La suocera della mia ragazza

Scritto da , il 2011-03-30, genere etero

Ionella rientra a casa sua ed io mi faccio le mie quattro cinque ore di sonno. Mi sveglio e mi duole la testa. Resto fuori in veranda malgrado faccia freddo per rischiararmi le idee. La relazione con Ionella mi fa piacere ma devo pensarci bene perche' lei ha anche tre bambini ed una suocera da cui non si puo' certo separare. A 67 anni e' un po' dura occuparsi di tre bambini uno dei quali ancora all'asilo di una donna giovane e sessualmente esigente e di una suocera che conosco appena. Anzi, eccola la suocera che arriva trascinandosi dietro un carretto. Mi saluta ed io ne approfitto per chiederle dove sta andando. Va al mulino per macinare il sacco di granoturco che si trascina dietro. La invito a fermarsi al ritorno per bere un caffe' e contrariamente a quanto avevo previsto accetta. In fondo lei e' al corrente della mia relazione colla nuora e preferisco essere amico anche con lei. Quando entra in casa per bere il caffe' decido di parlare chiaro e visto che mi costera' qualcosa voglio mettere bene in chiaro le mie cose. Si guarda in giro curiosa dello chalet tutto in legno e coi climatizzatori al posto della stufa. Guarda ammirata e sgrana gli occhi quando apro la credenza e porgendole una sporta la invito a riempirla di riso di pasta di farina zucchero melenzane sott'olio peperoni un pacco di sale e delle confezioni di concentrato di pomodoro. Sembra ebete cogli occhi sgranati e non si risolve a raccattare alcunche'. Devo scuoterla e solo allora arraffa quanto piu' puo' e ripone la sporta vicino all'uscio di casa. Mi fa tenerezza e le assicuro che la mia credenza e' sempre aperta e quando ha bisogno di qualcosa non deve fare altro che venire e servirsi. Non sono ricco ma mi piace dividere il poco che ho con chi ne ha meno di me e, detto tra noi, do' per avere, devo pur farmi perdonare il fatto di aver allontanata da suo figlio la moglie. - Sei molto gentile e Dio te ne rendera' merito. - Non scomodare il tuo Dio, a me basta essere amico della tua famiglia. - Ionella e' gia' tua amica. - Voglio che lo sia anche tu. Soprattutto tu. Anzi, ti preparo qualcosa da mangiare per suggellare la nostra amicizia. - Ionella si preoccupa non vedendomi rientrare. - Ionella sa che sei qui, non ti preoccupare e rilassati. Doina si siede accanto al tavolo e mi guarda trafficare ai fornelli mentre le friggo delle uova al tegamino con dei wurstel. Devo dire che in Romania vige la pessima abitudine che ognuno mangia quando ha fame non tenendo conto di nessun programma non aspettando nessun marito o moglie o figlio che sia. Neanche nei giorni di festa la famiglia si riunisce per mangiare, ognuno mangia quando e se ha fame. Capita che il marito mangia alle undici la moglie alle dodici ed i figli alle tre. Questo e' stato motivo di attrito colla mia ormai ex moglie. E questo e' motivo di discussione quando un amico mi viene a trovare e vuole mangiare fuori dall'orario canonico che io rispetto. Con Doina il caso e' diverso e comunque non mangio assieme a lei, risultando strano ai suoi occhi. Anzi, la ossevo con calma. Doina ha 59 anni, l'unico figlio e' morto da poco e una ventina di anni fa e' rimasta vedova del marito deceduto in un incidente di lavoro. Lo Stato le passa 50 euro di pensione al mese che bastano si e no a comprare il sale per mangiare. E' povera, come tante altre donnine che hanno lavorato in casa o nei campi. Ho rispetto per questa donna sul cui viso pieno di rughe rifulge la dignita' di una donna che non ha mai venduto il corpo e non ha mai ceduto a richieste di prestazioni sessuali in cambio di una cena. Nel viso rugoso si legge la dignita' dell'onore ed e' persino eccitante pensare che non e' mai stata toccata da nessun uomo dopo suo marito. Le carezzo la testa coi capelli bianchi ed il viso quando lo volge verso di me. I suoi capelli bianchi, anzi cinerini, sono sale e pepe credo si dica. Minghia sono eccitato. Allungo il maglione per coprire l'erezione e mi scopro piu' porco di quanto pensassi. Sono davvero un depravato e non rispetto nulla e nessuno. Doina mangia ed io penso a come e' la sua fica coperta di peli sale e pepe. Una fica mai ravanata da un paio di decenni. Dopo tuo marito non hai conosciuto mai un uomo? La domanda e' un pensiero ad alta voce e mi e' sfuggito senza che lo volessi. - Avevo un figlio da crescere e la poverta' non permette di pensare ad altro. - Ma una volta Mariano grande potevi benissino guardarti attorno. - E chi vuoi che ti prenda quando sei povera hai un figlio e cominci ad invecchiare? . E Ionella allora che di figli ne ha tre? - Ionella ha trovato te. Sei molto buono ed altruista. - Non credo che sia per questo. Per avere una relazione bisogna prima di tutto accettare la proposta. - Ionella e' bella. - Anche tu sei stata bella e lo sei ancora adesso. - Ehhhhhhhhh, beve il bicchiere di vino che le ho riempito e le brillano gli occhi di riconoscenza. E' da un po' che sto osservando questa donna minuta, magra, anche troppo, i capelli grigi raccolti sulla testa e schiacciati come per nasconderli il seno appena abbozzato sotto il maglione e la gonna che si ostina a tirare temendo di scoprire troppo le ginocchia ossute. - Perche' ti butti giu'? Sei ancora una bella donna.... - Ehhhhhh. - Non mi credi? Io ti trovo eccitante. - Io ho bevuto il vino e tu ti sei ubriacato. E invece io sono eccitato davvero, penso alla sua fica ritornata vergine per la mancanza d'uso, penso alle volte che si e' toccata per placare le voglie, le stringo le spalle e le bacio la nuca. - Ma io sono vecchia.... - Ma se io sono piu' grande di te. Vecchia lo sei se ti senti vecchia. Sei una donna desiderabile e non vedo perche' devi martoriare le tue voglie. - Ma io non ho voglia. - Ne sei sicura? - Certo. Non voglio e non ho bisogno di nessun uomo. Sta seduta compunta sulla sedia, io da dietro l'abbraccio e mi approprio dei seni. Sono flosci inconsistenti senza vigore e forse proprio per questo il cazzo e' ancor piu' duro. Si lascia palpare, non da' segni di piacere ma neanche di fastidio. La prendo sotto le braccia e la costringo ad alzarsi. Una volta in piedi le spingo contro il bacino il mio inguine dove la patta fa bella mostra di se ma lei pare non accorgersi del mio desiderio e quando avvicino il viso al suo e la bacio accetta passivamente. Quasi sembra un'estranea e' distaccata e rsponde colla lingua umida e senza forza. Le metto una mano sul culo e la schiaccio contro di me per farle sentire il cazzo duro e solo allora la sento strusciarsi come per verificare se quella cosa dura sia davvero il mio cazzo. - Lo senti? Sei tu a farmelo venire cosi. - Ehhhhhhh. Il bacio e' piu' passionale e mi e' parso di sentirla gemere. E' lei a muovere la lingua memore dei tempi di quando era giovane bella e focosa. Le sollevo il maglione e metto a nudo due tette flosce simili a borracce vuote ma eccitanti come mai. I capezzoli neri e duri sono grossi e mi accingo a succhiarli, lei mi invita a fermarmi mentre spinge i seni nella mia bocca. Non c'e' che dire, la donna e' femmina sempre, da quando nasce a quando muore. Il sesso e' bello a qualunque eta', la donna e' condannata ad essere bella per piacere mentre noi maschietti non abbiamo questo problema. Le prendo una mano e l'avvolgo attorno al cazzo che ho tirato fuori e la poverina arrossisce e sgrana gli occhi. - Succhiamelo, dai, fammi godere. Doina mi guarda e continuando a massaggiarmi il cazzo non batte ciglio. La mia richiesta l'ha scombussolata. In Romania solo le prostitute fanno i pompini, una moglie mai lo fara' ed il marito mai lo chiedera'. Io l'ho spiazzata. - Dai prendilo in bocca e succhia. Cerco di abbassarle la testa all'altezza adatta. Ha le lacrime agli occhi. Mi chiede: - Ionella l'ha fatto? - Certo e per lunghe ore. Si abbassa afferra il cazzo alla base e mentre lo imbocca la sento sospirare: - Che puttana, dio mio che puttana, e succhia. Si vede che e' novizia, mi riga l'asta coi denti. Per un paio di volte lo devo estrarre e spiegarle come fare per non ferirmi. La faccio sedere sul divano ed io in piedi le insegno a fare un pompino. Mi ci vuole tempo e pazienza ed alla fine le inondo la bocca. Lei fa uno scatto per sputarlo fuori ma io che ero preparato le trattengo la testa e la costringo ad ingoiare. Tossisce bestemmia mi ingiuria e sputa per terra. Ma quando glielo infilo ancora per pulirlo lo accetta e mi sorride mentre lo lecca. Inizia cosi una strana relazione fatta piu' per rivalsa per competizione che per passione e mi divido cosi tra la nuora e la suocera ospitandole a turno nel mio letto con completa e reciproca soddisfazione. Devo confessare comunque che non e' mio il merito di portare a letto queste due signore ma devo tutto alla potenza del danaro e della credenza piena di cibarie. Non m'illudo certo di essere cosi bello da far girare la testa alle donne interessate solo al mio lato economico e ben poco a quello sessuale. Ma al mio cazzo va bene cosi e finche' dura ne approfitto.

Questo racconto di è stato letto 1 1 2 1 9 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.