Sottomesso al Profumo del Padrone: Capitolo 1

di
genere
incesti

Capitolo Uno: L'Iniziazione – Il Giorno del Primo Contatto.

Il primo capitolo di una lunga e reale storia vissuta da me e ancora viva.

A diciotto anni, ero in uno stato di grazia quasi ingenuo. E l'invito di mio zio—il mio padrone futuro—a dormire da lui era un dono che sapeva già di essere una trappola dorata. La cena con sua madre, mia zia, era stata perfetta: il calore familiare della loro cucina, le risate sommesse, la presenza silenziosa e giudicante di lei, che osservava tutto con quel suo sguardo da regina.

Dopo aver finito, mentre l'aria si faceva più densa del profumo dei piatti, zio ha tirato fuori una canna fumante. Quel fumo era il velo tra il "normale" e il "perverso". Ho preso un paio di tiri, sentendo la tensione delle mie spalle sciogliersi, lasciando che quel rilassamento mi portasse in quella zona liminale dove l'eccitazione si mescola alla stanchezza.

E poi... lui ha mosso le mani.

L'odore caldo e leggermente balsamico dell'Olio Johnson si è sprigionato nell'aria, un profumo che annunciava il cambiamento. "Ti faccio un massaggio alla schiena," mi ha detto con quel tono sapiente, quello di chi sa esattamente dove premere per far crollare le difese.

"Sì... che bello," ho risposto, e la risposta è stata quasi un sussurro inaspettato per me stesso.

Ha iniziato. Le sue mani non sono state semplici palmi; erano strumenti calibrati. Partendo dalle spalle, ha iniziato a frizionare con una pressione decisa, scendendo lungo il dorso come un fiume caldo che si riversa sulla mia pelle. L'olio calda mi avvolgeva, e ogni sfregamento era un piccolo sussurro di promessa.

Poi, quel gesto deliberato: "Leva le mutande, se no si oliano tutte." Non ho pensato; l'istinto ha obbedito. Le mie mutande sono cadute, lasciandomi completamente esposto/a sotto la luce soffusa della camera. Il massaggio non si è fermato alle spalle. È sceso sulle natiche, e lì... lì le sue mani hanno trovato il punto focale.

Sento quelle avide dita che lavorano sul mio culetto, premendo, modellando, sentendo la carne calda sotto l'olio. L'aggiunta di altro olio è stata un atto deliberato, come se volesse assicurarsi che ogni centimetro fosse pronto per essere assorbito. Si ferma, e il silenzio si fa pesante.

"Ti dà fastidio?" chiede, la voce bassa, quasi interrogativa, ma in realtà è una dichiarazione. "Ti piace?"

La risposta fu un sussurro rauco, quasi inaspettato per la mia stessa sorpresa: "Sì... mi piace."

E da quel momento, il gioco si fa serio. Ha iniziato a massaggiare il buchino. A quei tempi era ancora un territorio relativamente selvaggio; qualche piccola esperienza con amici, ma nulla che potesse definire "esperienza". Lui ha lavorato su di esso per cinque minuti interi, come se stesse mappando un territorio sconosciuto.

Poi, il comando: "Girati!"

La luce soffusa della camera era una benedizione, ma non bastava a nascondere la verità. Il mio corpo aveva reagito prima ancora che la mente avesse elaborato l'ordine. Il mio cazzo si era irrigidito, teso e bagnato come se fosse stato unto da un velo di desiderio puro.

Lui esclama: "Alla! La mia porchetta piacciono i massaggi dello zio!!!!"

E lui sorride, quel sorriso che sa tutto. Continua. Mi ricopre l'addome e i pettorali con un altro strato di olio, come se volesse sigillare il mio stato attuale. Poi, porta la sua bocca sul mio cazzo.

Il suo movimento è sapiente, lento all'inizio, poi diventa una pressione decisa e avida. La sua lingua non sta solo stimolando; sta esplorando. Sponpina il mio giovane cazzo duro con quella maestria che ti fa sentire di essere un oggetto prezioso in mostra. Il calore della sua bocca si fonde con il calore dell'olio, e la sensazione è troppo intensa per essere contenuta.

Il mondo esterno scompare. C'è solo lui, l'odore del suo profumo misto al mio sudore oleoso, e quella pressione perfetta che mi sta portando oltre ogni limite... E poi arriva. Non un piccolo spruzzo timido; è una eruzione. Sborro come una maialina, cedendo completamente alla forza di quel primo contatto.

Questo era il giorno della mia iniziazione. Il giorno in cui ho capito che non ero più solo "un ragazzo". Ero la sua tela, e lui aveva appena iniziato a dipingere su di me........
scritto il
2026-08-11
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