Confessioni

di
genere
saffico

CONFESSIONI
CAPITOLO 1
Il periodo in cui ero stravolta dai primi sconosciuti istinti auto erotici è ormai un ricordo. I piaceri che provavo stimolandomi la fica al mattino appena mi svegliavo, la sera prima di addormentarmi e frequentemente anche nel corso della giornata, mi soddisfacevano molto nonostante gli strani umori che mi sgorgavano dalla fica mi destassero dubbi e preoccupazioni; anche se pensavo che potessero essermi nocivi, mi masturbavo sempre con più entusiasmo. Trattando tale argomento con una mia fidata e molto riservata compagna di scuola, ottenni una spiegazione talmente rassicurante e precisa che continuai a masturbarmi tranquillamente. Mi masturbavo immaginando scene erotiche ma anche osservando la pubblicità nelle riviste che ritraevano uomini a torso nudo e in costume da bagno. A diciassette anni regalai la verginità a un ragazzo che lasciai dopo circa due mesi a causa dei suoi continui tradimenti; la delusione che provai fu tale che in seguito respinsi altri corteggiatori fin quando ne conobbi quello che sposai a ventiquattro anni. A vent'anni mi ero iscritta all'università e approfittai la prima vacanza per trascorrerla da sola a Nizza trovando alloggio presso una pensione ubicata nel pittoresco centro storico e al mattino dopo noleggiai subito una city bike per spostarmi autonomamente. Due giorni dopo conobbi casualmente Odette; era di pomeriggio e dopo aver percorso buona parte del lunghissimo Promenade des Anglais, mi fermai a riposare su una panchina. Mentre osservavo il bellissimo panorama, una ragazza in bicicletta si fermò davanti a me.
“Excusez-moi, je peux m'assoir ?” mi chiese gentilmente se poteva accomodarsi lasciandomi intendere che le altre panchine erano occupate.
“Certainement, je suis seul !” risposi affermativamente anche con un gesto.
“Merci ! Es-tu italien ?” disse dopo essersi seduta affianco a me chiedendomi se fossi italiana.
“Oui. Malheureusement je ne parle pas français.”
“Dato che conosci poco la nostra lingua, parleremo in italiano poiché l'ho imparato da piccola. Sapevi che un tempo qui si parlava anche in italiano ?”
“Sì, ne ero a conoscenza.”
“Mi chiamo Odette; vorrei riposarmi un po' giacché vengo da Beaulieu sur Mer.”
“Piacere, Edda. Mi sto dilettando contemplando questo splendido panorama.”
Ammetto che rimasi subito colpita dalla bellezza di quella venticinquenne dalla lunga capigliatura nera. I suoi corti pantaloncini rossi evidenziavano la perfezione delle gambe e la camicia bianca, non abbottonata del tutto, risaltava una generosa terza misura di seno lasciando inevitabilmente a vista parte delle sue belle tette. Conversammo amenamente e dopo esserci recate in una gelateria per sorbire due tipici gelati al gusto di lavanda e violetta; trascorremmo il pomeriggio passeggiando lungo l'incantevole Promenade e parte della conversazione versò inevitabilmente sulle nostre vicende amorose confessandomi peraltro che essendo reduce da parecchie delusioni sentimentali, si era proposta di astenersi per un periodo dall'intraprendere nuovi rapporti con i suoi pretendenti senza rinunciare a sfogare, di tanto in tanto, i suoi istinti sessuali con i maschi che più gradiva. Siccome ci accorgemmo che tra noi stava sbocciando una sincera amicizia, fissammo un appuntamento per rivederci il pomeriggio del giorno dopo nel medesimo luogo in cui ci eravamo incontrate per trascorrerlo alla spiaggia. Ero rimasta talmente attratta da Odette che quella stessa sera, prima di addormentarmi, non resistetti al morboso piacere di dedicarle un ditalino. Il giorno successivo trascorremmo uno splendido pomeriggio al mare e dopo aver concluso la serata con una leggera cena in rosticceria, mi propose di recarmi da lei il mattino dopo. Grazie al suo striminzito bikini che mi lasciò contemplare maggiormente la sua bellezza, anche quella sera le dedicai un ulteriore, lungo e soddisfacente ditalino prima di addormentarmi. Entusiasta di incontrarla, il mattino dopo la raggiunsi nella piazza principale di Beaulieu proprio dove avevamo prefissato l'appuntamento e dopo aver percorso quasi l'intero paesino in bicicletta, mi invitò a pranzo a casa sua. I suoi genitori abitavano a Nizza e per essere vicina al posto di lavoro, si era trasferita nella casa ereditata dai suoi nonni. Era una bella e comodissima casa indipendente in periferia a un piano e con un bel giardino. Quella tranquillissima zona in cui si udiva soltanto l'armonioso cinguettio degli uccelli e la piacevole compagnia di Odette, mi fecero sentire a pieno agio. Trascorremmo quel pomeriggio passeggiando e mi resi conto che nonostante lavorasse presso l'ufficio postale di Beaulieu da pochi mesi, era già molto conosciuta e molti si fermavano a salutarla. Mi presentava come la sua nuova amica piemontese ed ero veramente lieta di averla conosciuta. D'un tratto ci incrociammo con le sue amiche, Inaya e Zélie, che si unitesi a noi, ci proposero di concludere la serata in pizzeria. Quando mi congedai per rientrare a Nizza, Odette mi disse che la sera successiva sarebbero venute a Nizza per assistere al concerto di un gruppo musicale locale. Quella sera rientrai a Nizza pedalando senza fretta in quanto Odette, Inaya e Zélie mi avevano fatto un'impressione talmente piacevole che invadeva i miei pensieri. Confesso che in virtù della mia delusione sentimentale, da tempo mi masturbavo indirizzando stranamente le fantasie erotiche verso alcune mie compagne, amiche, qualche professoressa e alcune donne che incrociavo per strada. Confesso peraltro che l'attrazione per le donne mi stava già turbando parecchio; fra me e me, speravo che si trattasse soltanto di un evento passeggero poiché l'idea di convertirmi in una lesbica mi angosciava parecchio. Giunta alla pensione mi feci una doccia e conclusi la serata passeggiando da sola lungo le affollate stradine del centro. Rientrata nella pensione mi distesi sul letto e mi addormentai dedicando ancora una volta un piacevolissimo ditalino a Odette ma stavolta le mie fantasie coinvolsero anche Inaya e Zélie. Il mattino dopo, Odette e Inaya mi raggiunsero alla pensione mentre facevo colazione e mi invitarono alla spiaggia; accettai di buon gusto e finita la colazione mi recai nella stanza da letto per indossare il costume da bagno, applicare una leggera passata di mascara e vivacizzare le labbra con del tenue balsamo. Rimanemmo alla spiaggia fino a sera e cenammo in pizzeria. Dopo ci recammo in una piazza gremita maggiormente da un pubblico femminile e assistemmo entusiaste al concerto anche ballando sia tra di noi che con le donne che ci circondavano. A seguito del concerto ci fermammo in una gelateria fin quando decisero di rientrare a Beaulieu. Anche quella sera dedicai ad entrambe dei sublimi ditalini.
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CAPITOLO 2
Ero talmente affascinata dalle mie nuove amiche e in special modo da Odette, che quando mi svegliai ebbi l'istintivo bisogno di concedermi nuovamente un lungo ditalino. Ero talmente presa dal desiderio di rivedere Odette che non esitai a farmi una doccia, vestirmi e raggiungerla quanto prima a casa sua. Giunsi a Beaulieu con la mia veloce bicicletta poco prima delle nove e appena entrai nella cabina telefonica antistante la sua casa per avvertirla del mio arrivo, notai che Inaya, in sella alla bicicletta di Odette, pedalava velocemente. Composi il numero e Odette mi rispose che nonostante si fosse appena svegliata, era lieta di ricevermi. Ero talmente eccitata dall'idea di incontrala che nonostante avessi già fatto colazione, ebbi bisogno di recarmi nel vicinissimo bar per sorbire un caffè espresso italiano corretto. Mille morbosissime idee iniziarono a balenare nella mia mente poiché ricordavo con insistenza le parole di Odette : < mi sono appena svegliata ma vieni pure, ti aspetto. Concedimi solo il tempo di andare in bagno >. Ricordando che Inaya indossava indumenti diversi da quelli della sera precedente, ebbi il sentore che avessero trascorso la notte assieme e sperando di non sbagliare, accarezzai morbosamente l'idea che fossero lesbiche. Sorseggiai lentamente il caffè, mi feci coraggio, mi avviai verso casa sua e col cuore in gola, premetti il citofono. Odette aprì subito la porta e mi regalò uno smagliante sorriso senz'ombra di imbarazzo per mostrarsi ancora in vestaglia, scalza, leggermente spettinata e con lievi occhiaie. Chiuse la porta, mi abbracciò, mi strinse le mani e per un breve istante appoggiò le labbra sulle mie; confesso che quell'inconsueto saluto mi sbalordì parecchio poiché fino ad allora ci eravamo salutate baciandoci sulle guance.
“Edda è un vero piacere rivederti e ti ringrazio per questa inaspettata sorpresa. Scusami per riceverti in queste condizioni ma non ho avuto il tempo di ricompormi; ad esserti sincera non pensavo che saresti arrivata subito.”
“Scusami tu per non averti detto che telefonavo dalla cabina antistante casa tua.”
“Credevo che telefonavi dalla cabina ubicata all'ingresso del paese ma l'importante è che sei qui. Sediamoci sul divano per stare più comode.”
Tenendomi ancora per mano, mi trascinò verso il divano, ci accomodammo l'una affianco all'altra accavallando le gambe e ci guardammo compiaciute; poco dopo iniziò a muovere le gambe e dato che spesso sfioravano quelle mie, avvertivo delle elettrizzanti sensazioni.
“Sono venuta a fare un giro da queste parti e ho pensato di venire da te sperando di non arrecare alcun disturbo.”
“Non disturbi affatto. Non è poi tanto presto e hai fatto benissimo. Io e Inaya saremmo venute a Nizza per invitarti a pranzo e poi al mare.”
“Accetto l'invito; sarà bello trascorrere anche questa bella giornata con voi.”
“Edda è stato un vero piacere conoscerti; sappi che hai fatto anche un'ottima impressione sia a Zélie che a Inaya; presumo che vi siate anche incrociate.”
“Contraccambio pienamente la vostra impressione e comunque poco fa, dalla cabina telefonica, ho visto Inaya uscire da qua; non l'ho chiamata poiché ha iniziato a pedalare velocemente e ho intuito che avesse premura.”
“Stanotte abbiamo lasciato Zélie a casa sua ben oltre le tre; attualmente i genitori di Inaya si trovano in vacanza a Marsiglia e siccome ha paura di trascorrere la notte in casa da sola, in questo periodo dorme a casa mia; eravamo compagne al liceo e alcune volte abbiamo anche dormito assieme. Peraltro stanotte abbiamo dormito poco e quando ci siamo svegliate si è ricordata che il tecnico doveva andare a casa sua per riparare la lavatrice; per la premura di arrivare prima di lui, se ne è andata di corsa con la mia bicicletta. Siccome avrei bisogno di una doccia, ti va di aspettarmi e poi fare colazione assieme ?”
“Ti ringrazio ma nonostante l'avessi già fatta, poco fa ho avuto bisogno di sorbire un caffè corretto al bar. Anch'io ho dormito poco ma sono uscita per approfittare ogni minuto della mia vacanza in questi incantevoli luoghi. Ti accompagnerò senz'altro a tavola e mentre ti fai la doccia, vorrei prepararti la colazione; so che gradisci marmellata, baguette, cornetti, brie, burro e uova.”
“Apprezzo la tua gentilezza e mi fa piacere che ricordi i miei gusti; mi andranno bene due fette di pancarré tostate col brie, un uovo fritto, spremuta d'arancia e caffè.”
Mi accarezzò e appoggiò nuovamente le labbra sulle mie per un istante.
“Sei molto premurosa; seguimi in cucina per mostrarti dove conservo il tutto.”
Quando Odette mi prese la mano per accompagnarla in cucina mi sentii presa ancora una volta da una forte emozione nonostante durante il concerto della sera precedente avessimo anche ballato assieme e spalmato a vicenda la crema solare sulle spalle mentre eravamo alla spiaggia. In quel momento avrei desiderato toccarla ed essere toccata. Giunte in cucina si inchinava con frequenza verso i vari cassetti e mentre lo faceva, la sua corta vestaglia mi permetteva di contemplare le sinuose forme dei suoi seni e delle sue cosce nonostante l'avessi già osservata in dettaglio alla spiaggia; inoltre il contrasto fra l'abbronzatura e la sua bianca carnagione contribuiva ad eccitarmi sempre più. Quando uscì dal bagno e rientrò in cucina con un corto accappatoio e i capelli alquanto bagnati, si accomodò su una sedia. Stavolta era l'accappatoio a lasciarmi contemplare le sue cosce che quando accavallò le gambe, rimasero ancora più scoperte. Trovandomi in piedi davanti a lei, approfittai i suoi istanti di distrazione per continuare ad osservarle morbosamente le cosce e parte delle tette parecchio visibili grazie alla generosa scollatura dell'accappatoio. Odette appariva molto più eccitante in quelle vesti che quando eravamo alla spiaggia coperta dal suo striminzito bikini in quanto, trovandoci da sole, esisteva anche la possibilità di saltarle addosso e concedermi le voluttuose effusioni che non avevo mai sperimentato con nessuna donna in virtù della mia timidezza e della paura di essere respinta. Anche se quei pensieri vagassero irrefrenabili nella mia mente, riuscii a mantenere la compostezza e controllare i miei ossessionanti e strani istinti saffici. Suppongo che Odette avesse letto chiaramente la mia mente in quanto mentre mangiava mi fece accomodare affianco a lei. Quando finì la colazione mi guardò alquanto dubbiosa.
“Scusa l'indiscrezione, ma come mai prima di venire hai avuto bisogno di un altro caffè, per giunta corretto ?”
Quell'imprevista domanda mi procurò un imbarazzo tale da sentirmi arrossire e incapace di rispondere.
“Odette, ad esserti sincera non saprei spiegarne il motivo.”
Durante i pochi istanti di silenzio che seguirono, volsi lo sguardo altrove.
“Adesso sparecchio la tavola e lavo le stoviglie. Posso aiutarti riguardo dell'altro che hai da sbrigare ?”
“Ti ringrazio per la disponibilità; ci sarebbe da riordinare la stanza da letto.”
“Bene Odette, io sono già pronta.”
“Allora seguimi.” disse prendendomi nuovamente per mano per andare nella stanza da letto.
“L'arredamento di questa casa è molto bello; presumo che sia in legname di quercia. Che stile è ?”
“In effetti, si tratta di quercia e lo stile Carlo X. Era della mia bisnonna e per me ha un valore sentimentale poiché vi hanno abitato anche i miei nonni che peraltro me l'hanno lasciata in eredità.”
Entrate nella comodissima stanza da letto, si scusò subito per il disordine. Quello scenario contribuì ad eccitarmi maggiormente. Anche se la serranda della finestra fosse abbassata quasi del tutto, scorsi sandali, gonne, magliette, cuscini e parte del lenzuolo sul pavimento; notai altri cuscini sul letto nonché due bicchierini con residui di liquore e una bottiglia di Marie Brizard sul comodino. Anche l'aria che inalavo sapeva di lussurioso piacere. Ormai non avevo alcun dubbio che entrambe fossero lesbiche e che le sue occhiaie erano dovute a una notte quasi insonne e volta a sfogare i loro istinti saffici. Ignara delle mie ipotesi, Odette agiva con disinvoltura.
“Inaya aveva tanta fretta che ha lasciato persino l'anta dell'armadio aperta. Raccogliamo gli indumenti dal pavimento per metterli in lavatrice, risistemiamo il letto e infine il comodino.” disse mentre estraeva federe e lenzuola pulite dal comò.
Sollevò la serranda e spalancò le finestre per rinfrescare la stanza. Anche se la sua disinvoltura mi stupì parecchio, la aiutai eccitatissima anche perché i suoi movimenti lasciavano allentare sempre più il leggero nodo della cintura dell'accappatoio la cui apertura oltre a farmi eccitare con i continui sbalzi delle sue tette, mi lasciava contemplare una più vasta porzione delle sue cosce e addirittura parte del suo pube folto di sensualissimi peli neri. Sotto i cuscini trovai due paia di slip e accortasi che mi soffermai a guardarli, disse spudoratamente :
“Sono da lavare; per favore aggiungili al mucchietto da mettere in lavatrice.”
Li trattenni fra le mani per alcuni istanti frenandomi dal desiderio di odorarli e di strofinarli sulle labbra. Confesso che in quel momento mi mancò il coraggio di spingerla su quel letto dove durante la notte si era rotolata con Inaya; avrei desiderato abbandonarmi alla travolgente passione che provavo per lei. Dopo aver sistemato il letto, Odette raccolse il mucchietto e quando si avviò verso la lavatrice, mi apprestai a riordinare il comodino.
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CAPITOLO 3
Se avessi potuto chiedere alle pareti di quella stanza e a quel comodissimo letto il modo in cui Odete e Inaya si erano concesse il loro focoso amplesso saffico, chissà quanti particolari dettagli mi avrebbero raccontato. Le mie mani accarezzarono morbosamente le pareti e il letto poiché erano stati gli unici testimoni delle loro lussuriose effusioni. Di seguito mi appoggiai sull'ampia finestra e vi rimasi a contemplare il panorama. Poco dopo Odette rientrò nella stanza senza fare alcun rumore in quanto era ancora scalza e si appoggiò subito sulle mie spalle. Avvertii un entusiasmante brivido di piacere percependo il suo affannoso respiro sulla nuca e mentre me la baciava delicatamente, le sue mani mi accarezzavano lentamente le braccia; mi accarezzò anche le tette da sopra la maglietta inserendo spudoratamente le mani all'interno del reggiseno e premendo fortemente i miei glutei col suo pube. Si lasciò scorrere febbrilmente la lingua lungo il mio collo e sui lobi delle orecchie con un affannoso respiro che mi fece intuire il suo impellente desiderio di possedermi.
“Edda, mi sei piaciuta dal momento in cui ti ho vista al punto da volerti stringere subito fra le braccia. I tuoi turgidi capezzoli mi trasmettono la tua eccitazione. Poco fa ti sapevo eccitata ma non fino a questo punto. Abbiamo sprecato troppo tempo ma è ormai giunto il momento di abbandonarci alla passione.”
Mi girò lentamente e guardandomi dolcemente negli occhi mi baciò teneramente le mani, il collo e le orecchie. Mi strinse fortemente a sé e volgendo morbosamente lo sguardo verso le mie labbra, vi appose teneramente le sue. Le nostre lingue si intrecciarono, assaporandosi ardentemente intanto che le nostre tette si premevano a vicenda. Tuttavia un'improvvisa esitazione fece sì che mi staccassi da lei.
“Perché ti allontani, che ti succede ?” chiese alquanto perplessa.
“Odette, per favore scusami tanto; non riesco a proseguire. Nonostante da parecchio tempo provo un'inspiegabile e ossessionante attrazione per le donne, questa è la prima volta che mi trovo in una stanza da sola e a tu per tu con un'altra donna. Finora l'assillante dubbio che ho riguardo una mia eventuale tendenza saffica, aggiunto alla timidezza e alla paura di essere respinta, mi hanno impedito dì avvicinarmi a qualche mia amica e ad altre donne per un rapporto saffico. La nostra sincera amicizia è sbocciata casualmente e posso garantirti che mi sei piaciuta sin dal primo momento; la tenerezza, il carattere, il modo di fare, l'onestà, la disponibilità e persino il tuo sensuale accento francese, mi hanno colpita piacevolmente. Ti confesso che tu, Inaya e Zélie mi avete già ispirato parecchi ditalini e ti ringrazio tanto per voler far l'amore con me; sapere che suscito in te tanto desiderio, mi colma d'orgoglio. So bene che sei molto eccitata poiché ho avvertito i tuoi turgidi capezzoli premere fortemente contro la mia schiena ma ti chiedo di scusarmi se adesso non mi sento di concedermi a te abbandonandomi all'amplesso che peraltro in questi giorni ho tanto desiderato. Purtroppo sono ancora preda di una tale confusione che mi spinge a riordinare bene le idee riguardo la mia incerta identità sessuale.”
Odette continuò a guardarmi teneramente e prendendomi per mano ci avvicinammo al letto e mi fece accomodare sulla sponda affianco a lei. Mi accarezzò la guancia e quando iniziò a sfiorarmi le tette con la mano da sopra la maglietta mentre con l'altra mi accarezzava delicatamente le cosce, appoggiai istintivamente il capo sulla sua spalla.
“Edda giustifico perfettamente la tua comprensibile esitazione e sono consapevole che il primo approccio ai piaceri saffici sembrerebbe essere al di fuori dei convenzionali stereotipi tuttavia è opportuno rendersi conto che gli istinti non possono essere combattuti a lungo. Anche a me è accaduto lo stesso; ero una convintissima eterosessuale e sin dall'adolescenza ho intrattenuto rapporti sessuali completi con diversi uomini, alcuni di loro anche maturi che scelsi per far tesoro della loro esperienza ma quando mi ritrovai a letto con Inaya, per una breve siesta pomeridiana, non riuscimmo a privarci di abbandonarci istintivamente alla passione. Fu così che scoprimmo la nostra bisessualità e da allora non abbiamo più smesso di scopare anche perché essendoci successivamente innamorate l'una dell'altra, non passa giorno che non scopiamo per placare i nostri istintivi desideri saffici in quanto abbiamo constatato che soltanto una donna sa soddisfare pienamente un'altra donna. Soltanto noi donne conosciamo perfettamente i nostri tempi di eccitazione nonché i punti erogeni più sensibili e sappiamo meglio di qualsiasi uomo come e quando stimolarli. Peraltro, essendo bisessuali, i cazzi non ci sono mai mancati e spesso condividiamo gli uomini che più gradiamo per godere gli stessi cazzi.”
“Odette mi fa piacere che fra voi è in essere una tale intesa sentimentale e sessuale che purtroppo finora io non ho avuto occasione di sperimentare con nessuna donna. Peraltro nessun uomo con cui ho scopato finora mi ha fatto raggiungere quel climax che da sempre ho tanto ambito.”
“Edda, adoro le donne ma gradisco anche il cazzo e spesso ne sono bisognosa; tuttavia ho sempre goduto più con le donne che con gli uomini; anche ad Inaya accade lo stesso. Se hai bisogno di scoparti un uomo, non hai che da dirlo poiché sia io che Inaya possiamo presentartene alcuni molto riservati e sessualmente molto validi coi quali scopiamo di tanto in tanto e spesso organizziamo delle orgie. Posso garantirti che con i maschi che ti presenteremo, raggiungerai senz'altro quei piaceri e il climax a cui tanto ambisci.”
“Odette, in questi giorni ne ho adocchiati alcuni e fra non molto me ne scoperò qualcuno di loro. Tuttavia ti ringrazio per la disponibilità che hai di presentarmi qualche vostro amico; sarò fiera di gustarmi qualche cazzo che voi avete già ben collaudato.”
“Edda, tante grazie per fidarti ciecamente di noi ma nonostante gli uomini sono quello che sono, ne abbiamo bisogno per svariati motivi. Mi colma di piacere sapere che sei molto predisposta a conoscere alcuni dei bei maschi che io ed Inaya frequentiamo e sono certa che dopo che te li sarai scopati, ci ringrazierai. Peraltro il desiderio che hai di gustarti alcuni dei cazzi che hanno scopato sia me che Inaya, mi lascia intuire che ci tieni anche fin troppo ad entrambe.”
“In effetti Odette, la sola idea che la mia fica a breve accoglierà i cazzi che hanno già perlustrato le vostre fiche, già mi eccita poiché vi trovo affascinanti.”
“Edda, sei un vero tesoro; il tuo desiderio mi lusinga molto e mi procura una grande soddisfazione che posso assicurarti essere anche da parte di Inaya. Comunque sii consapevole che trovandoti lontana dal tuo ambiente e dove nessuno ti conosce, puoi esprimere liberamente e pienamente la tua sessualità anche saffica, senza alcun timore. In questi giorni ho notato che hai guardato sia me, Inaya che Zélie con morbosissimi sguardi; quando poco fa sei arrivata e ci siamo abbracciate e baciate, ho avvertito che tremavi dall'eccitazione. Ho intuito immediatamente che non eri venuta fin qui per una semplice passeggiata ma per stare da sola con me e che per affrontarmi con risolutezza, hai avuto anche il bisogno di recarti al bar per un caffè corretto. Ad esserti sincera, nel medesimo momento in cui mi hai telefonato mi è venuta una voglia di te talmente forte che ho voluto riceverti indossando soltanto la mia corta vestaglia. Volevo provocarti dimostrandoti spudoratamente la mia disponibilità e quindi facilitare il modo di spingerti a me con disinvoltura e senza alcun pudore o esitazione. Desideravo che mi guardassi liberamente le tette, le cosce e parzialmente anche il pube. Infine mentre riordinavamo il letto mi muovevo in modo da lasciarmi sporgere le tette dall'accappatoio e farti vedere anche il pube. Ieri sera anche Inaya ha avvertito i tuoi brividi mentre ballavi con noi e quando siamo rientrate a casa mi ha trasmesso il desiderio che aveva di portarti a letto. Nonostante Zélie sia decisamente eterosessuale, sei piaciuta anche a lei ma sotto altri punti vista.” disse continuando ad accarezzarmi.
“In effetti Odette, volevo stare da sola con te e speravo di incoraggiarmi con quel caffè ma come vedi, non ci sono riuscita. Sappi comunque che il tuo intento di provocarmi è andato a buon fine poiché mi sono eccitata parecchio contemplando le tue parti intime con la massima cautela e discrezione.”
“Mi sono accorta che mi divoravi con gli occhi e mi fa piacere di essere riuscita ad eccitarti tanto e comunque, conoscendo benissimo Inaya, mi sento di assicurarti, anche in sua vece, che se oggi verrai al mare con noi, ci potrai osservare spudoratamente come e quanto più lo desideri. Che ne pensi di fermarci in una zona appartata della spiaggia in modo da esporci liberamente indossando dei monokini ?”
“Trovo quest'idea più che brillante; tuttavia devo confessarti che in diverse occasioni mi sono fatta dei ditalini immaginando di scopare con voi e che l'ultimo ditalino ve l'ho dedicato stamane appena svegliata.” dissi senza alcun pudore trattenendo la testa sulla sua spalla.
“Mi colma d'orgoglio sapere che ci hai anche dedicato i tuoi morbosi ditalini con passione; te ne sono molto riconoscente per tali gentili pensieri. Sei un gioiello !”
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CAPITOLO 4
Odette mi guardò fissamente negli occhi trasmettendomi quell'impetuoso e prepotente desiderio di farmi sua che manifestava anche introducendo una mano all'interno della maglietta per accarezzarmi lentamente la schiena con le punte delle dita intanto che l'altra si insediava dapprima nel reggiseno stringendomi audacemente i capezzoli e dopo sulle cosce accarezzandomele con la punta delle dita fino a spingerle sugli slip per stimolarmi la fica. Non opposi resistenza ma divaricai le cosce sperando che quelle dita mi sfiorassero anche il clitoride.
“Mi accorgo che indossi un bikini.”
“Ero sicura che saremmo andate anche alla spiaggia.”
“Anch'io vorrei andare alla spiaggia ma adesso è bene che ti lasci andare; ti accorgi che mentre ti accarezzo la schiena e ti accarezzo la fica eviti di gemere e freni brividi di piacere ? Tra l'altro, siccome già ti eccita l'idea che fra qualche giorno la tua fica accoglierà alcuni cazzi che hanno già scopato a dovere sia me che Inaya, intuisco che già sei fin troppo ansiosa di accedere alla mia fica. Sbaglio ?”
Non risposi; Odette si alzò, si tolse l'accappatoio, tornò a sedersi, si impossessò nuovamente delle mie tette e la contemplai compiaciuta.
“Edda, adesso che sono completamente nuda, guardami spudoratamente; so che lo desideri tanto. La fica mi prude anche fin troppo e non posso trattenermi dalla voglia di spogliarti per gustarti tutta. Fai la brava e deciditi a svolgere il tuo ruolo di femmina senza attendere oltre; non negare che la tua fica è già incandescente. Convinciti che sei già pronta a concederti a me poiché oltre a notare i tuoi forti battiti, mi accorgo che anche i tuoi slip sono umidi.”
A quel punto divaricò le gambe, mi prese la mano e l'appoggiò spudoratamente sulla sua umida fica.
“Dai Edda, agisci liberamente sulla mia fica come più gradisci; del resto è ciò che desideri o mi sbaglio ?”
La guardai fissamente negli occhi lasciandole intendere che ero entusiasta di trattenere la mano sulla sua fica nonostante rimanessi immobile. Appoggiò ancora una volta le labbra sul lobo dell'orecchio e dopo averlo stimolato abilmente con la lingua, se la lasciò scivolare sulle labbra; intanto che rispondevo ardentemente ai suoi baci, lei continuava a stringermi dolcemente i capezzoli.
“Edda, per favore, reagisci. L'attrazione fra le donne ha radici nella notte dei tempi e la storia ci insegna che molte illustri donne erano anche lesbiche proprio come molte di loro lo sono al giorno d'oggi. Sii consapevole dell'impellente bisogno che abbiamo di sfogare la nostra passione. Guardandomi la fica con tanta dolcezza e trattenendo ancora la mano su di essa, intuisco che ti piace. Dimmi che sensazioni percepisci e se la mia fica ti piace.”
Essendo incapace di rispondere, mi mollò improvvisamente una forte sberla sulla guancia, si alzò e con una sorta di autoritarismo si posizionò davanti a me spalancando bene le gambe.
“Edda, scusami tanto per averti fatto male colpendoti ma era necessario schiaffeggiarti. Voglio sentirti dire se questa fica ti piace o no.”
La sua prepotente postura innanzi a me, il tono delle parole, i gesti e quella sberla furono sufficienti a liberarmi da incertezze e titubanze. Era la prima volta che mi trovavo in un paese straniero, in una stanza da letto a tu per tu con una bella femmina in calore che desiderava scoparmi; fu allora che intuì come i piaceri saffici prevalevano in me con una tale insistenza che evidenziava quella tendenza saffica che il subcosciente albergava a mia insaputa.
“Odette non scusarti affatto per avermi schiaffeggiata poiché è stata una mia mancanza non averti risposto. Sì, la tua fica è bellissima e mi piace molto. Mi piace molto aver trattenuto la mano sulla tua fica e inoltre ti ringrazio per avermelo permesso. Per favore prendimi immediatamente; mi sento già disarmata, fragile e incapace di resisterti oltre; ormai sono sicura di ciò che desidero. Avverto dell'adrenalina e intuisco che è proprio questo il momento di concedermi a te; non riesco ad oppormi alla travolgente idea di scoprire e condividere con te l'estasi del piacere saffico che mi offri. Ho un'irrefrenabile voglia di rimanere in questa stanza nella quale fino a quando non hai aperto la finestra, percepivo l'aria ancora impregnata dal lussurioso piacere saffico che stanotte hai condiviso con Inaya e mi assale un forte desiderio di stendermi su questo letto dove avete scopato tante volte.”
A quel punto, Odette si accomodò nuovamente sulla sponda del letto con le gambe spalancate e io non resistetti al piacere di inginocchiarmi istintivamente davanti a lei per contemplare la sua fica ancor più da vicino.
“In realtà su questo letto ho accolto molte altre donne ma adesso sono fiera ed eccitatissima di accogliere anche te per farti sperimentare il piacere e l'emozione del tuo primo amplesso saffico. Le donne sono l'amore della mia vita e sono entusiasta di essere la prima donna con cui giacerai su un letto per sfogare i tuoi più intimi, segreti e irrefrenabili desideri.”
“E' indiscrezione chiederti se su questo letto hai accolto anche delle turiste ?”
“Edda, non sei affatto indiscreta. In realtà sono molte le turiste che trascorrono le vacanze qui anche per scopare; ho avuto il piacere di accoglierne parecchie, sia giovani che mature e spesso le ho ricevute in compagnia di Inaya.”
“Odette, permetti che anch'io baci questa bellissima fica che ha fatto gioire tanti cazzi e le lingue di tante lesbiche ?”
“Certamente Edda. Accomodati e disponi della mia fica a tuo piacere.”
Mi avvicinai di più e dopo averle accarezzato e baciato l'interno delle cosce, odorai e baciai i peli del suo accattivante pube contemplando infine la sua splendida fica su cui appoggiai ardentemente le labbra durante alcuni istanti. A quel punto mi guardò teneramente e mi chiese di abbassare la serranda lasciandola a spiraglio poiché era giunto il momento di abbandoniamoci alla nostra focosa passione. La obbedii immediatamente e tornai a posizionarmi nuovamente di fronte a lei che rimanendo seduta sulla sponda del letto, mi accarezzò i glutei da sopra la minigonna e dopo avermi sollevato la maglietta, mi baciò teneramente l'ombelico respirando con morboso affanno.
“Edda, hai un bel corpo ed è bene che lo usi anche per sfogare i tuoi istinti saffici. Lasciati andare senza alcun pudore; finisci di spogliarti lentamente e offriti a me.”
“Tremo per l'emozione di trovarmi per la prima volta completamente nuda davanti a te. Tuttavia scusami se ignoro come iniziare e specialmente come gestire un rapporto saffico che non ho mai sperimentato. Per favore aiutami.”
“Apprezzo molto la tua sincerità; lascia fare tutto a me. Sappi comunque che hai già iniziato benissimo accarezzando e baciando delicatamente le mie parti intime.”
“Dici sul serio ?”
“Edda, sei stata bravissima; non ho alcun motivo per mentirti. Mi prenderò cura di te e mi adopererò al meglio per introdurti nell'arte saffica con la massima veemenza in modo da metterti in grado di soddisfare qualsiasi altra lesbica, per esigente che possa essere e con cui sicuramente ti imbatterai.”
“Odette, te ne ringrazio a priori; sei molto dolce e comprensiva.”
“Mia cara, anche tu sei dolce. Non pensare a ringraziarmi; se lo riterrai opportuno, lo farai dopo. Intanto finisciti di spogliare; abbiamo atteso già fin troppo.”
Mi regalò un lascivo sorriso e mi diede due impudiche percosse sui glutei con ambo le mani; tornò quindi a fissarmi negli occhi in quanto ero rimasta immobile.
“E adesso a che si deve questo turbamento ?”
“Anche se siamo state in spiaggia indossando soltanto i bikini, non mi sono mai posta completamente nuda davanti a te e neanche a nessun'altra donna. Non mi sento in grado di denudarmi del tutto come hai fatto tu tanto impudicamente poco fa.”
“Edda, comprendo perfettamente che non ci sei abituata anche perché essendo questa la tua prima volta, ti senti invasa dal pudore.”
“In effetti Odette ed è proprio per questo motivo che vorrei che fossi tu stessa a finire di spogliarmi.”
“Mia cara lo farò con tanto piacere. Sono certa che d'ora in poi ti abituerai al piacere di spogliarti lascivamente da sola e anche di spogliare un'altra femmina nello stesso modo.”
Volgendo lo sguardo agli specchi disposti nella stanza, notai la delicatezza con cui Odette sciolse i nodi dei laccetti del top del bikini. Sbottonò, abbassò e lasciò cadere la minigonna sul pavimento e appoggiò sensualmente il viso sulla mia fica da sopra lo slip lasciandomi avvertire i suoi lunghi e affannosi sospiri che denotavano il suo lussurioso desiderio. Mi fece girare, sciolse lentamente i nodi dei laccetti e lasciò cadere gli slip sul pavimento. Mi accarezzò e baciò a lungo sia le cosce che i glutei con destrezza e lascivia.
“Edda, divarica bene le gambe e separa più che puoi le chiappe con le mani in modo che la mia lingua perlustri comodamente e per intero il tuo sensuale solco.”
Poco dopo si alzò e mi fece girare verso di sé per baciarci appassionatamente.
“Edda, hai una fica talmente bella da far gola a qualsiasi uomo o donna. Andrà tutto bene. Fidati di me e continua a rilassarti poiché sei ancora troppo tesa; hai molto da imparare riguardo il rapporto saffico che troverai molto diverso e meglio di quello uomo – donna. Sperimenterai un amplesso molto più lungo, lento, delicato, emozionante e inebriante perché oltre a sapere esattamente cosa ci piace, non avvertirai la carenza del tatto maschile che spesso ci procura anche dolore; purtroppo non possiamo pretendere troppo dagli uomini perché dal momento in cui sborrano, si convertono in esseri inermi. Adesso respira profondamente, porgimi le tue morbide tette e chiedimi spudoratamente di accedervi.”
“Suvvia Odette, prendimi subito. Eccoti le tette, accomodati su di esse e accedi liberamente anche al resto del mio corpo che è già a tua completa disposizione.”
Sospirò morbosamente e mi contemplò le tette lasciandosi scorrere abilmente la lingua dapprima lungo il loro seducente solco e dopo le accarezzò lentamente nella loro totalità fino a concentrarsi sulle areole lasciandovi scorrere sapientemente le dita lungo la zona perimetrale. Si impossessò dei miei capezzoli, li strinse e dopo averli addentati delicatamente, li leccò e succhiò con veemenza. Appose le labbra sulle mie e ci intrecciammo le lingue con prepotente avidità intanto che le nostre tette si premevano fortemente a vicenda. Ci distendemmo quindi sul letto e iniziò ad accarezzarmi, baciarmi e leccarmi dappertutto. Dopo avermi stimolato nuovamente le tette, appoggiò la lingua sulla fica per stimolare freneticamente il mio gonfio clitoride sollecitandolo velocemente anche con le dita. Mi aiuto ad assumere la posizione prona per accarezzarmi e leccarmi lentamente la schiena e anche per baciarmi nuovamente i glutei con estrema delicatezza. Infine si scatenò impetuosamente sul mio sfintere dapprima con la lingua e poi con le dita. Mi fece distendere nuovamente in posizione supina e si lasciò strisciare veementemente i capezzoli contro i miei. Di seguito presi a leccarla dappertutto proprio come lei aveva fatto con me e godetti immensamente cospargendomi istintivamente gli umori della sua fica sul viso e sulla lingua. Assumemmo le più svariate posizioni provando un'ulteriore e fortissimo piacere quando ci intrecciammo le gambe a forma di forbici e apponendo la fica sulla mia ce le lasciammo strisciare freneticamente l'una contro l'altra raggiungendo diversi entusiasmanti orgasmi che infine ci lasciarono esauste.
“Edda, che pensi di questa splendida scopata ? Ti è piaciuta ? La ripeteresti ?”
“Odette, non so come ringraziarti in quanto sono rimasta talmente soddisfatta che ricomincerei di nuovo. Mi complimento vivamente con te perché oltre a saperti destreggiare benissimo con una donna, a letto ci sai fare veramente bene. Comunque lasciami aggiungere che hai un bel culo e una fica veramente squisita, molto succosa e anche un po' più larga della mia. ”
“Anche tu hai un bel culo e una fica squisita e succosa che ho trovata alquanto stretta forse perché finora non ha avuto a che fare con dei grossi cazzi.”
“In realtà i cazzi che la mia fica ha accolto finora non avevano dimensioni notevoli e inoltre mi sono concessa a molti meno uomini rispetto a te. Sarà questo il motivo per cui la tua fica è più ampia della mia ?”
“In effetti Edda, hai la fica stretta proprio per questo motivo ma ti garantisco che è un bocconcino prelibatissimo e che l'ho goduta tantissimo. La mia fica è più ampia proprio per aver scopato molto più di te e con cazzi di tutte le dimensioni.”
Dopo quel brevissimo dialogo, rimanemmo distese l'una affianco all'altra e a seguito di un lungo e appassionatissimo bacio, l'inesorabile prevalere della stanchezza ci fece assopire teneramente abbracciate.
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CAPITOLO 5
Ad un tratto mi svegliai poiché percepii una voce di cui ne conoscevo perfettamente il tono e peraltro lo notavo incrementarsi sempre più; era Inaya che comunicava il suo arrivo e chiedeva costantemente a Odette dove si trovasse.
“Odette, je viens d'arriver ! Où es-tu ? Odette, Odette, où es-tu ?”
Inaya ripeteva insistentemente tali parole e intuii che era già prossima alla stanza da letto. Imbarazzatissima da quell'improvviso arrivo, cercai di coprirmi col lenzuolo ma desistetti da tale idea poiché Inaya apparve subito sulla soglia della porta fermandosi alcuni istanti ad osservarci sbalordita e incredula ma allo stesso tempo sorridente e con gli occhi luccicanti di lussurioso piacere.
“Oh buon giorno Edda ! Ma che bella sorpresa ! E' un vero piacere vederti e in special modo nuda affianco ad Odette poiché non avrei mai immaginato che potresti procurarmi una tale e inaspettata gioia.” disse visibilmente emozionata col suo stentato linguaggio italiano addolcito dall'accento francese.
Cercai invano di coprirmi ma lei si avvicinò immediatamente bloccandomi delicatamente le mani.
“Edda per favore non privarmi dal forte desiderio che ho avuto sin da quando ci siamo conosciute di vederti completamente nuda. Per favore, lasciami apprezzare interamente la tua bellezza.”
Inaya si chinò e baciandomi dolcemente sulle labbra, risposi d'istinto a quella tenera effusione. Dato che Odette continuava a dormire placidamente, sussurrò :
“Ad esserti sincera non avrei mai immaginato che anche tu fossi lesbica e peraltro mi stupisce parecchio che Odette non me lo abbia riferito; comunque questo non è poi un punto tanto importante in quanto provo un fortissimo piacere saperti lesbica. Sono sicura che durante la mia breve assenza avete goduto parecchio.”
“Inaya, in realtà sono sempre stata una decisa eterosessuale anche se da un po' di tempo ho cominciato a nutrire istintivamente un particolare interesse verso le donne. Sono arrivata stamattina proprio mentre uscivi velocemente da casa in bicicletta. Devo ringraziare Odette per essersi sforzata pazientemente lasciando affiorare la mia tendenza saffica che finora ignoravo esistesse segretamente in me. Peraltro è stata molto brava a convincermi del bisogno che avevo di concedermi totalmente a lei nonostante le mie titubanze. Non ero mai stata a letto con un'altra donna; questa è stata la mia prima esperienza saffica. Odette mi ha sedotta con la massima eleganza, dolcezza e destrezza procurandomi quelle entusiasmanti sensazioni che finora non avevo mai sperimentate; ho constatato che ha saputo toccare impeccabilmente le mie corde e sono orgogliosa di aver condiviso il mio primo amplesso saffico con una calda femmina come lei.”
“Non immagini il piacere che provo ascoltandoti. Mi rallegra molto sapere che Odette ti sia stata di tanto aiuto facendo emergere la lesbica che custodivi inconsciamente e mi compiace saperti totalmente soddisfatta poiché conosco benissimo le sue abilità erotiche; per esperienza personale ti confermo che Odette è una femmina molto focosa e insaziabile a letto. Scusa la mia indiscrezione se ti chiedo quanti orgasmi ti ha procurato.”
“Non sei affatto indiscreta; ne ho contato soltanto i primi quattro ma non i successivi e comunque Odette mi ha anche detto che stanotte avete scopato a lungo.”
“Infatti; abbiamo trascorso una notte incandescente. Scopiamo ormai da parecchi anni ma stanotte eravamo talmente eccitate che abbiamo dormito pochissimo.”
Avvertii il suo affannoso respiro quando il suo sguardo si concentrò voluttuosamente sulle mie tette e subito dopo, aprendo leggermente la bocca, volse lo sguardo verso la mia fica con una maggior libidine osservandola compiaciuta come se fosse ipnotizzata con degli occhi luccicanti di eccessivo desiderio.
“Scusa Edda, potrei, …. mi permetteresti di …. ?”
Quell'improvvisa ed entusiasmante richiesta mi colmò di una forte emozione poiché non avrei mai immaginato che nel corso di quella splendida mattinata mi sarei concessa a Odette e successivamente anche ad Inaya. Senza farmelo ripetere due volte, mi sollevai lentamente la schiena, mi posi un cuscino sotto il culo, due cuscini sotto la testa, mi allargai le gambe e volgendo lo sguardo verso la mia fica, gliela offersi distaccando le labbra della mia fica con le dita e allargandomi le gambe. Nel frattempo Inaya continuava a contemplarmi morbosamente la fica lasciandosi sporgere anche la lingua dalla bocca.
“Certamente Inaya. Mi sento molto orgogliosa che voglia accedere alla mia fica. Accomodati pure su di essa e per favore, d'ora in poi, non chiedermene più il permesso giacché la porrò sempre a tua completa disposizione in qualsiasi momento lo vorrai. Siccome Odette mi ha anche manifestato l'interesse che provi per me, sappi che da parte mia, è pienamente contraccambiato.”
“Edda, sei molto gentile e ti ringrazio per offrirmi gentilmente la tua bella fica con tanta dolcezza. Ebbene sì, Odette ti ha trasmesso ciò che ho provato per te sin dal momento in cui ci siamo conosciute. Comunque ti ringrazio anche per aver divaricato subito le gambe allargando peraltro con le dita la tua più importante fonte di piacere in modo da concedermi un migliore accesso.”
“Inaya, non è affatto necessario che mi ringrazi. Per favore, accedi subito a questa fica, gustala come più gradisci e condividiamo quest'imprevisto piacere.”
Ci scambiammo dei teneri sguardi e quindi si spogliò lentamente lasciando cadere con molta sensualità i suoi indumenti sul pavimento senza distogliere lo sguardo dalla mia fica che continuava a contemplare con uno sguardo a dir poco magnetico.
“Inaya ti ringrazio tanto per esserti spogliata.”
“Ho semplicemente ritenuto doveroso farlo per porgerti il rispetto che meriti giacché sei nuda; peraltro, in un'occasione come questa, in cui mi accingo ad omaggiarti la fica, sarebbe stato scortese da parte mia rimanere vestita.”
“Inaya, apprezzo e condivido pienamente l'encomiabile concetto che hai del rispetto in qualsiasi sua manifestazione poiché trovo questo tuo gesto persino commovente. Mi fa piacere che ti sei spogliata del tutto poiché mi concedi anche il piacere di contemplare in dettaglio la bellezza del tuo armoniose e sensuali forme.”
“Non devi affatto ringraziarmi, anzi, sono io a dovermi scusare per non essermi spogliata appena vi ho viste nude sul letto e reduci da un focoso amplesso. Mi colma d'orgoglio sapermi anche di tuo gradimento.”
“Vorrei approfittare della tua estrema gentilezza per chiederti di porgermi i tuoi sensuali slip per annusarli mentre ti occupi della mia fica.”
“Certamente Edda, lo farò con piacere; tuttavia, essendo una richiesta che mi lusinga tanto, vorrei regalarteli sperando che li indossi in quanto le nostre misure sono pressoché simili.”
Raccolse subito gli slip che aveva fatto cadere sul pavimento e me li appoggiò morbosamente sulle labbra.
“Mille grazie. Accetto questo dono con entusiasmo; sarò fiera di indossarli anche perché sono già stati a contatto con la tua splendida fica.”
“In realtà sono anche di Odette; portiamo la stessa misura e condividiamo gli indumenti intimi.”
“Odette mi ha parlato del vostro legame che trovo persino commuovente.”
“La nostra totale compenetrazione deriva da un reciproco e profondo amore.”
“Noto con piacere che questo forte vincolo si rispecchia anche nell'identico taglio rettangolare che avete conferito ai vostri peli pubici.”
“Infatti, siamo affini anche in quel dettaglio. L'unica differenza è che le labbra della sua fica sono meno pronunciate delle mie.”
A quel punto Inaya salì lentamente sul letto per evitare che Odette si svegliasse, si chinò sull'ombelico e me lo baciò teneramente. Mi contemplò morbosamente il pube, ne annusò teneramente i peli e lo baciò con la massima delicatezza. Prima di appoggiare le labbra sulla fica, l'osservò compiaciuta, la sfiorò col naso e infine me la baciò con ardore. Si lasciò scorrere lentamente la punta della lingua dapprima sul clitoride e poi sulle labbra succhiandole e addentandole abilmente intanto che ci scambiavamo sguardi e sorrisi colmi di libidine. Non potei fare a meno di aggiungere un terzo cuscino sotto la testa per osservare meglio il suo focoso operato in quanto le sue labbra percorrevano con la massima destrezza e delicatezza l'interno delle mie cosce in prossimità della fica e con la punta della lingua mi stimolava incessantemente i diversi sensibilissimi punti erogeni della fica sia in senso verticale che orizzontale; mi stimolava abilmente le labbra con le dita e me le succhiava fortemente al punto che non potevo evitare di trastullarmi velocemente il clitoride con le dita e di stimolarmi con frenesia anche le tette incrementando in tal modo il piacere che Inaya mi regalava.
“Complimenti Edda, hai un bel clitoride e delle labbra squisite.”
“Mi compiace sapere che ti piacciono ma siccome sto godendo parecchio, vorrei che proseguissi senza fermarti.”
Continuò a stimolarmi la fica accarezzandomi delicatamente anche i glutei con l'altra mano e mentre la guardavo, godevo al punto di contorcermi senza potermi controllare e addirittura mi sollevai al massimo le gambe che lei non esitò a trattenere per accarezzarle veementemente intanto che continuava ad applicarsi senza sosta sulla mia fica sfoggiando in quel modo il suo esemplare talento.
“Potrei accedere anche al tuo dolce sfintere ?”
“Certamente Inaya; disponi di ogni mia parte come più gradisci.”
Introdusse lentamente il dito medio nello sfintere mantenendomi sollevato il culo con l'altra mano. Mentre mi leccava abilmente la fica e mi sodomizzava col dito, cercavo di non svegliare Odette frenando i miei gemiti di piacere intanto che ci scambiavamo incessanti sguardi carichi di lussuria.
“Inaya, sei formidabile ! Per favore, agisci ancora sulla mia fica; impazzisco di piacere.” le dissi premendole fortemente la nuca con le mani.
Inaya continuò ad esibire la sua abilità erotica fin quando mi fece mettere alla pecorina in modo da accedere con più comodità al mio affamato buco del culo. Cambiai quindi di posizione con estrema cautela per non fare svegliare Odette. Divaricai per bene le gambe e le offrii entusiasta il culo. Inaya mi accarezzò, baciò e leccò ardentemente le cosce, i glutei e lo sfintere fin quando mi sodomizzò lentamente dapprima con la lingua e poi con le dita. Di seguito mi procurò un altro piacevolissimo orgasmo stimolandomi il buchetto con i suoi turgidi capezzoli.
“Edda, ho assaporato con piacere gli tuoi umori della tua fica. Gradirei tanto procurati un altro orgasmo poiché so bene che vorresti che continuassi ma purtroppo devo lasciarti per preparare il pranzo sperando che sia anche di tuo gradimento; ti ringrazio per avermi concesso il piacere di accedere alle tue deliziose fonti di piacere e comunque abbi la certezza che nel corso del pomeriggio ci concederemo senz'altro un delizioso amplesso in compagnia di Odette.”
“Gradirò senz'altro il pranzo e comunque anch'io ho un forte desiderio di scopare con entrambe ma non ti nego che mi piacerebbe che osservassi attentamente anche il modo con cui stimolerò Odette poiché ci tengo parecchio alla tua opinione.”
“Grazie Edda, sei veramente carina e ti ringrazio per questa morbosa richiesta. So che ti gestirai al meglio sfoggiando la tua carica erotica e sarò lieta di osservarti con la massima attenzione. Adesso riposati; purtroppo devo lasciarti.”
“Vai pure Inaya e comunque ii ringrazio per avermi sodomizzata delicatamente senza procurarmi alcun dolore.”
“Pensavo conficcarti tre dita ma dato che il tuo dolce buchetto è stretto, te ne ho messo soltanto uno. Credo che finora il tuo buchetto non abbia accolto alcun cazzo.”
“In effetti, non mi sono mai fatta inculare e comunque ti ringrazio anche per avermi stimolato tanto bene la fica che peraltro hai anche pulito con la lingua poiché era ancora unta dagli umori versati grazie a Odette.”
“Edda, ho goduto parecchio sia pulendoti che omaggiandoti la fica. Ho notato con piacere che sei anche riuscita a trattenere i gemiti per non svegliare Odette e di aver risposto ai miei stimoli con tanta veemenza.”
“Non potevo fare diversamente e comunque riesco solo dirti che sei stata bravissima poiché non trovo altre parole per qualificare la tua eccellente esibizione. Peraltro, mi congratulo con te perché anche tu hai saputo toccare egregiamente le mie corde procurandomi diversi orgasmi e parecchie fortissime emozioni.”
“Dovere mio Edda, semplicemente dovere mio. Sei stata tu stessa ad ispirare le mie effusioni perché mi hai dimostrato di esserne pienamente meritevole.”
Inaya guardò Odette che continuava a dormire placidamente.
“Edda, mi fa tanto piacere che abbiate goduto tanto.”
“Odette è in effetti un bel pezzo di donna e un'autentica veterana a letto. Tuttavia, sappi che vi avevo già dedicato parecchi ditalini immaginando di scopare con voi.”
“E' bello sapere che ti sei masturbata pensando a noi e te ne ringrazio tanto. Purtroppo ti chiedo di scusarmi; la cucina mi attende.”
Accostò le labbra alle mie e ci baciammo con passione intanto che il contatto fra le nostre tette mi procurava una piacevolissima sensazione. Quando appoggiò la mano sul materasso per sollevarsi, si fermò incuriosita poiché intuì che stava schiacciando qualcosa. Scostò subito il lenzuolo e vide il dildo.
“Vedo che avete usato anche il dildo. Ti è piaciuto ?”
“Oh sì, mi è piaciuto tantissimo ! Odette lo ha adoperato benissimo e me lo ha conficcato dappertutto. L'ho trovato molto utile e penso acquistarne uno simile.”
A quel punto appoggiò un piede sul letto, divaricò a sufficienza le gambe e se lo introdusse lussuriosamente nella fica alcune volte; quindi mi fece aprire la bocca e me lo schiaffò tutto dentro sorridendo leziosamente.
“Porcellina mia, cerca di non parlare e goditelo; è impregnato dai miei umori. Accetta intanto questo dildo come un mio regalo; ne abbiamo altri di diverse dimensioni che ti faremo provare quanto prima.”
Assaporai entusiasta quel dildo intanto che Inaya mi osservava compiaciuta.
“Trovo gli umori della tua fica a dir poco inebrianti e vorrei tanto baciarla.”
Inaya sollevò subito le gambe e appoggiò nuovamente un piede sul letto.
“Edda, accomodati pure; non oserei mai oppormi a tale gentilissima richiesta.”
Mi sedetti sulla sponda del letto e dopo essermi avvicinata alla sua fica, gliela baciai con passione intanto che le accarezzavo delicatamente i glutei. Approfittai anche per leccargliela con inebriante piacere e infine gliela accarezzai con le dita per concedermi l'ulteriore piacere di cospargere gli umori della sua fica sulla mia. Mi distesi nuovamente sul letto e continuai ad assaporare quel dildo.
“Grazie ancora Edda, apprezzo molto il tuo gesto poiché mischiando i miei umori con i tuoi, mi hai dimostrato di essere un vero gioiello e un'autentica lesbica. Continua a distrarti col dildo e gustalo come più gradisci.”
Mi regalò un sorriso e si avviò compiaciuta in cucina con i soli infradito.
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CAPITOLO 6
Continuai a gustare a lungo quel dildo e poi andai in bagno per lavarmi la fica; mi introdussi il dildo nella fica e camminando alquanto goffamente, raggiunsi Inaya in cucina trovandola china davanti il tavolo alle prese con gli alimenti; mi accostai alle sue spalle e mi lasciai scorrere lentamente la lingua lungo la sua schiena. Di seguito mi inginocchiai, le accarezzai e baciai le cosce e infine le omaggiai ardentemente i glutei nonché il suo roseo e dolce buchetto.
“Ti aspettavo porcellina mia; ero sicura che saresti venuta poiché ero consapevole del tuo persistente desiderio nei miei confronti. Per favore, continua a sfoggiare l'arte erotica che hai appreso da Odette.”
Inaya divaricò al massimo le gambe e omaggiai senza sosta il suo delizioso buchetto col massimo impegno fin quando la voce di Odette irruppe nella stanza.
“Ma che brave queste mie dolci porcelline; non perdono tempo per concedersi dei lussuriosi piaceri a mia insaputa. Edda, mi stupisci poiché noto con piacere che le tue iniziali incertezze ormai non ti sono di ostacolo. Non voglio distrarti; continua pure ad ossequiare lo splendido buchetto di questa dolce ninfomane nell'impeccabile modo con cui lo stai facendo. Mi sdraio subito sul pavimento per osservarvi e dedicarvi il mio doveroso ditalino di cui ne siete pienamente meritevoli.”
“Odette, mi congratulo con te per averla istruita tanto bene e in così breve tempo. Edda mi sta facendo godere tantissimo; ha imparato benissimo a stimolare un'esigente femmina in calore come me. Peraltro mi ha confessato che se stamane è affiorata la sua tendenza lesbica, è tutto merito tuo e quindi mi complimento ancora per il tuo eccellente operato.”
“Grazie Inaya ma sappi che il merito è soltanto e tutto suo poiché stai constatando che si è impegnata con molto entusiasmo e interesse. Edda si è applicata tantissimo ed è proprio da applaudire; puoi constatare che stamane le sue represse ma eccellenti qualità saffiche si sono scatenate con una furia simile a quella di un vulcano.”
“Mia cara Odette, non sbagli affatto. Edda è troppo bisognosa di manifestare quei desideri saffici che aveva represso inconsciamente durante troppo tempo e me lo ha già dimostrato quando sono rientrata a casa e vi ho trovato a letto. La gioia che ho provato di saperla lesbica è stata tale che mentre dormivi non abbiamo potuto evitare di scambiarci inevitabili effusioni di lussuria.”
“E' bello saperlo. Perché non mi avete svegliata e fare partecipare anche me ?”
“Odette, scusaci tanto ma abbiamo preferito lasciarti dormire. Edda, per favore non distrarti con la nostra conversazione ma continua ad agire sul mio buchetto.”
A quel punto Odette si distese sul pavimento e, divaricando bene le gambe, iniziò a trastullarsi freneticamente la fica. Poco dopo Inaya mi disse che aveva un impellente bisogno di accedere alla fica di Odette; si inginocchiò davanti la fica di Odette e iniziò a slinguargliela avidamente. Anch'io cambiai di posizione e mi inginocchiai dietro Inaya e mentre stimolavo il accogliente buchetto, mi auto gratificavo lasciando che quel dildo scivolasse incessantemente lungo la mia fica fin quando Odette mi suggerì di continuare a trastullarmi la fica con la mano e di conficcare il dildo nel culo di Inaya.
Obbedii Odette immediatamente.
“Edda, grazie tante. Il mio colo avevo proprio bisogno di sentirsi invadere da quel dildo. Usalo bene e stantuffami senza fermarti.”
Quel nostro lussurioso trenino ci fece quindi sprofondare in un vortice di eccessiva passione che ci permise di raggiungere raffiche di soddisfacenti orgasmi. Quella stessa sera Odette mi convinse di abbandonare la pensione per trasferirmi a casa sua durante il resto della mia vacanza di cui serbo un indelebile ricordo.
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EPILOGO
Fu così che ebbero inizio le mie esperienze saffiche. Fra noi tre si instaurò una solida amicizia e a seguito di quella vacanza approfittammo i ponti dei giorni festivi per incontrarci a volte nella loro città ed altre nella mia. Man mano che ci sposavamo, ci invitavamo alle cerimonie ma a causa dei vincoli matrimoniali le nostre occasioni per scopare si ridussero drasticamente e attualmente sono limitate a quelle poche occasioni in cui trascorriamo le vacanze insieme ai nostri coniugi che ignorano del tutto la nostra intima amicizia saffica. A causa della lontananza da Odette e da Inaya, della mia timidezza e dalla necessità di placare i miei desideri saffici, iniziai a frequentare con molta cautela, puttane lesbiche o bisessuali. Anche se ho sempre assolto i miei intimi doveri coniugali con mio marito ed essendo sempre alla ricerca di nuove puttane, spesso esamino gli annunci classificati sia di un settimanale locale che quelli presenti in internet per intrattenermi intimamente con coloro che ricevono la clientela a ragionevole distanza dalla mia città per evitare di essere riconosciuta, seguita ed eventualmente ricattata. Alcune puttane mi hanno addirittura trasmesso parecchi loro vizi e senza rendermene conto ho iniziato a prenderci gusto facendomi umiliare anche col turpiloquio. Da parecchio tempo sono particolarmente attratta da una sessantenne con cui ho anche stretto una sincera amicizia. Ad oggi mi reputo una servile, sottomessa e riservatissima lesbica.
----- FINE ----
di
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2026-03-31
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