Codice Femdom – Estratto 2 - Cotto di Lei

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Athena è sempre stata il mio punto debole.
Quando l'ho conosciuta due anni fa a una festa, il suo carisma e la sua bellezza da panico mi hanno folgorato.
Ho balbettato il mio nome per presentarmi, mentre il suo profumo di vaniglia e qualcosa di costoso, mi arrivava dritto allo stomaco.

Ha 27 anni. Abbastanza per essere una donna sicura, che sa quello che vuole, ma ancora abbastanza giovane da essere sfrontata e piena di vita.
Occhi verde smeraldo, capelli neri e un fisico da top model assoluta, quale è.
La sua intelligenza e consapevolezza, condite da una buona dose di spontaneità, l'hanno sempre resa la regina incontrastata delle compagnie che frequentava.

Era tornata a Milano di recente, dopo un lungo Erasmus a Barcellona, in cui aveva studiato lingue e letterature straniere e fatto esperienze di ogni tipo.
Lavorava già da anni nella moda e aveva orde di seguaci e ammiratori.
Io per puro caso avevo preso l'abitudine di uscire con alcuni colleghi in un locale molto alla moda per l'aperitivo dopo il lavoro, nel quale anche lei appariva ogni tanto.
Sembrava che ogni ragazzo volesse conoscerla.
Solo osservandola e scambiando con lei qualche parola occasionalmente, rimanevo stregato ogni giorno di più.
Anche le sue stesse amiche, sembravano sbavarle dietro e trattarla come una Dea.

In quel periodo le frequentazioni dei nostri gruppi si intensificavano, complice anche una relazione tra un mio collega e una sua amica, dandomi l'opportunità di incontrarla spesso e di capire quanto realmente fosse una persona fuori dal comune.
Un lavoro come modella ad alto livello, quasi centomila follower su Instagram ed una personalità esuberante e fuori dagli schemi.
Ero sbalordito e ammaliato dal suo successo e desideravo ardentemente sapere qualcosa in più su di lei.
Passavo ore a guardare i suoi profili social, zoomando su ogni foto come un disperato.
Scoprivo così che era solita passare la settimana a fare shooting o video a destra e sinistra, mentre nei weekend era praticamente sempre in viaggio o a divertirsi con i suoi amici.
Una donna in carriera, di quelle che vanno forte e guadagnano tanto.
I punti in comune erano pochi, le mie possibilità anche.

Nella mia goffa timidezza, ho tentato spesso di offrirle qualcosa da bere o da mangiare, soltanto per avere una scusa ed intrattenermi qualche secondo con lei.
Athena, con la sua naturale sfrontatezza, accettava e ringraziava sorridendo, per poi andare direttamente al tavolo a consumare con altre persone.
Sicuramente era molto abituata a questi approcci da zerbini adulanti e sapeva bene come gestirli, con eleganza e distacco.
Non riuscivo neanche a rimanerci male, perché mi rendevo già conto di quanto fosse ovvio, che una Dea del genere non potesse perdere tempo con uno come me.

Sia chiaro, non sono un brutto ragazzo o un caso perso, ma effettivamente con una donna così non potevo avere scampo.
Nonostante questa consapevolezza, il fascino e l'attrazione che esercitava su di me, mi portava sempre a provare a interagire con lei.
Nei due anni passati da quando l'ho incontrata, le sono sempre corso dietro come un cagnolino, senza mai venire quasi neanche notato da questa donna superiore.

Se ci incontravamo in gruppo io pendevo dalle sue labbra e probabilmente dovevo sembrare il classico sfigato innamorato perso.
Athena invece, totalmente su un altro pianeta rispetto a me in quanto a fascino, aveva relazioni con i ragazzi più fighi della città e viveva sempre storie con uomini intraprendenti, al di fuori della cerchia che conoscevo.
Tutti iniziarono a ridere del mio debole per lei, che dal canto suo, non mi considerava neanche, saltando di fiore in fiore con ragazzi molto più talentuosi e attraenti di me e concedendomi solo un saluto quando ci incrociavamo.
Non so dire quanto abbia speso per i regali, le attenzioni e le premure che le ho donato, da lei mai ricambiate.
Tuttavia dopo un periodo enorme di totale indifferenza nei miei confronti, incuriosita forse dalla mia continua venerazione e riverenza così marcata, accettò anche di fare un'uscita a cena da soli, in amicizia.

Inutile dire che la portai in uno dei migliori ristoranti della città e pagai tutto io, champagne compreso, senza battere ciglio.
Lei non era sicuramente interessata alla mia presenza o ai miei sentimenti, anzi si distraeva spesso, messaggiando con qualcun altro al cellulare e trattandomi con sufficienza.
Purtroppo mi era chiaro che non mi considerasse un ragazzo alla sua altezza e lei, severa ma onesta, non si sforzava di nasconderlo.
Li vedevo i ragazzi che baciava o che frequentava. Erano su un altro piano rispetto a me. Lei stessa era su un altro piano.

Capitava infatti che, anche davanti alle nostre conoscenze comuni, mi prendesse in giro e mi snobbasse, divertendosi a trattarmi con sufficienza.
Tuttavia la mia tenacia nel provare a compiacerla e la grande generosità che le mostravo senza pudore, probabilmente la stimolavano abbastanza da concedermi quel briciolo della sua attenzione.

Così, una volta ogni due settimane circa, sempre e solo quando aveva tempo lei, si ripeteva questa lussuosa cenetta a mie spese, per la quale le dimostravo molta gratitudine.
Nel resto dei giorni poi, era raro che trovasse il tempo anche solo per rispondere ad un messaggio sul cellulare, ma per me era già una grande soddisfazione anche così.
Entrare in un locale e sedermi ad un tavolo con lei, mi faceva sentire al settimo cielo.

Ovviamente le nostre uscite si limitavano alla tappa ristorante a mie spese e poi tanti saluti.
Andavo a prenderla a casa o dove voleva e la riaccompagnavo puntuale, senza mai osare chiederle nulla, né prima né dopo.
Athena allegra e spensierata mi trattava con leggerezza, raccontandomi i fatti suoi e mostrando invece scarso interesse per le mie parole.
Non ero in grado nemmeno di raccontare mezzo aneddoto al pari delle sue storie di vita.
Per me il momento di picco massimo del mese, era proprio la cena con lei. Athena invece spesso era appena tornata da un set a Montecarlo o Parigi e si stava già annoiando al ristorante con me.

Provavo comunque a giocare al meglio le mie chance e mi veniva quindi spontaneo presentarmi sempre con un regalo costoso per avere la sua approvazione.
Compiaciuta, mi abbracciava ringraziandomi teneramente e dandomi una carezza, come si fa con un bravo cane o al massimo stampandomi un amichevole bacino sulla guancia.

Capitava spesso che mi confidasse qualche suo desiderio, come un nuovo paio di scarpe o un vestitino alla moda, per vederselo poi regalare la settimana dopo, al nostro incontro successivo.
Non che avesse bisogno dei miei soldi, questo era chiaro. Ma se un ragazzo ci tiene a farti felice e ti fa dei regali, perché non accettarli, in fondo?
Forse non ero neanche l'unico che provava a fare breccia nel suo cuore in questo modo pensavo, ma non mi importava. Avrei fatto di tutto per conquistarla.

Ogni volta sognavo che avremmo finito la serata a letto, abbracciati a fare l'amore per tutta la notte. Provavo a giocarmi le mie carte al meglio, riservando a lei il mio stato di forma e le energie migliori.
Invece restavo sempre a bocca asciutta, sbavando anche solo per sentire un po' di più il suo profumo e passavo la settimana più perso che mai, sognandola ad occhi aperti.

Piuttosto quello che poteva accadere nei nostri incontri, è che questa Dea di bellezza ed esuberanza, mi raccontasse le sue di avventure e delle scopate che faceva con altri ragazzi.
Si confidava sempre con naturalezza e senza curarsi di ferire i miei sentimenti.
Penso che le piacesse vedere il mio sguardo intristirsi, mentre mi illustrava i dettagli delle avventure con i suoi uomini.
Io la ascoltavo cercando di sorridere. Era doloroso ma anche eccitante. Mi ritenevo fortunato a conoscere certe storie, anche se non ne potevo farne parte.

La verità è che Athena mi ha sempre visto solo come un amichetto zerbino, da sfruttare un po' nei momenti di noia e non aveva alcun interesse ad approfondire il rapporto con me.
Le piaceva tenermi al mio posto, come suo ammiratore devoto, ma senza mai concedermi nulla di più.
Mentre io, illudendomi sempre di avere qualche possibilità di conquistarla, mi scioglievo ai suoi piedi ad ogni incontro.



Continua...

[Estratto dal libro “Codice Femdom – Vol. 1”]

https://linktr.ee/athena.codicefemdom
scritto il
2026-08-16
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