Alessandro e Alice: Capodanno e Penitenze. Capitolo 4

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Io, Alessandro, e la mia fidanzata Alice abbiamo rispettivamente 31 e 28 anni. Ci siamo conosciuti online e stiamo assieme da tre anni. Io ho una corporatura magra, sono alto un metro e settantacinque, con capelli mori e occhi castani. Lei ha la classica corporatura mediterranea, con difficoltà arriva al metro e sessanta, capelli castani chiaro che arrivano poco sotto le spalle, ha gli occhi grandi da cerbiatto, anche loro castani, e fianchi morbidi e sensuali. Il punto di forza sono due seni abbondanti: una quarta di reggiseno che non si può non notare già dalle foto postate.

Siamo a Dicembre. Io e Alice abbiamo deciso di festeggiare da soli il capodanno, approfittando del fatto che abbiamo casa sua tutta per noi. La raggiungo in mattinata per aiutarla a preparare la nostra cena, mentre nel pomeriggio Alice deve andare a coprire l'ultimo turno dell'anno a lavoro, fino alle 20.00. Resto solo in casa, inizio quindi a pensare a come rendere il nostro capodanno non solo divertente, ma anche piccante. Alla fine opto per una versione hot del Beer Pong, da fare dopo cena per aspettare la mezzanotte.
Le regole sono semplici: i bicchieri pieni di alcol vengono posizionati su un lato e l'altro del tavolo davanti ai giocatori, sotto i bicchieri i bigliettini con le penitenze. Quando un giocatore fa canestro, l'altro beve il bicchiere in un solo colpo, legge il bigliettino con la penitenza e decide se soddisfare la penitenza o, in alternativa, bere un secondo bicchiere.
Per la serata decidiamo di vestirci comunque carini, anche se siamo a casa. Io indosso dei jeans blu, una camicia e sopra un maglioncino rosso. Alice indossa un cardigan rosso e un vestitino nero di raso che le arriva fino alle caviglie, con delle spalline sottili e come sempre una scollatura da far girare la testa. Iniziamo la nostra cena, antipasto e una bottiglia di spumante per cominciare. Poi primo e secondo accompagnati da una bottiglia di vino bianco. Alla mezzanotte manca un oretta, quindi libero il tavolo e le spiego il gioco e le penitenze. Alice mi guarda entusiasta e accetta la sfida. Ho stuzzicato la sua parte competitiva e prima di iniziare propone un premio finale: il vincitore può fare ciò che vuole dell'altro. Iniziamo a giocare, i primi tiri servono a prendere le misure e nessuno dei due fa canestro. Dopo qualche tiro è Alice la prima a centrare il bicchiere, quindi bevo e poi leggo la penitenza ad alta voce.

"Togli un indumento". Eseguo e tolgo il maglione.

Il gioco va avanti e sono io a infilare due canestri di fila. Alice beve ed esegue le penitenze. La prima è "farsi dare una sculacciata o uno schiaffo". Sceglie la prima. La seconda penitenza invece è "togli un indumento". Decide di togliere le scarpe.

Continuiamo a giocare, entrambi facciamo un paio di canestri. Nessuno si tira indietro, beviamo e facciamo le penitenze. A me tocca un balletto "sexy" da fare davanti a lei, che si gusta la scena divertita. Poi, come lei in precedenza, scelgo la sculacciata.

Alice invece deve farsi guardare mentre si masturba per un minuto. Con sorriso malizioso, come se non aspettasse altro, tira su il vestito, fa scivolare via un paio di slip di pizzo rosso e si siede a gambe aperte. Ho la sua figa davanti, una leggerissima peluria in cima, vedo le labbra che luccicano per quanto è bagnata. Si accarezza con due dita poi apre le labbra come a volermi far vedere il più possibile, e inizia con il dito indice a solleticare il clitoride. Mi guarda negli occhi e geme. Si porta due dita in bocca le succhia, e poi riscende a masturbarsi. Penetra la sua figa con indice e medio, il respiro si fa corto. Ma proprio sul più bello la interrompo, il minuto è scaduto. Mi guarda con fare dispiaciuto e rimette gli slip, il gioco deve riprendere.

Poi un'altra penitenza: "raccontare una fantasia sessuale". Alice ora si fa più seria e approfitta del gioco per farmi una confessione importante: è attratta anche dalle donne, ma non ha mai avuto la possibilità di sperimentare. Per la prima volta da quando stiamo insieme, mi dice chiaramente qualcosa che avevo in parte già intuito, è bisessuale. Tra il curioso e il provocatorio, la incalzo per ottenere la fantasia sessuale richiesta dalla penitenza. Nello specifico le piacerebbe leccare una figa, vorrebbe sentire com'è avere nella bocca i liquidi di una figa bagnata. La sola idea mi rende visibilmente eccitato, infatti dai pantaloni si nota e Alice mi guarda divertita.

Siamo quasi alla fine del nostro gioco e lei è rimasta con un solo bicchiere, mentre io ne ho ancora tre. Facendo canestro vincerei e potrei fare di lei ciò che voglio. Ora la tensione è alta, entrambi non vediamo l'ora di sfogare la tensione accumulata. Tiro e faccio centro, quindi ultimo bicchiere e ultima penitenza per Alice, poi posso riscuotere il premio finale. La penitenza cade a pennello: "farsi baciare sul collo". Mi avvicino a lei, le metto una mano dietro la testa e l'altra sul sedere. Siamo a pochi millimetri l'uno dall'altra e lei prova a baciarmi, ma io scaltramente mi sposto sul lato e bacio la guancia. Poi un bacio dietro il collo poco sotto l'orecchio, e continuo a baciarla poco più in basso. Alterno baci più teneri a veri e propri morsi.

"Oddio amore" le sento dire sospirando.

"Ora posso fare quel che voglio di te, lo sai!" la incalzo.

"Oh nooo" mi risponde maliziosa.

Ci spostiamo in camera da letto, abbasso una spallina del suo vestito e con le mani stringo i seni. Ne avvicino uno alla bocca e lo mordo, e ancora mordo il capezzolo tirandolo leggermente, per poi metterlo tutto in bocca e succhiarlo come per dare sollievo per il morso precedente. Ora Alice geme, mentre mi stringe la testa tra mani. Abbasso anche l'altra spallina e resta nuda, solo con il perizoma rosso, come da tradizione. Si avvicina, mi bacia e mi succhia le labbra, poi le nostre lingue si intrecciano. Il desiderio aumenta sempre di più, e mi toglie la camicia, poi scende sui pantaloni a slacciare la cintura. Qui la blocco e decido di riprendere le redini del nostro gioco.

La faccio stendere sul letto, sfilo la cinta e le lego i polsi. Poi prendo delle calze nere, di quelle più spesse, con cui le bendo gli occhi. Ora Alice è meravigliosamente erotica, o meglio ancora pornografica. È legata e bendata davanti a me, con solo il perizoma rosso indosso, e i seni grandi su cui si intravedono i segni dei morsi precedenti. Le accarezzo le braccia, poi scendo sui fianchi e le mani corrono giù lungo le gambe, fino ai piedini con smalto nero. Afferro una caviglia e inizio a baciarla, risalgo dal piede fino all'inguine. Le sfioro appena la figa con la mia bocca da sopra il perizoma, e poi faccio il percorso inverso sull'altra gamba. Solo dopo sfilo le mutandine e posso finalmente vedere la sua figa grondare di eccitazione. La sfioro con le mani e poi scendo con la bocca, con la lingua mi faccio strada, le apro le labbra e assaporo il suo desiderio.

"Oh cazzo che bello" si lascia andare.

Ma io mi fermo subito, apro un cassetto e tiro fuori due toys: il dildo arcobaleno e un vibratore acquistato qualche settimana prima. Li tengo io, uno in una mano uno nell'altra e li uso lungo il suo corpo per accarezzarla. Passo sopra le braccia e sulle gambe, sfioro la figa e risalgo fino alle tette. Qui accendo il vibratore e solletico i capezzoli. Alice spalanca la bocca e lascia cadere la testa all'indietro. Tra il vino bevuto a cena e l'eccitazione del momento, la sua pelle chiara inizia ad arrossarsi. Con i toys riprendo a risalire, le sfioro il collo e arrivo vicino alla bocca. Ora Alice ha due toys davanti, si avvicina e dà un bacio sulla punta al primo, si gira leggermente e bacia l'altro, poi tira fuori la lingua e li assapora giusto sulla punta. Prende coraggio e con le mani legate tira la mia mano con il dildo in mano verso di sé, e accoglie il toys nella sua bocca. Lo succhia, si muove con la testa e lo stringe con le mani. Si stacca e passa all'altro, lo accoglie nella bocca e poi la lingua scivola lungo il vibratore a riempirlo di saliva. Finito di lubrificarlo scendo in mezzo alle sue cosce, e con il vibratore mi faccio strada nella sua figa. Accendo inizialmente alla velocità più bassa e inizio a masturbarla. Ora Alice si lascia andare, il respiro è corto e dalla bocca escono degli urletti. Il vibratore è di quelli che hanno la stimolazione sia interna che esterna, quindi posso stimolare anche il clitoride. Aumento la vibrazione, e gli urletti si fanno più lunghi e forti, Alice ora fatica a controllare il suo corpo, non riesce a stare ferma.

"Amore vengo" mi dice sospirando.
Stringe le gambe e si lascia cadere sul letto. Mi abbasso sul suo corpo, le bacio la pancia, poi le tette e il collo.

"Il gioco ancora non è finito" le sussurro all'orecchio.

"Ora voglio il mio cazzo preferito." dice, cercando a tastoni il mio cazzo.

"Fammi vedere cosa ci fai." La provoco.

La tiro su e la faccio inginocchiare sul pavimento. Afferra il mio cazzo con le mani ancora legate dalla cintura, abbastanza lenta da poter afferrare l'asta con una mano e le palle con l'altra.

"Mi è mancato." lo bacia con dolcezza, poi lo accoglie in bocca. Con la lingua bagna la cappella e inizia a muovere la testa avanti e indietro, mentre continua a segarmi. Io raccolgo i capelli dietro la sua testa, e con la mano accompagno mentre pompa il mio cazzo. Inizio a spingere fino in fondo, finché non lo prende tutto in gola e sento il cazzo pieno della sua saliva.

"Voglio che mi scopi" mi dice staccandosi.

Le libero le mani ma lascio la benda sugli occhi, poi la faccio stendere sul letto. Apro le cosce e sfioro con il cazzo la sua figa, picchietto il clitoride con la cappella e poi mi faccio strada dentro di lei. Entro piano, voglio che senta ogni mio centimetro. Alice sospira, mi porta le mani dietro la schiena, e spinge nel tentativo di avvicinarsi ancora di più. Mi muovo piano, ma con affondi decisi. Mi tiro su con il busto, aumento il ritmo degli affondi, vado più forte. Una mano scende su una tetta a pizzicare il capezzolo e l'altra sul collo a stringere. Alice geme. Sento la sua figa bagnata che si stringe intorno al mio cazzo, quasi a volerlo catturare. Afferro le sue caviglie e porto le gambe sopra le mie spalle. Poi mi piego fino a portare le sue ginocchia in contatto con le tette. La scopo con decisione, sfrutto tutto il mio peso per affondare meglio dentro la sua figa. Alice mi afferra per i fianchi e accompagna i miei movimenti per essere scopata ancora più forte.

"Sì, scopami amore". È l'unica cosa che riesce a dire.

L'eccitazione di Alice è massima, non trattiene le urla. Afferra il vibratore, lo accende e lo poggia esternamente sul clitoride. La vibrazione è abbastanza intensa da percorrere la sua figa e arrivare al mio cazzo. Scoparla così mi fa sentire in un film porno, lei a gambe aperte, poggiate sopra le mie spalle, che si fa scopare mentre si masturba con il vibratore.
Mi tiro di nuovo su con il corpo, afferro nuovamente le gambe dalle caviglie e le stringo tra loro proprio davanti la mia faccia. Ora la sua figa è strettissima, e io sono quasi al limite, continuo a muovere il bacino con decisione. Anche Alice è al limite, lascia il toy e afferra le lenzuola con le mani. Nella stanza ormai si sentono solo due rumori: i suoi gemiti e il mio bacino che sbatte contro la sua figa. Ormai ci sono, allargo le gambe di nuovo e mi abbasso con il corpo sopra di lei, che mi stringe a sé. Affondo un ultima volta il cazzo e vengo, riempiendo la sua figa. Le tolgo la benda, ci guardiamo negli occhi in silenzio e sorridiamo. Da fuori si sentono i primi fuochi d'artificio. Ci baciamo e usciamo in terrazzo a vederli.

scritto il
2026-08-30
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