Passando nella zona dove abitavo.

scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 4 min

di
genere
Trio
cura
A−

Mi sono trovato a passare nella zona in cui avevo trascorso la fase finale della mia adolescenza, non ho resistito, ho deviato fermandomi vicino a quella che era stata la nostra casa, un colpo al cuore, c’era ancora la piscina costruita da papà con un grosso serbatoio recuperato dall’impresa in cui lavorava allora. Quanti ricordi, le sudate per scavare, i tuffi, i bagni, il giorno in cui l’abbiamo provata, mamma nuda insieme agli operai che l’avevano sistemata con papà che preparava le birre. Sicuramente qualcosa è avvenuto sotto il pelo dell’acqua che la prima volta non era limpidissima, a mamma l’abbracciavano tutti, la baciano e probabilmente la scopavano sotto gli occhi compiaciuti di papà. Stavo avendo un’erezione, dalla porta esce una persona che vedendomi mi ha chiesto se avessi bisogno di qualcosa, per tranquillizzarlo gli ho raccontato la storia, ha ascoltato con interesse, mi ha invitato dentro a prendere un caffè, mi ha fatto entrare in casa mentre gli spiegavo come eravamo disposti. Era solo avrà avuto meno di sessant’anni, mi ha invitato a pranzo, ha preparato degli ottimi spaghetti col tonno. Durante il pranzo mi ha raccontato un po' della sua vita, mi ha detto che aveva scelto quella casa, molto fuori mano perché era un nudista, aveva indossato i pantaloncini perché non sapeva chi fossi, ha chiesto se non mi dava fastidio voleva restare nudo.
Gli ho risposto che con me sfondava una porta aperta perché tutta la mia famiglia lo era, il fatto che il giorno dell’inaugurazione della piscina mamma l’hanno scopata sotto gli occhi di papà gli operai che l’avevano aiutato a costruirla. Si è immedesimato nella situazione si è tolto i calzoncini mostrando un bel cazzo barzotto, mi sono spogliato anch’io ma il mio cazzo era duro, senza chiedere nulla l’ha preso con la mano, ha magnificato la durezza, mi ha invitato sul letto, mi ha fatto una sega, l’ho fatta anche a lui, dovevo andar via, mi ha chiesto di tornare a trovarlo e portare mia moglie. L’ho rassicurato, cioè che l’avrei portata anche se sapevo che non era vero. Dopo aver esaudito il mio impegno sono tornato a casa, non ho resistito, ho raccontato tutto a Magda, tutto esclusa la sega. Ha ascoltato con interesse, le ho proposto che un giorno ci saremmo tornati entrambi nudi, ha accettato e voleva farlo subito. Il sabato mattina siamo andati con la nostra utilitaria, vestiti pochissimo, abbiamo fatto un passaggio per vedere se era in casa, ci ha visi, abbiamo fermato la macchina davanti al cancello, siamo scesi nudi, lui lo era già, è stato molto felice di vederci ci ha abbracciati, per come ci ha stretto ci ha fatto male, ci ha preso per mano portandoci sul bordo della piscina. L’eccitazione era tanta da parte di tutti, Magda si è seduta sul mio cazzo, lui si è avvicinato tenendo il cazzo in mano avvicinandolo alla bocca di Magda che senza riflettere ha cominciato a succhiarlo. Ci ha condotti in camera ho preso il suo cazzo l’ho messo nella figa di Magda ed il mio nella bocca. In certi momenti non riesci a durare, la sborra schizza dappertutto. Per farlo ripartire io e Magda lo abbiamo aiutato leccando il glande lei e lo scroto io, un minuto ed ha riacquistato la turgidità, ancora nella figa ed io nel culo di Magda, il mio cazzo era più piccolo del suo. Ci ha invitato a restare cosa che non è stata possibile, abbiamo detto che saremmo tornati, lui è rimasto molto soddisfatto della figa di Magda e lei tanto per gradire ha risposto che lui aveva un bel cazzo. Prima di uscire ha proposto di chiamare quattro amici, saremmo
stati insieme tutta la giornata, quattro amici col cazzo grosso, comunque più grossi del mio. Magda è stata d’accordo. Gennaro ha chiuso dicendo che se volevo i cazzi erano anche per me. e che avessi voluto potevo averli anche nel culo.
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