Mia cugina Delia parte 2
di
edda
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orge
MIA CUGINA DELIA (PARTE 2)
CAPITOLO 1
Il pomeriggio del secondo giorno a Dusseldorf, mentre ero sul divano con Delia e l'ascoltavo con morbosa attenzione poiché mi raccontava alcune esperienze vissute con la sua amica Brenda, con alcune troie del suo bordello preferito e quelle con una coppia tedesca.
“Sei molto attiva in quanto nonostante le tue amicizie frequenti anche bordelli.”
“Sono troppo calda e ho bisogno di placare i miei istinti anche con le troie.”
“Capisco; parlarmi ancora di questa coppia poiché sarei molto lieta di conoscerli.”
“Entrambi hanno cinquantasei anni, sono molto educati, riservati, aperti a tutto e tengono molto all'igiene; parlano bene l'italiano poiché hanno frequentato corsi di specializzazione a Roma. Ingrid è una simpatica professoressa bisessuale che ha una cattedra di storia dell'arte all'università mentre Kurt è un noto avvocato, bisessuale, un autentico porco e nonostante la sua età ostenta un bel cazzo dotato e resistente che mi ha sempre soddisfatta appieno. Te li presenterò quanto prima e sono certa che avrai un bel da fare con entrambi.”
“Hanno conosciuto anche Isa ?”
“Sì e ne rimasero talmente entusiasti che la invitarono a trattenersi nella loro casa per tre giorni.”
“Stando a ciò, non vedo l'ora di conoscerli. Sono certa che ogni mia cavità sarà ben disposta ad accogliere quel cazzo anche perché sono stanca di scopare soltanto con mio marito e vorrei gustarmi qualche altro cazzo. Spesso ho pensato di fargli le corna poiché ritengo che ne sia meritevole e come già sai, mi trascura parecchio nell'ambito sessuale.”
“Brava Edda; è proprio così che si esprime una vera femmina aperta a tutto e fai bene a volerlo cornificare. Kurt é senz'altro l'uomo che fa per te; non te ne pentirai poiché se desideri potrai anche sodomizzarlo con un fallo e scopare liberamente pure con Ingrid.”
“Vorrei che mio marito fosse come Kurt ma purtroppo è tagliato all'antica e detesta il sesso aperto, la trasgressione e l'omosessualità. Per la verità non vedo l'ora di fargli le corna.”
“Penso che avresti meritato un marito diverso; mi chiedo come reagirebbe se sapesse che oltre ad essere lesbica, sei predisposta a fargli le corna con qualsiasi maschio ti vada a genio. Comunque sono certa che al tuo rientro in Italia ostenterà a sua insaputa un'esuberante paio di corna.”
“Se lo scoprisse mi chiederebbe subito il divorzio ma non lo scoprirà mai; non sbagli al dire che avrei meritato un marito diverso ma che colpa ho di essere lesbica e desiderare scopare con un uomo che soddisfi appieno i miei bisogni di femmina ?”
“Non hai alcuna colpa al riguardo poiché il nostro inconscio ci spinge a cercare piacere verso ambo i sessi.”
In quel momento squillò il telefono ed era proprio Ingrid che la invitava in campagna per farle conoscere la villetta che era stata appena finita di costruire e arredare. Delia ringraziò per l'invito e dopo averle parlato brevemente di me, Ingrid le manifestò il desiderio di conoscermi e che ci aspettava per cena.
“Conoscerai Ingrid e Kurt ancor prima del previsto; Ingrid ci aspetta alle otto.”
“Oh benissimo ! Continua a parlarmi di loro.”
Ci recammo in cucina e mentre preparavo il thè, Delia mi espose in dettaglio i loro rapporti. Fummo puntuali all'appuntamento e quando Kurt aprì la porta della villetta, ci incuriosì il suo abbigliamento poiché indossava un'elegante toga bianca dai vivaci bordi rossi e i calzari tipici degli antichi consoli romani. Ci elargì uno smagliante sorriso e un reverente baciamano.
“Edda è mia cugina; è arrivata ieri e siccome trascorrerà una breve vacanza con me, ho approfittato quest'invito per farvela conoscere.”
“Delia, hai fatto benissimo e ti ringrazio poiché è proprio una bellissima sorpresa.”
“Benvenuta Edda, sono molto lieto e onorato di conoscerla !”
“Anch'io Kurt, ma data la vostra amicizia, sarebbe bene darci del tu.”
“Con piacere Edda; prego, accomodatevi !”
Ingrid ci venne subito incontro gioiosa e a braccia aperte.
“Delia ci ha fatto la sorpresa di farci conoscere sua cugina Edda.”
“In realtà ne ero già a conoscenza e io stessa le ho chiesto di portarla con sè per conoscerla e fare una sorpresa anche a te.”
“Mia cara Ingrid, a questo punto ringrazio anche te per questa sorpresa.”
Ingrid si avvicinò a Delia, salutandola con un abbraccio e un tenero bacio sulle labbra poi fece lo stesso con me ricambiandola in egual modo.
“Edda, sono lieta di conoscerti ma guardandoti bene mi accorgo che sei bellissima proprio come aveva detto Delia. Sii benvenuta in questa casa anche da parte mia.”
“Anch'io sono lieta di conoscerti e ti ringrazio sia per il desiderio che avevi di conoscermi che per questa calorosa accoglienza.”
“Piacere mio Edda; piacere mio !” disse cercando di sedurmi con lo sguardo.
“Delia ti ringrazio per presentarci la tua bella cugina ma osservandola bene, vi rassomigliate parecchio.” disse Ingrid avvicinandosi nuovamente a Delia senza smettere di guardarmi morbosamente dalla testa ai piedi.
“Ti avevo garantito che ti avrebbe fatto un'ottima impressione ed è vero che ci rassomigliamo parecchio.”
“Delia, permettimi di ringraziarti nuovamente per avercela fatta conoscere ma stavolta con un bacio.”
“Delia mi ha detto che vi ha presentato anche Isa.” le dissi osservandole eccitata.
“Infatti ! Isa ci ha fatto una piacevolissima impressione e abbiamo stretto subito amicizia ma passando ad altro, io e Kurt vogliamo farvi conoscere subito questa villetta anche perché anche noi abbiamo una sorpresa per voi.”
Kurt ostentava un prestante fisico e la bella Ingrid mi colpì piacevolmente sia per le forme giunoniche che per l'eleganza poiché indossava un lungo e sensuale peplo a due veli bianchi coi bordi dorati e una mantellina bianca appoggiata alla spalla che le copriva la tetta sinistra mentre il peplo le lasciava generosamente a vista la metà della destra; mi eccitò subito poiché ad ogni suo passo i veli del peplo si separavano sensualmente lasciandole a bella vista le gambe e buona parte delle cosce. Ingrid mi sorrise e si avvicinò prendendomi delicatamente la mano proprio come Kurt fece con Delia, per mostrarci i diversi ambienti della villetta peraltro finemente decorati con molte sculture, quadri e altro. Ammetto che il semplice contatto con la mano di Ingrid mi destava una sorta di eccitazione che provavo anche notando gli atteggiamenti alquanto coniugali fra Kurt e Delia. Prima di abbordare la scala per accedere al primo piano, Ingrid mi trattenne gentilmente i fianchi poiché gli alti tacchi dei sandali mi impedivano di affrontare i gradini con sicurezza.
“Lasciati sostenere come Kurt sta facendo con Delia poiché anche lei indossa dei sandali simili; aggrappati bene a me per non cadere. ”
“Ingrid grazie per aiutarmi; questi tacchi alti mi rendono alquanto instabile.”
Ingrid mi tratteneva sempre più stretta prestando attenzione ad ogni mio passo senza smettere di guardarmi impudicamente le tette scrutandole attraverso i due bottoni scollegati della mia camicia. Approfittai quell'aiuto per aggrapparmi alla sua schiena e a causa del doppio strato di veli del peplo, la mano mi scivolò sulla sua schiena e quel semplice contatto mi procurò una sensazione talmente piacevole che entrambe non potemmo evitare di guardarci e condividere un morboso e complice sorriso. Dopo aver percorso lentamente l'intera scala, ci condussero nella loro faraonica stanza da letto. Ingrid ci disse che essendo l'ambiente più importante e riservato della casa, si erano prodigati per renderla particolarmente comoda.
“Kurt, spalanca le finestre poiché c'è troppo caldo.” disse Ingrid.
“Spero che non abbiate nulla in contrario se mi tolgo la mantellina poiché mi sento accaldata.” aggiunse Ingrid rivolgendosi a noi due.
“Assolutamente no e non scandalizziamo affatto poiché anch'io sento caldo.” disse Delia scollegandosi due bottoni della camicia.
“Anche a me succede lo stesso.” dissi mentre mi liberavo di un terzo bottone.
Appena si tolse la mantellina non riuscii ad evitare di ammirare morbosamente la metà delle sue accattivanti tette poiché la mantellina le copriva interamente la tetta sinistra. Ingrid si avvicinò e prendendomi nuovamente la mano mi fece percorrere l'intera stanza e ad ogni passo le contemplavo con la massima discrezione le gambe, le cosce nonché la metà delle tette poiché le oscillavano sensualmente.
“Come vedete, il comò e i due armadi sono molto capienti. I due bagni, il divano, le tre poltrone, i tre specchi e quest'ampio letto a tre piazze costruito su misura, ci offrono il massimo comfort.” disse Ingrid stringendomi sempre più forte la mano.
Delia si avvicinò al letto e premette il materasso due volte col palmo della mano.
“Complimenti per l'ottima scelta; è morbidissimo.”
“E' comodo anche per quattro persone.” disse Ingrid sorridendo mentre si sedeva sulla sponda del letto e un velo del peplo le scivolava sull'altro lasciandole la gamba e quasi tutta la coscia destra oscenamente scoperte.
Non riuscivo a privarmi del piacere di contemplarle spudoratamente la coscia mentre mi guardava sfacciatamente le tette senza mollarmi la mano che mi treneva ben stretta dal momento in cui abbordammo la scala.
“Lo penso anch'io mia cara; in effetti è un letto abbastanza ampio e peraltro ti faccio i miei complimenti per il tuo elegantissimo peplo e i fini monili che indossi e che non ti avevo mai visti addosso; ti donano parecchio poiché sembri una autentica, nobile e aristocratica matrona dell'antica Roma e la mantellina che ti sei appena tolta ti rendeva ancora piu elegante e virtuosa.” le disse Delia che rimasta in piedi affianco a Ingrid.
“Mi compiace sapere che sono di tuo gusto e che li apprezzi tanto ma; li avevo aquistati anni fa a Roma ma non li avevo mai indossati prima d'ora e comunque non sono poi tanto virtuosa.” rispose Ingrid.
“Ingrid, non fare la modesta poiché sappiamo bene che lo sei.” le disse Delia mentre le sollevava leggermente la collana e gli orecchini per apprezzarne la qualità.
“Complimenti Ingrid, la collana d'oro è molto fine e gli orecchini sono arricchiti addirittura da perle. Edda, avvicinati e guardali attentamente anche tu.”
Mi avvicinai e mi presi la stessa libertà di Delia, toccando delicatamente quei monili e peraltro mi eccitai parecchio poiché ne approfittai per lasciarmi scorrere con molta discrezione le mani sulla sua biancchissima pelle.
“Delia, sono effettivamente di ottima qualità e pregio. Ingrid, anch'io mi complimento per il tuo gusto.” dissi ammirando quelle tette parzialmente coperte.
“Mi compiace sapere che siano anche di tuo gusto.” mi disse con un dolcissimo e seducente sguardo.
“Peraltro apprezzo molto anche il tuo elegante peplo poiché lo avevo visto soltanto alle attrici nei film peplum.” aggiunsi.
“Mia cara Edda, ad esserti sincera lo trovo anche confortevole poiché trovandomi senza biancheria intima, mi fa sentire a pieno agio.” disse cercando di provocarmi con un tono decisamente licenzioso.
CAPITOLO 2
Quelle morbose parole mi lasciarono perplessa e posero ali alla mia lussuriosa fantasia al punto che rimasi a guardarla attonita e ancora più eccitata. Purtroppo Kurt ruppe quei magici istanti di osceno silenzio invitandoci a seguirlo per mostrarci la stanza da letto destinata agli ospiti. Notammo che era anch'essa spaziosa e ben accessoriata ma ad un tratto Delia chiese il motivo per cui entrambi indossavano un tale anacronistico abbigliamento.
“Delia, non avete ancora visto tutta la casa; mancano due stanze che rappresentano la nostra peculiare sorpresa.” rispose Ingrid evadendo la domanda.
“Ingrid, gradisco le sorprese però mi incuriosisci. Di che si tratta ?”
“Fra poco sarete voi a provare dell'anacronismo per il vostro abbigliamento in quanto gli ambienti in cui entrerete vi faranno sentire a disagio.”
“Ingrid per favore, sii più esplicita.”
Ingrid le si avvicinò sorridendo e la baciò per la terza volta sulle labbra.
“Delia, non voglio tenervi sulle spine ma prima di mostrarvi la sorpresa, ricorda che io e Kurt abbiamo vissuto un anno a Roma e ci ha colpiti sia la sua bellezza che la sua affascinante storia.”
“So bene che ne siete rimasti entusiasti.” replicò Delia.
Kurt si avvicinò a Delia appoggiandole affettuosamente un braccio sulle spalle.
“Delia, conosci bene le consuete lunghe premesse di Ingrid. In poche parole, per soddisfare il nostro ego, abbiamo fatto allestire due ampie stanze rispettando lo stile di una domus dell'Aeterna Urbs.”
“Intendi una sorta di angoletto della Roma antica in questa casa ?”
“Appunto ! Peraltro, ieri ho avuto l'idea di costruire anche un ristorante simile a una taverna dell'antica Roma nel giardino in virtù della sua vasta superficie. Adesso preparatevi alla sorpresa; seguitemi !”
Kurt aprì una porta ed entrammo in un buio ma brevissimo corridoio; scostò una tendina e ci ritrovammo in una stanza illuminata da una sola candela. Kurt e Ingrid accesero le altre candele, fiaccole e lampade ad olio e quando fu bene illuminata, io e Delia rimanemmo visibilmente stupefatte. Non nego che ci sentimmo sbalzare nel tempo; ogni oggetto e decorazione era stato curato nei minimi dettagli e ci procurò una piacevolissima sensazione poiché improvvisamente ci trovammo catapultate in una autentica domus dell'antica Roma imperiale. Le pareti erano decorate con arazzi, affreschi, quadri, vessilli e diversi specchi sbiaditi. Su una parte del soffitto c'era un grande specchio circondato da arazzi e l'intero pavimento era composto da pregiati mosaici. Mi avvicinai a una colonna su cui giaceva un busto di Giulio Cesare e non potei fare a meno di accarezzarlo.
“E' l'idolo di Kurt poiché fu un grande condottiero, stratega nell'arte militare e scrittore; si dice peraltro che fosse marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti. In buona sostanza, era anche un autentico porco.” mi disse Ingrid sorridendo mentre continuava a guardarmi con morboso desiderio.
“Ingrid, lo ignoravo e ti ringrazio per informarmene.” le replicai.
Kurt si avvicinò a una parete e dopo aver azionato una grossa fune verso il basso, rimanemmo sbalordite poiché quasi la terza parte del soffitto rimase allo scoperto; gradimmo molto quello stupendo scenario e ci estasiammo osservando una romantica luna piena immersa in un cielo stellato.
“Che ne pensate ?”
“Kurt, trovo questo marchingegno molto interessante poiché da l'impressione di stare in terrazzo !” dissi entusiasta.
“Ho avuto quest'idea per l'entrata di aria fresca in estate. Adiacente a questa stanza vi è uno spazioso terrazzo che vi mostrerò a breve. ”
“Complimenti Kurt, l'idea di aggiungere a questo peculiare ambiente un tocco talmente rilassante e allo stesso tempo romantico, è stata geniale.”
“Edda, sei gentile ma non sono un genio. Seguitemi per mostrarvi l'altra stanza !”
Nel centro dell'altra ampia stanza c'era una grande vasca piena d'acqua circondata da panche e tavolini in marmo pregiato.
“Siete stati bravissimi ad avere tante brillanti idee che rendono questi ambienti a dir poco fantastici. Congratulazioni !” dissi mentre rientravamo nella prima stanza.
“Edda mi compiace sapere che è tutto di tuo gradimento.” rispose Kurt.
“Dai triclini è bello guardare il soffitto poiché questo grande specchio permette vedere l'ambiente da un'altra prospettiva.” aggiunsi.
“In effetti ! Pensavamo allestire queste due stanze da tempo ma sono state portate a termine appena quattro giorni fa. Abbiamo sborsato un piccolo patrimonio ma ne è valsa la pena. Parecchi di questi oggetti sono stati acquistati a Roma ma la maggior parte è di produzione locale.” disse Kurt.
“Delia, essendo nostra intima amica, abbiamo voluto che fossi tu la prima a visitare questa villetta. Edda, questo vale anche per te; spero che anche tu diventi una nostra intima amica come Delia e Isa.” disse Ingrid guardandomi con crescente morbosità.
Mi avvicinai a Ingrid e dopo averla abbracciata, la baciai d'istinto sulle labbra premendo le tette contro le sue in modo da trasmettere le mie morbose vibrazioni direttamente sulle sue generose tette.
“Ingrid, mi rendo conto che sei una gentilissima e raffinata dama di classe; non dubito che diventeremo intime amiche e vorrei che questo bacio ne sigilli lo sboccio.” le dissi dopo averla baciata mentre mi trattenevo ancora abbracciata a lei.
“Edda sei molto amabile; permettimi di ricambiarti per riconfermare il sorgere di questa amicizia.”
“Certamente Ingrid, sono lieta di scambiare un altro bacio con te.”
Ci abbracciammo e tornammo a baciarci mentre inserivo la mano fra i due veli del suo peplo per stringere e accarezzare ancora una volta la sciena trasmettendole peraltro le mie morbose vibrazioni.
“Comunque vi trovo entrambi interessanti e mi avete fatto un'ottima impressione.” dissi a Kurt dopo quel bacio trattenendo la mano sulla schiena di Ingrid.
“Edda, anche tu ci hai fatto un'ottima impressione e mi auguro di essere all'altezza delle tue aspettative.” replicò morbosamente Kurt.
“Kurt, non lo dubito affatto. So bene che ne sei perfettamente in grado poiché Delia mi ha parlato molto bene di te e comunque anch'io mi auguro di colmare le aspettative che entrambi avete verso di me.” risposi allargandomi leggermente e spudoratamente le gambe.
“Edda, non ci sono dubbi.” replicò Kurt con un morbosissimo sguardo.
“Concordo pienamente con Kurt.” aggiunse Ingrid che mantenendo la mano sulla mia schiena, mi baciò sulla guancia.
A quel punto Ingrid si distaccò leggermente da me e volgendo lo sguardo a Delia, ci chiese se desideravamo indossare abbigliamento in stile romano per adeguarci alla domus. Acconsentimmo entusiaste e Kurt, visibilmente emozionato, spalancò le ante dell'ampio armadio e aprì due spaziose cassapanche.
“Prego avvicinatevi. Qui troverete tutto l'occorrente. Scegliete con calma e poi cambiatevi nell'altra stanza; nel frattempo noi ci ritiriamo per organizzare la cena.”
CAPITOLO 3
L'armadio e le cassapanche contenevano un vasto assortimento di pepli, tuniche, toghe, stole, calzari, collane, braccialetti e tanto altro. Delia scelse un lungo peplo blu, con un'ampia scollatura, una mantellina bianca e una cintura dorata mentre io scelsi una toga rossa monospalla smanicata lunga fino a metà coscia, una mantellina gialla e una sottile cintura dorata. Quando rientrammo nell'altra stanza notammo che entrambi erano sdraiati sui triclini e che sul tavolo vi erano vassoi colmi di leccornie prelibate ma non demmo importanza al brevissimo ondeggio della tendina all'entrata della stanza. Ingrid e Kurt ci osservarono compiaciuti per le nostre scelte.
“Mi complimento per le vostre scelte; Edda, sei elegante ma inconsapevolmente hai scelto l'abbigliamento e i colori che contraddistinguevano le schiave e le meretrici che pullulavano nell'antica Roma.” mi disse cercando di provocarmi mentre mi osservava impudicamente dalla testa ai piedi.
“Ingrid lo ignoravo ma non penso cambiarmi poiché mi sento a mio agio; di solito indosso minigonne ma questa corta toga mi piace in modo particolare. Può sembrarti strano ma in base alla tua osservazione, stasera non disdegnerei affatto di assumere il ruolo di schiava e meretrice come hai appena accennato.” le dissi con un morboso sorriso lasciandole intendere che accettavo la sua provocazione e che intendevo rompere quel fragile blocco di ghiaccio.
“Edda, sei troppo carina; apprezzo moltissimo la tua spudorata predisposizione di assoggettarti liberamente a dei barbari come noi e mi congratulo per la tua sfacciata audacia.” replicò Ingrid con uno sguardo talmente impudico che mi trasmise il suo impellente desiderio di rompere definitivamente quell'ormai fragilissimo ghiaccio.
“Ingrid, in base alle tue conoscenze storiche, sai bene che gli italiani siamo sempre stati esterofili e che tuttora lo siamo.” le dissi spudoratamente trasmettendole la mia predisposizione ai morbosi desideri che percepivo dai suoi osceni sguardi.
“Infatti; in questo caso apri nuovamente la cassapanca, scegli un bracciale per l'avambraccio, una cavigliera e indossali giacché erano proprio quelli i monili usati dalle schiave e dalle meretrici.” mi ordinò con la massima spudoratezza.
Scelsi quei due oggetti, li indossai e mi piazzai di fronte a lei.
“Ti sembra che adesso ho le sembianze di schiava e puttana ?”
“Certamente; questi monili ti donano parecchio. Accomodati sul triclinio di fianco al mio e prepariamoci alla cena.”
Mi sorrise porgendomi anche la mano con morbosa civetteria e gliela strinsi con molta dolcezza. Il ghiaccio era ormai rotto.
“In qualità di schiava ritengo che adesso è mio compito servirvi i pasti.”
“No Edda, poiché spetta ad altra servitù.” disse battendo tre volte le mani.
Poco dopo la tendina tornò a muoversi proprio come quando io e Delia eravamo rientrate nella stanza dopo esserci cambiate gli indumenti e a cui allora non avevamo alcuna importanza; fu proprio in quel momento che capimmo il motivo di tale movimento poiché da dietro la tendina apparve un corpulento maschio di colore portando un vassoio con coppe e brocche contenenti acqua e vino che appoggiò subito sul tavolo. Indossava un gonnello in camoscio con spacchi laterali fissato alla vita da un largo cinturone in cuoio, un paio di sandali in cuoio, un collare in ottone da cui pendeva un lucido anello e una cavigliera in ottone su cui era collegata una catena composta da tre anelli.
“Mie care, eccovi un'ulteriore sorpresa. Lui è Girma, il nostro efficiente servo che da questo momento pongo anche a vostra disposizione per qualsiasi servizio. Spero che sia di vostro gradimento come lo è per noi. Potete constatare che è un vigoroso etiope; il suo nome significa pienezza, abbondanza e peraltro simboleggia la prosperità. E' al nostro servizio da una settimana e finora ci è stato di molta utilità poiché sa fare di tutto con la massima diligenza e precisione. Non vi abbiamo mostrato la sua comoda stanza da letto poiché Girma vi si stava concedendo un meritato riposo. Constatate comunque la sua invidiabile corporatura.” ci disse Ingrid mentre palpeggiava con evidente morbosa soddisfazione, la muscolatura dell'etiope che non smetteva di guardarci con occhi stracolmi di avido desiderio.
Entrambe lo osservammo compiaciute e lui si avvicinò salutandoci con un reverente baciamano. Subito dopo Kurt gli ordinò di versare il vino nelle coppe concedendogli la libertà di trattenersi a cena con noi oppure di ritirarsi.
“Girma, è troppo chiederti di rimanere a cena insieme a noi ?” gli chiese Delia.
“Assolutamente no; sarò lieto di accompagnarvi !” rispose Girma.
“Brava Delia, approvo la tua gentile richiesta poiché Girma è molto rispettoso e pienamente meritevole di cenare con noi anche perché ci potrebbe essere di ulteriori aiuti.” disse Ingrid guardandola morbosamente compiaciuta.
Appena Girma versò il vino nelle coppe, Kurt ci invitò a brindare.
“In alto le coppe, omaggiamo Bacco e brindiamo al nostro incontro !”
Dopo il brindisi, ci sdraiammo sui triclini; Delia e Kurt occuparono i due triclini alla mia destra mentre Ingrid quello alla mia sinistra.
Girma riempì i piatti con abbondante cibo e dopo averceli offerti, Delia lo invitò ad accomodarsi sul triclinio di fianco a lei. Avevo il chiarissimo sentore che quel banchetto si sarebbe convertito in un autentico baccanale e mentre gustavamo i deliziosi pasti, Delia chiese a Ingrid il motivo per cui Girma portava l'anello agganciato al collare e una corta catena alla cavigliera.
“Mia cara Delia, dato l'ambiente in cui ci troviamo, abbiamo pensato di affidargli il ruolo liberto poiché nell'antica Roma gli schiavi liberati pullulavano ma Girma non ha bisogno di essere castigato né tanto meno incatenato poiché è molto affidabile, obbediente, riservato, rispettoso, amante dell'igiene e inoltre molto versatile poiché finora ha dimostrato di sapersi adattare a ogni ruolo.”
“E' interessante sapere delle sue molteplici qualità.”
“Delia carissima, ti assicuro che ti compiacerà constatarle personalmente.”
“Ho già notato che è molto affabile, distinto e di buone maniere.”
“Avrai occasione di scoprire altre sue particolari qualità.” le replicò Ingrid.
Entrambe lo osservavamo compiaciute perché dal modo in cui era disteso sul triclinio ci attirò piacevolmente anche quella consistente e sensuale protuberanza che gli emergeva dal gonnello e che pose istintivamente ali alla nostra lussuriosa immaginazione. Ci compiacque notare che Girma ci scrutava morbosamente con la massima discrezione senza riuscire a nascondere la soddisfazione e il piacere che gli procuravamo. Dalla posizione in cui mi trovavo provai anche un lussurioso piacere notando che indossava soltanto il gonnello poiché le dimensioni del suo cazzo erano tali da sollevare leggermente il gonnello e lasciare a vista parte del suo scroto. Dopo aver mangiato a sazietà arrosto di agnello, verdure, frutta e bevuto dell'ottimo vino, entrammo nella stanza adiacente per lavarci le mani e al rientro mi soffermai di fronte a Ingrid mentre si sdraiava sul triclinio e io mi liberavo della mantellina come aveva appena fatto Delia.
“Avete fatto bene a togliervi le mantelline poiché è bello vedere e lasciarsi vedere il seno da un'altra donna in quanto è una delle nostre parti più attraenti.” disse impudicamente Ingrid.
“Io me ne sono liberata per sentirmi accaldata e concordo con te in quanto la nostra innata civetteria ci spinge a curiosare e immaginare piacevolmente le parti dei seni altrui nascoste dagli indumenti.” replicai contemplandole sfacciatamente il seno.
“E alcune gradirebbero anche palparle.” aggiunse con un seducente sorriso.
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Il pomeriggio del secondo giorno a Dusseldorf, mentre ero sul divano con Delia e l'ascoltavo con morbosa attenzione poiché mi raccontava alcune esperienze vissute con la sua amica Brenda, con alcune troie del suo bordello preferito e quelle con una coppia tedesca.
“Sei molto attiva in quanto nonostante le tue amicizie frequenti anche bordelli.”
“Sono troppo calda e ho bisogno di placare i miei istinti anche con le troie.”
“Capisco; parlarmi ancora di questa coppia poiché sarei molto lieta di conoscerli.”
“Entrambi hanno cinquantasei anni, sono molto educati, riservati, aperti a tutto e tengono molto all'igiene; parlano bene l'italiano poiché hanno frequentato corsi di specializzazione a Roma. Ingrid è una simpatica professoressa bisessuale che ha una cattedra di storia dell'arte all'università mentre Kurt è un noto avvocato, bisessuale, un autentico porco e nonostante la sua età ostenta un bel cazzo dotato e resistente che mi ha sempre soddisfatta appieno. Te li presenterò quanto prima e sono certa che avrai un bel da fare con entrambi.”
“Hanno conosciuto anche Isa ?”
“Sì e ne rimasero talmente entusiasti che la invitarono a trattenersi nella loro casa per tre giorni.”
“Stando a ciò, non vedo l'ora di conoscerli. Sono certa che ogni mia cavità sarà ben disposta ad accogliere quel cazzo anche perché sono stanca di scopare soltanto con mio marito e vorrei gustarmi qualche altro cazzo. Spesso ho pensato di fargli le corna poiché ritengo che ne sia meritevole e come già sai, mi trascura parecchio nell'ambito sessuale.”
“Brava Edda; è proprio così che si esprime una vera femmina aperta a tutto e fai bene a volerlo cornificare. Kurt é senz'altro l'uomo che fa per te; non te ne pentirai poiché se desideri potrai anche sodomizzarlo con un fallo e scopare liberamente pure con Ingrid.”
“Vorrei che mio marito fosse come Kurt ma purtroppo è tagliato all'antica e detesta il sesso aperto, la trasgressione e l'omosessualità. Per la verità non vedo l'ora di fargli le corna.”
“Penso che avresti meritato un marito diverso; mi chiedo come reagirebbe se sapesse che oltre ad essere lesbica, sei predisposta a fargli le corna con qualsiasi maschio ti vada a genio. Comunque sono certa che al tuo rientro in Italia ostenterà a sua insaputa un'esuberante paio di corna.”
“Se lo scoprisse mi chiederebbe subito il divorzio ma non lo scoprirà mai; non sbagli al dire che avrei meritato un marito diverso ma che colpa ho di essere lesbica e desiderare scopare con un uomo che soddisfi appieno i miei bisogni di femmina ?”
“Non hai alcuna colpa al riguardo poiché il nostro inconscio ci spinge a cercare piacere verso ambo i sessi.”
In quel momento squillò il telefono ed era proprio Ingrid che la invitava in campagna per farle conoscere la villetta che era stata appena finita di costruire e arredare. Delia ringraziò per l'invito e dopo averle parlato brevemente di me, Ingrid le manifestò il desiderio di conoscermi e che ci aspettava per cena.
“Conoscerai Ingrid e Kurt ancor prima del previsto; Ingrid ci aspetta alle otto.”
“Oh benissimo ! Continua a parlarmi di loro.”
Ci recammo in cucina e mentre preparavo il thè, Delia mi espose in dettaglio i loro rapporti. Fummo puntuali all'appuntamento e quando Kurt aprì la porta della villetta, ci incuriosì il suo abbigliamento poiché indossava un'elegante toga bianca dai vivaci bordi rossi e i calzari tipici degli antichi consoli romani. Ci elargì uno smagliante sorriso e un reverente baciamano.
“Edda è mia cugina; è arrivata ieri e siccome trascorrerà una breve vacanza con me, ho approfittato quest'invito per farvela conoscere.”
“Delia, hai fatto benissimo e ti ringrazio poiché è proprio una bellissima sorpresa.”
“Benvenuta Edda, sono molto lieto e onorato di conoscerla !”
“Anch'io Kurt, ma data la vostra amicizia, sarebbe bene darci del tu.”
“Con piacere Edda; prego, accomodatevi !”
Ingrid ci venne subito incontro gioiosa e a braccia aperte.
“Delia ci ha fatto la sorpresa di farci conoscere sua cugina Edda.”
“In realtà ne ero già a conoscenza e io stessa le ho chiesto di portarla con sè per conoscerla e fare una sorpresa anche a te.”
“Mia cara Ingrid, a questo punto ringrazio anche te per questa sorpresa.”
Ingrid si avvicinò a Delia, salutandola con un abbraccio e un tenero bacio sulle labbra poi fece lo stesso con me ricambiandola in egual modo.
“Edda, sono lieta di conoscerti ma guardandoti bene mi accorgo che sei bellissima proprio come aveva detto Delia. Sii benvenuta in questa casa anche da parte mia.”
“Anch'io sono lieta di conoscerti e ti ringrazio sia per il desiderio che avevi di conoscermi che per questa calorosa accoglienza.”
“Piacere mio Edda; piacere mio !” disse cercando di sedurmi con lo sguardo.
“Delia ti ringrazio per presentarci la tua bella cugina ma osservandola bene, vi rassomigliate parecchio.” disse Ingrid avvicinandosi nuovamente a Delia senza smettere di guardarmi morbosamente dalla testa ai piedi.
“Ti avevo garantito che ti avrebbe fatto un'ottima impressione ed è vero che ci rassomigliamo parecchio.”
“Delia, permettimi di ringraziarti nuovamente per avercela fatta conoscere ma stavolta con un bacio.”
“Delia mi ha detto che vi ha presentato anche Isa.” le dissi osservandole eccitata.
“Infatti ! Isa ci ha fatto una piacevolissima impressione e abbiamo stretto subito amicizia ma passando ad altro, io e Kurt vogliamo farvi conoscere subito questa villetta anche perché anche noi abbiamo una sorpresa per voi.”
Kurt ostentava un prestante fisico e la bella Ingrid mi colpì piacevolmente sia per le forme giunoniche che per l'eleganza poiché indossava un lungo e sensuale peplo a due veli bianchi coi bordi dorati e una mantellina bianca appoggiata alla spalla che le copriva la tetta sinistra mentre il peplo le lasciava generosamente a vista la metà della destra; mi eccitò subito poiché ad ogni suo passo i veli del peplo si separavano sensualmente lasciandole a bella vista le gambe e buona parte delle cosce. Ingrid mi sorrise e si avvicinò prendendomi delicatamente la mano proprio come Kurt fece con Delia, per mostrarci i diversi ambienti della villetta peraltro finemente decorati con molte sculture, quadri e altro. Ammetto che il semplice contatto con la mano di Ingrid mi destava una sorta di eccitazione che provavo anche notando gli atteggiamenti alquanto coniugali fra Kurt e Delia. Prima di abbordare la scala per accedere al primo piano, Ingrid mi trattenne gentilmente i fianchi poiché gli alti tacchi dei sandali mi impedivano di affrontare i gradini con sicurezza.
“Lasciati sostenere come Kurt sta facendo con Delia poiché anche lei indossa dei sandali simili; aggrappati bene a me per non cadere. ”
“Ingrid grazie per aiutarmi; questi tacchi alti mi rendono alquanto instabile.”
Ingrid mi tratteneva sempre più stretta prestando attenzione ad ogni mio passo senza smettere di guardarmi impudicamente le tette scrutandole attraverso i due bottoni scollegati della mia camicia. Approfittai quell'aiuto per aggrapparmi alla sua schiena e a causa del doppio strato di veli del peplo, la mano mi scivolò sulla sua schiena e quel semplice contatto mi procurò una sensazione talmente piacevole che entrambe non potemmo evitare di guardarci e condividere un morboso e complice sorriso. Dopo aver percorso lentamente l'intera scala, ci condussero nella loro faraonica stanza da letto. Ingrid ci disse che essendo l'ambiente più importante e riservato della casa, si erano prodigati per renderla particolarmente comoda.
“Kurt, spalanca le finestre poiché c'è troppo caldo.” disse Ingrid.
“Spero che non abbiate nulla in contrario se mi tolgo la mantellina poiché mi sento accaldata.” aggiunse Ingrid rivolgendosi a noi due.
“Assolutamente no e non scandalizziamo affatto poiché anch'io sento caldo.” disse Delia scollegandosi due bottoni della camicia.
“Anche a me succede lo stesso.” dissi mentre mi liberavo di un terzo bottone.
Appena si tolse la mantellina non riuscii ad evitare di ammirare morbosamente la metà delle sue accattivanti tette poiché la mantellina le copriva interamente la tetta sinistra. Ingrid si avvicinò e prendendomi nuovamente la mano mi fece percorrere l'intera stanza e ad ogni passo le contemplavo con la massima discrezione le gambe, le cosce nonché la metà delle tette poiché le oscillavano sensualmente.
“Come vedete, il comò e i due armadi sono molto capienti. I due bagni, il divano, le tre poltrone, i tre specchi e quest'ampio letto a tre piazze costruito su misura, ci offrono il massimo comfort.” disse Ingrid stringendomi sempre più forte la mano.
Delia si avvicinò al letto e premette il materasso due volte col palmo della mano.
“Complimenti per l'ottima scelta; è morbidissimo.”
“E' comodo anche per quattro persone.” disse Ingrid sorridendo mentre si sedeva sulla sponda del letto e un velo del peplo le scivolava sull'altro lasciandole la gamba e quasi tutta la coscia destra oscenamente scoperte.
Non riuscivo a privarmi del piacere di contemplarle spudoratamente la coscia mentre mi guardava sfacciatamente le tette senza mollarmi la mano che mi treneva ben stretta dal momento in cui abbordammo la scala.
“Lo penso anch'io mia cara; in effetti è un letto abbastanza ampio e peraltro ti faccio i miei complimenti per il tuo elegantissimo peplo e i fini monili che indossi e che non ti avevo mai visti addosso; ti donano parecchio poiché sembri una autentica, nobile e aristocratica matrona dell'antica Roma e la mantellina che ti sei appena tolta ti rendeva ancora piu elegante e virtuosa.” le disse Delia che rimasta in piedi affianco a Ingrid.
“Mi compiace sapere che sono di tuo gusto e che li apprezzi tanto ma; li avevo aquistati anni fa a Roma ma non li avevo mai indossati prima d'ora e comunque non sono poi tanto virtuosa.” rispose Ingrid.
“Ingrid, non fare la modesta poiché sappiamo bene che lo sei.” le disse Delia mentre le sollevava leggermente la collana e gli orecchini per apprezzarne la qualità.
“Complimenti Ingrid, la collana d'oro è molto fine e gli orecchini sono arricchiti addirittura da perle. Edda, avvicinati e guardali attentamente anche tu.”
Mi avvicinai e mi presi la stessa libertà di Delia, toccando delicatamente quei monili e peraltro mi eccitai parecchio poiché ne approfittai per lasciarmi scorrere con molta discrezione le mani sulla sua biancchissima pelle.
“Delia, sono effettivamente di ottima qualità e pregio. Ingrid, anch'io mi complimento per il tuo gusto.” dissi ammirando quelle tette parzialmente coperte.
“Mi compiace sapere che siano anche di tuo gusto.” mi disse con un dolcissimo e seducente sguardo.
“Peraltro apprezzo molto anche il tuo elegante peplo poiché lo avevo visto soltanto alle attrici nei film peplum.” aggiunsi.
“Mia cara Edda, ad esserti sincera lo trovo anche confortevole poiché trovandomi senza biancheria intima, mi fa sentire a pieno agio.” disse cercando di provocarmi con un tono decisamente licenzioso.
CAPITOLO 2
Quelle morbose parole mi lasciarono perplessa e posero ali alla mia lussuriosa fantasia al punto che rimasi a guardarla attonita e ancora più eccitata. Purtroppo Kurt ruppe quei magici istanti di osceno silenzio invitandoci a seguirlo per mostrarci la stanza da letto destinata agli ospiti. Notammo che era anch'essa spaziosa e ben accessoriata ma ad un tratto Delia chiese il motivo per cui entrambi indossavano un tale anacronistico abbigliamento.
“Delia, non avete ancora visto tutta la casa; mancano due stanze che rappresentano la nostra peculiare sorpresa.” rispose Ingrid evadendo la domanda.
“Ingrid, gradisco le sorprese però mi incuriosisci. Di che si tratta ?”
“Fra poco sarete voi a provare dell'anacronismo per il vostro abbigliamento in quanto gli ambienti in cui entrerete vi faranno sentire a disagio.”
“Ingrid per favore, sii più esplicita.”
Ingrid le si avvicinò sorridendo e la baciò per la terza volta sulle labbra.
“Delia, non voglio tenervi sulle spine ma prima di mostrarvi la sorpresa, ricorda che io e Kurt abbiamo vissuto un anno a Roma e ci ha colpiti sia la sua bellezza che la sua affascinante storia.”
“So bene che ne siete rimasti entusiasti.” replicò Delia.
Kurt si avvicinò a Delia appoggiandole affettuosamente un braccio sulle spalle.
“Delia, conosci bene le consuete lunghe premesse di Ingrid. In poche parole, per soddisfare il nostro ego, abbiamo fatto allestire due ampie stanze rispettando lo stile di una domus dell'Aeterna Urbs.”
“Intendi una sorta di angoletto della Roma antica in questa casa ?”
“Appunto ! Peraltro, ieri ho avuto l'idea di costruire anche un ristorante simile a una taverna dell'antica Roma nel giardino in virtù della sua vasta superficie. Adesso preparatevi alla sorpresa; seguitemi !”
Kurt aprì una porta ed entrammo in un buio ma brevissimo corridoio; scostò una tendina e ci ritrovammo in una stanza illuminata da una sola candela. Kurt e Ingrid accesero le altre candele, fiaccole e lampade ad olio e quando fu bene illuminata, io e Delia rimanemmo visibilmente stupefatte. Non nego che ci sentimmo sbalzare nel tempo; ogni oggetto e decorazione era stato curato nei minimi dettagli e ci procurò una piacevolissima sensazione poiché improvvisamente ci trovammo catapultate in una autentica domus dell'antica Roma imperiale. Le pareti erano decorate con arazzi, affreschi, quadri, vessilli e diversi specchi sbiaditi. Su una parte del soffitto c'era un grande specchio circondato da arazzi e l'intero pavimento era composto da pregiati mosaici. Mi avvicinai a una colonna su cui giaceva un busto di Giulio Cesare e non potei fare a meno di accarezzarlo.
“E' l'idolo di Kurt poiché fu un grande condottiero, stratega nell'arte militare e scrittore; si dice peraltro che fosse marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti. In buona sostanza, era anche un autentico porco.” mi disse Ingrid sorridendo mentre continuava a guardarmi con morboso desiderio.
“Ingrid, lo ignoravo e ti ringrazio per informarmene.” le replicai.
Kurt si avvicinò a una parete e dopo aver azionato una grossa fune verso il basso, rimanemmo sbalordite poiché quasi la terza parte del soffitto rimase allo scoperto; gradimmo molto quello stupendo scenario e ci estasiammo osservando una romantica luna piena immersa in un cielo stellato.
“Che ne pensate ?”
“Kurt, trovo questo marchingegno molto interessante poiché da l'impressione di stare in terrazzo !” dissi entusiasta.
“Ho avuto quest'idea per l'entrata di aria fresca in estate. Adiacente a questa stanza vi è uno spazioso terrazzo che vi mostrerò a breve. ”
“Complimenti Kurt, l'idea di aggiungere a questo peculiare ambiente un tocco talmente rilassante e allo stesso tempo romantico, è stata geniale.”
“Edda, sei gentile ma non sono un genio. Seguitemi per mostrarvi l'altra stanza !”
Nel centro dell'altra ampia stanza c'era una grande vasca piena d'acqua circondata da panche e tavolini in marmo pregiato.
“Siete stati bravissimi ad avere tante brillanti idee che rendono questi ambienti a dir poco fantastici. Congratulazioni !” dissi mentre rientravamo nella prima stanza.
“Edda mi compiace sapere che è tutto di tuo gradimento.” rispose Kurt.
“Dai triclini è bello guardare il soffitto poiché questo grande specchio permette vedere l'ambiente da un'altra prospettiva.” aggiunsi.
“In effetti ! Pensavamo allestire queste due stanze da tempo ma sono state portate a termine appena quattro giorni fa. Abbiamo sborsato un piccolo patrimonio ma ne è valsa la pena. Parecchi di questi oggetti sono stati acquistati a Roma ma la maggior parte è di produzione locale.” disse Kurt.
“Delia, essendo nostra intima amica, abbiamo voluto che fossi tu la prima a visitare questa villetta. Edda, questo vale anche per te; spero che anche tu diventi una nostra intima amica come Delia e Isa.” disse Ingrid guardandomi con crescente morbosità.
Mi avvicinai a Ingrid e dopo averla abbracciata, la baciai d'istinto sulle labbra premendo le tette contro le sue in modo da trasmettere le mie morbose vibrazioni direttamente sulle sue generose tette.
“Ingrid, mi rendo conto che sei una gentilissima e raffinata dama di classe; non dubito che diventeremo intime amiche e vorrei che questo bacio ne sigilli lo sboccio.” le dissi dopo averla baciata mentre mi trattenevo ancora abbracciata a lei.
“Edda sei molto amabile; permettimi di ricambiarti per riconfermare il sorgere di questa amicizia.”
“Certamente Ingrid, sono lieta di scambiare un altro bacio con te.”
Ci abbracciammo e tornammo a baciarci mentre inserivo la mano fra i due veli del suo peplo per stringere e accarezzare ancora una volta la sciena trasmettendole peraltro le mie morbose vibrazioni.
“Comunque vi trovo entrambi interessanti e mi avete fatto un'ottima impressione.” dissi a Kurt dopo quel bacio trattenendo la mano sulla schiena di Ingrid.
“Edda, anche tu ci hai fatto un'ottima impressione e mi auguro di essere all'altezza delle tue aspettative.” replicò morbosamente Kurt.
“Kurt, non lo dubito affatto. So bene che ne sei perfettamente in grado poiché Delia mi ha parlato molto bene di te e comunque anch'io mi auguro di colmare le aspettative che entrambi avete verso di me.” risposi allargandomi leggermente e spudoratamente le gambe.
“Edda, non ci sono dubbi.” replicò Kurt con un morbosissimo sguardo.
“Concordo pienamente con Kurt.” aggiunse Ingrid che mantenendo la mano sulla mia schiena, mi baciò sulla guancia.
A quel punto Ingrid si distaccò leggermente da me e volgendo lo sguardo a Delia, ci chiese se desideravamo indossare abbigliamento in stile romano per adeguarci alla domus. Acconsentimmo entusiaste e Kurt, visibilmente emozionato, spalancò le ante dell'ampio armadio e aprì due spaziose cassapanche.
“Prego avvicinatevi. Qui troverete tutto l'occorrente. Scegliete con calma e poi cambiatevi nell'altra stanza; nel frattempo noi ci ritiriamo per organizzare la cena.”
CAPITOLO 3
L'armadio e le cassapanche contenevano un vasto assortimento di pepli, tuniche, toghe, stole, calzari, collane, braccialetti e tanto altro. Delia scelse un lungo peplo blu, con un'ampia scollatura, una mantellina bianca e una cintura dorata mentre io scelsi una toga rossa monospalla smanicata lunga fino a metà coscia, una mantellina gialla e una sottile cintura dorata. Quando rientrammo nell'altra stanza notammo che entrambi erano sdraiati sui triclini e che sul tavolo vi erano vassoi colmi di leccornie prelibate ma non demmo importanza al brevissimo ondeggio della tendina all'entrata della stanza. Ingrid e Kurt ci osservarono compiaciuti per le nostre scelte.
“Mi complimento per le vostre scelte; Edda, sei elegante ma inconsapevolmente hai scelto l'abbigliamento e i colori che contraddistinguevano le schiave e le meretrici che pullulavano nell'antica Roma.” mi disse cercando di provocarmi mentre mi osservava impudicamente dalla testa ai piedi.
“Ingrid lo ignoravo ma non penso cambiarmi poiché mi sento a mio agio; di solito indosso minigonne ma questa corta toga mi piace in modo particolare. Può sembrarti strano ma in base alla tua osservazione, stasera non disdegnerei affatto di assumere il ruolo di schiava e meretrice come hai appena accennato.” le dissi con un morboso sorriso lasciandole intendere che accettavo la sua provocazione e che intendevo rompere quel fragile blocco di ghiaccio.
“Edda, sei troppo carina; apprezzo moltissimo la tua spudorata predisposizione di assoggettarti liberamente a dei barbari come noi e mi congratulo per la tua sfacciata audacia.” replicò Ingrid con uno sguardo talmente impudico che mi trasmise il suo impellente desiderio di rompere definitivamente quell'ormai fragilissimo ghiaccio.
“Ingrid, in base alle tue conoscenze storiche, sai bene che gli italiani siamo sempre stati esterofili e che tuttora lo siamo.” le dissi spudoratamente trasmettendole la mia predisposizione ai morbosi desideri che percepivo dai suoi osceni sguardi.
“Infatti; in questo caso apri nuovamente la cassapanca, scegli un bracciale per l'avambraccio, una cavigliera e indossali giacché erano proprio quelli i monili usati dalle schiave e dalle meretrici.” mi ordinò con la massima spudoratezza.
Scelsi quei due oggetti, li indossai e mi piazzai di fronte a lei.
“Ti sembra che adesso ho le sembianze di schiava e puttana ?”
“Certamente; questi monili ti donano parecchio. Accomodati sul triclinio di fianco al mio e prepariamoci alla cena.”
Mi sorrise porgendomi anche la mano con morbosa civetteria e gliela strinsi con molta dolcezza. Il ghiaccio era ormai rotto.
“In qualità di schiava ritengo che adesso è mio compito servirvi i pasti.”
“No Edda, poiché spetta ad altra servitù.” disse battendo tre volte le mani.
Poco dopo la tendina tornò a muoversi proprio come quando io e Delia eravamo rientrate nella stanza dopo esserci cambiate gli indumenti e a cui allora non avevamo alcuna importanza; fu proprio in quel momento che capimmo il motivo di tale movimento poiché da dietro la tendina apparve un corpulento maschio di colore portando un vassoio con coppe e brocche contenenti acqua e vino che appoggiò subito sul tavolo. Indossava un gonnello in camoscio con spacchi laterali fissato alla vita da un largo cinturone in cuoio, un paio di sandali in cuoio, un collare in ottone da cui pendeva un lucido anello e una cavigliera in ottone su cui era collegata una catena composta da tre anelli.
“Mie care, eccovi un'ulteriore sorpresa. Lui è Girma, il nostro efficiente servo che da questo momento pongo anche a vostra disposizione per qualsiasi servizio. Spero che sia di vostro gradimento come lo è per noi. Potete constatare che è un vigoroso etiope; il suo nome significa pienezza, abbondanza e peraltro simboleggia la prosperità. E' al nostro servizio da una settimana e finora ci è stato di molta utilità poiché sa fare di tutto con la massima diligenza e precisione. Non vi abbiamo mostrato la sua comoda stanza da letto poiché Girma vi si stava concedendo un meritato riposo. Constatate comunque la sua invidiabile corporatura.” ci disse Ingrid mentre palpeggiava con evidente morbosa soddisfazione, la muscolatura dell'etiope che non smetteva di guardarci con occhi stracolmi di avido desiderio.
Entrambe lo osservammo compiaciute e lui si avvicinò salutandoci con un reverente baciamano. Subito dopo Kurt gli ordinò di versare il vino nelle coppe concedendogli la libertà di trattenersi a cena con noi oppure di ritirarsi.
“Girma, è troppo chiederti di rimanere a cena insieme a noi ?” gli chiese Delia.
“Assolutamente no; sarò lieto di accompagnarvi !” rispose Girma.
“Brava Delia, approvo la tua gentile richiesta poiché Girma è molto rispettoso e pienamente meritevole di cenare con noi anche perché ci potrebbe essere di ulteriori aiuti.” disse Ingrid guardandola morbosamente compiaciuta.
Appena Girma versò il vino nelle coppe, Kurt ci invitò a brindare.
“In alto le coppe, omaggiamo Bacco e brindiamo al nostro incontro !”
Dopo il brindisi, ci sdraiammo sui triclini; Delia e Kurt occuparono i due triclini alla mia destra mentre Ingrid quello alla mia sinistra.
Girma riempì i piatti con abbondante cibo e dopo averceli offerti, Delia lo invitò ad accomodarsi sul triclinio di fianco a lei. Avevo il chiarissimo sentore che quel banchetto si sarebbe convertito in un autentico baccanale e mentre gustavamo i deliziosi pasti, Delia chiese a Ingrid il motivo per cui Girma portava l'anello agganciato al collare e una corta catena alla cavigliera.
“Mia cara Delia, dato l'ambiente in cui ci troviamo, abbiamo pensato di affidargli il ruolo liberto poiché nell'antica Roma gli schiavi liberati pullulavano ma Girma non ha bisogno di essere castigato né tanto meno incatenato poiché è molto affidabile, obbediente, riservato, rispettoso, amante dell'igiene e inoltre molto versatile poiché finora ha dimostrato di sapersi adattare a ogni ruolo.”
“E' interessante sapere delle sue molteplici qualità.”
“Delia carissima, ti assicuro che ti compiacerà constatarle personalmente.”
“Ho già notato che è molto affabile, distinto e di buone maniere.”
“Avrai occasione di scoprire altre sue particolari qualità.” le replicò Ingrid.
Entrambe lo osservavamo compiaciute perché dal modo in cui era disteso sul triclinio ci attirò piacevolmente anche quella consistente e sensuale protuberanza che gli emergeva dal gonnello e che pose istintivamente ali alla nostra lussuriosa immaginazione. Ci compiacque notare che Girma ci scrutava morbosamente con la massima discrezione senza riuscire a nascondere la soddisfazione e il piacere che gli procuravamo. Dalla posizione in cui mi trovavo provai anche un lussurioso piacere notando che indossava soltanto il gonnello poiché le dimensioni del suo cazzo erano tali da sollevare leggermente il gonnello e lasciare a vista parte del suo scroto. Dopo aver mangiato a sazietà arrosto di agnello, verdure, frutta e bevuto dell'ottimo vino, entrammo nella stanza adiacente per lavarci le mani e al rientro mi soffermai di fronte a Ingrid mentre si sdraiava sul triclinio e io mi liberavo della mantellina come aveva appena fatto Delia.
“Avete fatto bene a togliervi le mantelline poiché è bello vedere e lasciarsi vedere il seno da un'altra donna in quanto è una delle nostre parti più attraenti.” disse impudicamente Ingrid.
“Io me ne sono liberata per sentirmi accaldata e concordo con te in quanto la nostra innata civetteria ci spinge a curiosare e immaginare piacevolmente le parti dei seni altrui nascoste dagli indumenti.” replicai contemplandole sfacciatamente il seno.
“E alcune gradirebbero anche palparle.” aggiunse con un seducente sorriso.
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