Alessandro e Alice. Capitolo 1
di
Frecciarossa31
genere
prime esperienze
Io, Alessandro, e la mia fidanzata Alice abbiamo rispettivamente 31 e 28 anni. Ci siamo conosciuti online e stiamo assieme da tre anni. Io ho una corporatura magra, sono alto un metro e settantacinque, con capelli mori e occhi castani. Lei ha la classica corporatura mediterranea, con difficoltà arriva al metro e sessanta, capelli castani chiaro che arrivano poco sotto le spalle, ha gli occhi grandi da cerbiatto, anche loro castani, e fianchi morbidi e sensuali. Il punto di forza sono due seni abbondanti: una quarta di reggiseno, che non si possono non notare già dalle foto postate.
Nonostante lo scetticismo e la diffidenza tipici di quando si conosce una persona su un app di incontri, la comprensione e l'intesa tra noi ci sono state sin dai primi appuntamenti. Siamo sempre riusciti a raccontarci l'un l'altra le nostre esperienze, le nostre paure e i nostri desideri. Dentro e fuori dal letto.
La prima volta che lo abbiamo fatto era Settembre, l'estate stava volgendo al termine. Ci eravamo diretti al mare per una passeggiata e un aperitivo con vista. Parcheggiata la macchina siamo andati in spiaggia, ci togliamo le scarpe e passeggiamo verso il sole che tramonta all'orizzonte. Superata una torretta in legno, che i bagnini durante il giorno usano per controllare i bagnanti, troviamo un bar dove prendiamo 2 spritz abbastanza carichi. Parliamo, scherziamo, ci punzecchiamo a vicenda. Non mancano carezze e le nostre mani a intrecciarsi e poi allontanarsi in una pausa per bere quanto ordinato. Insomma proprio due sconosciuti che presi sia dal desiderio che dalla paura, provano a scoprirsi lentamente, un po' alla volta. Finito il nostro aperitivo, il Sole è completamente sprofondato nel mare, e noi decidiamo tenendoci per mano, di incamminarci verso la macchina. È buio, e sulla spiaggia non è rimasto più nessuno: iniziamo a baciarci, prima un bacio leggero, quasi innocente e infantile, in cui le labbra si toccano appena, e nel mentre ci stringiamo in un abbraccio reciproco. Poi il desiderio cresce, l'aria si fa sempre più tesa, e i baci si fanno più intensi e passionali. La stringo forte a me per farle capire quanto la voglio, per farle sentire la mia erezione contro il suo corpo. Lei ricambia i baci, si lascia stringere, mi prende per mano e poi mi spinge addosso alla torretta in legno, davanti cui eravamo passati. Dietro di noi file di ombrelloni, che anche se chiusi ostacolavano la vista a chi passava dalla strada. Lei mi bacia, sento la sua lingua calda sulle labbra, poi sul collo, mentre io abbasso le mie mani sul sue sedere, ad avvolgere completamente i glutei, e stringerla quanto più possibile a me. Le sue mani corrono lungo il mio corpo e scendono verso i pantaloni. Accarezza e tasta da fuori la mia erezione con una smorfia compiaciuta, l'espressione di chi sa che è opera sua, quel cazzo così duro. Mi slaccia i pantaloni e li abbassa quanto basta a tirare fuori il cazzo dalle mutande, al massimo dall'eccitazione, e poterlo afferrare completamente con la mano. Mi bacia e intanto mi sega in modo lento, abbastanza da darmi piacere e al contempo farmi desiderare di più. In un momento di lucidità mi guardo intorno per capire se passa gente, e fermo Alice per aprire lo zaino e prendere il telo da mare che avevo portato con me. La torretta e i pattini ci coprono a sufficienza per sfogare il nostro desiderio in quell'istante, ci stendiamo quindi sulla sabbia fredda mentre le onde si infrangono sulla riva del mare.
Le faccio sentire le mie bocca, il mio respiro corto per via dall'eccitazione, infine la mia lingua. Lei continua a segarmi con la mano, e intanto la mia inizia a correre lungo il suo di corpo: alterno carezze più dolci a dalle palpate più intense da sopra i vestiti e sento i suoi seni premere sotto la camicetta, poi i fianchi morbidi. La mia mano non si ferma, scende giù mentre lei lentamente apre le cosce. Lentamente passo la mano sopra i jeans e indugio un momento; poi deciso slaccio il bottone ed entro nelle sue mutandine, finalmente sento la sua fica, la sua eccitazione, una morbida e leggerissima peluria incornicia la parte superiore. Arrivo poi alle sue labbra ancora chiuse, ma già bagnate di eccitazione. La accarezzo dall'alto verso il basso per capirne le fattezze e al contempo prepararla alle mie dita. Nel movimento allargo le labbra esterne e infilo il primo dito, lei sospira in silenzio e mi guarda per un attimo, poi lascia cadere la testa di lato con un "oddio". Faccio scivolare il secondo dito e inizio a muovermi dentro la sua fica, alterno movimenti dentro-fuori a un massaggio interno. Il suo respiro si fa sempre più corto, dalla sua bocca escono dei gemiti che cerca di contenere, il suo corpo si muove come a seguire le mie dita.
Mi tiro su con il corpo per guardarmi attorno, ma sulla spiaggia non c'è nessuno, quindi decido di continuare a farla godere. Voglio vederla completamente abbandonata alla nostra voglia di possederci. La spoglio completamente, le tolgo camicetta, reggiseno, pantaloni e mutandine. Lei è li davanti a me, nuda ed eccitata. La sua pelle è chiara, quasi pallida, vedo il suo viso, le sue tette abbondanti e la sua fica con la sola luna a illuminarla.
Continuo a masturbarla, le dita escono per cercare il clitoride e iniziare quindi a fare dei piccoli movimenti a cerchio su di esso. Il piacere aumenta, lo vedo nel suo viso poggiato di lato quasi volersi nascondere; nel suo corpo che a tratti freme e si muove a scatti come attraversato da una scossa. Mi abbasso sopra di lei, la bacio, partendo dal collo scendo sul seno dove succhio i capezzoli turgidi, continuo con dei piccoli e fugaci baci sulla pancia fino ad arrivare al suo sesso, quello che prima avevo "assaggiato" solo con la mano e di cui ora potevo godere con la bocca. Indugio, mi faccio attendere, la sfioro appena. Bacio una coscia, poi l'altra, e solo dopo metto le mie labbra a contatto con quelle della sua fica. La mia lingua inizia a picchiettare sul suo clitoride, come fosse il più buono dei sapori, mentre con le dita la penetro di nuovo, voglio farla venire. Ha dei piccoli spasmi che le fanno tremare il corpo, alza la testa si mette sui gomiti così da potermi guardare e mi mette una mano tra i capelli. Al suo tocco alzo gli occhi e ricambio lo sguardo, senza smettere di leccare la sua fica piena di umori. Si lascia andare, un brivido che parte dai piedini e arriva alla testa, e che la spinge all'indietro stendendosi di nuovo. Non so quanto tempo è passato, ma ora anche io ho bisogno di lasciarmi andare. Porto il mio corpo sopra il suo strisciando sopra I gomiti, punto il mio cazzo verso la sua fica, si sfiorano per la prima volta da quando ci siamo conosciuti. Sento come un brivido che mi attraversa e affondo lentamente dentro di lei. La sua fica é calda e stretta, sembra fatta su misura per il mio cazzo. Mi muovo dentro di lei, le faccio sentire tutta la mia eccitazione e la mia durezza mentre il mio cazzo si bagna nei suoi liquidi, avvolto completamente. I nostri respiri si fondono, mi stringe con le braccia quasi a volermi guidare, perché vuole essere penetrata sempre più affondo, sempre più forte. Aumento il ritmo, sento i suoi gemiti strozzati dentro le orecchie, e mi lascio andare: dopo aver assaporato i suoi liquidi le riempio la fica dei miei. Due respiri profondi e lunghi, uno mio e uno suo. Ci guardiamo negli occhi e ci baciamo, questa volta in modo più tenero.
Ci guardiamo attorno per capire se abbiamo dato spettacolo o meno, passata l'eccitazione sale la paura di essere scoperti e ci rivestiamo velocemente. Invece di rimettere reggiseno e camicetta, le dico di mettere la felpa con la cerniera che avevo con me, più veloce da indossare, e mano nella mano ci dirigiamo verso la macchina. La mia felpa è tirata su abbastanza per non mostrare troppo i seni, ma lascia me godere di una scollatura notevole, non posso non pensare a quanto Alice sia non solo bella, ma dannatamente erotica.
Nonostante lo scetticismo e la diffidenza tipici di quando si conosce una persona su un app di incontri, la comprensione e l'intesa tra noi ci sono state sin dai primi appuntamenti. Siamo sempre riusciti a raccontarci l'un l'altra le nostre esperienze, le nostre paure e i nostri desideri. Dentro e fuori dal letto.
La prima volta che lo abbiamo fatto era Settembre, l'estate stava volgendo al termine. Ci eravamo diretti al mare per una passeggiata e un aperitivo con vista. Parcheggiata la macchina siamo andati in spiaggia, ci togliamo le scarpe e passeggiamo verso il sole che tramonta all'orizzonte. Superata una torretta in legno, che i bagnini durante il giorno usano per controllare i bagnanti, troviamo un bar dove prendiamo 2 spritz abbastanza carichi. Parliamo, scherziamo, ci punzecchiamo a vicenda. Non mancano carezze e le nostre mani a intrecciarsi e poi allontanarsi in una pausa per bere quanto ordinato. Insomma proprio due sconosciuti che presi sia dal desiderio che dalla paura, provano a scoprirsi lentamente, un po' alla volta. Finito il nostro aperitivo, il Sole è completamente sprofondato nel mare, e noi decidiamo tenendoci per mano, di incamminarci verso la macchina. È buio, e sulla spiaggia non è rimasto più nessuno: iniziamo a baciarci, prima un bacio leggero, quasi innocente e infantile, in cui le labbra si toccano appena, e nel mentre ci stringiamo in un abbraccio reciproco. Poi il desiderio cresce, l'aria si fa sempre più tesa, e i baci si fanno più intensi e passionali. La stringo forte a me per farle capire quanto la voglio, per farle sentire la mia erezione contro il suo corpo. Lei ricambia i baci, si lascia stringere, mi prende per mano e poi mi spinge addosso alla torretta in legno, davanti cui eravamo passati. Dietro di noi file di ombrelloni, che anche se chiusi ostacolavano la vista a chi passava dalla strada. Lei mi bacia, sento la sua lingua calda sulle labbra, poi sul collo, mentre io abbasso le mie mani sul sue sedere, ad avvolgere completamente i glutei, e stringerla quanto più possibile a me. Le sue mani corrono lungo il mio corpo e scendono verso i pantaloni. Accarezza e tasta da fuori la mia erezione con una smorfia compiaciuta, l'espressione di chi sa che è opera sua, quel cazzo così duro. Mi slaccia i pantaloni e li abbassa quanto basta a tirare fuori il cazzo dalle mutande, al massimo dall'eccitazione, e poterlo afferrare completamente con la mano. Mi bacia e intanto mi sega in modo lento, abbastanza da darmi piacere e al contempo farmi desiderare di più. In un momento di lucidità mi guardo intorno per capire se passa gente, e fermo Alice per aprire lo zaino e prendere il telo da mare che avevo portato con me. La torretta e i pattini ci coprono a sufficienza per sfogare il nostro desiderio in quell'istante, ci stendiamo quindi sulla sabbia fredda mentre le onde si infrangono sulla riva del mare.
Le faccio sentire le mie bocca, il mio respiro corto per via dall'eccitazione, infine la mia lingua. Lei continua a segarmi con la mano, e intanto la mia inizia a correre lungo il suo di corpo: alterno carezze più dolci a dalle palpate più intense da sopra i vestiti e sento i suoi seni premere sotto la camicetta, poi i fianchi morbidi. La mia mano non si ferma, scende giù mentre lei lentamente apre le cosce. Lentamente passo la mano sopra i jeans e indugio un momento; poi deciso slaccio il bottone ed entro nelle sue mutandine, finalmente sento la sua fica, la sua eccitazione, una morbida e leggerissima peluria incornicia la parte superiore. Arrivo poi alle sue labbra ancora chiuse, ma già bagnate di eccitazione. La accarezzo dall'alto verso il basso per capirne le fattezze e al contempo prepararla alle mie dita. Nel movimento allargo le labbra esterne e infilo il primo dito, lei sospira in silenzio e mi guarda per un attimo, poi lascia cadere la testa di lato con un "oddio". Faccio scivolare il secondo dito e inizio a muovermi dentro la sua fica, alterno movimenti dentro-fuori a un massaggio interno. Il suo respiro si fa sempre più corto, dalla sua bocca escono dei gemiti che cerca di contenere, il suo corpo si muove come a seguire le mie dita.
Mi tiro su con il corpo per guardarmi attorno, ma sulla spiaggia non c'è nessuno, quindi decido di continuare a farla godere. Voglio vederla completamente abbandonata alla nostra voglia di possederci. La spoglio completamente, le tolgo camicetta, reggiseno, pantaloni e mutandine. Lei è li davanti a me, nuda ed eccitata. La sua pelle è chiara, quasi pallida, vedo il suo viso, le sue tette abbondanti e la sua fica con la sola luna a illuminarla.
Continuo a masturbarla, le dita escono per cercare il clitoride e iniziare quindi a fare dei piccoli movimenti a cerchio su di esso. Il piacere aumenta, lo vedo nel suo viso poggiato di lato quasi volersi nascondere; nel suo corpo che a tratti freme e si muove a scatti come attraversato da una scossa. Mi abbasso sopra di lei, la bacio, partendo dal collo scendo sul seno dove succhio i capezzoli turgidi, continuo con dei piccoli e fugaci baci sulla pancia fino ad arrivare al suo sesso, quello che prima avevo "assaggiato" solo con la mano e di cui ora potevo godere con la bocca. Indugio, mi faccio attendere, la sfioro appena. Bacio una coscia, poi l'altra, e solo dopo metto le mie labbra a contatto con quelle della sua fica. La mia lingua inizia a picchiettare sul suo clitoride, come fosse il più buono dei sapori, mentre con le dita la penetro di nuovo, voglio farla venire. Ha dei piccoli spasmi che le fanno tremare il corpo, alza la testa si mette sui gomiti così da potermi guardare e mi mette una mano tra i capelli. Al suo tocco alzo gli occhi e ricambio lo sguardo, senza smettere di leccare la sua fica piena di umori. Si lascia andare, un brivido che parte dai piedini e arriva alla testa, e che la spinge all'indietro stendendosi di nuovo. Non so quanto tempo è passato, ma ora anche io ho bisogno di lasciarmi andare. Porto il mio corpo sopra il suo strisciando sopra I gomiti, punto il mio cazzo verso la sua fica, si sfiorano per la prima volta da quando ci siamo conosciuti. Sento come un brivido che mi attraversa e affondo lentamente dentro di lei. La sua fica é calda e stretta, sembra fatta su misura per il mio cazzo. Mi muovo dentro di lei, le faccio sentire tutta la mia eccitazione e la mia durezza mentre il mio cazzo si bagna nei suoi liquidi, avvolto completamente. I nostri respiri si fondono, mi stringe con le braccia quasi a volermi guidare, perché vuole essere penetrata sempre più affondo, sempre più forte. Aumento il ritmo, sento i suoi gemiti strozzati dentro le orecchie, e mi lascio andare: dopo aver assaporato i suoi liquidi le riempio la fica dei miei. Due respiri profondi e lunghi, uno mio e uno suo. Ci guardiamo negli occhi e ci baciamo, questa volta in modo più tenero.
Ci guardiamo attorno per capire se abbiamo dato spettacolo o meno, passata l'eccitazione sale la paura di essere scoperti e ci rivestiamo velocemente. Invece di rimettere reggiseno e camicetta, le dico di mettere la felpa con la cerniera che avevo con me, più veloce da indossare, e mano nella mano ci dirigiamo verso la macchina. La mia felpa è tirata su abbastanza per non mostrare troppo i seni, ma lascia me godere di una scollatura notevole, non posso non pensare a quanto Alice sia non solo bella, ma dannatamente erotica.
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Commenti dei lettori al racconto erotico