L' Arco di Druso

Scritto da , il 2018-07-15, genere dominazione

Era cominciato così, un gioco, per ammazzare la noia del traffico che li aveva imbottigliati nel pomeriggio. "Questo è l'arco di?"
"Eh...mhmm"
"Drusooo"
"Ah!"
"Questa è porta Me...?"
"tronia"
" E brava!"
Insomma qualcuna la so, con l'aiutino. Le altre niente. Mi giustifico asserendo che quella non è la mia "zona". Il mio quartiere è un altro, e poi un altro ancora più lontano. Ma giochiamo, e anche se sono ignorante come una capra, non c'è rimprovero, né biasimo in lui. Ed io non provo troppa vergogna. Anzi, rido di me e della mia memoria che non mi aiuta proprio mai.
È dopo, più tardi, che mi prenderà, di sorpresa inventando sempre nuovi giochi per me.
Chiudo la porta e lo sento aderire completamente. Nessun preavviso, per le scale era dietro di me e non mi ha mai toccato il culo. Ignara entro per seconda, ed eccomi qui. Spalmata. Non fatica, mi basta il suo respiro sul collo, uno "stai buona così" nell'orecchio e le gambe diventano gelatina. Appoggio le mani sulla porta, e mi godo le sue su di me. Mi provoca brividi. Mi giro, ho voglia di abbracciarlo, stringerlo, toccarlo, restituirgli tutte le carezze. Ma non mi lascia troppa libertà. Mi strofina la sua erezione per suscitarmi, la conosce bene, quella voglia irrefrenabile...
Mi accontenta subito, mi gira di lato, mi abbassa appena gli slip. Ho il suo cazzo su un fianco e le sue mani, la destra sulla fica e la sinistra sul culo. Sono bagnata, occorre dirlo? Lo ero già al primo bacio sul collo. E sono oscena, mi muovo oscillando per offrirgli ora la fica, dove affondare il medio, ora il culo, per farne altrettanto.
Sono presa, e lui può giocare con alternanze o simultaneità. Io faccio fatica a tenermi sulle gambe, mi aggrappo al suo collo, mugolandogli sul viso la salita del mio orgasmo. Ed eccomi, tremante e sconnessa, che cerco il filo delle macchie nere dei suoi occhi estasiati, mentre vengo così. Come una puttana, la sua dolcissima puttana...
Ora mi fa accucciare, ancora grondante e stordita. Lascia che prenda in bocca il suo cazzo. Sono avida. Ma cerco di dominarmi. Lecco dolcemente prima le palle, a lungo...poi salgo lentamente. Mi pare di percepire dei fremiti e me li godo. Giro la lingua sulla cappella, senza avvicinare le labbra. Ma soprattutto senza usare le mani. Proprio come una vera puttana. Mi lascia fare come voglio, e mentre lo sto pensando mi blocca il viso tra le sue mani, si china su di me e mi bisbiglia che sono troppo intraprendente, per essere la sua schiava preferita. Mi scopa un po' la bocca. Il suo cazzo tra le labbra mi fa impazzire di nuovo. Lui mi scopa in bocca, ma dentro, la mia lingua lo sta mettendo a dura prova. Ecco infatti che si arresta. "Apri la bocca, tirala fuori e non muoverla per nessun motivo. Non ti azzardare..."
Sono scossa da brividi. Mi sta facendo scorrere il cazzo sulla lingua. Sono contratta nel tentativo di obbedirgli. Su e giù, mi guarda con l'aria più bastarda che ha, godendo dei miei sforzi. Ogni tanto si ferma ed io ho paura della mia lingua vibrante. Puro oggetto del suo piacere. Si afferra il cazzo e capisco cosa farà mentre per un attimo si stacca da me. Si accarezza e mi guarda. Sta pensando che potrebbe venire così, cospargendomi del suo piacere. Poi repentinamente mi ridà il cazzo in bocca e mi dice "stasera ti permetteró di succhiarmi anche l'anima..."

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