Erotici Racconti

Uno di troppo (O forse no?) - Prima Parte

Scritto da , il 2017-12-05, genere gay

PARTE 1

Ciao a tutti. Mi presento: mi chiamo Andrea e ho 21 anni. Ho la carnagione chiara, capelli castani corti ricci, occhi verdi. Ho un bel fisico, corpo asciutto, senza neanche un pelo, pettorali e addominali ben definiti. Da circa un anno convivo felicemente con il mio ragazzo, Alex. Con questa serie di racconti, vi spiego come tutto è iniziato.

Vi avviso che questo prima parte non sarà la telecronaca di un porno, ci saranno alcune parti piccantelle ma il meglio arriverà dopo, voi però leggete tutto comunque...

Da quando ho 14 anni ho capito di non essere etero, ho sempre provato attrazione per le ragazze, anche adesso, ma a quell'età capii di essere attratto fisicamente anche da alcuni miei compagni di classe. Non ho mai avuto problemi a relazionarmi con le ragazze, infatti ho avuto in passato diverse storie, però ogni tanto, all'insaputa di tutti, mi "divertivo" con dei ragazzi, con cui ero legato sempre e solo da amicizie di letto, nessun vero sentimento. Poco dopo aver compiuto i 20, dopo l'ennesima storia finita male, decisi di prendere una pausa, sia con le ragazze, che con i ragazzi, volevo pensare solo a me. Riscoprii dopo anni l'arte della masturbazione, che praticavo più volte al giorno. Ma soprattutto mi dedicai a me e al mio corpo, così mi iscrissi in palestra. Andavo ad allenarmi tre volte a settimana, e in pochi mesi misi su un bel po di muscoli invidiabili. Fu proprio durante un pomeriggio in palestra che tutto cominciò. Come ogni mercoledì pomeriggio, presi la macchina e andai in palestra ad allenarmi, era fine maggio, faceva già un caldo estivo, così decisi di coprirmi il meno possibile: misi una canottiera gialla abbastanza scollata, che faceva intravedere i capezzoli e un paio di pantaloncini blu. Arrivai in palestra, entrai ed ebbi come la sensazione di entrare in una sauna: un caldo asfissiante. Appoggiai il borsone a terra e tolsi immediatamente la canottiera, lo facevo spesso per facilitare la sudorazione, ma quel giorno faceva proprio caldo, se non fossi stato in un luogo pubblico mi sarei tolto pure i pantaloncini, e perché no, anche i boxer. Salii al piano di sopra sopportando gli sguardi ammiccanti di alcune ragazzine. Al piano di sopra c'erano gli attrezzi che me interessavano di più. Quel giorno la palestra era discretamente piena, c'erano i soliti clienti e alcuni nuovi, furono proprio due di loro che mi colpirono maggiormente. Erano in fondo, più isolati rispetto agli altri, mi avvicinai e li osservai meglio: avevano più o meno la mia età, erano entrambi a petto nudo, già abbastanza sudati, avevano più o meno il mio stesso fisico. Uno aveva i capelli biondi, carnagione chiara e occhi azzurri, l'altro era più scuro, capelli castani scuri e occhi castani, entrambi dei gran fighi. Si allenavano insieme. Decisi di restare vicino a loro. Mi posizionai, misi le cuffie alle orecchie e cominciai ad allenarmi, mentre con la coda degli occhi osservavo i due misteriosi manzi. Notai che c'era molta sintonia tra di loro, forse un po troppa per essere "amici". Scherzavano in continuazione, si davano pacche sulle spalle, si accarezzavano i rispettivi ciuffi, e ogni tanto si facevano dei selfie abbracciati. C'era sicuramente qualcosa sotto, due amici non si comportano così. Dopo un'oretta anch'io ero sudato. Spinto dalla curiosità, mi avvicinai a loro e dissi sorridendo: "Ehi, voi siete nuovi qui? Non vi ho mai visto". Il biondo si aggiustò il ciuffo con le mani e rispose: "Si, ci siamo trasferiti qui qualche giorno fa, abbiamo cambiato università e siamo venuti qui. Tu sei della zona?". Risposi: "Si, abito qui vicino, vengo qui in palestra tre volte a settimana e non vi ho mai visto, per questo chiedevo. Avete intenzione di iscrivervi qui? Mi farebbe piacere allenarmi con qualcuno." Questa volta fu il moro a rispondere: "Si, ci piace qui. Comunque, piacere, Luca." e mi tese la mano: "Andrea, piacere mio." "Io sono Alex, piacere." disse il biondo. Detto questo, tornai ad allenarmi, stando sempre attento al loro comportamento. Ogni tanto facevamo una pausa e parlavamo un po di palestra ed esercizi. Le ore passavano ma il caldo restava soffocante, ormai eravamo tutti e tre sudati fradici. Le gocce di sudore che scendevano dai loro corpi mi fece eccitare ma cercai di contenermi, dovevo mantenere la promessa fatta a me stesso. Alex e Luca ad un tratto si allontanarono e non si fecero vedere per diversi minuti. Pensai che se ne fossero andati ma poi vidi i loro borsoni ancora a terra, dovevano essere ancora lì. Incuriosito, andai a cercarli. Cercai in tutte le aree della palestra ma niente, poi entrai in spogliatoio. Appena entrato sentii dei gemiti, una specie di versi, camminai e aprii la porta facendo attenzione a non farmi vedere, la scena che si presentò davanti a me mi fece sgranare gli occhi: Alex era seduto sulla panchina dello spogliatoio, completamente nudo, con le braccia aperte lungo il poggia-schiena e la testa rivolta verso dietro, intento a farsi fare un pompino da Luca, anche lui nudo, in ginocchio davanti a lui. Fortunatamente non mi videro, restai li per tutta la durata della prestazione, mi eccitai un sacco e il mio cazzo ovviamente era durissimo, poi quando Luca si staccò dal cazzo di Alex, me ne andai velocemente. Ritornai nella stanza dov'ero prima un po' scosso, pensai che se avessi fatto amicizia con Alex e Luca magari un giorno avremmo fatto una cosa a tre, fu proprio in quel momento che decisi di riprendere in mano la mia vita sentimentale/sessuale. Rientrarono Alex e Luca come se niente fosse. Alex si stava ancora aggiustando i pantaloncini. Non dissi niente di quello che avevo visto e riprendemmo ad allenarci per un'altra mezzora. Ormai era quasi buio, io ero stanchissimo, e Alex e Luca altrettanto. Smettemmo di allenarci, ma non volevo lasciarli andare, così dissi: "Ragazzi, stasera siete liberi? Vi va di andare bere qualcosa?", i due si guardarono, poi Luca disse: "No, meglio di no, sono stanco e voglio riposarmi." Alex lo guardò e disse: "Che noioso che sei, io vorrei andare" "Beh tu vai, io resto a casa." "Ok, andrò io."..."Quindi saremo solo noi due?" domandai. "Mi sa di si" rispose il biondo. "Conosci il pub di fronte il meccanico in piazza?" domandai. "Ehm...si! Non è lontano da casa nostra." "Perfetto, ci vediamo lì tra un'ora" "A dopo...". Detto questo, presi il borsone e senza neanche rimettermi la canottiera uscii. Il fatto che mi sarei incontrato solo con Alex non mi dispiaceva più di tanto, tra i due era il più attraente e anche il più simpatico, Luca invece sembrava più schivo, e mi era anche sembrato che Alex in palestra mi guardasse mentre mi allenavo. Arrivai a casa, mi spogliai e feci una doccia fresca. Dopo essermi asciugato, andai a cercare in armadio qualcosa da mettere, scelsi una camicia bianca a fiori rossi che decisi di tenere slacciata fino a metà, e un paio di pantaloni rossi abbinati. Mi sistemai i capelli, mi improfumai ed uscii. Arrivai al pub con dieci minuti di anticipo, lui non c'era ancora, presi un tavolo ed aspettai. Ero davvero eccitato all'idea di uscire con lui, soprattutto perché anche lui era bisex, o gay, questo ancora non lo sapevo, l'importante era che fosse attratto da me. Alex entrò nel pub un quarto d'ora dopo il mio arrivo. Indossava una camicia blu scura stretta con i primi due bottoni slacciati, e un paio di pantaloni bianchi. Vestito elegantemente e con il ciuffo pettinato bene era davvero attraente. Mi vide, accennò un sorriso e si sedette al tavolo. Cominciammo a parlare del più e del meno, mentre bevevamo, dopo una ventina di minuti, presi l'argomento: "Tu sei fidanzato? O almeno ti frequenti con qualcuna?", rispose subito: "Al momento no, non sono un tipo da relazioni, a me piace divertirmi. Tu?" "Io sono single da un paio di mesi, però attualmente cerco una relazione meno seria, anche io preferisco divertirmi." Mi aspettavo che Alex non rivelasse subito il suo vero rapporto con Luca, ma io non potevo di certo dirgli che li avevo visti mentre lo spompinava, avrei perso la sua fiducia, dovevo però fargli capire in tutti i modi, che io ero interessato a lui, magari in un posto più tranquillo di quello. "Ti va un panino? Conosco un posto in cui lo fanno da Dio" proposi. "Perché no, è ancora presto. Andiamo." "Vieni in macchina con me?" chiesi. Alex accettò. Salimmo sulla macchina e andammo. Il posto in cui lo portai era in periferia, un camion-panineria, gestito da un mio amico. C'era abbastanza gente e i tavoli erano tutti pieni. Presi i panini e due birre, pagando io per entrambi. "Qui non c'è posto, mangiamo in macchina." chiesi. "Si, non c'è altra soluzione, a me non piace mangiare alzato." Salimmo in macchina e continuammo a chiacchierare mentre mangiavamo, Alex mi piaceva sempre di più, oltre a essere fisicamente perfetto, era anche simpatico e socievole. Mi raccontò che sua madre è svedese e suo padre italiano, per questo ha i classici lineamenti del ragazzo nordico: capelli biondi, carnagione chiara e occhi azzurri, parlò molto di sé ma non fece nessun riferimento alla sua bisessualità o l'omosessualità, eppure avevo capito, mi guardava con malizia, e io guardavo lui allo stesso modo. Non sapevo come farlo parlare, non mi trattenni e dissi tutto: "Scusami ma devo dirti una cosa. Oggi pomeriggio, mentre eravamo in palestra, ho visto quello che tu e Luca avete fatto nello spogliatoio." Alex sorrise. "Però non preoccuparti, non lo dirò in giro, stai tranquillo." Ero imbarazzato, forse avevo rovinato l'atmosfera, poi Alex rispose: "Anche io ti ho visto, sai? Ho visto che ci spiavi da dietro la porta e dalla tua faccia sembravi abbastanza...ehm...soddisfatto di quello che stavi vedendo" "Cosa?!? Davvero? Come hai fatto a vedermi?!?" "Dallo specchio, vedevo ogni tuo singolo sussulto, e vedevo anche che il tuo amico lì sotto approvava..." arrossii immediatamente, non sapevo più cosa dire. "Ma non preoccuparti, non lo dirò in giro" continuò, sembrava volesse prendersi gioco di me. Poi disse ancora: "Ho capito anche un'altra cosa...mi hai portato qui perché anche tu vuoi assaporare il mio cazzo...ho ragione?" restai senza parole. Parlò ancora: "Andiamo in un posto più appartato, dai". Obbedii. Misi in moto la macchina e andai in una strada di campagna isolata e al buio, non dissi una parola per tutto il viaggio. "Perfetto" disse Alex "qui va benissimo." Accese la lucina interna della macchina e mi guardò: "Perché sei così preoccupato? È quello che vuoi, no?" "Io...non...ehm...non so...", scoppiò a ridere, "Ho capito, vuoi che sia io a iniziare, come preferisci." Detto questo si avvicinò e mi slacciò la cintura, aprì i pantaloni e uscì fuori il mio cazzo, ovviamente eretto. "Wow, che bel cazzone che nascondevi." Cominciò a segarmi, molto lentamente. Non sapevo cosa fare, mi piaceva un sacco. Preso dall'eccitazione, mi sbottonai completamente la camicia. "Bravo, bravissimo" mi sussurrava Alex, e mentre con una mano continuava a segarmi, con l'altra mi accarezzava il corpo. Poi si avvicinò con la bocca e mi baciò il petto, successivamente mi succhiò entrambi i capezzoli, continuando senza sosta a segarmi. Mentre Alex usava il mio corpo io gli accarezzavo i capelli biondi morbidi. Poi sbottonai anche io la sua camicia. Dopo diversi minuti, avevo voglia di baciarlo, ci provai più volte ma lui era intento a leccare e succhiare il mio corpo, quando poi staccò le labbra dal mio petto, gli afferrai delicatamente il viso e lo porsi verso di me, lui si avvicinò piano piano, chiusi gli occhi, le nostre labbra si stavano già sfiorando, ma poi squillò il telefono, il suo. "Merda!" urlai. "Ma chi cazzo è?!?" disse Alex, prese il cellulare, era Luca. "Pronto Lù, cosa vuoi?" anche se non era in vivavoce sentivo tutto: "Ma dove cazzo sei?!? Sono quasi le 2!" "Ma cosa vuoi?!? Sei mia madre per caso? Torno tra qualche minuto, tu vai a dormire." e chiuse il telefono. "Cosa succede?" chiesi io spaesato. "Scusami ma dobbiamo andare" "Ma perché Luca ti comanda? Non puoi tornare a casa quando vuoi?". "Lo so Andre ma è una storia lunga, dobbiamo andare. Mi accompagni a casa? Prima sono venuto a piedi al pub, non ho preso la macchina" "Certo" risposi. Rimisi il cazzo al suo posto, ancora duro, mi allacciai la cintura ma lasciai la camicia sbottonata, tanto non a quell'ora non mi avrebbe visto nessuno, avrei potuto anche camminare nudo. Alex invece se l'abbottonò. Alex mi disse l'indirizzo e andai. Durante il viaggio nessuno di noi due disse una parola. Pensai solo che se solo Luca non avesse chiamato, sarei sicuramente rimasto tutta la notte in macchina con Alex a scopare selvaggiamente, e invece niente, per quella sera avevo guadagnato solo una sega e un paio di succhiotti. Arrivammo sotto casa di Alex e Luca, prima che Alex scendesse dissi: "Ale, dirai niente a Luca di quello che è successo?" "No, non gli dirò niente, anche perché dobbiamo ancora finire. Ci vediamo venerdì in palestra." mi sorrise e scese. Lo vidi mentre entrava e restai lì fermo qualche secondo. Poi andai. Arrivai a casa, tolsi camicia, scarpe, pantaloni e boxer e mi infilai a letto. Restai fermo a letto a guardare il soffitto per ore, pensavo a quello che era successo e a quello che sarebbe successo. Mi risuonava in mente quella frase: "No, non gli dirò niente, perché dobbiamo ancora finire", io volevo assolutamente scopare con Alex, ed evidentemente anche Alex voleva scopare con me, quanto avrei aspettato? Quel ragazzo in poche ore mi aveva proprio stregato, doveva essere mio. Punto. Pensando al nostro incontro, mi sparai una sega, venni pochi dopo, gli schizzi mi arrivarono fino al petto ma non mi pulii. Ero troppo impegnato a pensare al mio Alex per pulirmi.

Continua.....

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