Erotici Racconti

Il cacciatore di fantasmi. Il vano nascosto.

Scritto da , il 2018-10-08, genere pulp

Finisce che le pizze le mangiamo fredde. La bacio, ma solo per riconoscenza perché ha portato la salsa chili per le pommes frites, gran donna! Per non parlare dei dolcetti nauseamente unti ma buonissimi? Ci lecchiamo a vicenda le dita deliziosamente coperte da zucchero a velo.
Ho dimenticato qualcosa? Cosa abbiamo fatto prima delle pizze?
Lascio fare a lei.
Mi cavalca con la furia di una valchiria. Sono in piena sinfonia Lohengrin e il Santo Graal lo trovo nel mio orgasmo, nel senso metaforico intendiamoci.
Come? Mentre si lascia cadere con forza sul mio pene duro le strizzo così forte i capezzoli che nei suoi orgasmi trema tutta! Urla che… mai ha goduto così! Non vi dico che piacere guardare nello specchio il movimento dei suoi glutei! Diooo! Quel sobbalzare di natiche’? Il suo culo che sembra vivo?

Poi… le pizze come vi ho detto.
Mangiamo mentre mi stuzzica con la mano…
-Cosa mi fai oggi di porco?-
-Prima o dopo la cosa del fantasma?-
-Mmmmhh… dopo. Devo soddisfare la mia curiosità, a volte è tanto impaziente che è pari alla mia voglia…-
-Bene… allora ora stai buona e zitta e ascoltami fino in fondo…-

(Ascoltate anche voi…)
-Il fantasma… cioè lui da vivo era quanto di più perverso potesse esistere e vivere con gli alti esponenti del clero non lo aiutava certo. Al di fuori un candido mantello di probità e bontà e dentro? Un’anima nera. Diabolica.
Inizia presto, studia a Bologna, alla più antica università d’Italia, poi diventa funzionario della chiesa.
Ha una debolezza, è un libidinoso, un sadico.
Fa come altri nella sua condizione, trova sfogo con fanciulle che di volta in volta preleva dai vari conventi del circondario, orfane o figlie di prostitute che sono abbandonate neonate sulle porte di questi conventi. Lui le chiede come domestiche. Poi... le usa come giocattolo erotico. E’ violento. A volte le tortura fino a sfigurarle. Stanco di loro le scaccia da casa e si disinteressa.
Nella sua casa ha una stanza appositamente adibita per il suo divertimento, dove le lega e le sevizia.
-Che schifo! E le ragazze mai che trovavano la forza di ribellarsi?-
-No… gli erano succubi. Conosci la dipendenza delle vittime al loro carnefice, no? Questo era una cosa così… fammi continuare…
…quindi questo seguitava senza interruzioni. Due sole volte successe qualcosa di diverso e questo in circostanze molto vicine fra loro, come tempo. Due ragazze restarono incinte. Lui… in questi soli casi, consegnò le ragazze gravide ad un convento dove aveva molto ascendete sulla badessa. Le ragazze furono segregate e partorirono lì. Poi furono scacciate. I bambini restarono nel convento ad alimentare quel flusso di persone da sfruttare.
Restarono molte altre incinte di lui, ma lui modificò il suo atteggiamento, ora le faceva abortire, causava a volte lui stesso l’aborto con percosse e violenze poi le metteva alla porta. Sempre se rimanevano vive. Se morivano, lui nascondeva sia il corpo della madre sia il feto dietro una parete, in un vano segreto. Nel suo scritto le enumera tutte, tutte quelle che fece morire così. Moltissime.

-Mi è passata la voglia… è una cosa terribile… ma continua…-

-…la sua libidine non aveva confine, ora prendeva dai vari conventi anche maschi. Ragazzi. Questi subivano le stesse attenzioni delle femmine. A volte erano più riottosi delle loro compagne di sventura ed erano puniti severamente, alcuni eliminati. Passarono gli anni e nulla cambiava. Poi…-

-Poi? Su… continua… continuaaaaa…!-
-Ho sete, vado a bere…-
-Stai li fermo… vado a prenderti io da bere. Che vuoi?-
-Devo andare anche a pisciare… vuoi… puoi fare anche questo per me…?-
-Mmmmhhh… posso tenerti il cazzo mentre pisci? Ti pregoooo!-

In bagno dobbiamo fermarci un bel po’. Il suo maneggiamento ottiene quello che si può chiamare una reazione naturale, detto in parole povere me lo fa diventare duro. Ci applichiamo per un bel po’ nell'usare diversamente tutti gli apparati igienici del bagno stesso. Diversamente dal loro uso comune per intenderci. Insomma scopiamo sul lavabo, sul wc, sul bidet, nella vasca, sulla lavatrice e anche per terra.
Torniamo sul letto.

-Su continua… ho fame… dopo usciamo… riesci a farla corta 'sta storia?-
-Ci provo… passarono anni e lui cercò nuove cose per eccitarsi, un ragazzo e una ragazza assieme, coetanei. Voleva assistere ai loro amplessi, riuscire a farsi complice il maschio per torturare la femmina o viceversa. Si recò quindi al solito convento e la badessa, la medesima, gli consegnò due ragazzi. Molto belli. Visse così anche questo periodo, si accorse che iniziava a provare una strana attrazione per i due giovani, una cosa inspiegabile, che comprese quando la badessa gli rivelò che erano i bambini diventati ragazzi che lui stesso aveva confinato in convento. Erano i suoi figli. Fra i quali era nato un forte amore reciproco e per contrasto, un odio feroce verso di lui. Arrivarono a cospirare di ucciderlo e una notte, mentre dormiva, lo tramortirono a colpi di bastone, poi usarono un gancio esistente nel loculo per impiccarlo, fu ucciso dai suoi figli e da allora che non trova pace.
-Perché ha questa reazione quando qualcuno fa sesso in quella casa?-
-Probabile che abbia sorpreso i due ragazzi ad amarsi…-
-Che vuole da noi?-
-Hai visto quel segno che ha fatto sulla parete? Quella X…? Dietro quel muro ci sono i resti di tutti quelli che ha ucciso e tumulato lì e anche i suoi. Vuole che prendiamo i resti e li seppelliamo in un cimitero…-
-Tu mi prendi in giro! Non ci posso credere! Io non farò mai e poi mai una cosa simile! Ho un limite, io! Nooooo!-
-Tu sei architetto. Ti procuri un demolitore, sai di cosa parlo, vero? Lo prendi da qualche ditta che conosci, poi io e te demoliamo la parete, mettiamo quello che troviamo in un sacco nero d’immondizia e cerchiamo un cimitero adatto, quindi una vanga, facciamo una fossa e addio fantasma! SPARISCE! Va dritto dritto all'inferno!-
-Non voglio assolutamente dormire da sola stanotte! No, no…! Dormo qui… tu sei responsabile per me! Guarda in cosa mi hai coinvolta!-
-Smettila! Vestiti che usciamo. Ho una fame che non ci vedo e in casa non ho nulla. Andiamo… ti va cucina thailandese?-

Obbedisce mentre brontola…
-Lui ordina, DICE: smettila! Zitta! Vestiti! Usciamo! Cucina thai! Che razza d’uomo sei? Sei un mostro! Non sono il tuo burattino!-

Poi davanti ad un tavolo ingombro da innumerevoli piatti parliamo. Dio! Se mangia! Dove mette quello che ingurgita? Spazza via… ehm… spazziamo via: Som Tum, Padtai, Khao mon Khai, Krapao Tomkahkai, Tom yum kung. Tutto annaffiato da caraffe di vino di riso thai, il sahto. Le thailandesine del locale ci servono veloci e sollecite.
Lei… solleva il viso dal piatto.
-Ti conoscono qui… eh? Magari te le sei scopate queste troiette sorridenti! Porco!-
-La smetti? Parliamo di lavoro, domani andiamo a comperarci… tute, caschi protettivi, occhiali e mascherine antipolvere, calzature, guanti. Tu procuri di farti consegnare il demolitore, un generatore di corrente e una lampada alogena… ahhh… anche un paio di badili e un piccone… che ridi?-
-Ahahah… penso alla faccia di… della mia amica quando vedrà tutto quel casino! E’ una precisina lei!-

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