Erotici Racconti

Un marito meraviglioso cap.4

Scritto da , il 2018-05-26, genere tradimenti


Trovavo quella situazione alquanto imbarazzante e,se anche l'idea di andare in quel locale era stato di mio marito e del suo amico,non riuscivo a rilassarmi e liberarmi da quel senso di agitazione che pervadeva il mio corpo e la mia mente.

"Sapeva mio marito in quale genere di locale lo avrebbe portato il suo amico?

E poi....con le rispettive mogli?"

Era il pensiero che continuava a frullarmi nella mente mentre cameriere semisvestite e ragazzi dalle tute leggere ed attillatissime ci servivano a tavola.

Tutte le forme maschili e femminili di quei giovani addetti al servizio tra i quali ve ne erano alcuni di colore,erano messe ben in mostra dall'aderenza dei leggeri vestiti e dalla generosità e consistenza degli stessi procaci e virili corpi.

Una gradevole musica di sottofondo alleggeriva la crudezza dell'atmosfera.

Di tanto in tanto veniva il proprietario del locale per accertarsi che tutto andasse per il meglio nella qualità del cibo e del servizio.

Immancabilmente,le sue ammiccanti occhiate mi procuravano un'accelerazione dei battiti del cuore.

Lusingata poi dallo scorrere voglioso dei suoi occhi sul mio corpo,mi rilassavo e riprendevo a conversare con mio marito ed i nostri commensali.

Eravamo al gelato quando un signore si era avvicinato al nostro tavolo per invitare l'altra signora a ballare.

Nell'ampia pista in penombra,vi erano già altre coppie impegnate in un ballo lento.

L'uomo incurante dei nostri sguardi e della presenza del marito,si era legato a lei in un abbraccio forte e con le mani sotto la minigonna la stringeva per i glutei.

Lei teneva il capo abbandonato a sinistra mentre lui con le labbra congiunte alle sue le ravanava la bocca con la lingua.

Mentre eravamo tutti presi a goderci quel ballo così sensuale,una voce aveva destato la nostra attenzione:

-Buona sera ingegnere....anche lei qui?!-

-Ciao Carlo...come mai anche tu qui?-

-Ma sa ingegnere vivo da solo e a volte per ingannare la solitudine e divertirmi un po' vengo qui.....ma lei piuttosto...-

Alla vista di quell'uomo ero saltata sulla sedia.

Era lui la persona che mi aveva portata in quel locale il giorno dell'inaugurazione ed era stato uno di quelli coi quali avevo intrattenuto una relazione per alcuni mesi.

In quel momento credevo di morire.

Sentivo il viso avvampato di calore mentre tutto il corpo era preda di un tremore che non riuscivo a controllare.

Mentre annaspavo nel tentativo di contenere il mio disagio,mi marito gli aveva risposto:

-Sono qui con mia moglie e degli amici.-

A quelle presentazioni così informali,io avevo risposto con una specie di sorriso mentre lui aveva accennato un lieve inchino.

-Ma Carlo se sei solo,prenditi una sedia e unisciti a noi.-

Carlo si era seduto accanto a me e,fingendo di non conoscerci,abbiamo abbozzato delle banalissime frasi di convenevoli mentre mio marito si prodigava nel tentativo di sciogliere il ghiaccio.

Ero distrutta!

Avevo bisogno di bere qualcosa di forte e contrariamente alle mie abitudini avevo ordinato un Whisky subito imitato da Carlo che per la cronaca era un collega geometra dell'ufficio di mio marito.

Quel liquore mi aveva subito fatto effetto e quando mio marito mi aveva invitato a ballare con Carlo,avevo accettato superando d'un sol colpo ogni timore ed ogni inibizione.

Sulla pista non ci siamo scambiati una parola e dopo alcuni passi di danza in cui ci siamo tenuti coi corpi distanti,lui mi aveva stretta a se facendomi sentire tra le gambe la verga che ben conoscevo.

Era dura e già spingeva come a volermi penetrare.

Tra le cosce ero già un lago ed incurante della presenza di mio marito,avevo dischiuso le labbra e mi ero offerta al suo conturbante bacio alla francese.

Le nostre lingue si sono scatenate in una vorticosa e umida danza mentre i nostri corpi avvinghiati in una potente ma impossibile ricerca di compenetrazione,vibravano e scivolavano sulla pista con una estenuante lentezza.

-Mi sta scoppiando....se non faccio qualcosa mi si strappano i pantaloni!-

Mi aveva sussurrato mentre con la lingua esplorava il mio orecchio.

-Io sono un lago e se non faccio qualcosa,bagno tutta la pista.-

Gli avevo risposto ansimando e mordendogli il labbro inferiore.

Scivolando lentamente,abbiamo abbandonato la pista e ci siamo diretti nel posto più vicino per dare sfogo alla nostra incontenibile urgenza.

Dietro un separé in un angolo buio lontano dai tavoli,vi era un divano sul quale mi ero seduta mentre lui sfoderava l'inquieto arnese.

Gocciolava come se fosse già venuto ed io,riconoscendone l'odore ed il sapore,mi ero attaccata come a volermi dissetare da una tiepida e gustosa cannella.

Dopo averlo ben succhiato e reso duro e teso come una clava,mi ero appoggiata col busto sul cuscino del divano e lui,dopo avermi abbassato i pantaloni e il perizoma,mi aveva chiavata facendomi godere due volte prima di scaricarmi dentro i suoi bollenti zampilli di sborra.

Segue

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