Mia cugina Delia parte 1

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MIA CUGINA DELIA (PARTE 1)

CAPITOLO 1
Due anni fa mia cugina Delia mi invitò a trascorrere una vacanza a Dusseldorf dove si era stabilita poco dopo essersi diplomata e quando le fu possibile acquistò un trilocale. Appena scesi dal treno Delia mi venne incontro euforica e dopo aver cenato in un ristorante mi condusse nel suo comodissimo appartamento ammobiliato in stile moderno e ubicato nel centro città con una bella vista sul fiume Reno. Mi invitò subito a concedermi una rilassante doccia e dopo essere uscita dal bagno con uno dei suoi corti accappatoi, la raggiunsi in salotto accomodandomi sul divano affianco a lei mentre leggeva un libro. Delia aprì una bottiglia dry gin Monkey 47, proveniente dalla Foresta Nera e brindammo al nostro incontro.
“Edda è bello rivederti; che mi racconti dei ragazzi ?”
“Il maggiore frequenta l'università e il piccolo la seconda media.”
“Tutto bene con tuo marito ?”
“Non tanto; è buon padre però mi trascura parecchio riguardo la sfera sessuale.”
“Spiegati meglio.”
“Settimanalmente abbiamo uno o al massimo due squallidi rapporti.”
“Squallidi rapporti ai suoi quarantanove anni ? Ha forse un amante ?”
“Non ne ho indizi ma col caratterino che si ritrova, me l'avrebbe già confessato; penso che abbia un calo di appetito sessuale poiché la sera rientra a casa molto stanco e nonostante sia il titolare dell'impresa edile, lavora come gli operai. Prima di scoparmi esige un bocchino e quando a stento riesco a raddrizzargli il cazzo, me lo schiaffa subito nella fica; dopo molte incursioni sborra e si addormenta esausto.”
“Intendo che non ti stimola.”
“Infatti; e siccome rimango con la voglia, mi auto gratifico. I gemiti e i miei incontrollabili movimenti spesso lo svegliano ma lui si limita ad osservare perché sa che in quei momenti non voglio essere disturbata.”
“Mi spiace che a soli quarantun anni affronti una tale situazione.”
Anche se non ero abituata ai superalcolici, sorseggiavo quel gin e mentre parlavo delle mie vicende coniugali, le osservavo le cosce con molta discrezione.
“Sei bella come sempre e somigli sempre più alla zia Mirta.”
“Edda, mi lusinghi; mi guardi con gli occhi del cuore senza accorgerti delle mie imperfezioni; a quarantaquattro anni sono già parecchio sciupata mentre mia madre a sessantacinque, è ancora in forma. Ho della cellulite e nonostante entrambe portiamo la terza misura di seno, le mie tette sono un po' penzolanti.”
“In effetti, la zia ha pochissima cellulite, ostenta ancora un fisico invidiabile e un seno in ottima forma.”
“L'hai vista ultimamente ?”
“Siamo andate alla spiaggia tre giorni fa e ho notato che col suo bel bikini attirava persino i giovanotti.”
“E' sempre stata una bella donna con molto sex appeal e come hai visto, si da ancora il lusso dei bikini.”
L'effetto del gin era tale che non smettevo di contemplarle spudoratamente le cosce grazie alla sua corta vestaglia.
“Pensala come vuoi ma trovo che hai delle gambe stupende.”
“Edda, ti sbagli, avvicinati e osserva meglio.” replicò scoprendosi un po' la vestaglia all'altezza dei seni e delle cosce.
Mi avvicinai a guardarla con più morbosa attenzione mentre si lasciava scorrere la mano sulle cosce per mostrarmi le chiazze di cellulite e quando finimmo di sorseggiare il gin, mi chiese di riempire altri due bicchierini; la obbedii e finito quel bicchierino ne chiese un terzo.
“Lo preparerò solo per te in quanto per me due bicchierini sono già troppi.”
“In tal caso, non insisto.”
Quando le porsi il terzo bicchierino, non resistetti all'istintivo piacere di inginocchiarmi per osservarle le cosce più da vicino.
“Ad essere sincera vedo poca cellulite.”
“Edda, guardami meglio; palpale bene e convinciti che non mento.”
Mi presi la libertà di spostarle un pò più la vestaglia e palpeggiare delicatamente l'interno di quelle provocanti cosce con ambo le mani. Mi vennero alla mente le lussuriose emozioni che avevo sempre sperimentato quando dedicavo dei lunghi ditalini sia a lei che a sua madre. Credevo di vivere quel sogno che mi aveva sempre ossessionata e adesso, trovandomi al suo cospetto, c'erano i presupposti affinché quel sogno si avverasse. Di seguito le osservai istintivamente anche i piedi.
“Effettivamente c'è un po' di cellulite ma nonostante ciò hai delle cosce molto attraenti e noto che hai un seno ancora abbastanza sodo.” dissi mentre mi lasciavo scorrere morbosamente le mani sulle cosce e su quei seni che tanto mi eccitavano.
“Apprezzo molto la tua gentilezza riguardo le mie imperfezioni.”
“Delia, ti confesso che in una donna trovo interessanti ed eccitanti i seni alquanto flaccidi, la cellulite e persino l'affiorare delle vene che nel tuo caso è minimo. Noto peraltro che per le unghie dei piedi prediligi lo stesso colore della zia Mirta.”
“Mi congratulo per la tua perspicacia poiché entrambe usiamo lo stesso smalto.”
Essendo eccitata e alquanto brilla, continuai ad accarezzarle la coscia con una mano e un piede con l'altra senza privarmi del piacere di baciarle la coscia e quando la guardai negli occhi mi accorsi che erano socchiusi per il piacere che le conferivo.
“Delia, scusami per essermi spinta a tanto baciandoti la cosca ma non ho resistito al tuo fascino. Io non volevo …. io … in realtà ...”
“Edda per favore, non scusarti, piuttosto prosegui poiché gradisco molto queste tue tenerissime effusioni.” disse mentre si allargava leggermente le gambe.
Accarezzai e baciai anche l'altra coscia concentrandomi ancora una volta e con più morbosità sui suoi piedi.
“Ricordi quando giocavamo sulla riva del fiume e spesso mi ordinavi di lavarti le gambe e i piedi col sapone, di asciugarli e infine mi chiedevi di baciarli ?”
“Mia dolce Edda, ricordo con nostalgico piacere quei particolari giochi che facevamo quando eravamo da sole. Padrona io e obbediente serva tu. Era quello il nostro gioco preferito anche se ci divertivamo con tanti altri che me ne venivano in mente.”
“Delia, eri la mia cugina prediletta e avevo un forte debole per te.”
“Ne ero consapevole; essendo tre anni più grande di te, mi sentivo in diritto di ordinarti di assolvere ogni mio capriccioso desiderio e mi dilettavo a farlo poiché mi obbedivi ciecamente.”
“Mi sottomettevo a ogni tuo desiderio e mi consideravo la tua serva.”
“Sono ancora la tua padrona ?”
“Certamente Delia e mi piacerebbe tanto rifare i giochi come in quella spensierata età almeno per una sola volta.”
“Edda, sei un vero tesoro di cugina. Sarei entusiasta di accontentarti non una volta ma ogni qualvolta lo vorremo.”
“Oh che bello ! Te ne sono molto riconoscente; anch'io ne sarei entusiasta.”
Delia mi guardò con civetteria accarezzandosi morbosamente i piedi.
“Ho sempre curato i miei piedi e li ho sempre considerati alcune delle mie zone più sensibili.”
“Anche a me sono sempre piaciuti ma ignoravo che per te fossero tanto sensibili.”
“Edda, capirai bene che non avrei mai potuto trasmetterti i miei particolari gusti; anche se non ci troviamo sulla sponda del fiume e non puoi lavarmi le cosce per non bagnare il pavimento, rifacciamo subito quel gioco. Procurati tutto l'occorrente e poi torna da me per dedicarti ai miei piedi.”
“Volentieri padrona mia !”
“Bene schiavetta mia. Sbrigati !”
Appena rientrai nel salotto con la bacinella, acqua, sapone e asciugamano, mi inginocchiai ai suoi piedi; lei si sedette sul divano e mi porse i piedi.
“Lavameli e dimostrami di essere ancora la mia obbediente e sottomessa schiava.”
“Padrona mia, obbedisco con tanto piacere !”
“Brava schiavetta mia. Inizia !”
Ero eccitatissima e mi adoperai con la massima delicatezza a lavare, asciugare, odorare, accarezzare e infine baciare i suoi curatissimi piedi.
“Benissimo ! Adesso leccane ogni loro parte incluso fra le dita.”
La obbedii colma d'entusiasmo e inoltre le succhiai ardentemente ogni dito.
“Complimenti Edda, sei stata bravissima; proprio come allora !”
Quando Delia fini di sorseggiare il gin, mi guardò alquanto stupita.
“Scusami tanto se sono indiscreta ma non sarai mica lesbica anche tu ?”
Mi sottrassi istintivamente a quello sguardo ma le parole < lesbica anche tu ? >, mi incoraggiarono a guardarla con un velo di trepidazione.
“Infatti Delia, lo sono e mi rammarica tanto deluderti; dato che non ti ho mai nascosto nulla, reputo doveroso manifestarti a malincuore questo mio segreto sperando che almeno tu riesca a comprendere e accettare la mia inclinazione saffica. So di chiederti molto ma più che altro vorrei che questa mia confessione non intacchi minimamente il bellissimo e sincero rapporto che c'è sempre stato fra noi.”

CAPITOLO 2
Rimasi perplessa dal bagliore che scorsi nei suoi occhi poiché mi sorrise e accarezzò teneramente le guance.
“Mia carissima cugina, ti rassicuro dicendoti che nulla è cambiato fra noi ma che è addirittura migliorato in quanto apprezzo moltissimo la tua confessione poiché so che non ti è stato affatto facile svelarmi un tale segreto e di conseguenza non devi rammaricarti poiché ti comprendo e giustifico pienamente.”
“Delia, le tue parole mi rasserenano e ti sono riconoscente per tanta sincera comprensione. Potresti dirmi per quale motivo mi hai chiesto : non sarai mica lesbica anche tu ?”
“Volevo lasciarti intendere che sono bisessuale e comunque sono veramente lieta che finalmente ti sei decisa a confessarmi di essere lesbica benché l'avessi giù intuito e comunque gradirei tanto riascoltarti dicendomi nuovamente : sì, sono lesbica.”
“Sì Delia, sono lesbica e felice che lo sei anche tu ! Scusa ma come hai intuito che sono lesbica ?”
“Nonostante la tua eccessiva discrezione, stasera i tuoi morbosi sguardi ti hanno tradita dal momento in cui ti sei accomodata sul divano e hai iniziato a scrutarmi le cosce poiché ci sono modi e modi di guardare e i tuoi erano tipici di una lesbica in quanto mi divoravi morbosamente con gli sguardi; una donna percepisce chiaramente quando viene guardata normalmente e quando è contemplata morbosamente da un uomo o da una donna. Ti conosco troppo bene e ti ho lasciata fare poiché sapevo che prima o poi saresti crollata; come vedi, non mi sono sbagliata.”
“Avrei dovuto guardarti molto più discretamente ma attribuisco questa mancanza al gin poiché mi sento un po' brilla.”
“Non rammaricarti poiché quel gin ci ha procurato un grande piacere. Ho sempre scopato con gli uomini che più mi andavano a genio fin quando ….”
“Fin quando ?”
“Fin quando durante la festa del mio diploma mi sono appartata con una donna ed essendo prese all'alcol, improvvisamente ci siamo baciate con istintiva passione. Il giorno successivo mi invitò a casa sua e senza rendercene conto ci ritrovammo sul suo letto. Fu così che sperimentai il primo rapporto saffico e da allora ho continuato ad averli. Sai bene che dopo aver assaporato intimamente una donna è difficile privarsi di continuare a sperimentare una simile inebriante sensazione.”
“Delia, ignoravo queste tue vicende e comunque è un vero piacere venirne a conoscenza. Concordo con te poiché le sensazioni che ho provato finora con le donne sono state di gran lunga più soddisfacenti rispetto quelle che ho provato con gli uomini.”
Ci baciammo lasciandoci intrecciare lussuriosamente le nostre febbrili lingue.
“Edda, ho troppa voglia di scoparti e dato che anche tu ne sei desiderosa, andiamo a letto senza perdere tempo.”
“Sì, andiamo a letto; mi è difficile attendere oltre. D'ora in poi continuerò ad essere la tua sottomessa e incondizionata serva tuttofare nonché tua troia personale.”
“Mia cara cugina, le tue parole mi colmano d'emozione. Sei un vero tesoro !”
Quando entrammo nella stanza da letto mi prese le mani e ci ritrovammo faccia a faccia. Si lasciò scivolare sensualmente le labbra lungo il collo, le orecchie, le guance e infine le accostò sulle mie. Mi baciò appassionatamente e risposi al suo bacio con tutto il mio ardore di femmina.
“Edda, sono sempre stata tentata di stringerti fra le braccia e farti mia. Mi compiace sapere che vuoi essere la mia troia personale ma anch'io voglio essere la tua troia.”
“Oh che bello ! Grazie Delia, grazie mille !”
“Liberati subito dall'accappatoio intanto che mi tolgo la vestaglia.”
Ci spogliammo e ci osservammo morbosamente.
“Complimenti Edda, hai degli slip molto sexy che ti donano parecchio.”
“Mi fa piacere che ti piacciono; li ho scelti con cura. Come mai tu sei senza biancheria intima ?”
“Non la uso da anni poiché mi faceva sentire prigioniera ma anche perché avverto che la fica respira meglio e si riduce l'accumulo di calore e umidità che possono favorire la proliferazione di batteri e funghi, si riducono le irritazioni da sfregamento, si migliora la circolazione sanguigna linfatica favorendo un maggiore benessere per la zona intima, favorisce la produzione della melatonina grazie a una migliore regolazione della temperatura corporea e peraltro ho il costante bisogno di sentirmi libera, sicura e padrona di me ma anche per essere sempre pronta all'uso per qualsiasi eventuale occasione mi si presenti, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, per svolgere i compiti di femmina aperta a qualsiasi situazione, evitando così un'inutile e ulteriore perdita di tempo per mostrarmi completamente nuda.”
“Benché considero questo tuo parere alquanto peculiare, mi congratulo con te poiché ha delle solide fondamenta fisico-chimiche.”
“Ad essere sincera non è proprio un mio parere in quanto me lo ha trasmesso una troia; quindi è con lei che dovresti congratularti.” disse sorridendo.
“Delia hai una fica da favola !”
“Anche la tua è una bellissima fica. Fammi vedere quanto sei porca leccandomi dappertutto.” disse mettendosi subito alla pecorina sul letto.

CAPITOLO 3
Salii anch'io sul letto e le leccai le cosce, i glutei, l'accogliente buchetto e infine la schiena. Di seguito si distese supina sul letto per lasciarmi assaporare le sue belle tette e infine quell'accogliente fica che perlustrai ardentemente con la mia febbrile lingua. Poi mi fece distendere supina e mi assaporò in egual modo. Proseguimmo con un morbosissimo 69 e poi ci stendemmo in posizione contrapposta accavallando le cosce per lasciare strisciare una fica contro l'altra raggiungendo sublimi raffiche di orgasmi. Al termine di quella favolosa scopata, rimanemmo esauste sul letto.
“Delia, scusami tanto per la curiosità ma siccome mi hai confessato di aver avuto il primo rapporto saffico poco dopo esserti diplomata, intuisco che è accaduto in paese.”
“In effetti e peraltro con una nostra comune amica.”
“Comune amica ? Chi è costei ?”
“Isa !”
“La nostra parrucchiera ?”
“Infatti.”
“E' una bellissima notizia; non avrei mai immaginato che fosse lesbica !”
“Edda non potevi accorgertene perché Isa è molto riservata; comunque anche tu hai nascosto egregiamente la tua tendenza saffica.”
“Ho sempre avuto timore di manifestare apertamente le mie particolari preferenze sessuali.”
“Capisco perfettamente. Hai fatto benissimo e non devi scusarti poiché non è opportuno svelare apertamente a chiunque di essere lesbica.”
“Sai che Isa si è trasferita a Bergamo ?”
“Ne sono al corrente poiché ci sentiamo spesso per telefono e inoltre cinque mesi fa si è concessa parecchi giorni di ferie e li trascorsi qui con me.”
“Non sapevo che fosse venuta da te poiché non ci vediamo da quando si è trasferita. Al mio rientro in Italia vorrei tanto incontrarla.”
“Isa mi ha sempre detto che le piacevi e ha sempre avuto una voglia matta di scoparti. Capirai bene che fra noi due non sussisteva alcun segreto poiché essendo sua cliente e amica agli occhi dei conoscenti, condividevamo anche il letto. Non ti abbiamo mai fatto proposte indecenti poiché ignoravamo la tua bisessualità e peraltro non pensavamo che fossi una porcellina alla pari di noi. Mi fa piacere sapere che vuoi andare a letto con Isa quanto prima e ti assicuro che non te ne pentirai in quanto a letto è una autentica artista. Provare per credere ! Lascia fare a me; ti spianerò la strada. Quando ci sentiremo telefonicamente, le parlerò di te e sono certa che sarà lei stessa a contattarti per incontrarvi da qualche parte. Fidati !”
“Delia, sei un tesoro di cugina e non so come ringraziarti.”
“Non devi ringraziarmi poiché anch'io sono lieta che vi incontriate.”
“Delia, ho goduto moltissimo scopando con te anche perché ti confesso di aver dedicato innumerevoli ditalini sia a te che a zia Mirta.”
“Edda sei proprio un'amore e ti ringrazio per i tuoi ditalini; purtroppo ti informo che lei è decisamente eterosessuale ma se fosse lesbica sono certa che sarebbe orgogliosa, come lo sono io, di averteli ispirati e peraltro sarebbe fiera di ringraziarti come meriti.”
“Sappi che ho sempre ammirato la zia Mirta ed è stata proprio lei a ispirarmi il primo ditalino immaginando di spiarla mentre scopava col suo amante; ad un tratto entravo nella stanza e mi distendevo sul letto affianco a loro per leccarla intanto che scopavano fin quando lei mi cedeva il posto in modo che il suo amante scopasse anche me; godevo moltissimo accogliendo il cazzo che le aveva appena scopato la fica. Immaginai tante altre scene in cui la protagonista principale era sempre lei.”
“E' un vero piacere ascoltarti poiché ci accomuna parecchio.”
“Scusa Delia, perché lo dici ? Ignoro forse qualcos'altro ?”
“Che benché è mia madre, anch'io le dedicai il primo ditalino quando mi accorsi di essere lesbica.”
“Delia, mi compiace sapere che anche tu le hai dedicato il primo ditalino.”
“L'ho ammirata tantissimo e mi sono persino impossessata di alcuni suoi capi di biancheria intima usata coi quali spesso mi faccio dei superbi ditalini.”
“E' eccitante saperlo ! Potrei vederli per odorarli ?”
Delia aprì un cassetto del comodino, prese due paia di slip e me ne porse uno.
“Mi fa piacere sapere che sei anche feticista come me. Conservo la sua biancheria a portata di mano; prendi questi slip e odorali intanto che annuso questi altri. Come vedi, trattengono ancora l'odore della sua fica.”
“In realtà sto scoprendo il feticismo proprio adesso e grazie a te; questi slip mi eccitano e inebriano col solo odore della sua fica.”
“Edda per favore, allarga un po' le cosce e lascia che ti faccia un ditalino mentre annuso questi slip.”
“Ti accontento subito ma lasciami contraccambiare poiché non ho mai sperimentato il piacere che si prova masturbandosi a vicenda.”
“Con tanto piacere Edda; stasera la mia fica è tutta per te; accomodati e serviti !”
Delia allargò le cosce, mi impossessai del suo clitoride e iniziai a farle un ditalino mentre lei agiva abilmente sul mio. Nel frattempo volle sapere riguardo il mio primo rapporto saffico e le raccontai tutto iniziando dalla mia vacanza in Francia dove conobbi casualmente Odette e Inaya e che a causa della mia timidezza in seguito cominciai a frequentare puttane lesbiche e bisessuali.
“Oh per bacco ! Ci accomuna anche questo; anch'io spesso mi intrattengo con le puttane benché vado a letto anche con Brenda, una mia carissima amica tedesca che è molto riservata, sposata e ha un figlio.”
“Noto che hai una vita sessuale molto attiva e mi fa piacere sapere che anche tu frequenti i bordelli come me. Potrei conoscere Brenda e alcune puttane che frequenti ?”
“Ti presenterò Brenda al suo rientro dalla vacanza e comunque ti porterò anche in qualche bordello; vedrai che quelle puttane piaceranno anche a te. Non ti sarà facile dimenticare questa breve vacanza.”
“Delia te ne sono grata; non ho dubbi riguardo questa vacanza. Hai presentato Isa anche a Brenda ?”
“Sì e lo stesso pomeriggio in cui gliel'ho presentata, siamo andate a letto tutte e tre. Entrambe sono già amiche e si mantengono in contatto telefonicamente.”
“Hai portato Isa anche in qualche bordello ?”
“Sì, per ben due volte, ma vi si recò qualche altra volta anche da sola mentre ero al lavoro. Isa venne per quindici giorni ma ne rimase altri cinque.”
“Non avrei mai immaginato che Isa fosse tanto viziosa.”
“Isa è un vulcano in costante eruzione.”
“Non vedo l'ora di andare a letto con lei.”
“Non te ne pentirai; ha una fica favolosa e a letto è molto fantasiosa. Vedrai che anche tu diventerai viziosa alla pari di noi.”
“Immagino che hai scopato anche con altre lesbiche poiché qui non hai le difficoltà che ho in paese per imbattermi con una lesbica e andarci a letto.”
“Mia cara Edda, benché da queste parti la gente è molto aperta, non pensare che sia tanto facile adescare una lesbica.”
Di seguito ci lavammo morbosamente sotto la doccia e concludemmo la serata a letto addormentandoci pienamente soddisfatte.
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---- S E G U E P A R T E 2 ----
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2026-09-07
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