Coppia allargata e non solo

scritto il 2026-10-07 tempo di lettura 5 min

di
genere
bisex
cura
A−

In un periodo della nostra vita mia moglie ha lavorato nel supermercato della nostra città Pescara, dopo un periodo di prova l’hanno assunta in pianta stabile. Il posto di lavoro era a cinquecento metri da casa, era comodissimo anche se la retribuzione non era delle migliori. Dopo qualche tempo, circa quattro anni, cominciano a girare voci di chiusura a causa della scarsa clientela perché il supermercato non era in una zona centralissima. Infatti si è trascinato ancora un anno per chiudere definitivamente. C'erano quattro dipendenti a cui il responsabile ha offerto la conservazione del posto a patto che si trasferissero a San Benedetto. A casa ne abbiamo parlato diverse volte, quella retribuzione anche se bassa ci faceva comodo, ci consentiva non di fare il lusso ma vivere in modo dignitoso. Due colleghe di Roberta hanno rinunciato lei, insieme a Marco, un ragazzo assunto un anno prima, hanno deciso di accettare il trasferimento con un accordo utilizzando la nostra utilitaria, lui si preoccupava del carburante. Marco abitava a Popoli, a supermercato aperto, partiva la mattina col treno per tornare la sera tardi. Una sera che c’è stato sciopero ha dormito a casa nostra, ora non era più possibile perché i treni a quell’ora non c’erano pertanto l’abbiamo fatto dormire con noi. Partivano da casa alle sei per stare alle 7,30 sul posto di lavoro. Dopo una settimana Roberta ha capito che quel tipo di vita era troppo stressante, anche perché con i soldi del carburante quasi si poteva pagare una stanza per dormire. Infatti hanno trovato subito la soluzione, dopo un mese di sacrifici partivano il lunedì mattina e tornavano il sabato sera. Stavano in una camera con un letto a due piazze, dormivano insieme, non c’erano problemi, Marco l’avevamo già collaudato, aveva scopato una notte intera con Roberta sotto i miei occhi. Chi restava senza figa ero io anche se il
sabato e la domenica notte cercavamo di recuperare ma dicevano che avevano bisogno di dormire perché il lavoro era stressante. Nelle mie notti da solo sapendo che loro scopavano mi eccitavo, ricorrevo alle seghe fino a quando, parlando con Dario della mia situazione qualcosa è cambiato. Dario un mio amico da sempre, con lui abbiamo dato vita alle nostre esperienze sessuali, lui non si era sposato viveva con i genitori, spesso veniva a cena da me rinverdendo le nostre passioni. Quando gli ho proposto di dormire a casa mia almeno le notti in cui Roberta e Marco non c’erano, ha subito accettato. Ora potevamo stare nel letto nudi finalmente senza paura di essere visti. Ci siamo scatenati, entrambi eravamo dotati di un bel cazzo, una sega ogni tanto, ma pompini ogni sera fino a quando abbiamo provato ad usare il culo. Non è stato facile, eravamo entrambi alla prima esperienza con quel tipo di sesso. Le prime volte con crema e preservativi per rendere
meno traumatico, abbiamo trovato il sistema di penetrarci a ruota libera, col tubo della doccia ci facevamo un vero e proprio clistere fino a quando usciva l’acqua pulita. La tranquillità di essere puliti ci ha fatto allargare gli orizzonti, facevamo dei sessantanove usando il cazzo e leccando l’ano, un piacere immenso ma la delizia è stata quando finalmente, senza sentire dolore perché l’ano era abbastanza dilatato, mi penetrava mentre con una mano mi segava ed io con lui facevo la stessa cosa. Quel tipo di piacere non l’ho provato mai neanche con Roberta, mi preoccupavo del loro ritorno il sabato sera, preferivo Dario, soprattutto perché lei scopava con Marco quindi la sua parte l’aveva. Un sabato sera quando sono tornati, avevo chiesto a Marco di restare, lo hanno trovato, ho detto che dormiva con noi, non si sono opposti ne meravigliati, forse hanno capito. Siamo andati a letto dopo la cena, tutti insieme, loro si sono messi a scopare sotto i nostri occhi, io e Dario li abbiamo imitati. Da quella notte abbiamo dormito tutti insieme nelle notti di sabato e domenica ognuno con la passione che aveva. Quando Roberta mi ha confessato che era preoccupata perché il ciclo tardava, si è scoperto che era incinta di Marco. Io Roberta l’amavo, ho sempre voluto il suo bene, però avevamo trovato l’alchimia ognuno col proprio compagno. Il bambino è nato, l’ho riconosciuto, si poneva il problema del posto di lavoro, gravidanza, parto, allattamento, svezzamento erano cicli naturali quindi, si sono stabiliti a San Benedetto , non tornavano con la frequenza di prima, a volte eravamo io e Dario a recarci da loro. In quel periodo ci siamo sentiti tutti a nostro agio ed anche soddisfatti sessualmente.
Roberta e Marco vivevano insieme stabilmente, innamoratissimi anche se Marco aveva quattro anni meno di Roberta, io e Dario innamoratissimi, soddisfatti del nostro rapporto, come si dice ora anche se prima non era proprio così, anzi si doveva nascondere la propria situazione, eravamo una famiglia allargata, così come la figa di Roberta con lo splendido cazzo di Marco, anche noi con i nostri cazzi ed i nostri ani dilatati a sufficienza. Ci sono stati dei momenti particolari in cui i sensi mi hanno abbandonato,
vedere mia moglie che scopava con un ragazzo ed io col cazzo di Dario nel culo mentre mi faceva una sega è roba da restarci stecchiti, oppure se Dario mi faceva un pompino, osservare quei due era semplicemente favoloso-
125
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.