Il weekend di fuoco con Nadia

Scritto da , il 2016-04-04, genere etero

Mi trovavo in quell'ufficio soltanto da pochi mesi eppure già avevo potuto notare come una parte delle nuove colleghe mi ronzasse attorno con continuità e malcelato pudore.
In particolare la più spavalda era questa Nadia che aveva guarda caso la stanza accanto alla mia!
Era quindi praticamente impossibile evitare le sue continue e subdole “bordate”.
Per me era un periodo particolare, pochi mesi e mi sarei sposato, non me la sentivo davvero di fare il marpione anche in quell'occasione, quindi cercavo sempre di far cadere l'argomento su altro quando Nadia esordiva con le sue solite battutine ambigue.
Non era una brutta ragazza, ma neanche il mio tipo se è per questo; a me sono sempre piaciute un po' formose le donne, mentre lei era magrolina, con due tette piccole, viso pulito ma dai tratti evidenti e capelli chiari e mossi.
Le sue battute erano sempre all'impronta del “fare il tonno”, forse per darmi in effetti del tonto, visto che era lì disponibile e non ci pensavo neanche a saltarle addosso!
L'occasione buona per lei arrivò finalmente un pomeriggio, mentre chiusi nella sua stanza a chiacchierare, una volta tanto, di futilità, ci rilassavamo davanti ad un “buon” caffè, se così può essere definito quel liquido scuro che le macchinette automatiche sono capaci di erogare!
Nel congedarmi perchè ognuno riprendesse il suo lavoro, mi prese per i fianchi e mi disse senza mezzi termini:”Io non ce la faccio più, giuro!” e senza rendermene conto mi ritrovai la sua lingua carnosa in bocca!
Beh, non ero certo un robot quindi accettai volentieri quell'inaspettato memento di pausa che Nadia mi offriva, e ricambiai con trasporto il suo bacio!
Restammo così per una decina di minuti e quando ci staccammo la guardai con l'espressione un po' dura, anche perchè non ero effettivamente abituato all'approccio del gentil sesso.
Ci guardammo senza parlare per un po' e tornai nella mia stanza, un po' pensieroso!
Sapevo che così si era aperta una porta che in quel momento non desideravo si aprisse, ma nello stesso tempo, vittima della distanza che mi separava da quella che sarebbe stata la mia futura moglie, avevo delle voglie represse che avrei volentieri sfogato con la collega esuberante!
Nei giorni dopo il clima si rifece tranquillo, ma dopo circa una settimana Nadia, durante un'altra pausa nel suo ufficio, mi chiese se ci fosse qualcosa che non andava in lei.
Sapevo che prima o poi l'argomento sarebbe uscito e le spiegai le mie perplessità nel tradire la mia fidanzata in un momento così delicato.
Evidentemente Nadia, però, era nata per fare l'avvocato, se riuscì senza troppe difficoltà a farmi capire come, invece, era giusto che, non essendo ancora legato definitivamente, ne approfittassi per spararmi le ultime cartucce e dedicarmi alla mogliettina solo dopo il matrimonio!
Il suo discorso fu così ricco e particolareggiato che feci fatica a farle capire le mie ragioni, e alla fine tutte le mie resistenze si risolvettero in un altro lingua in bocca estenuante, appoggiati alla porta della sua stanza. Stavolta pensai bene che il lavorare solo di lingua non mi bastava più e volli iniziare ad esplorare con le mie sapienti mani, quel corpo esile che mi veniva offerto così in un piatto d'argento.
Le infilai subito una mano dentro gli zip per tastare la consistenza della sua figa, che senza sorprese, trovai umida e caldissima.
La sgrillettai ben bene mentre lei si dimenava e mugolava come una porcellina.
Ad un tratto sentii la sua mano sul mio pacco, e in quella posizione non le fu difficile inizialmente accarezzarmi l'uccello con intensità e poi infilare la mano dentro e segarmelo dentro le mutande.
Pochi colpi di mano, e sborrai con violenza dentro i pantaloni!
Anche lei nel frattempo era venuta grazie alle mie manipolazioni, ed il tutto senza staccare le nostre lingue che continuavano vorticose a giocare tra di loro.
Dopo una decina di minuti buoni, ci staccammo e cercammo di ricomporci dato che qualcuno sarebbe potuto entrare da un momento all'altro.
Io andai in bagno e provai a pulirmi alla bene e meglio e poi tornai nella stanza di Nadia.
Dovetti confessarle che era stata una situazione piuttosto eccitante, e che mi ero stupito di me stesso di come avevo goduto velocemente.
Evidentemente le sue labbra avevano avuto in me un effetto afrodisiaco, e questa cosa iniziava ad intrigarmi, così le proposi di continuare l'incontro in un ambiente più discreto e sicuro.
Fu lei che allora, prendendo la palla al balzo mi disse che era da un po' che voleva staccare la spina e che voleva passare un weekend in un agriturismo di cui aveva sentito parlare molto molto bene, anche per l'estrema discrezione dei proprietari, e così mi invitò a partire il venerdì pomeriggio, andare in questo agriturismo e tornare la domenica sera.
Anche io avevo bisogno davvero di una pausa, e questa mi sembrava una gran bella pausa, anche se sapevo già che mi sarei riposato pochissimo!
Prenotammo allora una matrimoniale e aspettammo con ansia il venerdì!
Pochi giorni dopo ci ritrovammo quindi in auto, alla volta di questa amena località immersa nel verde, e dopo qualche ora arrivammo alla nostra destinazione.
Il proprietario fu molto gentile nel riceverci, e ci invitò subito a cena visto l'orario.
Il tempo di una veloce rassettata, di una velocissima pomiciatina buttati sul letto, così tanto per scaldare gli animi, e scendemmo a cenare.
Le portate erano davvero squisite, salumi e formaggi tipici, un vinello che avrebbe fatto resuscitare un morto e delle taglietelle con un ragù fatto in casa con un procedimento che rendeva la carne soffice e vellutata nonché buona come mai!
Ero davvero soddisfatto, la vacanza iniziava molto bene, e alla fine della cena io e Nadia ci concedemmo una passeggiata digestiva nell'attesa di correre in camera!
La voglia cresceva sempre di più quindi i quattro passi in realtà divennero due e così scappammo nella nostra stanza, impazienti di incominciare la serata...
Ci chiudemmo dentro e prendendo Nadia per i fianchi la spinsi con delicatezza contro il muro, iniziando a leccarle il collo, le orecchie, e le labbra profumate.
Intanto lei mi aveva allentato la cintura e la sua mano era già corsa nei miei slip per prendere il mio cazzo duro e tastarne la consistenza.
Le proposi allora di non essere impazienti ma di rendere la serata più piacevole, magari iniziando con un bagnetto caldo nella vasca ad idromassaggio che con sorpresa avevamo trovato nel nostro bagno!
Riempii la vasca e spogliai lentamente Nadia, non prima di averle baciato con calore la passerina mentre le sfilavo gli slip.
Lo stesso trattamento toccò a me, quando mi prese in bocca l'uccello per una fugace leccata mentre le mie mutande volavano via.
Ci infilammo nella vasca uno da una parte e una dall'altra e ci godemmo per un po' il benefico massaggio che le bollicine d'aria ci offrivano.
I suoi piedini che avevo ai lati delle braccia, erano un invito allettante per me.
Ne presi uno e accostandomelo alla bocca, incominciai a massaggiarlo, a baciarglielo delicatamente, non senza di tanto in tanto leccarle le dita...
Sembrava apprezzare non poco il trattamento a giudicare dai suoi piccoli lamenti che sfuggivano da quelle labbra sottili ma estremamente invitanti.
La mia lingua ogni tanto correva dal piede al polpaccio e tornava indietro, quasi come una promessa alla destinazione che attendeva, ossia quel triangolino scuro ed impertinente che si stagliava in mezzo alle sue cosce.
Il bagno durò una buona mezz'ora, mentre non ci risparmiammo in piccoli preliminari, ora il mio piede tra le sue cosce, ora i suoi piedini attorno al mio cazzo, e così via.
Uscimmo allora dalla vasca davvero infoiati, io col mio bastone durissimo e desideroso di infilarsi in quella fighetta profumata.
Anche lei, dallo sguardo, si vedeva che era ad un passo dall'orgasmo.
Ci asciugammo reciprocamente con cura, indugiando sapientemente nelle parti intime, e prendendola in braccio la trascinai sul letto.
Mi fiondai sui suoi capezzoli eretti e duri, e li leccai con avidità.
Mi chiese allora di prenderli tra i denti e di morderli e così feci, alternandomi tra le due tette.
Ripresi a giocare con la mia lingua sulla sua pelle, scendendo verso l'ombelico e ancora più giù fino ad arrivare sul suo monte di venere e da lì spostandomi sulle cosce frementi dal desiderio.
Non volevo correre subito sulla sua figa, ma volevo che il suo piacere si acuisse e così passavo la lingua dalle cosce al ventre, stando ben attento a non sfiorarle le labbra, né tanto meno il clitoride.
Si vedeva che quasi soffriva, se ad un certo punto prendendo la mia testa tra le mani, me la portò a forza in mezzo alle cosce e mi costrinse a trovarmi la passera sotto il naso.
Un profumo inebriante mi colpì, forte abbastanza ma gradevole, e fu quindi facile prendere il suo bottoncino tra le mie labbra e succhiarlo con voracità.
I suoi gemiti erano aumentati di intensità, tanto che temevo ci sentissero da fuori, ma mi posi il problema solo per pochi attimi.
Le infilai quindi un dito tra le piccole labbra e spinsi dentro con facilità, in quel buco pieno zeppo di umori profumati.
Poche spinte e un orgasmo squassante la colpì, con violenti movimenti del bacino che mi rendevano quasi difficile continuare a pastrugnare colle mie dita dentro la figa.
Non era abbastanza per me quindi distendendomi sul letto le chiesi di posizionare il suo culo sul mio viso e di dedicarsi un po' anche al mio uccello.
Ci mettemmo quindi nella classica posizione del 69, con le sue chiappe dilatate in bella vista davanti ad i miei occhi.
Tornai allora a dedicarmi alle sue intimità, dandogli piccoli morsetti sulle cosce, e sui glutei, per poi finire ancora una volta con la lingua sulla sua figa.
Leccavo con intensità, dedicandomi stavolta un po' di più al “Lato b”, quindi al buchetto posteriore che con voluttà solleticavo con la lingua.
Nello stesso tempo lei dopo aver giocato con la lingua su tutta la lunghezza del mio cazzo, se l'era preso in bocca succhiandolo avidamente.
Ci sapeva fare di brutto, la tipa, succhiava e leccava, leccava e succhiava, mentre la mia resistenza si assottigliava.
Ad un tratto non resistetti e le schizzai dentro una serie infinita di fiotti di sperma.
Lei non si sorprese più di tanto e bevve tutto senza sprecarne una goccia, poi pulì ben bene la cappella e girandosi mi fece assaggiare la mia sborra dalle sue labbra.
In quella posizione la feci appoggiare sul mio uccello e con un colpo solo mi infilai dentro di lei strappandole un gridolino.
Spinsi con delicatezza inizialmente, ma ben presto accelerai il ritmo, mentre i suoi capezzoli si sfregavano piacevolmente con i miei.
Nel frattempo avevo anche provveduto a provare ad infilarle un dito nell'ano e dopo pochi tentativi ero riuscito ad infilarlo dentro completamente.
Quindi spingendo col pube e col dito tentavo di farle provare una doppia penetrazione.
Non tardò molto a dimostrarmi che questa cosa era di particolare gradimento, se ad un tratto si posizionò a smorzacandela e sfregando con vigore la figa sul mio uccello la sentii emettere dei gridi soffocati, mentre un liquido denso le colava dalle grandi labbra spandendosi sul mio pube.
Si buttò su di me un po' stanca e mi chiese di farle riprendere fiato.
La accontentai, facendola stendere, ma stando ben attento a non uscire da lei.
Volevo che non si rilassasse troppo, la serata era appena cominciata e volevo continuare per un bel po' ancora.
Stando sopra di lei, allora, iniziai a coccolarla col i miei baci, mentre ogni tanto spingevo delicatamente col mio uccello dentro di lei.
Non ci volle molto per lei per riprendere vigore e fu lei stessa che intrecciando le gambe dietro la mia schiena mi chiese di spingere forte e di farla sentire ancora la sua femmina in calore.
Non mi feci ripetere l'invito e mettendole le gambe sulle mie spalle, spinsi con forza in quella figa così oscenamente aperta sotto di me.
Spinsi così per parecchi minuti e quando mi cominciò a mancare un po' il fiato, le chiesi di mettersi in ginocchio e accovacciarsi perchè volevo prenderla da dietro per riprendere un po' fiato.
Mi misi in ginocchio e posizionando il cazzo all'altezza delle sue belle chiappe spinsi sul suo buchino posteriore.
Mi offrì inizialmente un po' di resistenza ma presto, lubrificandolo ogni tanto con gli umori che continuavano a colarle dalla figa, riuscii a infilarglielo fino in fondo.
Mi chiese di fare piano perchè non aveva avuto molte occasioni per prenderlo di dietro, ma con me avrebbe voluto recuperare il tempo perduto,
Le feci sentire tutti i miei venti centimetri di carne dentro e alla fine i miei sforzi furono premiati, quando il mio orgasmo arrivò mentre ero dentro il suo culetto morbido.
Sborrai dentro di lei con forza, e mentre lo facevo notai come anche lei stava godendo con tre dita infilate nella figa ormai fradicia.
Fu un orgasmo intenso e lungo e arrivò nello stesso tempo per entrambi.
Facemmo davvero fatica a non gridare perchè rischiavamo davvero di farci sentire da tutti.
Ci accasciammo quindi stanchi sul lettone uno tra le braccia dell'altra, con le gambe intrecciate, scambiandoci delicate coccole sulle labbra.
La vacanza andò avanti così, alternando i pasti a piccole passeggiate e a scopate furiose che dal letto passarono alla vasca ad idromassaggio.
Domenica sera ci mettemmo in auto per tornare nella nostra città, e Nadia non potè fare e meno di complimentarsi con me per la mia bravura col mio uccello, ma in particolare con la mia lingua, visto che raramente i suoi oocasionali amanti erano riusciti a farla godere solo con la lingua.
Ammise che avevo una dote particolare a trovare i suoi punti nevralgici e proprio in quel momento mi confessò che il weekend passato con me l'aveva portata a desiderare una cosa che prima di allora non aveva mai preso seriamente in considerazione.
Mi parlò quindi di una sua cara amica, bisex, di nome Gianna...
Ma questa è un'altra storia!

Continua...

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