Erotici Racconti

Caramelle dagli sconosciuti

Scritto da , il 2018-07-10, genere etero

Fin da ragazza mi avevano detto di non dare retta agli sconosciuti, e non accettare le loro caramelle. Ovvie raccomandazioni da parte di una madre, delle parenti e delle amiche più grandi. Ma con qualsiasi donna con la quale parlassi di costumi appena più “facili”, mi sentivo narrare storie e avventure sessuali fantastiche con uomini conosciuti per caso. Qualcosa non mi tornava.
Come già ho narrato in altri racconti, appena ho potuto con l'avanzare dell'età mi sono messa in pari, conoscendo e scopando con perfetti sconosciuti e trovandomi sempre benissimo!
Quella volta di cui vi racconto oggi è toccato a Igor e Carmine, due semplici traslocatori di Milano. Nel prendere possesso del mio nuovo bilocale in zona Porta Garibaldi, in via Bonnet, la mia filiale aziendale milanese mi consigliò una specifica ditta di traslochi per trasferire il mobilio dall’appartamento precedente. Ditta efficiente con personale giovane e garbato, mi disse Sabrina la nostra segretaria, non senza un sorriso equivoco. Lei è una delle donne dai costumi “facilii” di cui vi ho parlato sopra, quindi la sua reazione suscitò la mia curiosità.
Contattai la ditta di traslochi e mi feci mandare due facchini e un furgone per un dato giorno. L’afa estiva non dava tregua a Milano in quel periodo, così feci scorta di birre per i facchini, noti bevitori di birre ghiacciate. Arrivarono Igor e Carmine, il primo un rumeno e il secondo un siciliano,entrambi sulla trentina, ben piazzati, svegli e molto attivi. Dalla vecchia casa ai Navigli presero il mobilio e tutti i scatoloni e li portarono al nuovo bilocale, iniziando scaricare subito tutto. Io mi ero presa un giorno di ferie, mio marito era a Londra per un master, quindi rimasi sola in casa con i due energumeni. Mi misi in short e canottiera, senza reggiseno, il caldo era insopportabile anche perché l’aria condizionata non era ancora montata. Subito notai che i due giovanotti non smettevano di guardarmi, scambiandosi occhiate e gomitate complici. Ogni tanto andavo in bagno a bagnarmi, ma non mi rendevo conto che l’acqua mi aveva reso la canottiera attaccata al corpo, i capezzoli quasi bucavano il tessuto…alla mia vista così fradicia, i due erano evidentemente eccitati. Ogni tanto gli offrivo una birra fresca, e a metà pomeriggio erano praticamente ubriachi. Non perdevano occasione di strusciarsi addosso a me, toccarmi per “sbaglio”, fare battutine equivoche…anche io d’altronde ero eccitata, come mio solito. Due maschi arrapati in casa, muscolosi e sudati, di circa dieci anni più piccoli di me…sconosciuti!
Sentivo infatti la fica in fiamme, ma facevo finta di nulla. All’ennesima pausa per una birra, ci sedemmo sul divano avvolto ancora con la plastica, i due mi misero in mezzo, mi costrinsero a bere con loro…non volevo ma Igor prese la bottiglietta e mi fece bere a forza prendendomi per i capelli, un po’ per gioco un po’ sul serio. La birra mi uscì dalla bocca, colandomi sul petto, tra le tette sudate…all’improvviso mi sono sentita le loro mani addosso, erano forti e calde, scorrevano lascive ovunque sul mio corpo, Igor prese a leccarmi la birra dal collo, io cercavo di divincolarmi, protestavo…un po’ per scena…ero eccitata ma non volevo assecondarli troppo…i due ragazzi invece presero sul serio la mia ritrosia, Igor mi afferrò per i capelli e mi trascinò di prepotenza al centro del salotto, sui scatoloni aperti “dai dottoressa…è tutto il pomeriggio che fai la troia…ci hai eccitato come lupi…ora ci fai sfogare…” con la mano libera si aprì i pantaloni e tirò fuori un enorme cazzo mezzo duro e me lo infilò a forza in bocca…rimasi sconvolta ma eccitata da tanta animalità…glielo succhiai facendo finta di esitare…il rumeno mi diede un bel ceffone in testa e me lo spinse ancora più in gola. Carmine si avvicinò bevendo birra, si calò i pantaloni e le mutande alle caviglie e si masturbò in piedi assistendo alla scena. Igor, tenendomi sempre per i capelli, si fece fare un lungo pompino quasi a soffocarmi, il suo pisello mi crebbe in bocca all’inverosimile, cercai di liberarmi ma ogni volta mi dava un altro sonoro schiaffo in testa…poi mi passò a Carmine che mi fece fare lo stesso, anche il suo cazzo lo feci diventare possente e duro…cercai di reclamare e protestare ma i due erano degli animali scatenati! Gridavo appena mi sfilavano il pisello dalla bocca “…ragazzi ma che fate…siete pazzi…mi state stuprando…basta fermatevi…vi supplico…!!!” ma capivo da sola che non gridavo abbastanza forte da mettergli paura e soprattutto da attirare l’attenzione di qualcuno nel palazzo. Non ero convinta di non voler essere violentata da quei due facchini indemoniati…e sconosciuti.
Carmine poi mi sdraiò sui cartoni, mi tappò la bocca con la mano e mi bloccò le mani sopra la testa, dando modo a Igor di spogliarmi degli short e degli slip, alzandomi pure la canottiera sopra le tette, mi allargò le cosce e con un solo colpo mi penetrò nella fica, iniziando a scoparmi come un cane voglioso…mi trovai quindi con questo rumeno tra le gambe, il suo enorme randello nella pancia e la sua fiatella di birra sul viso…Carmine guardava divertito la scena “…dai Igor, scopala sta puttana di dottoressa, che gli piace il cazzo rumeno, guardala come gode…sfondala dai…” in effetti il rumeno mi stava facendo godere come una maiala, me lo sentivo addosso, dentro, entrava e usciva come un martello pneumatico…credo che ebbi un paio di orgasmi quasi subito ma non volli godere davanti a loro e rimasi zitta...stavo esplodendo di piacere! Carmine mi fece impugnare il suo cazzo e masturbarlo…sentivo il suo pisellone fremermi in mano, lui gemere e con l'altra sua mano puzzolente e forte tapparmi la bocca…Igor continuava a scoparmi come un treno. Ogni tanto provavo a divincolarmi, reagire, ma mi arrivava un pugno sui fianchi o uno schiaffo in faccia da parte di Igor…maledetti porci! Dopo un tempo indefinito, Igor iniziò a gemere, mi strizzava forte le tette, spalancò gli occhi e mugugnò “troia troia italiana…ora ti sborro nella fica…ti vengo dentro puttana, sentirai la sborra rumena…” io spalancai gli occhi, scossi la testa e riuscii a malapena a dire “nooo ti prego noooo non mi venire dentro nooo ti prego….” Ovviamente l’idea mi eccitava, e il fatto che prendessi la pillola mi faceva stare tranquilla…Igor ebbe un fremito, sentii l’affondo del suo cazzo nella fica e una vampata di calore invadermi…mi era venuto dentro! Mi scopò ancora e ancora, poi si sfilò, venne verso il viso e Carmine mi liberò la bocca per farmi ingoiare quel pisello rumeno sporco di sperma e umori vaginali. Lo succhiai avidamente pulendolo, i due si scambiarono occhiate di compiacimento, poi Carmine mi tirò su quattro zampe, provai a scappare verso la porta ma lui mi riprese per la caviglia, mi ritirò a se e senza tanti complimenti mi penetrò da dietro nella fica. Sentì invadermi dal suo membro durissimo e vigoroso da trentenne infoiato, iniziando a montarmi come una vacca. Messa a pecoroni, su dei cartoni sul pavimento, con due facchini ubriachi che mi scopavano a turno in una casa semivuota, intontita dal caldo, dalla birra e dalle botte…non pensavo che una donna manager in carriera, a Milano, potesse arrivare così in “basso”!! Carmine non era da meno del rumeno, mi scopava da dio…mi sentivo sconvolta da quel cazzone siciliano che entrava e usciva da me…mi teneva ferma per i fianchi, mi infilava anche il ditone nel culo senza tanti complimenti, godeva come un porco…ed io anche! Igor mi controllava a vista, continuava a bere birra come una spugna e rideva, toccandosi l’uccello, poi si avvicinò e me lo rimise in bocca, lo succhiai sentendomi riempita avanti e indietro come una prostituta in calore! Strano, ma in quei momenti pensai anche a mio marito, se fosse stato presente…cosa avrebbe fatto?
Carmine mi scopava con ritmo, poi mi sputò nel culo come un porco, infilandomi la saliva dentro col ditone, mi prese il panico, immaginavo già il seguito…sfilò il membro dalla fica e l’appoggiò sull’ano iniziando a spingerlo dentro senza remore…l'enorme glande mi spaccò in due, il dolore mi fece impazzire ma appena iniziò a incularmi per bene mi passò tutto e la mia elasticità anale mi regalò un indicibile sconvolgimento!
Igor intanto si godeva il mio pompino, cercavo di allontanarlo per mantenere un certo “distacco” ma ovviamente mi afferrava per i capelli e mi riportava ai miei doveri di donna violentata! Mi sentii eccezionalmente femmina...
Carmine venne quasi subito dopo, nel culo, un fremito lo sconvolse…mugugnò qualcosa…mi allagò lo sfintere del suo seme. Igor grugniva di piacere, il suo pene era enorme, la cappella mi riempiva la mia boccuccia, i suoi testicoli erano giganti e li strizzavo quasi per vendetta ma in realtà gli davo ancora più piacere, al bastardo rumeno!
Ma anche lui non resistette molto di più, una violenta schizzata di sperma mi invase la bocca, lui mi obbligò a tenermela dentro, era acida e sapeva di birra…ma era tanta e calda!
I due facchini mi lasciarono andare, finalmente, si gettarono sul divano mezzi nudi, sudati e sporchi, guardandomi con aria di disprezzo come una vacca al mercato del paese, sfruttata e venduta a metà prezzo. Mi sentivo sporca, stuprata ma…felice. Non ero mai stata “usata” in quel modo da due sconosciuti, fu un’esperienza molto coinvolgente.
Si diedero una lavata alla peggio, si rimisero le loro tute da operai e andarono via, dandomi un bacio in bocca che sapeva orrendamente di birra e alito marcio...
Mi feci una bella doccia, mi rilassai sul letto masturbandomi, arrivando subito all'orgasmo ripensando al pomeriggio hard...poi telefonai al mio dolce maritino, raccontandogli della giornata di lavoro.
Inutile dire che il giorno dopo, appena rientrai dall’azienda a casa e trovando i due stessi facchini intenti a montare i mobili, mi feci scopare un’altra volta, con la loro stupenda animalità, sempre ubriachi di birra, dandogli la virile impressione di avermi violentata ancora una volta.
Al termine del loro lavoro e prima di salutarmi di nuovo, per alleviare la loro fiatella di birra, gli offrii delle caramelle alla menta…

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