Zia implora attenzioni!
di
Matteezia
genere
incesti
Ciao a tutti!
Era un tardo pomeriggio estivo. La luce calda filtrava dalle finestre mentre ero seduto sul divano con il portatile sulle gambe, cercando di concentrarmi sul lavoro stando al fresco.
Zia entrò in casa dopo il lavoro con leggero vestito estivo a fiori al ginocchio che aderiva leggermente al corpo per il caldo della giornata. I sandali bassi ai piedi sempre curati e da baciare.
Aveva lo sguardo pesante, stressato ma carico di voglia.
Si fermò davanti a me e disse piano:
Z:”Sono tornata…sono stressata da questa settimana di lavoro e ho una voglia folle”.
M:”Dopo zia, devo finire una cosa. Mando una mail e ci sono” risposi senza alzare gli occhi dallo schermo.
Lei rimase lì qualche secondo, poi insistette con voce più morbida:
Z:”Ti prego… ho bisogno di un po’ di attenzioni, di cazzo. Mi sono bagnata pensando a del gran sesso nel tragitto dal lavoro in macchina.”
M:”Non ho detto di no, devo finire questa cosa e ci sono” replicai.
Infilò lentamente una mano sotto il vestito e si sfilò le mutande, facendole scivolare lungo le gambe fino a terra e con un piede le mise sopra allo schermo del mio portatile.
La guardai sorridendo M:”Arrivo subito. Lasciami finire “ e strizzai l’occhio.
Z:”Ti prego. Non riesco a pensare ad altro. Non voglio aspettare”, M:”Aspetta un secondo dai” ripetei, anche se il cazzo mi pulsava nei pantaloni.
Lei si abbassò in ginocchio tra le mie gambe, appoggiando le mani sulle mie cosce.
Z:”Ti prego… Ho tanta voglia.”
La ignorai ancora, digitando sulla tastiera.
Zia allora prese l’iniziativa. Spostò il portatile, mi slacciò i pantaloni con mani tremanti e mi tirò fuori il cazzo duro.
Lo guardò per un secondo con desiderio puro, poi se lo infilò in bocca.
Il pompino fu lento e profondo. Zia andò fino in fondo, soffocandosi fino alle palle, la gola che si contraeva intorno a me. Bava calda e abbondante colava copiosa lungo l’asta, gocciolando sulle mie palle.
Un pompino folle che mi fece quasi sborrare subito. Era famelica, vogliosa da paura, forse quasi come non mai. Faceva rumori umidi e strozzati, spingendo la testa con calma ma determinazione, gli occhi lucidi mentre mi guardava dal basso. Succhiava con passione, leccava tutta la lunghezza, girava la lingua intorno alla cappella e tornava a ingoiarlo tutto, gemendo disperata dalla voglia.
M:”Cazzo zia… sei bravissima”mormorai alla fine, tenendole la testa.
Mi massaggiò le palle, la ceppa le tenuta con le labbra e una mano a segare follemente il cazzo. Ne scaturì una sborrata enorme nella bocca di zia, che prese tutta.
Zia ingoiò tutto, ma lasciò che un po’ di sborra le colasse dalle labbra, leccandola via lentamente mentre mi guardava.
M:” Porca troia che pompa. Madonna.” esclamai. Zia ridacchiò soddisfatta.
Z:” Non pensare che sia bastato solo questo” e si alzò.
Si sdraiò sul divano aprendo le gambe, il vestito ancora addosso e i sandali ai piedi.
Z:”Ti prego… toccami. Ho bisogno!”.
Lei si toccava piano, gemendo, e continuò a implorare:
Z:”Per favore… non ce la faccio più!”
Dopo averla fatta aspettare mi alzai, mi denudai e mi abbassai su di lei, leccandole la figa bagnatissima mentre infilavo tre dita, muovendole con calma prima di aumentare il ritmo.
Zia si contorceva, gemendo forte.
La figa era di un fradicio mai visto, eccitata da matti.
Le picchiettai il cazzo sulla figa e lo infilai dentro. Entrai senza resistenza con una facilitá immane.
Quando la penetrai, bastarono pochi affondi profondi, tre o quattro affondi profondi: zia esplose in uno squirt potente, lungo e intenso come raramente accade. Un orgasmo che la fece urlare di piacere, tremando violentemente, perdendo il fiato.
La figa stringeva il cazzo che la sentiva pulsare all’impazzata.
Continuai a muovermi piano per darle respiro, togliendole i sandali e leccandole i piedi mentre riprendeva fiato.
Le mangiai letteralmente i piedi infilandomeli in bocca e leccandoli senza ritegno.
Tornai a fotterla dopo qualche minuto entrando ed uscendo dalla figa ricca di umori.
Zia gemeva e ansimava senza tregua.
Tolsi il cazzo e mi sedetti come prima sul divano, zia si alzò anche lei e si sedette sul mio cazzo dandomi le spalle. Si tolse il vestito gettandolo in terra Z:” Mi ci voleva!” cominciando a muoversi con il mio cazzo piantato nella sua figa.
Il ritmo era nelle sue mani e prese a saltellare sul mio cazzo continuando a gemere come una maiala.
Le mie mani afferrarono i suoi fianchi e i glutei aiutandola con i movimenti. Si alzava fino ad avere solo la punta del mio cazzo dentro la sua figa per risedersi totalmente sul cazzo fino a farlo scomparire in profondità dentro di lei.
Una cavalcata da maestra che mi fece vedere il paradiso.
Passarono minuti d zia si tolse dal mio cazzo per inginocchiarsi sul pavimento per raccogliere il cazzo con la sua bocca.
Un pompino veloce, quasi dovuto e forzato. Lecco giusto il tempo per avere il cazzo ricoperto di bava oltre ai suoi umori.
La feci mettere a pecora con le braccia poggiate sullo schienale del divano, puntai il cazzo e fuori dentro immediatamente.
Pompai forte, veloce e aggiungendo al tutto qualche bello sculaccione sul culo che spezzava i suoi gemiti di piacere intenso.
Zia si contorse man mano che aumentavano i colpi dentro di lei.
Le infilai una falange di pollice nel culo ma non fece nessun effetto, era troppo presa dal cazzo.
Dopo un pò non resistetti più, mi tirai leggermente indietro tenendo dentro la sua figa solo la cappella. Sborrai dentro la figa di zia facendole fare dei gemiti si sorpresa e di contentezza.
Finito l’orgasmo le diedi una pacca sul culo e tirai fuori il cazzo facendo colare tutta la sborra fuori dalla figa tutto sulle sue cosce.
Zia rimase poggiata allo schienale, esausta, sudata, con il mio sperma caldo sulle gambe, soddisfatta ma con lo sguardo ancora famelico.
Tornai a lavorare promettendo a zia un secondo round davvero necessario.
Grazie!
Era un tardo pomeriggio estivo. La luce calda filtrava dalle finestre mentre ero seduto sul divano con il portatile sulle gambe, cercando di concentrarmi sul lavoro stando al fresco.
Zia entrò in casa dopo il lavoro con leggero vestito estivo a fiori al ginocchio che aderiva leggermente al corpo per il caldo della giornata. I sandali bassi ai piedi sempre curati e da baciare.
Aveva lo sguardo pesante, stressato ma carico di voglia.
Si fermò davanti a me e disse piano:
Z:”Sono tornata…sono stressata da questa settimana di lavoro e ho una voglia folle”.
M:”Dopo zia, devo finire una cosa. Mando una mail e ci sono” risposi senza alzare gli occhi dallo schermo.
Lei rimase lì qualche secondo, poi insistette con voce più morbida:
Z:”Ti prego… ho bisogno di un po’ di attenzioni, di cazzo. Mi sono bagnata pensando a del gran sesso nel tragitto dal lavoro in macchina.”
M:”Non ho detto di no, devo finire questa cosa e ci sono” replicai.
Infilò lentamente una mano sotto il vestito e si sfilò le mutande, facendole scivolare lungo le gambe fino a terra e con un piede le mise sopra allo schermo del mio portatile.
La guardai sorridendo M:”Arrivo subito. Lasciami finire “ e strizzai l’occhio.
Z:”Ti prego. Non riesco a pensare ad altro. Non voglio aspettare”, M:”Aspetta un secondo dai” ripetei, anche se il cazzo mi pulsava nei pantaloni.
Lei si abbassò in ginocchio tra le mie gambe, appoggiando le mani sulle mie cosce.
Z:”Ti prego… Ho tanta voglia.”
La ignorai ancora, digitando sulla tastiera.
Zia allora prese l’iniziativa. Spostò il portatile, mi slacciò i pantaloni con mani tremanti e mi tirò fuori il cazzo duro.
Lo guardò per un secondo con desiderio puro, poi se lo infilò in bocca.
Il pompino fu lento e profondo. Zia andò fino in fondo, soffocandosi fino alle palle, la gola che si contraeva intorno a me. Bava calda e abbondante colava copiosa lungo l’asta, gocciolando sulle mie palle.
Un pompino folle che mi fece quasi sborrare subito. Era famelica, vogliosa da paura, forse quasi come non mai. Faceva rumori umidi e strozzati, spingendo la testa con calma ma determinazione, gli occhi lucidi mentre mi guardava dal basso. Succhiava con passione, leccava tutta la lunghezza, girava la lingua intorno alla cappella e tornava a ingoiarlo tutto, gemendo disperata dalla voglia.
M:”Cazzo zia… sei bravissima”mormorai alla fine, tenendole la testa.
Mi massaggiò le palle, la ceppa le tenuta con le labbra e una mano a segare follemente il cazzo. Ne scaturì una sborrata enorme nella bocca di zia, che prese tutta.
Zia ingoiò tutto, ma lasciò che un po’ di sborra le colasse dalle labbra, leccandola via lentamente mentre mi guardava.
M:” Porca troia che pompa. Madonna.” esclamai. Zia ridacchiò soddisfatta.
Z:” Non pensare che sia bastato solo questo” e si alzò.
Si sdraiò sul divano aprendo le gambe, il vestito ancora addosso e i sandali ai piedi.
Z:”Ti prego… toccami. Ho bisogno!”.
Lei si toccava piano, gemendo, e continuò a implorare:
Z:”Per favore… non ce la faccio più!”
Dopo averla fatta aspettare mi alzai, mi denudai e mi abbassai su di lei, leccandole la figa bagnatissima mentre infilavo tre dita, muovendole con calma prima di aumentare il ritmo.
Zia si contorceva, gemendo forte.
La figa era di un fradicio mai visto, eccitata da matti.
Le picchiettai il cazzo sulla figa e lo infilai dentro. Entrai senza resistenza con una facilitá immane.
Quando la penetrai, bastarono pochi affondi profondi, tre o quattro affondi profondi: zia esplose in uno squirt potente, lungo e intenso come raramente accade. Un orgasmo che la fece urlare di piacere, tremando violentemente, perdendo il fiato.
La figa stringeva il cazzo che la sentiva pulsare all’impazzata.
Continuai a muovermi piano per darle respiro, togliendole i sandali e leccandole i piedi mentre riprendeva fiato.
Le mangiai letteralmente i piedi infilandomeli in bocca e leccandoli senza ritegno.
Tornai a fotterla dopo qualche minuto entrando ed uscendo dalla figa ricca di umori.
Zia gemeva e ansimava senza tregua.
Tolsi il cazzo e mi sedetti come prima sul divano, zia si alzò anche lei e si sedette sul mio cazzo dandomi le spalle. Si tolse il vestito gettandolo in terra Z:” Mi ci voleva!” cominciando a muoversi con il mio cazzo piantato nella sua figa.
Il ritmo era nelle sue mani e prese a saltellare sul mio cazzo continuando a gemere come una maiala.
Le mie mani afferrarono i suoi fianchi e i glutei aiutandola con i movimenti. Si alzava fino ad avere solo la punta del mio cazzo dentro la sua figa per risedersi totalmente sul cazzo fino a farlo scomparire in profondità dentro di lei.
Una cavalcata da maestra che mi fece vedere il paradiso.
Passarono minuti d zia si tolse dal mio cazzo per inginocchiarsi sul pavimento per raccogliere il cazzo con la sua bocca.
Un pompino veloce, quasi dovuto e forzato. Lecco giusto il tempo per avere il cazzo ricoperto di bava oltre ai suoi umori.
La feci mettere a pecora con le braccia poggiate sullo schienale del divano, puntai il cazzo e fuori dentro immediatamente.
Pompai forte, veloce e aggiungendo al tutto qualche bello sculaccione sul culo che spezzava i suoi gemiti di piacere intenso.
Zia si contorse man mano che aumentavano i colpi dentro di lei.
Le infilai una falange di pollice nel culo ma non fece nessun effetto, era troppo presa dal cazzo.
Dopo un pò non resistetti più, mi tirai leggermente indietro tenendo dentro la sua figa solo la cappella. Sborrai dentro la figa di zia facendole fare dei gemiti si sorpresa e di contentezza.
Finito l’orgasmo le diedi una pacca sul culo e tirai fuori il cazzo facendo colare tutta la sborra fuori dalla figa tutto sulle sue cosce.
Zia rimase poggiata allo schienale, esausta, sudata, con il mio sperma caldo sulle gambe, soddisfatta ma con lo sguardo ancora famelico.
Tornai a lavorare promettendo a zia un secondo round davvero necessario.
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