Una vita da timido

scritto il 2026-10-07 tempo di lettura 3 min

di
genere
incesti
cura
B

Avevo intuito che i miei volessero che li vedessi scopare, non facevano nulla per nascondersi ed io che già mi facevo più seghe nell’arco della giornata, stavo arrivando al limite ma la mia timidezza mi portava a frenare. Quella domenica mattina che non trovavo la borsa degli allenamenti sono entrato in camera in modo irruento, per loro nessuna sorpresa, io invece ho avuto un sussulto, mamma era nuda su papà ed aveva il cazzo nella figa. Mamma col solito sorriso mi ha invitato ad aspettare un momento perché l’ho interrotta sul più bello e voleva finire, è stato papà che con la voce rotta dall’eccitazione mi ha detto “Dammi una mano”. Mi aspettavano i miei compagni per
la solita partita domenicale di calcetto, col viso che mi bruciava e lo specchio della camera denotava il mio rossore, ho preferito uscire, trovare la borsa e fuggire da quella casa. Al mio rientro ad ora di pranzo nessuno apriva bocca, neanche io ci riuscivo perché mamma era vicino ai fornelli intenta ad ultimare la preparazione del pranzo, papà era seduto sulla sedia col cazzo barzotto. Mi è venuta un’idea rischiosa, sono andato nella mia cameretta, mi sono tolto tutto quello che avevo addosso, tremante come una foglia sono tornato in cucina. Solo mamma poteva prendere un’iniziativa del genere si è avvicinata, si è inginocchiata, ha preso il mio cazzo in bocca mentre papà si è unito
a noi con destrezza, mamma ha impugnato il suo cazzo. A quel punto mi sono rilassato, mamma in azione con due cazzi, un’immagine sconvolgente fino alla mattina che ora mi vedeva coprotagonista. Il peggio doveva ancora arrivare perché a mezza strada l’azione si è interrotta bruscamente con mamma che dice “Subito dopo il pranzo tutti sul letto” E’ successo proprio così con la susseguente confessione che era papà a volermi coinvolgere perché pensava fossi gay, diceva di non avermi visto mai con una ragazza magari confondendo la mia timidezza con lo status di gay. Ho dimostrato che non lo ero scopando con mamma sotto i suoi occhi ma il pensiero si è insinuato nella mia mente -Se fossi gay veramente-? Certo è che nelle docce con i compagni qualche furtivo sguardo sui cazzi più grandi lo facevo volentieri, pensavo fosse solo un fatto anatomico fino a quando una notte invece di dormire con mamma e papà sono rimasto nella mia cameretta, mi sono fatto una meravigliosa sega pensando al cazzo Domenico, uno dei ragazzi. Si è aperto un nuovo mondo che racconterò in seguito.
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