La scala buia

Scritto da , il 2011-07-25, genere incesti

Di solito capitava che il sabato sera Vittorio veniva a farci visita dopo cena e passata qualche ora a chiacchierare con mia madre tornava a casa sua e mentre io andavo a dormire mia madre finiva il suo lavoro in cucina, sparecchiava risciacquava faceva persino il bucato. Una sera, ripeto come al solito, Vittorio ci saluta e scesa la rampa di scale al buio apre il portone e lo sbatte dietro le spalle segno che e' uscito in strada. Mia madre entrando in bagno mi invita a spegnere la luce della cucina e mettermi a letto. Spengo l'interruttore posto in cima alla scala che porta al portone e per caso lancio un'occhiata in fondo alla scala. Nel buio denso vedo la piccola luce creata dalla brace della sigaretta che illumina la pelle lucida di una capocchia di cazzo eretto. Guardo meglio e mi rendo conto che protetto dal buio Vittorio massaggia il cazzo in tiro e lo tiene pronto per fottere mia madre. Si vede distintamente brillare la capocchia tesa e la mano che carezza l'asta. E' evidentemente eccitato pensando alla fica che mamma sta lavando in bagno e che presto infilera' col bastone ritto che tiene in mano. Una ridda di pensieri mi impedisce di muovermi. Ho ancora la mano appoggiata sull'interruttore e mi sto chiedendo cosa fare: lancio una secchiata d'acqua per spegnere quello che ritengo un inizio d'incendio? o grido a Vittorio di risalire, tanto so benissimo che e' amante di mia madre? o rimprovero mia madre di avermi ingannato facendomi credere che Vittorio uscisse di casa per riceverlo mentre io ignaro la aspetto per addormentarmi abbracciato con lei? o lancio un coltello affilato sperando di ferirlo ma non trovo nessuna giustificazione a tale gesto? o scendo le scale al buio e gli faccio un pompino come faccio con lo zio Ettore quando mi porta con lui in campagna? In effetti Vittorio e' portatore sano di un cazzo speciale, e' un meraviglioso cazzo dalla pelle scura quasi nera, curvo allinsu' al punto che una volta agganciato la vagina di una donna sara' difficile slamarla. Grosso e' grosso, ed anche lungo e la cappella gonfia. E proprio perche' oggettivamente e' un cazzo speciale che perdono mia madre di aver sempre voglia di ospitarlo. In fondo anche mia madre e' donna, e come tutte le donne ha voglia anche lei di sentirsi femmina sotto le carezze di un maschio, meglio se cazzuto. Con un moto di invidia piu' che di gelosia vado in camera dove mi spoglio e mi metto a letto. Dopo qualche minuto mia madre con indosso la solita camicia corta di cotone scollata e con lo spacco laterale mi raggiunge e mentre mi rimbocca le coperte le afferro un seno che tracima dalla scollatura e le succhio un capezzolo che non tarda ad inturgidirsi. - Cosa fai, stupido? Penso al cazzo grosso ricurvo che l'aspetta e mi vien voglia di dirle che anche io sarei in grado di farla godere anche se il mio non e' grosso come quello. - Ti voglio bene....voglio dormire abbracciato con te... Le brillano gli occhi e la voce le trema non certo per le mie parole. So benissimo a cosa sta pensando mentre mi promette che appena finito il lavoro lasciato in cucina mi raggiunge e mi terra' stretto sul seno per farmi addormentare. Fa per sollevarsi ma io le tiro fuori entrambi i seni e mentre ci gioco le sussurro che e' la mamma piu' bella del mondo. - E tu sei il figlio piu' porcello del mondo. Ma sei mio figlio ed io ti voglio bene. La conosco bene, e' sensibile ai complimenti e benche' provengano dal proprio figlio sono certo che si e' bagnata. Finalmente si accorge dal lenzuolo sollevato che sono eccitato e dandomi un buffetto sulla capocchia mi lascia promettendomi che se saro' saggio avro' un regalo. Rimette a posto i seni richiude la porta alle spalle e dopo qualche minuto eccomi a piedi nudi spiare in cucina, vedo come in un film erotico lei che trascina nel centro del locale una vecchia madia per il pane da cui trae un cuscino ed una coperta che spiega sul coperchio formando un'alcova. Vittorio ha lasciato scivolare ai piedi i pantaloni e continua a scapocchiare il cazzo in piena luce in attesa che mamma prepari il talamo. Eccola la femmina che si accoccola davanti al maschio e gli rende l'omaggio che gli e' dovuto solo perche' possiede il bastone del piacere lo scettro del comando. Il grosso cazzo viene risucchiato nella bocca che tante volte mi ha baciato. Vittorio le sfila la camicia dalla testa e le affonda il cazzo in gola trattenendola con forza mentre lei cerca di sputarlo fuori. Quando e' Vittorio ad allontanarsi e' lei a rincorrerlo e succhiare il cazzo fino in gola. Io so quanto puttana e' mia madre e quanto le piaccia essere chiavata in bocca. Ama ripetere che un pompino non si nega a nessuno sempre che ne valga la pena, ed il cazzo di Vittorio e' uno di quei che il pompino lo ispirano. Anche a me piacerebbe succhiarlo. Vittorio solleva mia madre per le ascelle la fa sedere sul bordo della madia le si inginocchia davanti ed affonda il volto tra le ginocchia aperte. La testa indietro gli occhi chiusi le labbra socchiuse strizza i seni mentre lo slurp slurp della lingua dell'uomo che si disseta alla fonte della vita mi giunge e mi eccita da morire. Il viso dell'uomo luccica impiastricciato dell'umore che ha appena bevuto alla fredda luce al neon della cucina quando la bacia in bocca e chino cerca di infilarle in fica il grosso bastone sulla cui capocchia brilla una goccia del desiderio. Mia madre lo accoglie e lo avvince serrandogli i fianchi con le caviglie. Sta godendo la troia e non fa nulla per nascondere l'orgasmo. Vittorio ritrae il culo ed estrae il cazzo per affondarlo di colpo e mamma lancia un gridolino di piacere mentre il tonfo dei coglioni contro il buco del culo mi assicura che il ventre e' occupato. Che mia madre avesse un amante lo sapevo, che mamma si facesse chiavare dal suo amante lo sapevo ma vederla mentre fotte, sentirla gemere di piacere sotto le spinte dell'estraneo vederla smanettare per afferrare il cazzo e goderne della forma e della consistenza e' uno spettacolo erotico per certi versi e che spinge alla gelosia per altri. Geloso perche' un uomo estraneo alla famiglia la possiede, non e' il marito di mia madre non e' mio padre non ha nessun legame con noi se non il grosso cazzo che fa sbavare mia madre. E che mamma sbavi e' fuor di dubbio a sentire i suoi gemiti i suoi rantoli i suoi inviti a spingere con piu' forza e raggiungere piu' in fondo la sua femminilita'. Io ho un cazzo duro da record che puo' ben figurare con quello tanto piu' grosso che la sta inchiodando sulla madia del pane. Anche io sono in grado di farla sbavare se solo mi permettesse di fotterla. Purtroppo si limita a carezzarmi il cazzo duro, qualche volta lo scapocchia ridendo ed al massimo ne bacia la punta o gli da un buffetto quando ha la testa sollevata. Vittorio l'ha fatta girare e la sta possedendo alla pecorina e quando mi accorgo che stanno per concludere mi ritiro sperando di non sborrare senza toccarmi. Fisso il soffitto al buio, appena illuminato da un lampione della strada, e penso a come si puo' perdere la ragione in presenza di un superbo cazzo che ti desidera. Perdono mia madre e capisco il suo bisogno di stringere un uomo tra le braccia visto che il legittimo marito ha lasciato questa valle di lacrime quando il sangue bolliva e la carne fremeva. In lei vedo la donna e come tale la desidero non dimenticando che e' mia madre. Eccola che entra furtiva in camera certa che io sia addormentato, trae dal como' un paio di slip e colla fica pelosa sotto il mio naso lo indossa. Nell'aria si sente un vago profumo acre di sperma caldo, come al solito Vittorio le ha fracicato il culo e lei, per sentire a lungo il gusto del desiderio, non lava le tracce del godimento che l'indomani. Quando si allunga nel letto faccio finta di svegliarmi solo in quel momento e mi accosto alle spalle per abbracciarla. E' calda, ha il corpo ancora in bollore, il canale delle chiappe brucia, e' ancora scivoloso per lo sperma che lo ha annaffiato e che ancora imperla il fondo schiena. Perfino i seni sono accaldati per le lunghe carezze di Vittorio ed i capezzoli sentono ancora la saliva del maschio. Mia madre mi lascia fare, si lascia carezzare, mi accorgo che Vittorio non le e' bastato, non ha svuotato del tutto le ovaie, lei abituata ad avere parecchi orgasmi di seguito. La voce e' roca, appena percettibile quando mi chiede cosa abbia intenzione di fare. E cosa posso rispondere che il cazzo duro che spinge per entrarle tra le chiappe non dica? E come potrei giustificare le dita che le strizzano i capezzoli e le schiacciano i seni? Sudato arrapato e tremante in un soffio le ricordo che mi aveva promesso un regalo. Fa appena in tempo a chiedermi di che regalo vado cianciando quando sollevata la coscia il cazzo viene risucchiato dalla sua cavita' genitale. E' una cavita' pregna di lava bollente, la cappella e parte dell'asta ne e' sommersa, l'inguine incollato al sedere il petto alle spalle spingo quanto piu' posso e prima che mi scacci le allago le viscere del mio giovane seme denso e cremoso. Forse la sorpresa forse il piacere forse perche' ne ha bisogno sta di fatto che muove il culo per godere del cazzo che la trafigge. Con una mano mi afferra il fianco e cerca di attrarmi il piu' possibile a se perche' le entri piu' in fondo. Le sue cosce piegate sulle mie il cazzo fino alla base dentro nel suo corpo restiamo a lungo fermi mentre i sussulti del cazzo schizzano le ultime gocce di sborra. Ha piegato il culo al massimo geme soffia e sbuffa e mi schiaccia la mano che strizza un seno. La tengo impalata sul mio cazzo che mi pare piu' grosso. Sicuramente e' duro come mai lo e' stato, e lei lo sente. Sibila colle labbra socchiuse e capisco che sta godendo la troia. Tutto il corpo vibra, e' sudata e quando avvicino un dito al buco del culo scivolo facilmente dentro. Il gemito e' sonoro e risuona nella stanza. Sento la voce appena percettibile che mi prega di fare piano. Accosto al primo un altro dito e la penetro mentre lei spinge il culo verso di me. Le afferro i fianchi esco dalla vagina e scivolando lungo il breve percorso dove la pelle e' piu' delicata la inculo favorito da lei che spinge per aprire il varco. Sorpreso, scopro che mia madre ha un buco di culo ben piu' capace della vagina ed infatti supero senza sforzo lo sfintere mentre lei grida il piacere di essere inchiappettata. Oddio, inculare mia madre non lo avevo osato sperare. Era gia' un sogno chiavarla in fica ma incularla proprio no, e' inconcepibile e quando realizzo che in effetti sono ospite nel suo splendido culo che tanta gente attira vengo per la seconda volta. - Cosa fai? cosa fai? E' una domanda retorica, non serve risposta, la tapina muove le chiappe mi attira a se si agita tutta e gode come una matta un'inculata per nulla programmata. Adesso sono io a trattenerla quando cerca di andare in bagno a lavarsi. Mi piace sentire il cazzo al caldo nel suo corpo, entro ed esco con gesti lenti e snervanti. Le bacio con passione la schiena e le sussurro quanto le voglio bene. - Sei uno stupido, un porcello stupido. Ti sei preso il regalo che volevi, eh porcello? Estraggo il cazzo impiastricciato di umori e salitole sopra la bacio in bocca. Il bacio non e' lungo ma e' intenso e passionale e scommetto che d'ora in poi la mia mamma non ha bisogno di aspettare il cazzo di Vittorio per trovare il suo piacere.

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