Erotici Racconti

Il cacciatore di fantasmi. La mummia.

Scritto da , il 2018-10-10, genere pulp

-Ahahah… penso alla faccia della mia amica quando vedrà tutto quel casino! E’ una precisina lei!-
-Ecco! Dimenticavo… teli protettivi per i mobili e cartoni per le macerie e una fotocamera per riprendere quello che troviamo dentro il loculo…-
-Ma cosa ha poi scritto il fantasma sadico? Su tutti quei fogli!-
-Un notaio proprio! Ha elencato ogni cosa. Persino i nomi delle sue vittime, date e tutto. Un prolisso del cazzo!-
-Siamo sicuri che poi sparisce?-
-Direi di si. Al novantanove per cento. Di solito sono di parola ma…-
-Ma…?-
-Capita sempre il fantasma figlio di puttana ma questo non mi sembra così-
-Mmmmmhh, mi hai accennato al tuo fantasma. raccontami…-
-Quello? Non lo voglio proprio eliminare! Mi è simpatico! E’ un porco della madonna!-
-Che fa?-
-A volte ci torno in quella casa, dormo nella stessa stanza che usavo da bambino, lui viene e mi fa un pompino davvero fantastico! Sento proprio la sua bocca, sai? E con le sue dita mi tormenta dietro… il culo. Me le ficca dentro. Ah… che porco è! E viene ogni notte, non manca mai!-
-Mmmmmhhh…! Mi eccita tantissimo! Mi hai promesso di portarmi! Lo ricordi, si? Ma è maschio? Ha il cazzo? Mmmmmmmhh... mi ci farai scopare, vero? Vero amore?-
-Appena finita sta cosa ci andiamo, promesso… e lo faremo, si, credo che sia maschio, se fosse femmina me l'avrebbe fatta scopare la sua fica-
-Dammi la mano…-
Mi prende e se la tira fra le cosce. Lì è bollente. Mi scotta le dita.
-Che mi fai di porco, stasera? Io voglio leccarti il cazzo e il culo fino a consumarmi la lingua e intanto ficcarti dentro le dita. Dai… strofinami, fammi godere qui…-
-Voglio sfasciarti la fica appena torniamo a casa. Fartela come una caverna! Ti ci metterò dentro la mano… intera!-
-Mmmmmhhh… mi fai sentire troia! E’ una sensazione nuova e mi piace! Ti sto godendo sulla mano! Lo senti? Sto venendo! Mmmmmmmhh! -
Ci siamo venuti a piedi al ristorante e al ritorno? La spingo contro il muro in un vicolo che sa di piscio vecchio, le alzo una gamba, poi ambedue e la penetro. Forte, violento, colpi a fondo. Due minuti e le vengo dentro. Un raptus di follia, il nostro!
A casa mia, ora non le da fastidio il disordine, continuiamo. Le strappo i vestiti, la stendo sul letto di schiena e le lecco la fica mentre uso tutte e due le mani. E’ bagnata come una fontana, è il momento. Inizio a penetrarla con le dita, due, tre, tutte… provo a spingere, a fatica mi riceve, ora la mano è dentro oltre le nocche.
-NON GIRARLA!! No nooo…! Mi stai spaccando… porco! Dai… ancora dai!-
Spingo frenetico, cerco di unire le dita al palmo e così lasciarle dentro la mano a pugno! Voglio che si senta demolita. Ma non insisto. Spingo ancora invece, lei urla e si divincola! Inarcata chiede di essere risparmiata. Eh… no! Il gioco lo conduco io! Tu lo subisci! La mano è dentro! Ora prendo a pistonarla. Forte, le sue urla non mi fermano.
Non basta ancora.
Il mio letto ha dei pomelli di legno lucido belli grossi, uhm… prima di dormire le chiedo di impalarsi sopra e lei? Lo fa con molto piacere! Gusto lo spettacolo che mi offre. Bravissima! Mai visto scene più incredibilmente arrapanti! Da applauso!

Il giorno successivo è impegnativo. Trasportiamo tutto alla casa e attendiamo che portino demolitore e generatore. Diventa sera ora che siamo pronti. Ci spogliamo, mettiamo le tute, metto in funzione il generatore e iniziamo. La parete non è costruita in sassi come i muri perimetrali, ma in mattoni. Il lavoro non è poi così difficile. Il buco diventa sempre più ampio. Diamo un’occhiata dentro con la lampada. Ossa sparse. Cumuli di polvere. Stracci.

-Guarda… non c’è nulla di più che qualche osso… -
Allargo il vano fino a poterci entrare, è vero che è notte fonda ormai ma la casa è isolata e nessuno può sentire il nostro fracasso! Spengo il generatore. Ora è il momento di entrare. Prendo la lampada alogena ed entro, lei mi segue tenendosi a me. Appena dentro, non abbiamo il tempo di girare lo sguardo che un qualche cosa, una massa solida le rovina addosso! Qualcosa che era appesa sul soffitto di lato all’apertura! Lei urla… urla e scappa! Esco anch’io ma non prima di aver guardato di cosa si tratta.
Una mummia!
La mummia di Jeronimus Gregorius Pallaus!
E’ la sua mummia, ora in via di disfacimento!
Ci metto tempo a farle vincere il suo ribrezzo, un po’ di convinzione e una bella dose di cognac. Alla fine rientra e osserva la mummia con curiosità. E' pressoché irriconoscibile, verosimilmente dopo la sua morte il vano è stato definitivamente murato e la completa assenza d’umidità ha permesso la conservazione.
Usciamo, sentiamo la necessità di fare urgentemente una doccia, usiamo il bagno padronale dell’amica.
-Mi sa che non sono normale, sta cosa del fantasma e tutto quanto mi succede mi sta cambiando, scopro un’altra me stessa. Ma… perché non sapevo che avevo bisogno d’emozioni forti? Tornerò mai ad essere quella di prima?-
Le sto passando le mani sul corpo. La lavo. Dolcemente, le lavo i capelli.
-Mmmmmhh… è normale essere eccitata, ora? Dopo aver provato uno spavento terribile con quella mostruosità di mummia? Da quando sono con te… sono perennemente eccitata! Non so fare un pensiero corretto, ho solo voglia di godere!-
-Lo facciamo lì… dalla mummia… su vieni…-
-Noooooooo! Tu sei pazzo. Non ci vengo la dentro…-
-Lo facciamo invece e lo faremo anche al cimitero, credimi è per combattere il senso di morte e vincerlo! Scoperemo anche dove seppelliremo quelle ossa…-
Ci andiamo così. Nudi, bagnati, scalzi. La tiro vincendo la sua resistenza. Superiamo l’entrata del loculo. Dentro la costringo ad appoggiare le mani alla parete e la prendo. Senza indugio. Dentro a fondo per scoparla da animale. Io so che è la strana atmosfera che si vive in questa casa ad averci trasformato. Siamo in preda alla libidine più assurda. Io per primo. Ho voglia di cose straordinarie. Come scopare qui, ma è un modo per vincere la morte, un metodo valido.
Dopo torniamo in doccia. Quindi ci vestiamo e ce ne andiamo. Siamo affamati. Sceglie lei… un ristorante carino carino, tutto specchi e tende di chiffon, lo conosco. Dico di no e andiamo in un ristorante turco, causando le sue proteste.

-Eccolo! Al solito! Mi chiede dove voglio andare? Ma grazieee! Un vero gentiluomo! Poi? Io esprimo il mio desiderio. A lui non ne potrebbe fregare di meno e andiamo dai turchi! Ma perché me lo chiede… allora? Fanculo!-

Donne! Non capiscono nulla della vita pratica, Il turco è aperto fino alle tre. Il suo localino? Magari è già chiuso. Poi si rassegna davanti alla tavola imbandita.
-Anche qui ti conoscono! Magari hai scopato anche queste, porco! Non mi piacciono, sono uomini senza baffi.-
Devio il discorso su quanto dovremo fare l’indomani.

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