Erotici Racconti

Tutti per Sara

Scritto da , il 2016-11-29, genere orge

Eccoci ancora, una giornata particolare, spalmare di pomata i buchi del culo di Sara e Giovanna, che avevano avuto il coraggio di farsi sfondare la sera prima da Rudy,
riuscimmo io e Paola a convincerle solo al pomeriggio ad andare in spiaggia a distenderci.
Quella sera io e Sara ci saremmo presi uno spazio di coppia, senza le altre due, che, sicuramente avrebbero combinato qualcosa di parecchio divertente e piccante.
Trascorsa una tranquilla giornata al mare, la sera, io e Sara ci preparammo per una cenetta su un localino carino in riva al mare, posto rustico ma molto accogliente.
Sara mise un vestitino bianco che poco lasciava all'immaginazione, un perizoma bianco sotto , che , ad ogni alzata del vestitino si sarebbe sicuramente girato il ristorante intero, ed un paio di sandali a detta di lei "da vera troia" che scoprivano quasi totalmente i suoi piedi abbronzati e curatissimi.
In quei dieci minuti di camminata che ci portarono al ristorante, notai che suscitava interesse non solo in ogni uomo che incrociavamo, ma anche in ogni donna.
Arrivati al ristorante ordinammo una bottiglia di vino, e la scolammo prima ancora dell'arrivo degli antipasti, a causa della lentezza del servizio, ma il posto era divertente, non pesava l'attesa.
In parte a noi, c'era una coppietta molto romantica, lui paffutello e con l'aria da Nerd, lei piccolina, molto carina e timida; dietro noi una coppia matura, una bella signora con un signore altrettanto piacevole, entrambi credo sulla sessantina, ed , infine, un tavolo con una compagnia di ragazzi giovani, esattamente otto ragazzi e due ragazze, tutti bellocci ed abbronzatissimi, scoprimmo poi che lavoravano come ragazzi e ragazze immagine in un paio di discoteche del luogo.
Le due ragazze furono per tutta la serata 'vittime' in modo ironico, di allusioni sessuali da parte degli amici,
che tuttavia, nonostante la leggera volgarità, risultavano simpatiche a tutti i presenti, tranne alla coppia matura , che si sbrigò a terminare la cena per alzarsi ed andarsene.
Ovviamente , continuavo a vedere come gli otto fissavano Sara, e si accorse subito anche lei.
Cercammo di 'fare i bravi' ma poi, merito anche del vino, tirammo fuori la nostra vera natura.
Tra gli otto ragazzi, uno, continuava a chiedere scherzosamente ad una delle due ragazze di fargli vedere i piedi, poichè si spacciava per un feticista dichiarato, poi, per gogliardia, ed un pochino anche per sfacciataggine di gioventù e di gruppo, vedendo che io e Sara ridevamo ai loro giochi, lo stesso ragazzo, fissando i sandali di Sara esclamo:"Belle scarpe, signora"
Ci guardammo io e Sara, capimmo in meno di un secondo che quella era la palla da prendere al balzo per muovere la serata.
Sara lo guardò e gli chiese:"Ti piacciono?"
Il ragazzo , stupito dalla tranquillità con la quale Sara si rivolgeva a lui, disse:"Eh già, parecchio, direi!"
Sara con fare sensualissimo, si tolse i sandali e glieli consegnò davanti a tutti gli amici ed amiche visibilmente in imbarazzo e divertiti, e disse :"Restituiscimeli quando ve ne andate!"
Il ragazzo, per non sfigurare davanti agli amici, molto deciso rispose:"ok, signora, come vuole."
Sara si voltò e tornò al tavolo da me , che nel frattempo avevo fatto un sorriso ed un cenno d'approvazione al ragazzo, una volta seduta, le presi in mano un piede, feci finta di guardare se aveva qualcosa, e davanti ai ragazzi che in quel momento guardavano solo sara, le baciai quel piede.
Il ragazzo, vista la scena, esclamò agli amici:"Mamma che invidia!"
Sara si rialzò, si fiondò al tavolo dei ragazzi ed appoggiò un piede sulle cosce del ragazzo seduto, e gli disse:"Parli parli, ma adesso passi ai fatti?"
Il ragazzo , dovendo fare l'eroe con gli amici, ma terribilmente in imbarazzo, si voltò verso di me; gli feci ,sempre sorridendo, cenno di darsi da fare, e sotto gli occhi divertiti di tutti, prese il piede di Sara e cominciò a leccare e lavare quel piede, gli amici cominciavano a tirare fuori i cellulari per immortalare la scena, allora , dovetti intervenire e dire:"Ragazzi, se volete divertirvi con noi, rispettateci, ora, fate pure filmati ma non riprendete la mia compagna in viso!", e , devo dire, portarono rispetto.
Per 5 minuti il ragazzo leccò i piedi della mia compagna, circa dopo un paio di minuti mi esposi con la ragazza che subiva precedentemente le lusinghe feticiste e dissi, sempre davanti a tutti:"Beh, effettivamente lo posso capire, oltre ad essere bella hai due piedi meravigliosi", nella speranza che, presa dal gioco me ne mettesse subito uno in bocca, ma purtroppo, inizialmente scoppiò solo a ridere guardando l'amica, non degnandomi di risposta alcuna.
Dopo la leccata, Sara rimise i sandali, ringraziò il ragazzo e tornammo a sederci al nostro tavolo.
Fortunatamente, non essendo rimasto nessuno a parte noi due e gli otto amici, il gestore del ristorante, assistette al tutto , anch'egli divertito.
Ci fu qualche minuto di imbarazzo, i ragazzi non sparavano più battute a sfondo sessuale, io e Sara ordinammo ancora vino, quando, ad un certo punto, la ragazza alla quale prima provai a parlare, ci chiese di unirci al loro tavolo per una bevuta.
Probabilmente, spinta dagli amici, per gioco ed ancora per gogliardia, una volta seduti, si tolse i sandali e mi mise i piedi sulle cosce.
Mi disse:"li trovi meravigliosi, eccoli tutti per te."
Cominciai a leccare nonostante la mia passione limitata per i piedi, ma erano stupendi per davvero di una ragazzina sotto i venticinque anni, che doveva far divertire gli amici.
Dopo un paio di minuti, mi fermai, la ringraziai, e mi spostai verso gli otto ragazzi a bere con loro, mentre Sara stava con le due ragazze.
Complice sicuramente l'alcool, i ragazzini cominciarono a sbilanciarsi, a farmi domande su me e Sara,
ed io rispondevo con molta tranquillità.
Ad un certo punto, quattro di loro si alzarono , salutarono ed andarono via, dovevano lavorare in qualche locale,
io, rimasi con gli altri quattro e spudoratamente chiesi:"Figa vero, sara?cosa le fareste?"
Per una decina di minuti ascoltai le fantasie di quattro ventenni arrapati nei confronti della mia compagna, poi me ne saltai fuori con una frase che creò il gelo:"potrei farvi sborrare sulla mia donna, ma dovreste convincere le vostre due amiche ad unirsi a lei...."
Al momento le due ragazzine mi guardarono schifate ed indignate, poi mi chiesero scocciate, di spiegare la dinamica,
io dissi :"vi mettete sul tavolo tutte e tre, i quattro ragazzi intorno si masturbano, e poi vi sborrano addosso!"
"Ah dimenticavo, la mia ragazza aiuterà i quattro a sborrare, e, magari anche voi!"
Le due ragazze rifiutarono con un certo disdegno, ma Sara, e, i quattro ragazzi erano ormai troppo eccitati;
anche il gestore, un ragazzo poco più avanti d'età rispetto ai quattro, che aveva assistito a tutto , sicuramente andava coinvolto, per non rischiare beghe di alcun tipo.
Quindi andai a parlare col gestore, ma ci eravamo capiti fin da inizio serata; aveva da poco mandato a casa tutti i collaboratori, davanti a me chiuse a chiave la porta d'ingresso, e venne a sedersi al tavolo dopo aver caricato un vassoio di bottiglie.
Alla fine, Sara si tolse nuovamente i sandali e si sedette a gambe rannicchiate sul tavolo, feci mettere in cerchio i quattro ragazzi più il gestore, e chiesi ,:"volete sborrarle sul vestitino, o preferite toglierlo??"
Senza esitare scelsero e Sara si tolse il vestitino, rimanendo con i seni scoperti ed un perizoma quasi inesistente.
Le due ragazze, quasi offese, sul tavolo vicino bevevano continuamente, e, per quanto indignate, assistevano in prima fila allo spettacolo.
Appena cominciò il tutto, mi diressi al bagno per una pisciata alcolica che tenevo da tempo, non feci in tempo ad entrare nel bagno che mi raggiunse la ragazza alla quale prima avevo leccato i piedi;
non voleva farsi vedere dagli amici, e, da Sara, non stetti a spiegarle che poteva anche scoparmi davanti a lei, era piuttosto evidente, ma, dovevo pisciare assolutamente, feci rapidamente e per fortuna continuava a parlare mentre pisciavo, avevo paura cambiasse idea;
come uscii dal bagno, la piegai sul lavandino e senza perdere tempo cominciai a stantuffarla di prepotenza,
ma in realtà pensavo a Sara, volevo assistere alla scena.
Dissi, :"Ma non ti interessa vedere cosa succede??"
Rispose:"Si, parecchio, in realtà".
Mi fermai e le dissi che potevamo continuare guardando lo spettacolo offerto dagli altri e Sara.
In preda all'eccitazione acconsentì, tornammo insieme in sala, e stupiti entrambi vedemmo che sara non era più sola, l'amica si era unita e denudata, e non erano sedute ma in ginocchio, che, tra mani e bocche, stavano facendo il loro dovere con i cinque.
Noi due riprendemmo a scopare davanti a tutti mentre guardavamo la scena, ma, ero maggiormente colpito dalla scena sul tavolo, e cercai di sborrare il prima possibile;
non mi preoccupai nemmeno di far venire la ragazza inizialmente, poi me ne resi conto più tardi e mi feci perdonare.
Verso fine serata scoprii che lei si chiamava Maura e l'amica Lisa.
Ad un certo punto, i cinque ragazzi avevano compiuto la loro missione, Lisa e Sara erano completamente imbrattate da sborra.
Ma nessuna delle tre aveva avuto un orgasmo.
Quindi, una volta ripresa la situazione, presi il ragazzo meno ubriaco tra i quattro ed il gestore, e li caricai col fatto che avrebbero dovuto come minimo ricambiare, facendo venire le due ragazze, feci finta di andarmene a casa per portare fuori i due più distrutti, insieme a Maura, con la quale, una volta liberati da quei due, tornai nel ristorante ma questa volta mi appartai in cucina, e me la gustai sul serio;
nel frattempo l'effetto dell'alcool era svanito quasi del tutto, e riuscivo ad apprezzare quel corpo da venticinquenne in tutto il suo splendore, ci facemmo una scopata veramente gustosa, non provai nemmeno ad incularla, godevo già troppo solo nella fica.
La feci venire con la lingua, e poi ricambiò con un bel pompino, lento ed impegnato.
Pensavamo, visti i tempi, che i quattro rimasti fossero già andati a casa, o, comunque avessero finito,
invece, a sorpresa, Lisa, mentre il gestore la scopava, stava leccando la fica di Sara, che a sua volta succhiava l'uccello del ragazzo.
Vedendo che ne avrebbero avuto per molto, accompagnai Maura in albergo, dopo una doccia insieme parlammo e riuscimmo a presentarci quel minimo che avrebbe avuto senso prima, poi scattò un' ultima scopata, ancora davvero degna di nota, in altro contesto , non fossi stato con Sara, sarei uscito ancora con Maura.
Una volta salutata, ormai alle sei del mattino, ripassai al ristorante per vedere se per caso Sara fosse ancora dentro.
Trovai il gestore che puliva, non aveva chiuso occhio, mi ringraziò e volle bere il bicchiere della staffa con me;disse che Sara, quasi un'ora prima andò in albergo, e che mi scrisse dove l'avrei trovata, ma dimenticava di avere il mio cellulare.
Tornai in albergo, trovai Giovanna, Paola e Sara nel sonno profondo, Sara aveva aloni di sborra in tutto il corpo, era sicuramente crollata senza doccia, Giovanna invece un unico alone gigante in faccia.
In fianco a Paola, la solita pozza da squirtata.
Mi buttai a dormire con loro, attendendo che si svegliassero per raccontarmi la loro serata.
Quindi, il prossimo racconto purtroppo non l'ho vissuto in prima persona.
UNA BIRRA PER GIOVANNA

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