiti nudo!” Mentre Leonardo si stava spogliando, Cristina cercò nel borsone con tutti gli ammennicoli per giocare ed estrasse un guinzaglio per cani. Inoltre estrasse anche lo strap-on che si fissò al pube. Approfittò anche per mettere un cestino sul tavolo con preservativi ed alcuni falconi di lubrificanti intimi. Leonardo, falsamente imbarazzato, la lasciò fare quando le mise il collare e lo obbligò a mettersi a quattro zampe. Cristina senza aspettare lo tirò per il guinzaglio e costrinse il suo schiavo a fare il giro del tavolo chiedendoci di schiaffeggiare sulle natiche il suo uomo oggetto. Anche Sabina trovò il gioco divertente, tanto che non esitò a colpire il culo del figlio più forte di altri. Davide gli diede solo un buffetto, quasi una carezza, cosa che non piacque a Cristina che gli chiese di farlo con più forza. Il giro intorno al tavolo finì. Cristina rialzo il suo schiavo con le natiche arrossate e lo costrinse a piegarsi in avanti sul tavolo mentre lei gli lubrificava ben il suo fiore rosa. Davanti a tutti noi, appoggiò lo suo strap-on sullo sfintere e spinse violentemente. Si vedeva che Leonardo aveva il culetto vergine. Lubrificò nuovamente inserendo prima un dito, poi due e alla fine provò di nuovo a penetrarlo e voilà, il cazzone sembrò dividere in due le carni del ragazzo, perforando la sua vittima. Leonardo gemette ma non di dolore. Più lei lo penetrava, più il suo cazzo diventava duro. Cristina dopo qualche pompata delicata tanto per aprirgli l’ano, cominciò a scoparlo selvaggiamente tenendolo per il collare. Tutti ci eravamo raccolti intorno a questa strana coppia dove era la donna che scopava l’uomo. Clemente alla vista di questa scena non riuscì più a trattenersi. Si posizionò dietro di me e mi spinse il suo cazzo duro contro i glutei mentre con le mani mi palpava violentemente il seno. La serata orgiastica sembrava scorrere più velocemente del previsto. Non eravamo ancora arrivati al dessert, dove le penitenze sarebbero diventate più intriganti, che tutti eravamo già caldi bollenti. Me compresa. Essere stretta in quel modo da questo ragazzo che avrebbe voluto dominarmi mi deliziava. Volevo essere preda di questi maschi assatanati. Enzo, che forse lo aveva capito, mi si avvicinò, mi prese per i capelli facendomi piegare la testa indietro e pose le sue labbra sulle mie penetrandomi con una lingua incredibilmente lunga. La sentii invadermi come un serpente e stimolarmi nuove aree di piacere. A quel punto mi arresi a quel bacio (falsamente) forzato. Intanto mi fece scivolare le mani sotto il vestito infilando le dita tra le mie mutandine. Da un po’ di tempo avevo deciso di non depilarmi la zona pubica, solo tenerla curata, il porcellino se ne accorse subito, smise di baciarmi, si chinò e mi abbassò le mutandine per ammirare il mio folto pelo pubico. Allora quasi impressionato disse: “Puttana Eva Clemente, vieni a vedere che spazzola ha sotto questa!” “Dai fammi vedere.” Clemente smise momentaneamente di massaggiarmi le tette e si chinò per vedere la mia fica pelosa, poi riprese il suo posto dietro di me ed il suo massaggio. “Accidenti, è davvero eccitante questa nonna.” Enzo ritornò alla carica e mi infilò due dita, accidenti, anche le sue dita erano più lunghe del normale. Mi piaceva essere presa in mezzo da quei due giovani assatanati. Feci scivolare una mano dietro di me per palpare il cazzo di Clemente, mentre con l’altra afferrai il grosso membro di Enzo per masturbarlo. La situazione era al limite, tra un sospiro e l’altro dissi al mio nipotino: “Davide, fai un po’ di spazio nel salone e metti il tappeto nel mezzo.” “Perché nonna?” “Affinché i tuoi amici possano scoparmi lì, sul tappeto.” “L’avevo capito, ma il tappeto è occupato da mamma e Sabina.” Notai allora che Virginia e la sua amante stavano facendo un sessantanove leccandosi reciprocamente la micia mentre si rotolavano sul tappeto. Tuttavia il tappeto era bello ampio, c’era spazio anche per noi. I due giovani non potevano credere alla mia proposta e non si fecero certo pregare. Subito si spogliarono e si misero un preservativo, mentre io, a mia volta, mi spogliai aiutata da Davide. Proposi a Clemente di stendersi supino sul tappeto, cosa che fece senza smettere di giocare con il suo pisello. Appena in posizione lo cavalcai infilandomi il cazzo nella fica già madida di umori, quindi dissi a Enzo di mettersi dietro e di mettermi il suo lungo bastone nel culo. Stavo gustando il cazzo di Clemente nel profondo della mia vagina quando sentii Enzo penetrarmi e spingere inesorabilmente in profondità il suo membro asinino. Quasi stavo per svenire. IL suo attrezzo stava esplorando aree sconosciute della mia anatomia, andando molto in profondità prima di fermarsi. Questo doppio va e vieni di cazzi nella mia intimità si rivelò, a dir poco, delizioso. Era diverso da situazioni simili che avevo sperimentato prima, perché questi due giovani, seppur inesperti, si rivelarono molto audaci ed intraprendenti. Enzo, mentre mi inculava profondamente, mi prese nuovamente per i capelli tirandomi la testa indietro e schiaffeggiandomi le natiche con il dorso della mano, quasi come se stesse domando un cavallo selvaggio. Davide, mio nipote, anche lui ormai nudo, era lì, vicino a noi. Osservava come ero in balìa dei suoi amici, ma era titubante se partecipare anche lui o aspettare che il suo amante, ancora vittima della sorella, si fosse liberato da lei per poi unirsi a lui. La mia bocca spalancata lo convinse ad infilarci il suo cazzo. In un attimo anche lui si scatenò, mi prese per la nuca e mi obbligò a inghiottirlo tutto fino ad avere conati di vomito. Volevo una serata piena di cazzi? Eccomi qua, ora ne avevo tre, tutti in una volta sola. Tutti i buchi erano occupati! Clemente da sotto dava dei colpi di reni che mi alzavano da terra. Si divertiva anche a palparmi le tette per poi accanirsi sui miei capezzoli, me li strinse tra indice e pollice e li strizzò facendo un mezzo giro. Un dolore intenso per poco non mi fece perdere i sensi, ma contemporaneamente un orgasmo fulminate fece vibrare tutto il mio corpo. Il naturale urlo di piacere non poté uscire dalla mia gola in quanto ostruita dal sesso di Davide che scivolava dentro e fuori a tutta velocità, arrivando a volte fino all’ugola. Nella casa si sentivano solo gemiti di piacere, sospiri lascivi e urla di godimento. Quando Leonardo, ancora con il culetto pieno dello strap-on della mia perversa nipotina, cominciò a grugnire di piacere sborrando sul pavimento, sembrò eccitare ulteriormente Davide tanto che, simultaneamente al suo giovane amante, inondò di getti caldi la mia gola. Ebbi una chiara sensazione di annegamento. Allontanai dalla bocca il cazzo di Davide, presi un grande respiro e deglutii il succo caldo del mio nipotino. Intanto Enzo lasciati i capelli mi si attaccò al collo con le due mani fino quasi a togliermi il respiro nuovamente. Il ragazzo era un po’ rude e selvaggio nei modi di fare, ma mi stava inculando divinamente. Si allungò sulla mia schiena stritolandomi contro Clemente e continuò a scoparmi fino a quando non riversò il suo liquido caldo dentro il mio ventre. Clemente sfogava la sua eccitazione mordendomi una spalla, fino a quando, anche lui, preceduto da uno spasmo che scosse tutto il suo corpo, riempi la mia vagina di sborra calda ed abbondante. La furia sessuale di questi giovanotti provocò in me un nuovo orgasmo che questa volta potei esprimere urlando a tutta voce il mio piacere. I quattro ragazzi avevano svuotato le palle quasi contemporaneamente, ma conoscendoli, passato il periodo refrattario, per loro sicuramente non oltre i dieci minuti, sarebbero stati ancora duri ed eccitati e pronti all’uso, ed io sarei stata pronta ad approfittarne nuovamente. Notai che Leonardo, nonostante fosse scaduto il tempo della penitenza, continuava ad apprezzare la situazione di sottomissione a Cristina, ora aveva la testa sotto la gonna intento a leccare la fica della sua giovane padrona. Clemente, Enzo e Davide approfittarono della pausa per controllare i loro telefonini e discutere delle mie qualità di amante e dello spettacolo offerto da Virginia e Sabina al culmine del loro piacere. Io raggiunsi la mia amata nipotina per baciarla teneramente, mentre ancora il suo schiavetto le stava leccando la patatina. Cristina allora con un piede allontanò Leonardo il quale, già in equilibrio precario, cadde all’indietro. Più che per la caduta sembrava dispiaciuto che quel gioco fosse finito. Davide, vedendo che Leonardo ora era disponibile, corse per aiutarlo a rialzarsi. Vidi che Leonardo non era più il ragazzo sicuro di se di inizio serata, ma si rifugiò nelle braccia di mio nipote abbracciandolo teneramente quasi supplicando un bacio. Cristina mi abbracciò e mi sussurrò all’orecchio: “La mia fica è in fiamme, amore mio. Prendi lo strap-on sul tavolo e violentami!” “Conta su di me, Vedrai come ti scoperò alla grande, mia piccola puttanella.” Dissi queste parole in tono scherzoso, ma Cristina sembrava apprezzare il fatto che io la insultassi. Non finisce più di stupirmi la mia nipotina. Appena finito di allacciare le cinghie dello strap-on, la mia nipotina, per rendere più piccante il gioco, fingendosi impaurita, iniziò a scappare correndo intorno al tavolo. Non fece neanche tre passi che Enzo e Clemente afferrarono la mia preda. Con passo cadenzato mi avvicinai a lei con il cazzone di gomma penzolante. I ragazzi la trattenevano mentre lei si divincolava fingendo di lottare per scappare. Allora dissi loro: “Grazie ragazzi, tenetela stretta, mentre io la scoperò, lei a turno vi spampinerà.” “Wow.. bella idea!” Esclamarono in coro. “Ora mettetela a carponi.” Cristina mi guardò con uno sguardo preoccupato, ma si ricordò dell’eccezione che avrebbe fatto per la serata, lo avrebbe fatto solo per me, ed io la ringraziai con un sorriso. Mentre mi posizionavo dietro la mia piccola, Sabina e Virginia si avvicinarono e spontaneamente si misero ai nostri lati ed incominciarono ad accarezzare e palpare la mia amata nipotina. Quando la penetrai Cristina emise un lungo sospiro. Mi chinai verso di lei e le sussurrai dolcemente all’orecchio: “Mia Cara, sei stata un amore ad accettare quello che ti sto chiedendo.” Poi ad alta voce rientrata nel personaggio esclamai: “Bene troietta, ti romperò la figa.” “Oh no, per favore, non spaccarmela, è piccola e stretta.” “Zitta cagna, intanto inizia a succhiare i cazzi ai ragazzi.” Enzo si inginocchiò davanti a lei e fu il primo a farsi succhiare l’uccello. La mia nipotina, ligia e sottomessa ai miei ordini, iniziò a succhiare il lungo arnese, poi gli si propose Clemente che deliziò anche lui dei piaceri dispensati dalla sua bocca. La scopata stava procedendo meglio di quanto pensassi, riuscivo sbrogliarmela bene con quel cazzo di gomma attaccato al mio pube. I mie colpi di reni penetravano profondamente la micia del mio tesoro, e ad ogni colpo la sentivo mugolare dal piacere, ma era troppo intenta a succhiare i due ragazzi per pensare di avere un orgasmo. Mia figlia invece era completamente estasiata dalla lunghezza del cazzo di Enzo. Allora gli dissi ridendo: “Dai Virginia, se ti piace non esitare a farti inculare da Enzo, va così in profondità che ti uscirà dalla bocca.” “Va bene mamma, ma prima voglio succhiarlo un po’ anch’io.” Il butterato, come lo chiamavo io, fu ben felice quando Virginia tentò di ingoiare il più possibile il suo cazzo equino. In quel momento non riconoscevo più mia figlia tanto era scatenata nel pompare con avidità quel ragazzo. Un gemito dietro di me mi fece girare. Era Sabina. Vidi Clemente con la testa tra le gambe della mamma di Leonardo intento a darle piacere, poi lei gli rialzò la testa ed iniziarono a baciarsi con passione. Lo spettacolo era intrigante, tutte le quattro coppie erano in azione ovvero: Mia figlia Virginia con il viso schiacciato sul pavimento con Enzo che senza troppe cerimonie, le esplorava nel più profondo la sua intimità. Sabina che godeva sotto le leccate di fica di Clemente. Mio nipote Davide scopava profondamente il culo di Leonardo facendolo sobbalzare al ritmo dei suoi colpi. Ed io con Cristina. Lei preferì mettersi sulla schiena in modo che potessi prenderla alla “missionaria” così da potermi baciare mentre la scopavo. Eravamo tutti sudati quando calò il silenzio sulle nostre performance sessuali. Il pavimento ed il tappeto era cosparso di preservativi, sperma ed altri umori sessuali. Nell’atmosfera galleggiava una miscele di varie fragranze e odori. C’era odore di sesso, di sperma, di umori vaginali, di sudore, ma tutto questo mix non era sgradevole. Tuttavia sentimmo il bisogno di prendere un po’ aria fresca, qualcuno si accende la classica sigaretta post-coitale. Nel buio della notte restammo tutti nudi, ben nascosti da occhi indiscreti, a chiacchierare sul terrazzo di casa e a goderci il tepore della notte. Se Davide e Leonardo stavano fianco a fianco come io e Cristina, notai che le due donne si erano scambiati i partner. Sabina, dopo aver a lungo accarezzato il cazzo di Enzo, si inginocchiò e lo prese in bocca. Mia figlia Virginia, in quanto a lei, appoggiata alla balaustra, si stava facendo scopare alla pecorina da Clemente. Ahh, che vigore questi due giovani! Cristina baciandomi sul collo mi sussurrò: “Senti Marta, non pensi che dovremmo preparare una bella tisana per darci ancora un po’ di energia?” “Hai ragione tesoro, vado subito a prendere la Spezia.”
EPILOGO
Qualche tempo dopo.. Sabina e Virginia si sposarono, e lo stesso giorno lo fecero i loro figli. La festa di nozze fu memorabile. Non ricordo quanti maschi mi feci quel giorno. Cristina è incinta di Leonardo ma lui non lo sa. Sono stata io a spingere la mia nipotina/amante a provare la gioia della maternità. Da alcuni mesi la mia nipotina ha aperto una erboristeria ed io le do una mano. La sua attività sta andando benissimo e i clienti non mancano. Vai a scoprire perché…

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