Dal wurstel al cazzo, terza parte.
scritto il 2026-10-15 tempo di lettura 3 min
di
G.I.B
genere
etero
cura
F
“ Che scopata “, esclamò Giorgia il mattino seguente al suo risveglio, toccandosi il buco del culo appiccicoso.
Soddisfatta, andò a farsi una bella doccia e si vestì per andare a lavorare.
Quel giorno avrebbe lavorato solo la mattina.
“ Bene. Così potrò tornare a casa prima di mia madre e magari, farmi scopare ancora un po' da Antonio “, pensò.
La mattinata volò.
Al rientro a casa, Giorgia andò subito a cercare Antonio nel suo studio.
Si avvicinò alla porta e rimase in silenzio. Voleva capire se stava visitando qualche paziente.
Sentì la voce del suo patrigno e quella famigliare di una donna.
Non sembrava stessero parlando ma gemendo.
Incuriosita, aprì leggermente la porta e sbirciò dentro.
Rimase come pietrificata, davanti alla scena di Antonio che si stava scopando sua madre.
“ Siii così Antonio scopami tutta, sborrami dentro “ sentì dire da sua madre in preda al piacere di un orgasmo.
Giorgia provò diverse emozioni.
Gelosia, rabbia, invidia ed eccitazione, molta eccitazione.
Si infilò una mano dentro ai jeans, sotto le mutandine e cominciò a masturbarsi.
“ Vengo puttana vengo!!! “ urlò l'uomo sborrando dentro la figa della moglie.
Anche Giorgia raggiunse l'orgasmo.
Dovette mettersi la mano davanti alla bocca per trattenere un gridò di piacere.
Velocemente si allontanò dalla porta e
rimase nascosta fino a quando sua madre non fu uscita dallo studio.
La guardò salire al piano di sopra ed entrare nel bagno.
“ Mmm chissà quanto è buona la sborra nella sua figa “ pensò eccitata.
Fulminea, entrò nello studio di Antonio, facendolo quasi spaventare.
“ Cazzo Giorgia. Mi hai fatto prendere un colpo ” le disse lui, mentre si stava pulendo il cazzo con un fazzoletto.
“ Fermo. Non pulirti, faccio io “ disse la figliastra, inginocchiandosi davanti a lui e prendendo il suo cazzo moscio in bocca.
“ Giorgia aspetta, potrebbe tornare “ esclamò Antonio.
La ragazza per nulla preoccupa di quella possibilità iniziò a spompinarlo.
“ Mmm, allora è questo il sapore della figa di mia madre “ disse eccitata, mentre con foga succhiava e leccava intensamente il cazzo del suo patrigno, facendolo diventare ancora duro.
Antonio, eccitato da quel momento così porco e perverso, si scordò di tutto.
“ Sei proprio una puttana ninfomane “ le disse, facendola alzare e mettere a novanta appoggiata alla scrivania.
“ Vuoi il cazzo? e io te lo dò “ esclamò, abbassandole i jeans e le mutandine, penetrandola subito.
“ Mmm porco, siiii“ urlò lei.
Antonio la scopò con forza.
Quell’amplesso durò solo qualche minuto, giusto il tempo di farla venire una volta.
“ Ahhh siiii siiii siii “ gridò la ragazza.
“ Ahhh siiii puttana siiii “ gridò Antonio sborrando copiosamente dentro di lei.
Giorgia, con il cuore che le batteva forte nel petto e il fiato corto, si girò verso il patrigno e gli disse “ voglio essere la tua amante, la tua puttana ”.
“ Lo sei, e lo sarai ancora “ rispose lui, facendola inginocchiare e succhiare ancora il suo cazzo sporco fino a quando fu molle nella sua bocca.
“ Ora vai, prima che arrivi tua madre “ disse Antonio.
Giorgia si sistemò e andò verso la sua camera.
“ Ciao tesoro tutto bene ? “ le chiese la madre incrociandola sulle scale.
“ Certo mamma come te “ le rispose Giorgia.
La madre rimase un po' stranita dalla sua risposta ma non chiese spiegazioni.
“ Ti farei leccare la mia figa, così sentiresti il mio sapore, come io ho sentito il tuo “ pensò la giovane, guardando l'inconsapevole madre scendere le scale, e fantasticando sul fatto di fare una cosa a tre con lei e Antonio.
Soddisfatta, andò a farsi una bella doccia e si vestì per andare a lavorare.
Quel giorno avrebbe lavorato solo la mattina.
“ Bene. Così potrò tornare a casa prima di mia madre e magari, farmi scopare ancora un po' da Antonio “, pensò.
La mattinata volò.
Al rientro a casa, Giorgia andò subito a cercare Antonio nel suo studio.
Si avvicinò alla porta e rimase in silenzio. Voleva capire se stava visitando qualche paziente.
Sentì la voce del suo patrigno e quella famigliare di una donna.
Non sembrava stessero parlando ma gemendo.
Incuriosita, aprì leggermente la porta e sbirciò dentro.
Rimase come pietrificata, davanti alla scena di Antonio che si stava scopando sua madre.
“ Siii così Antonio scopami tutta, sborrami dentro “ sentì dire da sua madre in preda al piacere di un orgasmo.
Giorgia provò diverse emozioni.
Gelosia, rabbia, invidia ed eccitazione, molta eccitazione.
Si infilò una mano dentro ai jeans, sotto le mutandine e cominciò a masturbarsi.
“ Vengo puttana vengo!!! “ urlò l'uomo sborrando dentro la figa della moglie.
Anche Giorgia raggiunse l'orgasmo.
Dovette mettersi la mano davanti alla bocca per trattenere un gridò di piacere.
Velocemente si allontanò dalla porta e
rimase nascosta fino a quando sua madre non fu uscita dallo studio.
La guardò salire al piano di sopra ed entrare nel bagno.
“ Mmm chissà quanto è buona la sborra nella sua figa “ pensò eccitata.
Fulminea, entrò nello studio di Antonio, facendolo quasi spaventare.
“ Cazzo Giorgia. Mi hai fatto prendere un colpo ” le disse lui, mentre si stava pulendo il cazzo con un fazzoletto.
“ Fermo. Non pulirti, faccio io “ disse la figliastra, inginocchiandosi davanti a lui e prendendo il suo cazzo moscio in bocca.
“ Giorgia aspetta, potrebbe tornare “ esclamò Antonio.
La ragazza per nulla preoccupa di quella possibilità iniziò a spompinarlo.
“ Mmm, allora è questo il sapore della figa di mia madre “ disse eccitata, mentre con foga succhiava e leccava intensamente il cazzo del suo patrigno, facendolo diventare ancora duro.
Antonio, eccitato da quel momento così porco e perverso, si scordò di tutto.
“ Sei proprio una puttana ninfomane “ le disse, facendola alzare e mettere a novanta appoggiata alla scrivania.
“ Vuoi il cazzo? e io te lo dò “ esclamò, abbassandole i jeans e le mutandine, penetrandola subito.
“ Mmm porco, siiii“ urlò lei.
Antonio la scopò con forza.
Quell’amplesso durò solo qualche minuto, giusto il tempo di farla venire una volta.
“ Ahhh siiii siiii siii “ gridò la ragazza.
“ Ahhh siiii puttana siiii “ gridò Antonio sborrando copiosamente dentro di lei.
Giorgia, con il cuore che le batteva forte nel petto e il fiato corto, si girò verso il patrigno e gli disse “ voglio essere la tua amante, la tua puttana ”.
“ Lo sei, e lo sarai ancora “ rispose lui, facendola inginocchiare e succhiare ancora il suo cazzo sporco fino a quando fu molle nella sua bocca.
“ Ora vai, prima che arrivi tua madre “ disse Antonio.
Giorgia si sistemò e andò verso la sua camera.
“ Ciao tesoro tutto bene ? “ le chiese la madre incrociandola sulle scale.
“ Certo mamma come te “ le rispose Giorgia.
La madre rimase un po' stranita dalla sua risposta ma non chiese spiegazioni.
“ Ti farei leccare la mia figa, così sentiresti il mio sapore, come io ho sentito il tuo “ pensò la giovane, guardando l'inconsapevole madre scendere le scale, e fantasticando sul fatto di fare una cosa a tre con lei e Antonio.
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