Francesca al Karaoke

di
genere
dominazione

per contatti @blogbdsmnuovo o @padronebastardo49

Dopo l’episodio dal benzinaio lasciai passare solo due giorni, poi scrissi su WhatsApp a Francesca “Stasera esci. Ti vengo a prendere. Preparati.”

Francesca rispose “ : Padrone… non voglio. Non mi piacciono i vecchi, cerchi di essere clemente questa vita”

Io risposi “Taci.  Stasera esci. Vengo a farti prendere dall’incaricato, non hai nessun diritto di discutere le mie volontà, cagna”.

Francesca:” Padrone… non voglio. Non mi piacciono i vecchi. Per favore no.

La mia risposta fu” Non ti ho chiesto se ti piace. Ti ho detto di prepararti. Punto.”

Lei continuò a scrivere che non ce la faceva. Io non risposi più. Mandai l’incaricato.

Quando l’uomo suonò, Francesca aprì dopo diversi squilli. Stava sulla soglia con la faccia chiusa.

“Non voglio venire. Diglielo al tuo padrone. Non mi piacciono i vecchi.”

L’incaricato la guardò senza espressione.

“Sali in macchina. Adesso.”

Francesca scosse la testa e cercò di chiudere la porta. Lui la bloccò, le prese il polso e la trascinò fuori. Lei si divincolò, disse di no più volte, cercò di aggrapparsi allo stipite. Lui non rispose. La fece salire a forza.

Dentro l’auto abbassò la cerniera e tirò fuori il cazzo già duro.

“Apri la bocca. E succhia. Senza fare la schizzinosa.”

Francesca lo fissò.

“Non voglio…”

“Ho detto succhia. Adesso.”

Lei si chinò lentamente. Gli prese il cazzo e lo portò alle labbra. Iniziò a succhiare con movimenti lenti e di rifiuto. L’incaricato le afferrò i capelli e la spinse più a fondo.

“Tutta. Fino in fondo. Come la cagna che sei.»

Continuò a usarle la bocca finché non venne, tenendola premuta contro il pube. Francesca deglutì tossendo. Solo allora lui partì.

L’incaricato la portò in un locale di karaoke  in piena periferia che puzzava di vino e fumo. Una quindicina di vecchi seduti ai tavoli. Quando Francesca entrò, il vecchio dalla faccia rossa la chiamò subito.

“Vieni qua, troia. Ti stavamo aspettando.”

Lei esitò. Lui le afferrò il braccio e la trascinò verso il palco.

“Stasera canti. E ti muovi come si deve.”

Le ficcò il microfono in mano e avviò una canzone lenta.

“Alza la voce. E muovi quel culo. Non fare la vergine.”

Francesca iniziò a cantare a voce bassa. Il vecchio le si avvicinò e le parlò all’orecchio, abbastanza forte da far sentire chi stesse vicino:

“Più sexy, puttana. Alza la gonna un po’. Fagli vedere le cosce.”

A metà canzone le ordinò:

“Togliti la camicetta. Adesso.”

Francesca scosse la testa. Lui gliela strappò quasi.

“Toglila o te la strappo io. Sbrigati.”

Lei si tolse la camicetta. Rimase in reggiseno. Gli uomini iniziarono a fischiare.

Alla fine della canzone il vecchio non la fece scendere.

“Adesso ti togli tutto. Reggiseno e gonna. E scendi tra i tavoli. Voglio vederti camminare nuda.”

“Per favore…” sussurrò lei.

“Per favore un cazzo. Spogliati.”

Francesca si tolse il reggiseno e la gonna. Rimase nuda. Il vecchio le diede un colpetto sul culo.

“Ora cammina. Piegati quando ti dico. Apri le gambe. Metti le mani dietro la schiena. Guarda per terra come una cagna.”

Lei scese tra i tavoli nuda, con il microfono ancora in mano, cantando a voce bassa. Il vecchio la seguiva e le dava ordini a voce alta:

“Fermati qui. Piegati in avanti. Apri quelle chiappe. Bravo, così. Adesso a quattro zampe per due secondi. Guarda come ti guardano, troia.”

Qualcuno le toccò il culo mentre passava. Un altro le strinse una tetta. Lei non poteva fare nulla.

Quando la canzone finì, il vecchio la riportò al tavolo e la fece sedere.

“Apri le gambe. Subito.”

Le infilò due dita nella figa davanti a tutti.

“Già fradicia. Che puttanella.”

Continuò a farle un ditalino con forza, parlando agli altri:

“Sentite com’è bagnata. Si bagna solo a farsi mettere le dita da un vecchio.”

Francesca teneva gli occhi bassi e stringeva i denti.

Dopo un po’ il vecchio la trascinò nell’angolo vicino ai bagni. Lì c’era il suo amico.

“Questa te la scopi nel culo. È già calda.”

L’amico annuì, si tirò fuori il cazzo e la fece girare.

“Apri le chiappe, puttana.”

Francesca le aprì. Lui le sputò sull’ano e le infilò il cazzo dentro con un colpo secco.

“Stretta. Come piace a me.”

Iniziò a scoparla forte, tenendola contro il muro. Il primo vecchio guardava e commentava:

“Spingi più a fondo. Falla gemere. È una troia, regge tutto.”

L’amico continuò fino a venire dentro di lei, grugnendo. Quando uscì, la sborra le colò subito lungo la coscia.

Il vecchio le diede uno schiaffo sul culo.

“Brava cagna. Ora torna a sederti. E non ti pulire.”

Francesca tornò al tavolo con le gambe tremante e si sedette. Poco dopo arrivò il mio messaggio: “Hai fatto resistenza. Hai succhiato. Hai cantato nuda. Hai camminato tra i tavoli come una troia. Hai preso dita e cazzo nel culo. Ora resta lì. Non ti pulire. Sarai punita per la resistenza che hai avuto”

Francesca: “sì, Padrone.”

Rimase seduta, nuda sotto la gonna che le avevano fatto rimettere, con la sborra che ancora le colava, mentre i vecchi continuavano a guardarla e a ridere.

http://www.padronebastardo.org
scritto il
2026-08-10
1 2 8
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Francesca dal benzinaio

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.