Tre dolci amiche

Scritto da , il 2010-12-22, genere saffico

Mi chiamo Stefano e mi piacerebbe sapere se sono riuscito ad eccitarvi con i miei racconti, così se sono stati di vostro gradimento non esitate a scrivermi alla mia mail: sense40@hotmail.it

Inizierei con il dire che, anche se ho solo 19 anni mi sento una ragazza responsabile, autosufficente, autonoma. I miei sono spesso all'estero per lavoro e... da quando la nonna non c'è più io rimango anche per un mese intero da sola. Non che questo mi crei problemi, anzi: mi diverte essere da sola, vengo considerata dalle mie amiche come quella che "tutto può", lavo, stiro, cucino e... studio. Volevo raccontarvi quello che mi è successo in questi giorni! Mi sono dimenticata: il mio nome è: Sonia.
Eravamo all'ultima ora del sabato, Carmen e Veronica stavano programmando il loro fine settimana: oggi pomeriggio... niente... questa sera... niente... domani... niente... che barba! I genitori non lasciavano uscire le mie amiche il fine settimana per i motivi più ovvi di questo mondo, mascherati da scuse che solo i genitori ottusi trovano... Mi avvicinai, sapendo che quanto avevo da proporre lo avrebbero certamente accettato: i miei erano partiti proprio il giorno prima e rimanevo a casa da sola per 20 giorni, almeno! Lo spazio per ospitarle certo non mancava, bastava l'autorizzazione dei genitori... Carmen aveva gli occhi che scintillavano: "I miei questa volta non potranno dire di no!" Veronica era al settimo cielo: "Mi basta passare da casa per prendere lo spazzolino da denti e sono con voi!."
Ecco, lo sapevo, avevo organizzato il fine settimana con le mie migliori amiche, ed ero sicura che avrebbero accettato. L'autobus mi portava direttamente sotto casa, per prima cosa mi sarei fatta una doccia veloce... Così, come al solito, portone, buca delle lettere, accidenti, quanta posta oggi, c'è pure il giornale, ascensore, ultimo piano, porta di casa... ora butto tutto lì... mollo lo zaino, la posta, la giacca, via le scarpe, via il maglione, giù i jeans, sfilo la maglietta, tutto in sequenza, lasciando tutto sul corridoio, sopra le sedie, dirigendomi verso il bagno, via i calzini, via le mutandine... a queste un bel volo: non le rimetterò fino a lunedi!! Il reggiseno? Ho due tettine così appuntite e piccoline che il reggiseno proprio è inutile.
L'acqua calda è fantastica, mi ridà l'energia necessaria, mi apre tutti i pori della pelle, mi rigenera, mi fa diventare un'altra. I capezzoli si induriscono, la clitoride svetta prepotente, tutto il giorno chiusa dentro, ha bisogno di un po' di aria, ha bisogno di una coccola, ha bisogno di compagnia. E le mie dita scendono, lentamente, aprono le labbra, il dito medio la accarezza, la sfiora, dirigo il getto dell'acqua della doccia sulla mia fichetta, un tuffo al cuore, l'emozione mi assale, comincio già a venire, è così bello... E rilassante, sì devo dire che ora sono rilassata al punto giusto, esco dalla doccia, mi asciugo, piano, dolcemente, la pelle ha bisogno di essere coccolata, ha bisogno di essere accarezzata, un po' di crema, la spalmo dappertutto, sui piedi, sulle gambe, sulla pancia, sul culetto, sul seno... ed ancora il caldo che mi assale, quella sensazione che mi pervade, la voglia di godere... Ma ora non ho tempo. Devo preparare... Veronica e Carmen potrebbero arrivare a minuti!
Poco dopo il campanello, ecco, sono arrivate!
"Ciao, Sonia!","Carmen, Veronica, ciao!","Sei già sola?"
Le solite frasi, siamo tutte e tre eccitate perchè finalmente possiamo passare un fine settimana tutto per noi. Potremo fare quello che vogliamo, mangiare, bere, non dormire, ballare, tutto!
"Avete mangiato?" chiedo subito. "Perchè io ho un po' di fame!" "Io no!" dice Carmen "Io nemmeno! Cosa prevede il menu?" chiede curiosa Veronica "Una cosa veloce... Una pizza? Ne ho sicuramente dentro il congelatore. Anzi, mentre accendo il forno, perchè non vi mettete comode? Fate come volete, siete a casa vostra!"
Così Veronica e Carmen si dirigono verso la mia cameretta. "Vedo che ti sei già messa comoda, con quella splendida maglietta!" Mi urla Carmen. "Sì." Rispondo "Sarà il mio vestito per questi giorni!” Ebbene, ricordo questi momenti con molta gioia, ero stranamente eccitata, era la prima volta che invitavo le mie amiche a casa quando ero da sola, d'altra parte i miei mi avevano dato "carta bianca", bastava che rimanessi nella legalità, al loro ritorno doveva essere tutto in ordine e sopratutto non avrei dovuto combinare nessun guaio, non me lo avrebbero perdonato! Ed ero lì che tiravo fuori le pizze, poi prendevo la Coca dal frigo e... Ma forse era meglio un paio di birre. Nessuno ci avrebbe proibito di berle!
Arrivarono in cucina saltellando, se io mi ero vestita solo con la maglietta, anche loro non scherzavano! Carmen indossava un paio di scaldamuscoli rossi, sotto a una gonnellina svolazzante, piuttosto larga e corta, e una maglietta rosa, bucherellata, ho pensato che sicuramente era la maglietta con la quale andava anche a letto. Veronica invece aveva una tutina, come un pigiama, ma di spugna, attillatissima, con le maniche e gamba corta, le calzava come un guanto, si vedevano le curve del seno, dei fianchi, e dei glutei. "Che belle chiappe!" dissi, dandole un pizzicotto sul culetto. " Ok, ho preparato e le pizze sono quasi pronte. Spero che non vi servano piatti e posate!" "Nessun problema" disse Carmen "le mani vanno benissimo! "Birra? Non la posso bere, mi ubriaco subito!" Veronica sembrava preoccupata. "Ma figurati! Anche se sei un po' brilla qui non ti dice niente nessuno!" Carmen sembrava del mio stesso parere, tanto che prese la bottiglia e cominciò a bere, senza nemmeno versarla nel bicchiere...
Veronica ricordò che i suoi sarebbero certamente passati a controllare se tutto andava bene, e sarebbero passati attorno alle nove. Ma non era un problema. Alle nove avrebbero trovato tutto a posto, niente uomini nei nostri letti, solo tre ragazze per bene... Cosa avrebbero dovuto pretendere, di più? Il piano era questo! Avevamo tutto: tante sigarette da fumare, un bel po' di birre da bere, un paio di bei film in video, e... noi!
Quando ci siamo sistemate in sala ero un po' sbronza, una bottiglia di Ceres non mie era bastata, in tre ne avevamo fatte fuori ben sette! Più che concentrata sembravo addormentata. Chissà se alle mie amiche aveva fatto lo stesso effetto. Così, dopo un po' di tempo, avevo veramente bisogno di andare al bagno. A fare la pipì. Mi scappava. E forse avrei messo la testa sott'acqua, così per svegliarmi un po'. Ero sulla porta e Veronica mi fa: "Dove vai?" "in bagno", dissi, girandomi verso di loro. Accidenti! Girandomi il culetto di Carmen mi entrò nel campo visivo. Usciva da sotto la gonna completamente, come se volesse fargli prendere aria. Le mutandine solcavano le chiappe e un paio di peli uscivano da sotto. Era più forte di me. Dovevo commentare quello che vedevo. E ridendo, dissi: "Carmen! Sei giovane, sì, ma sei veramente pelosa!" Carmen si girò e la vidi rossa in viso, che mi rimproverava con i suoi occhietti scintillanti: "Da quando ho cominciato a depilarmi mi crescono ad una velocità... Per fare presto e venire qui subito non ho dato nemmeno una spuntatina... Spero che dopo mi diate una mano!"
Avevamo riso alla battuta, ed io ero andata in bagno. In bagno mi è bastato alzare la maglietta e sedermi sulla tazza, le mutandine non le avevo, se ne stavano ancora da qualche parte in giro per la casa, subito la pipì uscì. Avevo proprio voglia. E poi, sul bidet, mentre mi lavavo, osservavo i miei peli. Erano lunghi e un po' incolti, sicuramente li dovevo tagliare, sarei dovuta andare dalla "parucchiera". "Carmen! Ma tu sei brava? Voglio dire, sei capace a depialre il pube?" Urlavo dal bagno, senza pensare che forse i vicini avrebbero sentito anche loro, ma ero un po' sbronza e mi sembrava naturale. Carmen e Veronica apparvero sulla porta. "Sono bravissima! Se vuoi posso depilarti io!" Lo volevo fare, ma prima volevo vedere il risultato. Non ero sicura che mi sarebbe piaciuto: "Prima fallo te", dissi a Carmen. "Va bene, se mi date una mano. Ma lasciami il posto!"
Io stavo ancora seduta sul bidet, con la maglietta tirata su e la fichetta bagnata da acqua e sapone. Mi sono risciaquata ed ho lasciato il posto a Carmen che, nel frattempo, si era tolta le mutandine e la gonna! Non che fosse la prima volta che la vedevo nuda, altre volte ci siamo cambiate, in palestra, in piscina, ma questa volta il mio sguardo non si muoveva dal ciuffo di peli che aveva tra le gambe. "Io taglio tutto!" disse divertita Carmen. "Mi servono un paio di forbici e una lametta per la barba." Presi le forbici e gliele consegnai.
"Doverte darmi una mano." ordinò Carmen e Veronica si impadronì delle forbici e, dopo che Carmen si era seduta sul bidet, si accucciò e cominciò a tagliare. Come una parrucchiera. Beh, non che ci fosse molto da tagliare, ma vedevo il pube farsi sempre più glabro, i peli cadevano a ciuffi. "Faccio io, faccio io!" disse Veronica! "Ora mi serve un po' di schiuma, per la lametta, bisogna ammorbidire la pelle!" Consegnai la schiuma da barba sulle dita di Veronica e subito dopo cominciò a spalmare la schiuma sulle labbra della fichetta, sul monte di venere. La lametta correva veloce e poco dopo era completamente nuda! Nemmeno un pelo. Era come la mia fichetta di qualche anno fa. Sembrava una bambina. Ero così affascinata che non riuscivo a staccare gli occhi dalle labbra della sua fichetta. Era proprio bella, era così tenera, rosa, delicata, innocente. Non come i suoi occhi, infatti mi guardava come per sfida. "E' bella, vero? Voglio dire, senza peli è ancora più bella! Come le donne orientali, loro non hanno nemmeno un pelo." L'affermazione di Carmen semprava quasi una giustificazione. "E tu, Veronica, sei proprio brava!" "Grazie, ma sono allenata. Io uso spesso forbici e lamette. Ho fatto anche un corso per parrucchiera ed estetista. Ma il mio ciuffo lo ho sempre trattato bene. E' rosso e a forma di cuore."
E così, dicendo, aprì la zip del pigiamino e lo abbassò, rimanendo completamente nuda, le sue tettine balzarono fuori, così come i suoi peli. Era vero! Erano rossi, incredibile, ed erano tagliati a forma di cuore! "E io?" dissi, alzando la maglietta e facendo vedere il mio ciuffo. "Io propongo un taglio stile "indiano", in modo che ti rimanga solo una strisciolina sul pube." consigliò Veronica. "Va bene" risposi, " caso mai dopo tolgo tutto, come Carmen!" Mi sedetti ancora sul bidet, dopo essermi arrotolata la maglietta sui fianchi e, sedendomi a gambe larghe lasciai che le mani di Veronica cominciassero il lavoro. Le dita si posavano sicure sulla pelle, la forbice tagliava la giusta lunghezza dei peli. Era accovacciata al mio fianco, mentre Carmen stava difronte. "Ehi, che labbra grandi, che hai!" Esclamò Carmen che guardava incuriosita. "E vedrai come risalteranno, con un taglio così", rispose Veronica...
Una strana eccitazione mi pervadeva, ero come in un limbo, sentivo le sue dita che ogni tanto afferravano le grandi labbra e le tiravano prima da una parte, poi dall'altra, ora le spingeva verso il basso, poi un dito le è scivolato dentro. "Come sei bagnata, Sonia! Ti eccita la depilazione?" Non avevo il coraggio di rispondere a Veronica, anzi, stavo con gli occhi chiusi ad immaginare strani oggetti che danzavano sulla mia micetta. "Tieni le gambe ben larghe, ora, e stai un po' indietro, che uso la lametta attorno alle labbra. Non ne hai molti, e sono corti, ma secondo me è meglio toglierli, avrai la fichetta ancora più bella." All'ordine di Veronica non si poteva disobbedire, la mano di Carmen arrivò piena di schiuma e la depose, spalmandola, tra le gambe, sulle labbra, fino in fondo, un po' dietro, vicino al buchetto del culetto. Gridai, un grido di meraviglia, di stupore, ero visibilmente eccitata, la micetta spandeva umori appiccicosi che si mescolavano alla schiuma, ed io ero convinta che le mie amiche non lo notassero.
"Ma, stai per venire, Sonia? Hai lo sguardo assente e il fiato corto." E rise. Carmen invece se ne era accorta. Eccome! "Penso che farsi toccare così sia sempre molto bello. E vederti eccitata mi viene una voglia di masturbarmi! Posso?" E così dicendo, mentre Veronica continuava delicatamente a passare il rasoio tra le gambe, continuando a farmi sussultare ogni volta che afferrava le mie labbra, Carmen sparì per pochi secondi e poi tornò con una banana. "Mentre vi guardo me la infilo!" Non credevo ai miei occhi. La mia vista si era catalizzata tra le gambe di Carmen, non potevo credere che quella passerina, all'apparenza così piccola e stretta, potesse accogliere quella banana.
Sonia, sedendosi sul bordo della vasca, proprio davanti a noi, allargò le gambe e con un paio di dita allargò anche le grandi labbra. Con un morso strappò il manico della banana e poi la diresse verso la fichetta. Strabuzzavo gli occhi. Intanto le dita di Veronica, che avevano finito di depilarmi, si muovevano frenetiche su tutta la lunghezza delle labbra, le dita entravano, uscivano, titillavano il mio sesso: "Sei un lago, Sonia!" Esclamò Veronica. Non riuscivo più a connettere, mi si annebbiava la vista, dalla vagina mi arrivavano segnali di godimento, il cervello se ne era andato insieme al mio pudore e alla birra, invidiavo la fichetta di Carmen che era pervasa da quella banana!
"Ne voglio anch'io. Sì. Non la togliere, vieni di qua, ci stendiamo sul letto e voglio che mi penetri con quella banana." L'ordine che avevo dato era stato così secco che mi guardarono ed ubbidirono subito. Probabilmente anche loro pensavano che in camera si potesse stare più comodi. Ma la camera che occuparono non era la mia, ma quella dei miei. Con il lettone grande, morbido... Mi sfilai la maglietta e le seguii, Carmen si era stesa e teneva con la mano la banana dentro la micetta, Veronica ne stava cercando una per lei, io avevo deciso che dovevo salire sopra di lei... Carmen se ne stava distesa sul letto con quella banana che le occupava interamente la vagina. Ma più di metà era alla mia portata. Le salii sopra. Sì, la mia vista era catalizzata dalla punta della banana. Non vedevo null'altro che quella punta. La vedevo nera e gialla e me la immaginavo dentro.
Mi misi a cavalcioni di Carmen, voltandole le spalle, mi sedetti sopra la sua pancia, poi mi alzai facendo forza con le gambe sul letto, piano piano adagiai il mio sesso sulla punta della banana. Ricordo quei momenti in modo particolarmente nitido, visto che poi ho goduto come non mai: non li dimenticherò più. A quel punto sentivo la banana che mi entrava. Guardavo e vedevo le gambe di Carmen, vedevo quella cosa gialla che spuntava dalle sue labbra, e sentivo la punta che mi grattava. Sì, grattava l'interno della vagina. E saliva, la occupava tutta. E' una sensazione che non si può descrivere a tutti, certo le donne capiranno, gli uomini un po' meno... Ebbene, sentivo sfregare l'interno della vagina con la punta, mi sentivo riempire, tutti i miei pensieri correvano a delle terminazioni nervose che fino a quel momento erano sconosciute. Era pazzesco. Avevo chiuso gli occhi e mi concentravo sulla fichetta. Meraviglioso. Stupendo. Mitico!!!
Ancora ora, mentre ci penso, la fichetta si bagna. Non so se tutte voi conoscete il fantastico punto G... Ebbene, io l' ho scoperto in quel momento: l'esplosione di orgasmo che mi capitò aveva dell'incredibile. Sono venuta una sola volta, ma con una intensità che non si può descrivere. Ero abbagliata, ero completamente presa da quella punta che sfregava la mia dolce micetta, la passerina, la topina, il vezzeggiativo non bastava più, e in quell'attimo non avevo neppure un nome da gridare, qualcuno da ringraziare per quello che mi stava accadendo, a parte Carmen... Sentivo che mi stava colando una quantità di miele dalla vagina, mi sembrava di fare la pipì, ma non era pipì, era miele, era godimento, riempii le gambe, la pancia e le lenzuola di tutto questo, poi mi accasciai. Ero sfinita e bagnata. Fradicia.
La banana ebbe un attimo di resistenza, poi anche lei cessò di essere un corpo duro, dioventò pappamolle, si affievolì come un cazzo che aveva goduto. Forse nel sua animo... Carmen cercò di sfilarsela e di togliermi da sopra, commentando quello che mi era successo. Chiese un asciugamano, anzi, un ombrello, stava piovendo... Carmen. Grazie. Se ho scoperto cosa può essere il sesso, ebbene, è grazie a quei momenti, il resto è stata una conseguenza. Non mi sentivo bene così da chissà quanto tempo. Forse da quando mi sono masturbata la prima volta e ho dato sfogo ai miei umori in maniera del tutto innocente. Purtroppo dalla nostra educazione si hanno solo repressioni. Avevo ancora dentro la banana, fradicia, gli occhi chiusi ad immaginare chissà cosa e chissà chi, in quella posizione non vedevo Carmen, che stava sotto di me, ma vedevo Veronica, per la prima volta dentro la stanza. Aveva gli occhi smarriti e anche lei una banana nella fichetta. La banana stava entrando ed uscendo ad una velocità mai vista, si stava masturbando a più non posso. E stava gridando, godendo, anche lei presa da uno strano turbinio...
Non riuscivo a connettere, avrei voluto alzarmi, non per staccarmi da Carmen, non per non vedere più Veronica, solo che volevo immergermi nell'acqua. Veronica stava avendo degli orgasmi a ripetizione, vedevo le sue espressioni sul viso mutare continuamente, poi la mano di Carmen cominciò ad accarezzarmi le chiappe: "Sei stata una vera fontanella! Ti avranno sentito anche al primo piano!!" Non mi ero resa conto di aver gridato, o di aver detto qualcosa. "Sonia, hai un sapore fantastico!"" Carmen aveva portato le dita inzuppate dei miei umori alla bocca, ora se le stava succhiando! Cercai di alzarmi. "Facciamo un salto nella vasca da bagno dei miei!" Fino ad allora le mie amiche non avevano mai visto la stanza da bagno dei miei. Era grande quasi come la camera. Aveva una vasca idromassaggio al centro, rotonda, da due posti comodi, aveva due lavandini, aveva una cabina doccia in un angolo... Era (anzi, a dire il vero lo è ancora!) una stanza meravigliosa. Solo per loro, cioè, la usavano solo loro. Oppure io quando loro non ci sono! Così, dopo essermi alzata dal corpo di Carmen, con la banana ancora dentro la fichetta, che, dopo lo scatto per alzarmi, uscì e si spappolò completamente sulle lenzuola, ebbene, in quel momento ho sentito la testa che girava, ed io volevo sentire ancora quelle sensazioni, oppure volevo rilassarmi. Non lo sapevo...
Così, dopo aver aperto la porta del bagno ho fatto scorrere l'acqua nella vasca, tiepida, ho aggiunto i sali da bagno e Veronica e Carmen... Sì, anche loro dentro. Erano divenute le mie amanti, non mi sentivo lesbica, no, non mi sentivo attratta da loro, ma dal sesso, in generale. Ora non avrei avuto nessuna altra voglia che quella di godere ancora. E lo dissi: "Carmen, Veronica, ho goduto come non mai. Una sensazione così non la ho mai provata..." "Entriamo nella vasca?" Civettuò Veronica. "Potremmo ricominciare da lì!" Fu la risposta di Carmen. Eravamo tutte e tre completamente nude, sudate, bagnate, una degli umori dell'atra, la vasca stava spumeggiando, le bolle si confondevano, entrammo come le tre grazie, nude e felici. Ancora un po' ubriache, non solo di birra, ma anche di sesso. Veronica, con il suo cuoricino rosso tra le gambe sembrava una Dea, immergendosi si soffermava con la fichetta sul pelo dell'acqua ed io la potevo vedere, rosa, tenera, le labbra completamente aperte... Faceva una voglia! Infatti Carmen allungò prima la mano e poi la lingua, la depose sul pube, la vedevo scendere lentamente, soffermarsi un po' sulla clitoride e poi affondare tra le pieghe della micetta. Ero sbalordita. E cominciavo ad avere voglia di leccare anch'io. Infilare la lingua in quella fichetta. Doveva essere bellissimo. Doveva essere fantastico. La lingua di Carmen entrava ed usciva lentamente, come per assaggiare il sapore che usciva dalla fichetta di Veronica, si soffermava, poi penetrava, entrava fino in fondo, fino alle labbra della bocca, poi tornava indietro, faceva il movimento con tutta la testolina, Veronica si era seduta sul bordo della vasca, Carmen se ne stava in ginocchio dentro l'acqua, e continuava a leccare Veronica.
Non potevo resistere, con la mano scesi tra le mie gambe, e sott'acqua comincia a masturbarmi, lentamente, dolcemente, seguivo il ritmo della lingua di Carmen, quando entrava entravo anch'io, quando usciva e lappava il contorno delle labbra facevo un movimento circolatorio, quando succhiava la clitoride io me la prendevo tra le dita e la pizzicavo, sentivo delle scosse che mi salivano lungo tutta la schiena. Poi si girò, mi guardò... "Ora tocca a te..."" Ecco, in quel momento ricominciai a godere. "Mettiti in piedi!" ordinò Carmen. Mi alzai e mi misi in piedi. Carmen si sistemò tra le gambe, proprio sotto di me, me le fece allargare, in modo che i petali del mio fiorellino si schiudessero, il mio sguardo puntò sulla sua bocca, la guardavo avvicinarsi e prevedevo il momento in cui sarei stata penetrata da quella lingua, che ora la vedevo uscire dalle labbra, mi rendo conto che quei momenti, anche se sono durati pochi secondi, io li ho memorizzati in lunghissimi momenti... Ecco, quando la punta della lingua è finalmente arrivata a destinazione, sì, i miei occhi si sono chiusi, la mia fantasia è volata, ho escluso tutto il mondo e mi sono concentrata solo sulla sua lingua.
Era fantastico. Sentivo quella cosa morbida e dura insieme che mi entrava tra le gambe, sentivo le labbra che non offrivano nessuna resistenza a tutto questo, il calore che mi pervadeva, le sue mani che mi prendevano tra i fianchi, e poi sentivo le chiappe che si allargavano, Veronica si era messa dietro e mi stava allargando il culetto! E anche la sua lingua in quel momento raggiunse il mio sesso. Cercavo di allargare di più le gambe per permettere alle mie amiche di poter fare quello che stavano facendo in tutta comodità, volevo godere ancora, volevo farmi leccare, e sentivo quel calore, così forte, così intenso, mi stavo sciogliendo, non capivo più chi mi stesse leccando, chi mi stesse penetrando, dove, con la lingua, con le dita, mi sentivo succhiare, sentivo che anche il buchetto del culetto stava per essere violato, penetrato, cominciavo a gemere, a a piangere...
Avrei voluto ricambiare tutto questo ma nello stesso momento non volevo che finisse. Infatti continuava, durava ancora, ed io venivo una, due, tre, tantissime volte, inondavo le loro lingue, con le mani stringevo le loro teste e le premevo ancora di più dentro di me, non avevo più il coraggio di aprire gli occhi, pensavo che tutto questo non sarebbe più finito, pensavo quanto era bello tutto ciò... E godevo. Poi i miei fianchi presero il ritmo delle loro lingue, la vagina era tutta piena di miele, Carmen si alzò e... mi baciò!! Da non credere: quel bacio mi sconvolse di più di tutto quello che mi aveva fatto. Mi fece balenare in testa che ero lesbica, che ora non avrei più avuto un uomo, e tante cose incredibili. Fui timorosa, paurosa. E non risposi al bacio. Ma Carmen non se ne preoccupò, mi disse, invece, in un orecchio, che mi desiderava, che voleva che io la leccassi tutta, che voleva che io usassi la mia lingua sul suo corpo e su quello di Veronica, insieme.
Da quel momento il godimento si bloccò. E' strano, ma avevo paura di infilare la mia lingua dentro il loro sesso. Sì. avevo paura e non ero sicura che mi piacesse. per questo presi tempo... "Sono esausta, mi avete svuotato, sono completamente andata." speravo che con queste parole non mi volessero ancora. "Hai ragione, rilassiamoci un po'" disse Veronica, staccando il suo visino dalle mie chiappe, fu in quel momento che vidi i suoi occhi che brillavano per l'eccitazione, fu in quel momento che sentii il vuoto nel mio culetto. Forse non mi rendevo conto ma in realtà in quel momento le amavo alla follia. E così ci siamo immerse ancora tutte e tre nella vasca, spingendo al massimo l'idromassaggio, e, in quel momento, guardando l'ora! Cazzo, le 8 passate! Ma quanto tempo siamo state a fare tutto questo? Non riuscivo ad avere dei riferimenti. Era tardissmo, il tempo era volato, ci dovevamo preparare, i genitori di Veronica sarebbero passati tra non molto! Così ci siamo asciugate e rivestite, ci siamo sistemate in cucina per preparare qualcosa da mangiare. I genitori di Veronica arrivarono in quel momento. E non si fermarono molto, dopo le solite frasi di rito, se ne andarono, raccomandandosi con me affinchè tutto andasse per il verso giusto... Figuriamoci!
Ecco, questo è il racconto del mio primo pomeriggio "lesbico", naturalmente la storia ha un seguito, ma i miei ricordi sono per la maggior parte rivolti a quel pomeriggio, alla depilazione, alla banana, alla vasca. Vi confesso che ho leccato e succhiato le fichette delle mie amiche con gioia, dopo cena, la notte e la giornata seguente, che abbiamo fatto l'amore in tre, usando cetrioli, banane, penne, pennarelli, scambiandoci la biancheria, vestendoci e spogliandoci, ci siamo amate, leccate, baciate, abbiamo ancora fatto il bagno, ci siamo ubriacate, ci siamo fotografate, abbiamo giocato a dottore, a professore e a marito e moglie, abbiamo dato sfogoa tutte le nostre fantasie. Ma poi quei giorni non sono più tornati. La prima volta è stata davvero speciale...

Mi chiamo Stefano e mi piacerebbe sapere se sono riuscito ad eccitarvi con i miei racconti, così se sono stati di vostro gradimento non esitate a scrivermi alla mia mail: sense40@hotmail.it

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