Sottomesso al Profumo del Padrone: Capitolo 2

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genere
incesti

Il Giorno Della Rivelazione CAPITOLO 2

Secondo incontro. Erano le 15:00 in punto. Mi preparo, sentendo già l'adrenalina che mi pompa nelle vene. Zio si dirige verso mia zia, che sta chiacchierando con quella sua aria di perfetta e ignara serenità. "Mamma ," annuncia, "è arrivata la nipotina!"

La zia ride, un suono simpatico alle orecchie, completamente disarmata da tutto quello che sta per succedere. Zio aspetta pazientemente che nessuno lo veda, e poi... si muove. Mi palpa il culetto con una mano decisa, e infila l'altra sotto la tuta.

Si ferma un istante, contemplando la carne calda, prima di pronunciare la domanda: "Questo cos'è? Zoccoletta?"

Il mio cuore fa un balzo nel petto. Non esito. La risposta scatta fuori da me, quasi come se fosse stata programmata dal destino: "Il perizoma di mia madre!"

Sì. Lo avevo rubato a lei. Era stato il mio primo indumento femminile che avessi indossato, e in quel preciso istante, ho iniziato a sentirmi... cagna.

Le raccontai tutto: il desiderio segreto di travestirmi da donna. Gli dissi quanto fosse forte quella voglia dentro di me. Lui mi disse che non c'erano problemi, ma io gli risposi con un piccolo tremore nella voce: "Non ho nulla da vestirmi."

Così mi accompagnò in un negozio di abiti. Camminavo sentendo lo sguardo di tutti addosso per via del perizoma, e la sensazione era quasi fisica. Mentre andavamo, lui si fermò, con quel tono che non ammette repliche: "Da oggi sei la mia schiavetta personale."

Mi fermai, confuso/a. "Cosa vuoi dire?"

Lui sorrise, un sorriso di totale possesso. "Semplice. Da oggi farai ogni cosa che ti ordino senza disobbedirmi." Poi aggiunse: "Quando arriviamo a casa, ti preparerò un contratto e lo firmerai."

Io risposi, spaventato/a ma eccitato/a (l'idea mi aveva già fatto inzuppare il tanga)

Entrambi entriamo nel negozio. Inizio a guardare i vestiti, e sembra che tutti stiano fissando solo me. Tremavo. Ero spaventatissimo; speravo disperatamente che nessuno si accorgesse di chi ero sotto quel perizoma.

Lui, nel frattempo, aveva già preso un leggins bianco, un top nero, un reggiseno 3 e perizomi di diversi colori. Si voltò verso di me e mi diede l'ordine: "Vai nel camerino e vestiti!!!"

Stavo morendo di paura. "Questo è il tuo primo ordine," disse con enfasi. "O obbedisci, o finisce tutto qui."

Senza dire una parola, mi diressi verso la tenda. Iniziai a togliermi i vestiti in fretta e a vestirmi altrettanto velocemente. Stavo tremando letteralmente. Da dietro il tessuto della tenda sentii un sussurro caldo che vibrava nell'aria: "Brava la mia cagna!!!"

Quelle parole mi fecero vibrare l'anima. Apri' la tendina di scatto e rimasi lì, impietrito/a. Vestito da donna. Mi vergognavo come un ladro, ma mi eccitava come una lurida.

Lui si avvicinò. "Sei quasi perfetta." Poi mi passò un paio di tacchi verde smeraldo aperti, di quelli che si legano sulla gamba con i lacci. Erano meravigliosi. Li indossai e mi alzai in piedi. Era una sensazione unica. Non vedevo l'ora di camminarci... ma dove? Lo scoprirò dopo!

"Ora svestiti e ricomponiti, Troia," ordinò con un tono che non ammetteva discussioni. "Eseguii velocemente l'ordine senza fiatare."

Mettevo tutto nel cestino: leggins, top, reggiseno... Poi andammo al reparto trucchi. Mi scelse fondotinta, mascara, Rimmel, rossetto, smalto, acetone, cotone. Insomma, ogni cosa per diventare quello che era il mio desiderio più intimo e viscerale.

"Manca una cosa," disse Zio. Prese una parrucca nera e la tirò nel cestino. Mi diede i soldi e mi lanciò l'ordine: "Troia, vai a pagare! Ti aspetto fuori. Muoviti!!!!"

Mi ghiacciai. Non ero davvero pronto/a per questa esibizione; non ci avevo proprio pensato. La mia mente iniziò a viaggiare a 1000 all'ora. Ero rosso dalla vergogna, ma dovevo farlo. Era lei che mi guardava dalla vetrina esterna, si gustava una sigaretta e sogghignava nel vedermi umiliato/a in quel modo.

Ho messo tutta la roba sul banco e ho pagato, la commessa mi ha dato il sacchetto con tutto. Uscii, guardando in basso, sentendo lo sguardo di lui che mi penetrava. Appena uscito, Zio si è avvicinato e ha detto: "Questo è ancora nulla, Troia." ora andiamo a casa .....................
scritto il
2026-08-11
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