La troia bianca, i porci italiani e il cornuto frocio

di
genere
dominazione

9 agosto
Tutto tace fino alle 16:00, sento aprirsi la porta, è il padre di Sami quello che frustò la troia bianca impura. Aveva voglia di svuotare i coglioni proprio nella troia bianca. Quando gli ho detto che era fuori casa e che non sapevo quando sarebbe tornata è andato su tutte le furie prendendo a sberle me che naturalmente ero in ginocchio. A quel punto mi ha tirato il collare e si è fatto succhiare dicendo che comunque succhiavo come una vera schiava puttana. Poi si è staccato e mi ha girato, due sputi sul culo e via a montarmi. Ero squassato per l’assalto repentino e si è fermato solo dopo avermi riempito gli intestini. Estrasse il cazzo imprecando perché non pulitissimo, mi riprese per il collare e me lo infilò fino alle palle per farselo pulire. Finita la pulizia mi spinse via ma nel farlo, con la ciabatta, pestò la pozzetta beige appena uscita dal mio culo. Imprecando si tolse la ciabatta e mi fece leccare perfettamente la suola imbrattata, sentii sborra, merda e asfalto sulla lingua e leccai tutto alla perfezione, ennesimo schiaffo e via.

17 agosto
Dopo giorni di pace e tranquillità (sembrava quasi di tornare alla normalità) stanotte verso l’una è entrato Sami con altri 11, alcuni nuovi alcuni no. È stato un delirio, hanno preso la vacca e trascinata in salotto mentre io rimanevo a pochi metri in ginocchio, l’hanno devastata in gola, in figa, in culo e poi schiaffi, strangolamento, tortura ai capezzoli e al clitoride, che mi dispiaceva per lei, poi ho cominciato a vedere sborra ovunque e non ho più capito niente, li supplicavo di farmi partecipare ma ridevano e basta. Ho visto infilare un pugno nella figa e un pugno nel culo quasi senza reazione della cagna, sembrava semi svenuta o in trance o drogata.
Alla fine TUTTI mi hanno pisciato in gola e addosso (non riuscivo più a bere) alle 03:30 sono usciti e io mi solo messo a leccare il corpo di mia moglie che quasi non aveva reazioni e il resto della sborra dal pavimento lordato da loro. Ora lei dorme e io penso a che piega folle abbia preso la nostra vita, ora che dipendiamo da un tunisino di neppure trent’anni.

19 agosto
La giornata della vacca, in azienda è tutto predisposto, nella enorme sala conferenze, luci, telecamere e un enorme futon nero sul pavimento. Ci sono state 93 adesioni paganti e io per poter essere presente ho dovuto pagare 500€ . Entra bendata, completamente nuda tranne i sandali tacco 12. Viene trascinata dentro con un guinzaglio collegato al collare dal titolare che spiega:” Questa è la puttana per la quale avete pagato, alcuni di voi se la ricorderanno come una bella signora borghese un po snob, ora è solo una vacca sottomessa, una troia da sfondare in tutti i buchi senza preoccupazione, toglietevi qualsiasi sfizio, accetterà e obbedirà a tutto, naturalmente niente segni permanenti, li nell’angolo c’è in ginocchio quel cornuto frocio del marito, potete fare quello che volete anche di lui” io sono a testa bassa imbarazzato ed eccitato. Comincio a vedere cazzi che si avvicinano a lei ma prima, passando, sputano a me. Il titolare da inizio ai giochi dicendo:” finché riesci ancora a parlare, esprimiti lurida troia” e mia moglie:”sono la vostra puttana, sono una lurida cagna in calore che vive per essere degradata e umiliata, vi supplico a tutti, marchiatemi con la vostra sborra e il vostro piscio” il titolare risponde:” così sembri ancora una bella troia ma fra qualche ora chiunque ti scambierà per una vera scrofa” così dicendo le infila il cazzo in figa che già colava umori, subito dopo glielo pianta in culo e infine tenendole la testa con due mani, sotto il mento e dietro alla nuca, le scava in gola incitato dai presenti. Dopo aver sborrato, la lascia in pasto ai porci, divisi per gruppi. Viene da me ridendo, mi fa aprire la bocca e mi piscia in gola. Nel mucchio non vedo più niente, ogni tanto la sento urlare e intanto, bevo il piscio di chi ha voglia di pisciare sul cornuto. Lo stupro prosegue per tre ore, io ho le ginocchia distrutte ma non voglio pensare come si senta lei. Quando è completamente stremata viene messa nella gogna in acciaio e le monte continuano. Non urla più, dopo un tempo indefinito la tolgono dalla gogna e la lasciano a 4 zampe stremata. Il titolare mi viene vicino ridendo e mi dice che con tre ore di video, editandolo, ricaveranno un film da vendere e diventerà famosa nel circuito del porno, sono disperato ma non ho nessun potere.
Nella sala cala il silenzio, si sente una voce:” Bob vieni dalla tua cagna, montala” uno spinone gigante si avvicina non particolarmente eccitato, annusa, alza la gamba, piscia sulla cagna, le gira intorno, le lecca la faccia poi si decide e cerca di montarla riuscendoci, le zampe anteriori hanno una sorta di guanti per “preservare” la cagna. La monta dura poco, poi il cane agganciato alla vacca si gira e rimangono così, culo contro culo, la cagna ha dei tremori e la testa a ciondoloni. Applausi e sputi alla cagna. La telecamera si avvicina per inquadrare bene cagna e cane e cazzo dentro al culo. Il nodo si sgonfia e il cazzo scivola fuori e il cane viene portato via. Entra il titolare con un collare d’acciaio formato da due semicerchi incernierati. Si avvicina a me, me lo assicura al collo con un lucchetto e ci attacca una catena, mi trascina a quattro zampe fino alla vacca, sento chiamare il mio nome e ridere da più parti, mi sembra un incubo, quando arrivo in prossimità della troia, sento forte l’odore della sborra e da lì in poi non connetto, il titolare mi fa leccare in primis il culo prolassato da cui lentamente esce sborra umana e canina e io lecco, mi fanno leccare tutto, il corpo della vacca e le piccole pozzanghere sul futon, lecco obbediente nel frastuono delle derisioni, quando vedo parecchi porci avvicinarsi ghignanti che si mettono a pisciare sulla scrofa e sul cornuto zimbello. Tutti i presenti scaricano la vescica ridendo di noi, quando escono, penso che sia tutto finito ma due operai cambiano il guinzaglio alla scrofa e lo sostituiscono con una catena uguale alla mia, assicurano le due catene alla gogna in acciaio e rimaniamo in una vera pozza di piscio, stremati, sento dire: “abbiamo organizzato una cena per tutti gli ospiti, voi cani rimanete qui alla catena a disposizione di chiunque si presenti, quando tutti se ne saranno andati, vi libereremo, a meno che il titolare non voglia tenervi qui nel piscio tutta la notte, voi non contate nulla né decidete nulla”. Consapevole che la nostra esistenza fosse cambiata per sempre all’insegna della depravazione, dell’umiliazione e del degrado.
scritto il
2026-08-19
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