Puttana alla cena

di
genere
tradimenti

Mio marito Luca aveva organizzato una cena romantica per noi due. "Vestiti sexy, andiamo in un posticino carino ed isolato". Per me sexy è sinonimo di puttana, più pelle si vede, meglio è. Mi prendo una giornata di ferie a lavoro, tanto è venerdì e solitamente non c'è molto da fare. Quindi doccia al mattino, e poi parrucchiera ed estetista. Voglio essere la più sexy del locale, voglio che Luca sia l'uomo più invidiato e soprattutto voglio gli sguardi su di me. Dopo decine di minuti a decidere cosa mettere, opto per una semplice minigonna di jeans, ma veramente mini ed una canottiera nera con spalline fini e bordi in pizzo, trasparente che lascia praticamente in bella mostra le mie splendide tette perfette. Non metto intimo, solo un tacco aperto che mette in evidenza i miei piedini con smalto nero. La minigonna lascia scoperto la parte finale del culo. La fica al vento mi eccita, da seduta è praticamente in bella vista. Arriviamo al ristorante, un vecchio mulino in collina, lontano dalla città. Il locale è quasi al completo ma mio marito ha prenotato una saletta un po' in disparte. Ci accomodiamo, il cameriere ha subito notato la minigonna e gli occhi spesso gli cadono tra le mie cosce. Accavallo le gambe e gioco col piede a penzoloni. Torna io cameriere a portare da bere e a prendere le prenotazioni, io volutamente apro le cosce, e gli metto in mostra la mia bella fichetta. Mi sto eccitando a provocare. Noto che dalla sala grande, un uomo, forse sulla cinquantina, al tavolo con la moglie, mi guarda. Mi alzo per andare in bagno passando davanti a lui e fissandolo negli occhi. A dire il vero sculetto anche un pochino. Poco dopo eccolo che arriva lui, mi aveva seguito il porco. Entra nel bagno, senza nemmeno dire una parola mi gira di schiena, tira fuori il cazzo e lo strofina sulla fica bagnata. Mi scopa, mi piace e più ansimo più spinge. Sono nel pieno dell'orgasmo quando la porta del bagno si apre ed entra Luca. "Sapevo che ti stavi facendo scopare, troia come sei". Non rispondo, anzi lo guardo negli occhi e godo ancora, voglio anche il suo cazzo e inizio a toccarlo. Poi mi giro, mi chino, la fica sgocciolante, gli tiro fuori il cazzo e lo sego. Nel frattempo succhio quello dello sconosciuto, sa di buono, sa di fica, la mia. Alterno il suo cazzo a quello di Luca, fino a farli sborrare nelle mia bocca. Li pulisco entrambi. Mi alzo, lavo le mani e torno al tavolo. Ceniamo ma sono ancora eccitata, sfilo il tacco dal piede e lo appoggio sul cazzo di Luca. Gli faccio una sega con il piede, mentre l'uomo dall'altra sala sta guardando lo spettacolo e con la mano si tocca la patta dei pantaloni. Faccio sborrare mio marito. Adoro la sborra tra le dita dei piedi, infilo nuovamente il tacco. E in attesa del dolce mi tocco la fica, con una mano sul clitoride poi entro con due dita. Mi muovo sulla sedia, fisso mio marito, sto venendo. Finiamo la cena e quando mio marito chiede il conto il cameriere gli dice che la cena la offre la casa. Uscendo mi chiede come mai, e la risposta è davanti ai suoi occhi, appoggiati alla macchina ci sono io cameriere e il titolare del locale, stanno fumando una sigaretta, ne offrono una anche a me e poi iniziamo a giocare, li nel parcheggio...ma questa è un'altra storia
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2026-07-25
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