Elena e i racconti erotici

Scritto da , il 2010-12-22, genere etero

Mi chiamo Stefano e mi piacerebbe sapere se sono riuscito ad eccitarvi con i miei racconti, così se sono stati di vostro gradimento non esitate a scrivermi alla mia mail: sense40@hotmail.it

Avevo iniziato da non molto a frequentare un noto sito di racconti erotici.
Mi è sempre piaciuto scrivere e ho molta fantasia oltre ad un buon bagaglio di esperienze da raccontare.
Ogni tanto ricevevo qualche mail da un lettore o da una lettrice, quando il racconto riusciva a solleticare le loro sensazioni e questo non poteva che farmi piacere, anche perchè era il pretesto per capire come i miei lettori “assimilavano” i racconti.
Un giorno ricevetti una mail da una giovane lettrice di nome Elena, che con molta naturalezza si complimentava con me per un racconto che narrava di due amiche che scoprivano di piacersi l'un altra, fino a farle arrivare ad un dolce rapporto lesbico.
La mail di Elena mi colpì per la sua naturalezza e così le risposi immediatamente ringraziandola per quello che mi aveva scritto...
Scoprii che anche lei scriveva dei racconti dello stesso genere e li lessi con molto interesse. Erano pieni di dolcezza e sensualità e li apprezzai molto.
La nostra corrispondenza quindi continuò per un certo tempo e le idee che ci scambiavamo ci aiutavano parecchio nello scrivere altri racconti.
Devo dire che col passare del tempo la personalità di questa ragazza iniziava a solleticare sempre di più il mio interesse...
Decisi di farmi un po' più audace e le chiesi se volesse incontrarmi, visto che la nostra corrispondenza era diventata piuttosto fitta e che probabilmente anche lei era curiosa di conoscermi.
Abitava in una città vicina, ed effettivamente anche lei nutriva il desiderio di vedermi.
Ci mettemmo d'accordo allora per un caffè, in un noto bar della sua città.
Ero piuttosto teso prima dell'appuntamento, non avevo idea di quello che sentivo, di quello che volevo e di chi mi si sarebbe presentata davanti.
Quando la visi rimasi colpito! Era davvero una gran bella ragazzina... poteva avere sui 25 anni, bionda, occhi chiari, un sorriso dolcissimo... non era molto alta e le sue curve erano proprio quelle giuste, non troppo accentuate ma nemmeno spigolose!
In effetti restai per un po' senza parole perchè forse mi aspettavo di trovare una ragazza molto più banale... “Tutto bene?”, mi chiese. “Si, scusa... ero un po sovrappensiero, perchè è la prima volta che visito la tua città, e devo dire onestamente che la trovo deliziosa!”
“Bene”, mi rispose, “prendiamo questo caffè, allora?” e così ci recammo al bar e chiacchierammo come due normalissimi amici che...”scrivono racconti erotici”, ma lei non fece mai trasparire nulla che potesse farmi capire che le potessi piacere, né io avevo il coraggio di farle qualsiasi tipo di avance, perchè mi sentivo onestamente imbarazzato dalla sua giovanile avvenenza!
Ci lasciammo quindi dopo un'oretta, ripromettendoci di sentirci per email quanto prima.
Arrivato a casa non ebbi il coraggio di scriverle, per paura di poter far trasparire qualcosa di quello che avevo provato mentre le parlavo... la freschezza del suo viso, del suo profumo, mi avevano inebriato tutto il tempo e adesso che non c'era più sentivo che mi mancava... davvero!!! Lasciai passare qualche giorno, aspettando che fosse lei a fare il primo passo, ma neanche lei mi scriveva e da ciò intuii che forse non le ero piaciuto. In effetti mi ero fatto tante fantasie senza pensare che avrei potuto non essere assolutamente interessante ai suoi occhi! E forse era stato proprio così!
Passò qualche altro giorno in cui ebbi il tempo di dimenticarmi di lei, quando finalmente decise di scrivermi dicendomi: “Ma allora non ti sono proprio piaciuta?”
Non sapevo cosa dire, non mi aspettavo proprio che si esponesse così, e ne approfittai subito per risponderle e le spiegai che non era così e che anzi pensavo proprio il contrario, che fossi stato io a non piacerle, ma evidentemente non era così, ed anzi mi propose di rivederci ancora per prendere un altro caffè.
Stavolta andai all'appuntamento molto più deciso e appena la vidi cercai subito di baciarla, ma lei sorridendo evitò la mia mossa e baciandomi sulla guancia mi invitò a prendere il nostro caffè.
Cercai di rompere l'imbarazzo e più volte durante l'incontro tentai “l'affondo”, ma lei sempre col sorriso evitava, tanto che uscendo dal bar, le dissi:”ma allora è proprio vero che non ti piaccio!”
Lei rispose subito:”Andiamo in macchina...”
La feci salire e mi invitò a portarla in posto tranquillo.
I campi che circondavano la zona permettevano di appartarsi senza molti problemi, e arrivati in una strada a fondo chiuso, spensi l'auto e le chiesi cosa pensasse di me.
Mi rispose avvicinandosi e baciandomi con passione. La sua dolce lingua presto si fece strada nella mia bocca, e le sue labbra carnose si posarono sulle mie.
Era davvero brava a baciare, e il suo sapore era divino.
Restammo così a lungo, a baciarci e baciarci... La sua sensualità si sprigionava sempre di più e nonostante però la temperatura in macchina si alzasse sempre di più, non permetteva alle mie mani curiose di scendere sotto i suoi abiti.
Questa cosa un po' mi dispiaceva in fondo, perchè ero davvero eccitato e morivo dalla voglia di palpare le sue tette nonché di accarezzare la sua figa che doveva sicuramente essere molto molto bagnata.
Il mio uccello del resto mi faceva quasi male di quanto etra duro, ma non ci fu nulla da fare, dopo un'oretta passata a limonare come dei forsennati, si staccò dicendomi che doveva tornare indietro per sbrigare delle faccende e così a malincuore la riaccompagnai.
Salutandomi mi disse che le avrebbe fatto piacere rivedermi davanti a quel bar, tra qualche giorno e restammo d'accordo in questo modo!
Appena arrivato a casa, corsi in bagno e mi sparai una sega che ebbe il suo exploit in una sborrata lunga e intensa... mi tremavano quasi le gambe dall'eccitazione che avevo accumulato.
Il pensiero di questa ragazzina mi accompagnò nei giorni a seguire, e arrivai quasi a contare le ore che mi separavano dal momento che l'avrei rivista!
Qualche giorno dopo ci incontrammo nuovamente e allo stesso modo ci appartammo in auto.
Passammo quindi un paio di ore a limonare e stavolta mi permise una esplorazione più approfondita  delle sue tette e delle sue labbra carnose.
Come immaginavo erano bagnate fradice, con un clitoride duro e sporgente che non tardai a stuzzicarle con sapienti carezze.
La sua reazione non tardò ad arrivare, e i gemiti cominciarono ad uscire da quella boccuccia che fino a qualche attimo prima si era presa cura delle mie labbra e della mia lingua.
Le mie carezze allora si fecero sempre più veloci e ad un tratto le infilai due dita d'improvviso in quella caverna succosa.
Il suo gridolino di piacere mi fece capire che avevo toccato il “tasto” giusto, quindi con un veloce va e vieni in pochi colpi la feci arrivare all'orgasmo, accompagnato da un rantolo soffocato.
Mi prese la testa tra le mani e mi infilò due spanne di lingua in bocca, dimostrandomi la sua gratitudine.
Ovviamente desideravo anche io poter liberarmi, e prendendole una mano la posai all'altezza del mio inguine.
Lei, senza indugi, incominciò a strofinare il mio uccello duro come il marmo, trasmettendomi sensazioni meravigliose.
Aprì la zip dei jeans e tirò fuori il mio bastone pulsante di desiderio.
Lo prese in mano ed iniziò a segarmi con passione mentre la sua lingua continuava a rovistare nella mia bocca.
Non ci volle molto per farmi arrivare e gli schizzi di sperma le sporcarono la mano oltre che la manica della camicetta.
Senza mostrarsi sorpresa si portò la mano tra la mia bocca e la sua e mi invitò a pulirla insieme a lei. Tornammo a limonare ancora per qualche tempo quando decidemmo che forse era ora di tornare alle rispettive case.
Le chiesi allora se non era giunto il momento magari di vederci tra le quattro mura di casa mia, in modo da poterci dedicare con più calma ognuno all'altro e lei accettò con entusiasmo!
Cogliemmo l'occasione offertaci dalla mia fidanzata che doveva andare a trovare un'amica che abitava a parecchi chilometri di distanza. Mi chiese se le dispiaceva se passava il sabato e domenica da lei ed io con estrema ipocrisia le risposi che mi dispiaceva parecchio ma che non potevo costringerla a restare se voleva andare dalla sua amica!
Quindi quel sabato mattina andai a prendere Elena e la portai a casa mia.
Entrando in casa ci comportammo molto normalmente, le feci vedere la casa, il giardino, la terrazza... non sembrava neanche che fossimo venuti per scopare.
Ad un tratto mentre le facevo vedere il panorama che si poteva ammirare dalla camera da letto, mi spinse con forza sul letto, si tolse la camicetta, mostrando le sue tette prive di qualsiasi orpello.
Aveva davvero due bellissimi seni, non troppo grandi né troppo piccoli, ma soprattutto sfidavano grandemente la forza di gravità!
I due capezzoli scuri e puntuti erano circondati da due areole grosse, come piacciono a me!!!
Buttandosi a capofitto su di me iniziò a baciarmi dappertutto, leccandomi con ardore il collo e dietro le orecchie.
Il suo profumo mi inebriava mentre mi leccava e mi baciava, e ad un tratto non so come mi ritrovai anche io a torso nudo.
Le sue labbra quindi iniziarono a prendersi cura del mio petto nonché dei mie capezzoli.
Cavoli se ci sapeva fare la ragazza!
Decisi quindi di ribaltare la situazione e incominciai a leccarla sul collo, scendendo quindi sui capezzoli che leccai con gusto alternandomi tra l'uno e l'altro.
Con le mani intanto trafficavo sotto la sua gonna, tra gli slip fradici che non persi tempo a toglierle.
Anche la gonna presto volò via, lasciando quindi Elena nuda sotto di me.
Era davvero una ragazzina meravigliosa, calda e volitiva ma dallo sguardo estremamente dolce.
Non resistetti a quella vista e mi buttai a capofitto tra le sue cosce!
Il profumo di femmina che mi arrivò alle narici era delicato e particolarmente gradevole.
La leccai a lungo, succhiandole con gusto il clitoride mentre le infilavo due dita dentro, così come avevo fatto l'altra volta.
La mia mossa non tardò a farla scoppiare in un orgasmo lungo che la scosse lungo tutto il corpo in un fremito.
Mi fece spogliare e mi invitò a mettermi disteso sul letto.
Iniziando dalle mie labbra, assaporò con la lingua il mio collo, il mio petto, la mia pancia, e scivolando lungo la coscia arrivò alle palle che prese tra le labbra per giocherellarci.
La sua lingua guizzante ogni tanto correva anche nell'incavo delle cosce, e dovetti davvero farmi forza per non venire immediatamente!
Non volevo godere subito ma volevo assaporare ancora quella lingua che saettava di qua e di la nelle mie intimità.
Quando si stufò di leccare prese in bocca il mio uccello e lo spompinò con maestria, tenendo sempre una mano alla base del mio uccello in modo da regalarmi una sega ed un pompino allo stesso tempo.
Stavo scoppiando e non volevo , quindi la presi di forza e la costrinsi ad impalarsi su di me.
Forse non aspettava altro, visto che si fiondò sul mio cazzo dritto e con un veloce va e vieni, strusciando bene il clitoride sul mio pube, venne di nuovo in questa posizione.
Era troppo per me, scostandola con due colpi con la mano schizzai il mio sperma sulla sua pancia e sulla mia.
La vista del suo pancino sporco di sborra mi fece venire subito voglia di pulirlo, e così mi chiani su di lei e la ripulii ben bene.
Poi fu lei che volle “fare pulizie” su di me.
Prese in bocca il mio uccello e lo liberò di ogni traccia del mio seme e continuando così mi liberò anche la pancia dai resti del mio piacere.
Ci stringemmo e restammo diversi minuti a coccolarci, dandoci dei baci teneri alternati da altri più voluttuosi.
Questo trattamento non tardò a dare i suoi frutti visto che ad un tratto il mio uccellone riprese consistenza mentre stava appoggiato al suo ventre.
In quella posizione non tardai a ritrovarmi a tiro della sua dolce fica e con un piccolo gesto mi infilai dentro di lei e mentre stavamo così abbracciati a limonare iniziai un lento movimento.
Ben presto però ci rendemmo conto che occorreva darci dentro un po' di più e invitandola a stendersi sul letto mi posi su di lei e misi le sue gambe sulle mie spalle.
Spingevo con forza mente la vista della sua figa così dilatata mi mandava in estasi.
Continuai ancora per parecchi minuti ma ad un tratto volli cambiare posizione, e così, facendola mettere in ginocchio, la feci accovacciare e la presi da dietro.
Le posai le mani sulle tette e spinsi con un certo trasporto mentre lei dimostrava di godere non poco della nuova posizione a giudicare dal lamento che le usciva dalla bocca e dalle sue esclamazioni di apprezzamento!
Ad un tratto sentii chiaramente che stava godendo anche perchè il mio uccello fu investito da un getto caldo, e questa sensazione mi portò a fare altrettanto.
Non me la sentii di uscire da lei e così venni dentro di lei mentre riversava i suoi umori sul mio uccello.
Spinsi fino a quando non mi si ammosciò dentro di lei, e a questo punto, tenendola ancora accovacciata, accostai la mia lingua tra le sue chiappe e leccai con avidità il liquido che fuoriusciva.
Il mio seme si era mescolato al suo miele e questa bevanda mi sembrava la cosa più buona che avessi mai assaggiato.
Volli rendere anche lei partecipe e le feci prima leccare il mio uccello e poi volli baciarla a lungo per mescolare ancora di più i nostri liquidi intimi.
Anche lei mi confessò di apprezzare e dopo diversi minuti passati così ci stendemmo per prendere fiato.
La giornata passò quindi velocemente e nel migliore dei modi, passando dalla cucina alle scale, dalla vasca idromassaggio per finire sul divano!
A pomeriggio inoltrato ci rivestimmo e la riaccompagnai a casa.
Elena congedandomi mi disse che aveva passato una giornata così bella che non avrebbe dimenticato facilmente, e da lì ci rivedemmo molte altre volte!
I racconti che pubblicammo da allora non furono mai più privi di passione ed erotismo...

Mi chiamo Stefano e mi piacerebbe sapere se sono riuscito ad eccitarvi con i miei racconti, così se sono stati di vostro gradimento non esitate a scrivermi alla mia mail: sense40@hotmail.it

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