Meccanico curioso

di
genere
gay

Mio padre mi regalò dopo aver preso la patente una fiat 500 usata, così cominciai a girare spesso senza meta. Dopo un mese l'auto mi lasciò a piedi, ma nella sfortuna fui fortunato perchè ero a circa un km da un meccanico che tutte le volte che passavo mi fermava e mi faceva delle battutine riguardanti il sesso ma finiva lì. Visto che era già tardi posteggio bene e vado a casa a piedi, mio padre mi dice di portarla da quel meccanico che poi passava lui a pagare, il giorno dopo recuperata l'auto a mano visto la distanza.
Arrivato dal meccanico mi fà una delle sue battute e poi vuole sapere il modo in cui si è ammutolita, tanto la spinge dentro e la sistema su un ponte sollevandola di poco e poi prova ad accenderla. Mi guarda e dice che è un guasto classico di quel tipo e se volevo aspettare me l'avrebbe messa subito a posto.
Dico che se serve gli posso dare una mano, lui accetta dicendimi di aspettare che andava in magazzino a prendere il pezzo,
Tanto potevo togliere il cofano del motore e appoggiarlo bene da una parte, lui và e io smonto facilmente il cofano, lo metto bene da un lato e aspetto, ad un certo punto sento un tonfo e lui che mi chiama, corro a vedere di cosa aveva bisogno e lo trovo appeso ad uno scaffale e mi dice di alzare la scala che gli era scivolata da sotto i piedi, rimetto la scala e scende con il pezzo in mano, torniamo dalla mia auto la alza per poter lavorare all'altezza giusta. Smonta tre bulloni e poi mi dice di tenere il pezzo che dovevamo cambiare perchè una volta smontato lo mandava a revisionare, allora mi metto in posizione cioè sono piegato a 90 gradi e tengo il pezzo con tutte e due le mani, lui fà un passo indietro e palpandomi il culetto mi chiede se vado sempre in giro senza mutande rispondo disi perchè mi danno fastidio e sono d'inpiccio, smontiamo il pezzo lo cambiamo e proviamo l'accensione, funziona rimonto il cofano, poi mi chiede se quando avevo tempo e voglia potessi andare ad aiutarlo, dissi che non c'era problema, andammo in ufficio emi fece sedere su un divanetto dove lui nei momenti tranquilli si faceva una piccola siesta, lui va alla scrivania e si mette a scrivere, dopo un pò mi chiede se potevo avvicinarmi, gli vado di fianco e lui aveva il cazzo fuori da i pantaloni già in tiro, resto un momento lì a fissarlo ma subito lui mi chiede se mi piace, certo che si, andiamo al divano e mi fà sedere mettendomi quel bel cazzo davanti alla bocca ordinandomi di succhiarlo, ma era troppo eccitato lui e non voleva sborrarmi in boccama nel culo, quindi mi metto in ginocchio sul divano e sui subito me lo sbatte dentro iniziando a scoparmi bene a fondo e riempendomi il culetto per la troppa eccitazione con dei scizzi forti, ma vide che il mio pistolino era ancora duro e mettendomi della carta asciugamani nel culetto a uso tappo mi fà girare e mi fà un pompino con ingoio.
Una volta calmati ci rivestiamo e mi dice la prossima ti sborro in bocca, poi mi spiega il perchè era così eccitato, era da i tempi che passavo in bici che avrebbe voluto scoparmi ma non aveva il coraggio di chiedermelo, al che risposi che avremmo avuto tutto il tempo per trombare. Continua.....
scritto il
2026-10-03
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