Alessandro e Alice, in macchina. Capitolo 2

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etero


Io, Alessandro, e la mia fidanzata Alice abbiamo rispettivamente 31 e 28 anni. Ci siamo conosciuti online e stiamo assieme da tre anni. Io ho una corporatura magra, sono alto un metro e settantacinque, con capelli mori e occhi castani. Lei ha la classica corporatura mediterranea, con difficoltà arriva al metro e sessanta, capelli castani chiaro che arrivano poco sotto le spalle, ha gli occhi grandi da cerbiatto, anche loro castani, e fianchi morbidi e sensuali. Il punto di forza sono due seni abbondanti: una quarta di reggiseno che non si può non notare già dalle foto postate. Nonostante lo scetticismo e la diffidenza tipici di quando si conosce una persona su un app di incontri, la comprensione e l'intesa tra noi ci sono state sin dai primi appuntamenti. Siamo sempre riusciti a raccontarci l'un l'altra le nostre esperienze, le nostre paure e i nostri desideri. Dentro e fuori dal letto.



I mesi passano, continuiamo a frequentarci, a raccontarci l'un l'altra, a scoprirci sempre di più. Alice prima di me ha avuto una storia importante, durata circa 5 anni, parte dei quali a distanza. Una volta lasciatasi ha avuto solo qualche flirt e qualche esperienza più superflua, niente di rilevante. Per me è quasi lo stesso: una storia importante durata 2 anni e mezzo, terminata male, e poi delle avventure superflue, a volte neanche soddisfacenti. Avere un bagaglio di esperienze così simile ci permette di legarci e comprenderci meglio.

Una sera, di ritorno da uno dei nostri appuntamenti, eravamo in macchina, lei aveva un paio di jeans e una magliettina nera semplice, che metteva in risalto per bene il suo seno. Erano le 2.00 di notte e fermi sotto casa sua, mi avvicino a lei, la bacio. Lei ricambia e le nostre lingue si intrecciano, lei porta le sue mani dietro la mia testa, mi stringe a sè. Io mi lascio avvolgere e allungo le mani prima sul fianco, poi lentamente risalgo fino alla scollatura. La guardo con un sorriso beffardo, e con il dito indice seguo le forme dei seni, che la maglia lascia visibili, sfiorandoli appena. Lei ricambia lo sguardo con il respiro quasi sospeso, come ad aspettare che i suoi seni venissero completamente afferrati. Ne afferro uno, si lascia scappare un gemito, la testa va leggermente all'indietro. Io ne approfitto e metto l'altra mano dietro la sua testa, per baciarle il collo. Alterno dei piccoli morsi a baci piu dolci, le faccio sentire la lingua. Scendo lungo il collo, arrivo al seno e abbasso una spallina quanto basta da far uscire un capezzolo, e lo faccio mio. Lo succhio e lo stuzzico con la punta della lingua senza dargli tregua. Il suo respiro si fa piu corto, e il nostro desiderio cresce fino a vincere su di noi.



"Aspetta, non qui. Poco piu avanti c'è una strada chiusa dove possiamo andare" mi dice.



Non me lo faccio ripetere due volte, rimetto in moto la macchina e prendo la stradina che mi ha indicato. Senza dire neanche una parola ci mettiamo sui sedili posteriori, e riprendiamo da dove abbiamo lasciato. Alice mi stringe a se, le nostre lingue si intrecciano per pochi secondi, e io riscendo con la bocca lungo il collo, fino a seni. Ora con entrambe le mani li afferro, quasi a volerli far scoppiare nelle mie mani e alterno morsi e baci.Lei allunga la mano sui miei pantaloni, sente il mio cazzo duro, mi guarda e inizia a sbottonarmi.



"L'ho fatto io cosi duro? È per me?". mi chiede, con il sorriso fintamente ingenuo, di chi vuole stuzzicare ma sa benissimo cosa fare non appena lo avrà tra le mani. "Pensi di meritarlo?" le rispondo sorridendo.



Mi guarda negli occhi, sorride, e con entrambe le mani afferra il mio cazzo in tutta la sua eccitazione. Una mano sull'asta che sega in modo lento, l'altra a massaggiare con dolcezza le palle. Sente quanto sono duro, vede tutto il mio desiderio. Mi libero completamente dei pantaloni per aiutare i sui movimenti, lei ne approfitta per scendere con la bocca. Prima mi da dei piccoli baci sull'asta e sulla punta, poi lo prende in bocca, lo avvolge con le sue labbra. Sento la sua lingua, e la saliva colare sul cazzo. Muove la testa e io afferro i suoi capelli, li raccolgo in una mano, e accompagno i suoi movimenti sopra il mio cazzo, fino a quando lei non decide di prenderlo in gola per tutta la sua lunghezza. Soddisfatta risale, molla la presa senza farmi venire, mi guarda come ad aspettare il suo turno. Ora è lei che vuole godere.

La spoglio per ammirare il suo corpo, i seni grandi ormai liberi, e per sentire l'odore di sesso provenire dalla sua fica. Si stende e inizio a baciarla lungo il corpo, prima sul collo poi sui seni, a cui non risparmio morsi e delle leccatine solo con la punta della lingua, sui capezzoli. Intanto con una mano la masturbo, accarezzo la sua fica e sento quanto è bagnata, quanto è desiderosa di godere, apro leggermente le labbra e infilo un dito. Geme e lascia cadere la testa di lato per nascondersi.



Infilo il secondo dito. "Oddio si, continua" mi dice con voce strozzata.

Il suo respiro si fa piu corto, la sua fica gronda di umori, capisco che è pronta a godere delle mie mani. Continuo a succhiare un capezzolo, le dita le porto fuori, sul clitoride che inizio a stimolare con piccoli cerchi, prima in modo lento, per farla abituare al tocco poi aumento il ritmo. Dalla bocca non escono più solo dei gemiti, ma dei piccoli urletti, il suo corpo inizia a tremare, spalanca gli occhi e la bocca, nel mentre stringe le cosce. Ci siamo, un brivido le attraversa il corpo e si lascia andare all'orgasmo, un urlo strozzato e un lungo respiro.



Ci guardiamo negli occhi, io sorrido compiaciuto per averla fatta godere. "Ora voglio il cazzo dentro." Mi dice con un sorriso serafico.



Mi appoggio sopra lei, il mio cazzo sfiora le labbra della sua fica, lo picchietto sul clitoride. Poi punto e lentamente sprofondo nella sua fica calda, bagnata. I nostri sospiri si uniscono in unico suono. Mi muovo lentamente per abituarmi, lei stringe a comando le pareti del pavimento pelvico per risucchiare il mio cazzo, e con le braccia mi stringe e mi accompagna negli affondi.

Mi alzo leggermente con il busto porto una gamba sopra la mia spalla, bacio la caviglia e il piede e lei mi guarda divertita, non se lo aspettava. La mano destra libera accarezza i suoi seni, poi sale sul collo e stringe.



"Oddio" sospira.

"Stringi più forte" mi guarda compiaciuta.



Non me lo faccio ripetere, intanto con il bacino aumento il ritmo, gli affondi sono piu forti. Si morde le labbra ma non trattiene gli urletti. Sto per venire ma non voglio concludere così. Le afferro i fianchi e la giro a pecora, per quello che la macchina permette. Il cazzo entra dolcemente dentro, ora ha il sedere alzato e il viso completamente schiacciato sul sedile. Mi muovo con il bacino con un ritmo costante, mentre con le mani stringo i fianchi per aiutarmi con le braccia. Affondo con dei colpi decisi e costanti. Alice si abbandona al piacere, geme e sospira. Porto una mano su i capelli, li raccolgo e poi tiro. Asseconda i movimenti alzando la testa e inarcando la schiena, con l'altra mano supero una spalla, e stringo il collo sotto il mento. Aumento il ritmo dei miei colpi.



"Non ti fermare" mi dice tra i denti, mentre gode.

Sento che ci sono, mi avvicino al suo orecchio con la bocca. "Dove vuoi che venga?" le chiedo.

"Dove vuoi." è l'unica cosa che mi dice.



La giro, Alice siede davanti a me. Io sono in posizione leggermente rialzata, e avvicino il cazzo alle sue tettone. Capisce, le afferra con le mani per avvicinarle al mio cazzo, e in quel momento esplodo tutto il mio piacere. Gli schizzi le riempiono le tette, ci guardiamo e sorridiamo, esausti e soddisfatti. Uno schizzo le è arrivato sul collo, lo raccolgo con il dito indice e glielo porto alla bocca, apre e succhia senza distogliere lo sguardo, con i suoi occhioni da finta innocente.
scritto il
2026-08-22
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