Io, Primo Capitolo.

di
genere
confessioni

Non che non ci avessi mai fantasticato sul tradirlo, ma durante i primi anni di matrimonio, tra il barcamenarmi con due bambini e ancora prima con due gravidanze a rischio, il lavoro lasciato e ripreso,le trasferte di lui e il mio conseguente convivere con i miei suoceri, non avevano certo favorito la realizzazione di certi miei progettini... fu solo dopo sette anni che,dopo che lui si mise in aspettativa e poteva darmi una grossa mano coi bambini, e che il mio lavoro diventò " girovago", facendo l'agente di commercio, che mi decisi... mi senti' pronta per conoscere persone tramite annunci personali su certi giornalini di seconda categoria.. era l'estate del 2005,avevo circa 32 anni ed una insoddisfazione crescente mista ad una smania di voler fare cose folli che mi divoravano la coscienza, e in più volevo vendicarmi dei suoi tradimenti risalenti al 2002 , avevo una rabbia residua che ancora mi bruciava e mi rendeva, talvolta,sfrenata ed irragionevole. IL primo disse di chiamarsi Antonio, aveva 45anni e un po' bruttarello di viso, ma con un fisico asciutto ed atletico; dopo qualche SMS e qualche telefonatuccia a base di sconcezze varie, ci incontrammo a San Giovanni a Teduccio, nei pressi della sede di allora della mia azienda; io avevo una camicia larga leopardata, un pantalone stretto lucido colore avorio, e scarpe appariscenti, blu, con poco tacco; pienotta lo ero, con la mia taglia 54, ma ben consapevole di essere arrapante, per come mi ponevo, per quello che dicevo, per il mio assoluto non timore di manifestare la mia zoccolaggine incalzante: io scendo dalla mia Polo grigia, lui arriva con l sua Croma, ci squadriamo per qualche secondo, convenevoli, bla bla, che bei capelli che hai mi dice, folti, neri, e che bocca, mamma mia... eh, anche tu non sei male.. sono le cinque di pomeriggio, dove andiamo...? Vieni, mi dice, sali...chiudo la macchina, entro nella sua, pulita, profumata, aria condizionata a palla... subito comincia a strusciarmi la mano sulle gambe, io già bagnatissima, "ah! Si...mmmh.. fammi quello che mi dicevi al telefono, dai..", lui si arrapa ancora di più e mi tocca sul pantalone, in mezzo alle cosce avevo un lago, grugnisce, mi salta addosso e mi soffoca quasi con la lingua nella mia bocca già vogliosa di succhiarglielo ... mi apre la camicia, il sole trafigge le mie tette bianchissime, dai capezzoloni enormi e scuri, grandi quasi come un uovo ad occhio di bue, giuro... "Aaahhh! Ma che tieni..? Bella troiona che sei.." e mi succhia uno e poi l'altro, me li tira, mi fa impazzire, apro le gambe cazzo, come sono bagnata... dai, metti in moto, qua vicino c'è un capannone vuoto, ho voglia che mi scopi subito...
scritto il
2026-08-17
1 2 6
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.