Erotici Racconti

Le riflessioni erotiche di Sandra. Il primo uomo.

Scritto da , il 2018-06-22, genere etero

Questo racconto nasce da una discussione durante la quale esistevano varie opinioni relativamente al fatto di poter o no amare più di una persona, io naturalmente asserivo di si, sia per convinzione personale ma anche perché conoscevo la storia di Sandra che ora vado a raccontarvi...


Sandra...

Ho passato tutto il pomeriggio assieme a Rossella, lei è la mia unica vera amica, poveretta… è nei guai!
Si è innamorata di un altro uomo, molto più vecchio di lei, però vorrebbe anche continuare con il ragazzo con il quale convive…
Mi chiede consiglio, le dico che se se la sente che provi a tenersi tutti e due!
Tituba, dice che non ne è capace, che non se la sente di tirare a lungo queste cose.
Quando se ne va, mi trovo a riflettere su quanto siamo differenti e come affrontiamo in maniera diversa le varie situazioni della vita.
Per esempio, io ho ventiquattro anni, sto facendo la tesi e lavoricchio, sono felice e innamorata follemente del mio ragazzo, e…
Naturale direte voi che tu sia felice, giovane e innamorata, cosa ti manca?

Non avete capito, lasciatemi finire, e...
...se vi dico che contemporaneamente frequento e sono innamorata di altri due uomini?
Dite che non è possibile?
Che non è vero amore?
Non lo so…
Certo ognuno dei tre rapporti ha caratteristiche diverse, so solo che se dovessi rinunciare a uno qualunque dei tre soffrirei molto.
Pensate che forse uno o più rapporti sia di tipo amicizia amorosa o qualcosa del genere?
Sbagliato!
In tutti e tre il sesso c’entra e come!
Come faccio a gestire il tutto?
Si può fare...
Si può fare!
Pensate che mi succede, certi giorni, di scopare con tutti e tre.
No, non assieme, cosa avete capito?
Si… lo so! Lo avete creduto ma è perché siete dei maiali!
Non che mi dispiacerebbe, ma non è proprio possibile…
No, li scopo uno alla volta!
Ora volete saperne di più, va bene…
Ma lasciatemi raccontare a modo mio, allora… per prima cosa chi sono… loro.
Li descrivo in ordine di entrata in scena, non per ordine d’importanza.
Pazientate, il preludio sarà un po’ lunghetto!

Il primo:
Il mio primo uomo, mi ha sverginata quando avevo… anni… e da allora il nostro rapporto continua….

Non ho conosciuto il mio vero padre, mia madre dice che è morto mentre lei era incinta di me, non le ho mai creduto!
Comunque la mia prima infanzia è stata infelice, a causa del suo lavoro che la costringeva a frequenti viaggi, mi lasciava in deposito… per così dire, a famiglie che mi accudivano durante la sua assenza, delle volte bene, altre volte in maniera pessima.
I soldi non mancavano, il suo lavoro le rende, oggi come allora, molto bene, cura gli acquisti per una catena di negozi di abbigliamento ed era, anzi lo è ancora, una donna molto intraprendente, positiva e anticonvenzionale.
Quando avevo intorno ai ... anni, cominciò a frequentare un uomo, che venne più tardi ad abitare con noi. Un anno dopo si sposarono, lui non mi adottò legalmente, né lo fece in seguito. All'inizio ero molto gelosa, ma passando il tempo mi abituai…
Passarono degli anni, entrai nel periodo della piena adolescenza e cominciai ad avere le prime curiosità di sesso e i primi stimoli erotici, in casa i miei genitori avevano un atteggiamento molto disinibito, mia madre da sempre girava nuda o seminuda e io la imitavo. Le porte dei bagni non avevano chiave e capitava che qualcuno entrasse mentre ci si lavava o anche mentre si faceva i bisogni corporali. Lui... mio padre, comunque lo chiamo così, si era adattato con il tempo al nostro modo di comportarci. Nel periodo che mi cominciarono a nascere le prime curiosità e stimoli, presi a esaminarli, studiavo mia madre, il suo seno, era tanto grosso che l’invidiavo, grosso e sostenuto, poi cercavo di vederle l’inguine, la fessura della vagina che si indovinava sotto il folto pelo nero. Mi comparavo a lei e soffrivo per la mia magrezza e per la mancanza di seno. Naturalmente mi interessava anche mio padre, spesso riuscivo a intravedere il suo pene a riposo che gli ballonzolava mentre camminava.
Un giorno mi successe di assistere ad un loro amplesso, fino a qual momento avevo solo sentito i loro gemiti e gridolini mentre scopavano, rumori che dapprima mi infastidivano ma che finirono poi per incuriosirmi, loro lo facevano spesso e non si curavano molto di me. Quella notte andando in bagno, passai davanti alla porta della loro camera socchiusa, era illuminata mentre il corridoio era al buio, curiosa come una gatta mi misi in modo da vedere l’interno. Mia madre era in ginocchio a gambe larghe sul bordo del letto chinata in avanti con la testa abbassata, mentre mio padre le aveva infilato il suo affare fra le gambe e lo spingeva e lo ritraeva con forza. Ambedue gemevano dal piacere, mi causarono una forte eccitazione, tanto che presi a toccarmi, certo… già conoscevo la pratica della masturbazione, alla quale mi applicavo con una certa assiduità, ma la loro vista mi fece capire che esisteva ben altro per godere appieno! Mi impressionava il pene quando lo ritraeva completamente prima di reintrodurlo nuovamente, appariva bagnato e lucido degli umori di lei, mi sembrò allora di dimensioni eccezionali, tanto grosso e lungo, poi con il tempo ebbi modo di fare comparazioni con altri ben più consistenti…
Quella scopata, spiata dalla porta socchiusa, fu il giro di boa per la mia vita sessuale, presi a spiarli e spesso riuscivo ad assistere ai loro amplessi, posso dire che imparai molto da loro, in quel periodo non pensavo ad altro che al sesso ed ad accarezzarmi il clitoride più volte al giorno. Il mio rendimento scolastico, fino ad allora eccellente, cominciò a scendere fino a diventare mediocre. Altro cambiamento, cominciavo a crescere nel senso giusto, il seno diventava sempre più pieno e consistente, il sedere si arrotondava, crescevo in statura e peso. Circolava voce fra noi ragazze che strofinandosi la micia con costanza si contribuiva a far crescere le tette e tutte ci davamo dentro alla grande. E io ci credevo… visti i risultati!
In casa le cose cominciarono a non andare molto bene, mia madre e mio padre litigavano spesso, lui le rinfacciava i frequenti viaggi che faceva per il suo lavoro in compagnia di altri dirigenti dell’azienda, sospettava che si desse da fare con loro. Certo che era legittimo pensare che non fosse immune da peccati una così bella donna, disinibita e piuttosto “calda”!
Parlavano di una sua relazione con un certo Marco!
Comunque le loro discussioni il più delle volte finivano in camera da letto o in soggiorno o in corridoio in scopate furiose…
Appresi anche che mio padre era sterile, non poteva generare per via di un infezione sofferta anni prima e lei glielo rimproverava.
Io intanto andavo fiera del mio cambiamento, camminavo con il busto in fuori, in modo che tutti potessero vedere, le mie tette erano consistenti e spingevano in su due capezzoli puntuti, i ragazzi cominciarono a interessarsi a me e io a loro, qualche bacio, toccamenti, ma nessuno riusciva a sprigionare la scintilla che mi avrebbe fatto prender fuoco.
Quello che cercavo era in casa, rivedevo quel pene turgido e fremente ogni volta che mi toccavo, come avrei voluto accarezzarlo, baciarlo, leccarlo, mettermelo fra i seni, strofinarmelo sul clitoride e finalmente scoparmelo, farmelo entrare fino in fondo.
Mi accorsi che l’uomo di casa mi prestava ora un attenzione diversa, io continuavo a girare come di solito nuda o scarsamente coperta e sentivo i suoi occhi seguirmi, fermarsi sul mio culetto, sui seni e fra le cosce e ne ero contenta e spingevo le cose sempre oltre.

Finalmente un giorno accadde!

Mia madre assente come al solito, è il giorno del mio ... compleanno, lui, mio padre, ricordate vero che lo chiamo così ma non lo è, e io organizziamo una festicciola, torta e spumante, un regalo.
Bevo un bicchiere, poi un altro e in testa cominciano a frullarmi delle idee, si… ho voglia di lui!
Mi fa ballare e comincia a farmi dei complimenti, si strofina, mi stringe e ho modo di apprezzare la sua virilità, di sentire quel grosso tubo duro sul ventre. Mi bagno fra le gambe in una maniera incredibile. Lui ha un attimo d’esitazione, forse pensa alle conseguenze e si ritrae. Mi lascia e si siede sul divano. Ma non resiste a lungo e mi chiama vicino a sé.
Mi accarezza i capelli, la testa.

“Ora sei veramente una donna, come sei cresciuta… sei uno splendore…!”.

Lo lascio fare e lui si butta…

“E che bel seno che hai… fammelo toccare…”.

Comincia a passarmi le mani sul petto, le stringe a coppa sulle mammelle.
Lo incoraggio, metto le mie mani sopra le sue e lo invito a palparmi più decisamente, mi strizza i capezzoli, io chiudo gli occhi e mi abbandono con la testa all'indietro, adesso capisce che può farmi tutto quello che vuole.
Mi passa la lingua sulle labbra, le apro in modo che possa baciarmi a fondo.
Gli piace succhiare la mia lingua… la infilo più che posso nella sua bocca!
Mi mette la mano fra le cosce… le apro per facilitargli l’opera, mi accarezza sopra le mutandine, si accorge che sono fradicia di umori vaginali, sposta le mutandine e arriva alla mia femminilità facendomi fare un sobbalzo, mi accarezza il clitoride inturgidito, sono preda di un breve orgasmo.

“Fatti vedere…”.

Mi tolgo il vestitino indossato per l’occasione e le mutandine, mi siedo accanto a lui sul divano, stendo le gambe in avanti, alzo le braccia come per stirarmi e le mie tette svettano, apro le gambe, fra il folto pelo si intravvede il taglio della vagina, lui mi guarda con gli occhi di fuoco.

“Fammi vedere meglio…, mettiti così…”.

Mi sistema sul divano, la schiena contro il bracciolo, le gambe verso di lui, mi distendo fino a toccarlo, mi fa divaricare ancora di più le gambe… una sullo schienale l’altra piegata con il piede a terra, sono completamente a sua disposizione.
Sono brilla… e l’alcool ha fatto sparire le mie poche inibizioni.

“Toccati…”.

Chiudo gli occhi, con due dita me la apro e con il medio dell’altra mano comincio a toccarmi, il clitoride è talmente turgido che sporge dal suo cappuccio, socchiudo gli occhi e fra le lunghe ciglia guardo la sua reazione.
Non serve che lo provochi ulteriormente, sento le sue mani toccarmi, un brivido di piacere mi scuote, le sue dita si uniscono alle mie per darmi piacere.
Si inginocchia ai piedi del divano… mi prende e mi sistema davanti a lui, mette la sua testa fra le gambe e sento la sua lingua frugarmi. Quando tocca il clitoride salto come un grillo, mi lecca tutta e poi si sofferma sul mio bottoncino, subito un altro breve orgasmo, lui insiste, sento le sue dita toccare e infilarsi nella mia vagina, tocca l’ostacolo del mio imene e si ferma, segue la fenditura fra le natiche e mi accarezza il buchetto, poi le sue dita sono di nuovo all'imbocco della vagina, mentre la lingua insiste sul clitoride.
Ora lo sento arrivare… l’orgasmo, lungo e potente, una cosa mai provata prima, prendo a tremare e gemo per il piacere intenso che provo, scuoto la testa da una parte all'altra, l’orgasmo scema lentamente… e mi lascia vuota e inanimata come una bambola di pezza.
Il clitoride è diventato immensamente sensibile, non sopporto più la sua lingua e stacco la sua faccia dal mio ventre.
Attende paziente che mi riprenda, il respiro mi si normalizza, ora mi chiede di dedicarmi al suo piacere, prendo in mano per la prima volta il suo pene, lo studio mentre lo accarezzo, come è duro e caldo e la sua cappella quanto è liscia, l’asta è tutta solcata da grosse vene in rilievo, passo la mano con delicatezza sui suoi coglioni, sembrano due castagne, lo meno, prendo a coprire e scoprire la sua cappella congestionata, sempre più in fretta…
Si appoggia allo schienale e allunga le gambe, come mi piace menarlo! Come è grosso!
Ha gli occhi chiusi, si sta godendo della masturbazione che gli sto facendo, la sua mano mi accarezza…

“Baciamelo…!”.

Si…! Non vedo l’ora di obbedire!
Mentre con la mano gli tengo la base dell’asta menandolo dolcemente, prendo a baciarlo, lo bacio e lo lecco, prima il glande, lo bagno con la saliva tanto da renderlo lucido, lecco l’asta fino alle palle, poi ritorno su, cerco di prenderlo in bocca, quanto è grosso! Devo aprire bene la bocca per inserirmelo…

“Brava, bagnamelo bene con la saliva e non devi farmi sentire i denti, si, così… sei molto brava…”.

L’altra sua mano mi si appoggia sulla testa e prende a indicarmi i movimenti, lo bagno e me inserisco ancora un po’, poi fuori, lo lavoro con lingua e nuovamente dentro ancora un po’ di più, sento la sua eccitazione crescere, forse è la situazione particolare e non la mia bravura che lo fa venire velocemente, comincia ad eiaculare quando ancora lo tengo in bocca, mi levo… e ricevo i suoi schizzi caldi sulla faccia, per la prima volta assaggio il sapore dello sperma, è forte, sa un po’ da… non lo so… però mi piace…! Mi piace far godere il mio uomo con la bocca e riceverne il suo succo.
Continuo a menarlo e leccarlo, sento che perde la sua durezza, pur restando delle stesse dimensioni…
Suona il cellulare, maledico quest’aggeggio che mi costringe ad allontanarmi mentre corro a prenderlo, è la mamma!

“Ciao piccolina, tanti auguri…!”.
“Grazie mamma…”.
“Mi dispiace di non essere a casa per la tua festa, purtroppo questo maledetto lavoro, ma ti ho preso un regalo fantastico…”.
“Dispiace anche a me…”.
“Avete festeggiato…? Tu e il papà…?”.

Altroché! Penso e il meglio deve ancora venire…!

“Si… torta e perfino spumante, peccato che non ci sei…”.
“Facciamo qualcosa anche al mio ritorno, ora devo andare, salutami papà”.

Riattacca…
Si, te lo saluto, ribatto mentalmente e tu salutami Marco… o chi è il tuo amico che ti scopa stasera!
Mi dedico nuovamente a lui, con la mano ho ripreso a lavorarlo mentre parlavo… e ora è di nuovo in tiro.

“Era la mamma…”.

Ho una voglia pazzesca di sentirlo dentro, di sentirlo entrare e arrivarmi fino in fondo… e voglio essere io a dirigere l’operazione!
E’ sempre seduto sul divano con le gambe distese davanti a sé, lo scavalco con una gamba mostrandoli la schiena, mi abbasso sul suo ventre, prendo il cazzo con una mano e lo posiziono, sono così bagnata che non faccio difficoltà ad inserirmelo, mi abbasso ancora e lo sento premere contro l'imene, mi abbasso, un dolore forte… brevissimo, ed è dentro, aspetto un attimo, provo a farlo entrare di più… è sopportabile e presto subentra solo il piacere e allora comincio a cavalcarlo, lo sento arrivare fino in cima e arriva l’orgasmo e via… ancora qualche attimo, su e giù… e ritorna e va e ancora e ancora, mi alzo e voglio prendere la posizione che aveva mia madre la prima volta che li vidi scopare, mi metto in ginocchio sul divano e apro bene le gambe, lui si alza e mi si posiziona dietro, cerca… e mi penetra, nuovamente un breve attimo doloroso, mi prende per i fianchi e via… con la musica, prima un lento, poi il ritmo accelera, ora un hard rock, poi nuovamente un lento, ora… una lambada, poi di nuovo rock.
Gli orgasmi si susseguono, basta… per favore, un po’ di riposo!
Si irrigidisce, il bacino vibra mentre urla il suo piacere e sento il suo sperma dentro la vagina. Ancora dei colpi potenti fino a penetrarmi a fondo e poi si toglie e si accascia sul divano, mi stendo anch'io.
Ansima:

“Non devi avere paura di restare incinta…”.

Mi porta in bagno e mi lava, poi sul letto…
E’ instancabile…!
Verificherò con il tempo che è capace di avere anche due o tre erezioni consecutive!
Mi scopa ancora due volte prima di lasciarmi dormire, la fica mi brucia tremendamente.
La mattina decidiamo che per quel giorno lui non andrà in ufficio né io a scuola, scopiamo tutto il giorno, mi insegna posizioni e come farlo godere.
Nei momenti di riposo parliamo, naturalmente… la mamma non deve sapere niente, ci mettiamo d’accordo per il futuro, nessuna gelosia, tutto continua come prima, scopiamo solo quando mia madre è assente.
Invece in realtà… approfitteremo anche di tutte le volte che prende un sonnifero per dormire, e quelle scopate sono le più eccitanti.
Gli piacciono i miei pompini e a me piace dargli piacere così, mi piace farlo venire nella mia bocca, con il tempo sono diventata una vera esperta! Mi fa inginocchiare sul divano appoggiata alle braccia, mi prende la testa con le mani e mi scopa in bocca… e io ingoio.
Come mi piace!

Questo è il mio primo innamorato, dice che ho salvato il suo matrimonio, prima che iniziassimo era intenzionato a lasciare mia madre per i suoi continui tradimenti, ora gli va bene così.
Mia madre? Io sono convinta che lo sa… o quanto meno lo sospetta, tace per il quieto vivere e perché così può fare i suoi comodi e tenersi suo marito.

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